ISTITUTO SECONDARIO DI 1°GRADO

"F. PETRARCA"

Via Togliatti n.1

Tef./fax  0882-331051

SAN SEVERO (Fg)

 

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA

 

 

 

 

La scuola è luogo di cultura da vivere come occasione di crescita personale ed è luogo di democrazia da vivere non come mera procedura delle convenienze e della composizione degli interessi di ciascuno, ma come occasione per conseguire la più elevata partecipazione sociale, centrata sui valori della solidarietà e della tolleranza. Nessuno può sentirsi escluso dalla responsabilità educativa e ciascuno ha il dovere di partecipare alla promozione e allo sviluppo della crescita personale dei giovani, con la passione delle proprie emozioni, con la creatività della propria fantasia, con l’esperienza del proprio vissuto, con il peso delle proprie idee, con la diversità delle proprie opinioni, al fine di realizzare un modello di convivenza sociale che valorizza le persone e le comunità, senza più l’alibi della delega che attribuisce ad altri responsabilità che sono di tutti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL PRESENTE PIANO FORMATIVO E’ STATO APPROVATO NELL’A.S. 2005-2006 ED HA VALIDITA’ TRIENNALE. ESSO SARA’ AGGIORNATO ANNUALMENTE CON APPOSITI ALLEGATI RIGUARDANTI LE INTEGRAZIONI E/O MODIFICHE CHE IL COLLEGIO RITERRA’ DI APPORTARE ANCHE IN SEGUITO A  NUOVE NORMATIVE.

 

 

PRINCIPI GENERALI DEL P. O. F.

 

Definizione:  fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale della scuola 

 

Elementi costitutivi: 

·           progettazione educativa

·           progettazione curricolare

·           progettazione extracurricolare

·           progettazione organizzativa

                       

 Funzione

§           ricondurre ad unità sistemica gli elementi del P. O. F.

          

Caratteristiche

Il piano  deve essere:

·           rapportato al contesto

·           interconnesso tra i vari elementi

·           unitario nelle diverse dimensioni: didattica-organizzativa-gestionale-educativa

·           coerente con gli obiettivi generali ed educativi nazionali

·           rispettoso delle diverse scelte metodologiche

·           orientato a valorizzare le risorse professionali esistenti

·           costruito per superare la logica della frammentarietà e della uniformità

·           rivolto a valorizzare le diversità e le flessibilità

 

deve comprendere:

·                     gli scopi, le finalità, i valori, gli obiettivi

·                     l’intenzionalità formativa (conoscenze, competenze, capacità)

·                     gli atteggiamenti

·                     i comportamenti

·                     le procedure e i sistemi d’organizzazione

·                     le competenze specialistiche

·                     gli strumenti didattici

·                     i ruoli specifici

·                     la documentazione

·                     le collaborazioni con esperti esterni

·                     forme d’autovalutazione e di valutazione in conformità a principi e criteri validamente definiti

·                     le forme e le modalità della comunicazione

 

  Modello

Il piano

deve essere:

·           specifico dell’identità culturale della scuola

·           strutturato nei suoi componenti

·           documentato nelle sue realizzazioni (processi-prodotti)

·           centrato sulle seguenti categorie:  

o          flessibilità (capacità della scuola di rispondere ai bisogni formativi degli utenti)

o          responsabilità (capacità della scuola di rispondere delle proprie scelte individuali e collettive) 

o          integrazione (capacità della scuola di interagire con il territorio in tutte le sue espressioni: sociali, economiche, istituzionali…)

 

      Procedure                                                                                 Soggetti coinvolti

 

a) Fase delle proposte, dei pareri, delle proposte                            Organismi sociali

                                                                                                          Enti istituzionali

                                                                                                          Associazione dei Genitori

                                                                                                          Utenti

b) Fase degli orientamenti                                                                Consiglio d’Istituto

     Indirizzi e scelte generali di gestione e

     di amministrazione

 

c) Fase della elaborazione                                                               Collegio dei docenti

 

d) Fase dell’adozione                                                                       Consiglio d’Istituto

 

 e) Fase della pubblicizzazione                                                        Genitori

                della comunicazione                                                         Enti                                                                                                                                                             Organismi sociali

                                                                                                          Associazioni

 

 

PRESENTAZIONE DELLA SCUOLA NELLA SUA EVOLUZIONE CULTURALE

L’Istituto secondario di 1° grado  “F. PETRARCA” nel corso degli anni si è posto, di fronte ai vari provvedimenti di un’Amministrazione tesa a trasformare radicalmente l’Istituzione, in un atteggiamento costruttivo nel senso che, al suo interno, non si è mai trascurato di giungere ad una interpretazione il più possi­bile approfondita dei documenti emanati in successione, talvolta anche molto rapida, al fine di co­glierne l’unitarietà e la direzione di marcia indicata. Si è sempre proceduto ad una consi­derazione critica della situazione esistente per vagliare quanto effettivamente potesse essere fatto e secondo quali modalità, allo scopo di evitare il più possibile il rischio che tutto restasse nell’ambito dell’adempimento formale, senza riflessi sulla vita della scuola, sull’onda di quella cultura burocra­tica da lungo tempo e sin troppo radicata nell’Istituzione.

Grazie a tale impostazione si è creato nell’Istituto un clima abbastanza vivace e ricco di scambi e confronti, avvenuti, però -soprattutto in maniera informale- dal momento che gli incontri si presen­tavano molto ridotti nel numero, insufficienti nei tempi e prevalentemente finalizzati a dar veste formale a quanto nella scuola si concretizzava.

Si è così riusciti, nel corso degli anni, a porre le basi per una comunicazione sempre più significativa da cui poi sono scaturite l’accettazione e la condivisione di alcuni principi fondamentali, linee d’indirizzo e strumenti che hanno gradualmente consentito un orientamento di fondo dell’Istituto via via più mirato a riconoscere ed a rispondere in maniera adeguata ai bisogni degli alunni.

Il punto di partenza, fertile di conseguenze per il suo valore e la sua portata, è stata la normativa re­lativa all’Educazione alla salute che ha rappresentato uno strumento formidabile di lettura di quelli che erano, e sono tuttora, i bisogni complessivi dei giovani d’oggi ed insieme una chiave interpre­tativa dell’inadeguatezza dell’Istituzione a rispondervi, tutta incentrata e concentrata nell’unico ruolo di fornire un’istruzione, fondata quasi esclusivamente sulla trasmissione di un sapere codifi­cato, ruolo davvero limitato rispetto alle problematiche emergenti in seno all’universo giovanile in seguito alle profonde trasformazioni avvenute nella società.

Frutto di quella stagione è stato il documento sul significato della “centralità” dello studente, il cui contenuto ha rappresentato il prin­cipio propulsore ed organizzatore di tutte le successive iniziative ed attività sia di studio e ricerca che operative, fungendo insieme da stimolo e da punto di riferimento per l’individuazione delle priorità da affrontare nella progettazione e nell’articolazione degli stessi interventi.

Infatti, l’accettazione e l’interiorizzazione della unitarietà della persona e del reciproco influsso che le sfere affettiva, cognitiva e relazionale esercitano nell’individuo, ha indotto la scuola:

da un lato ad osservare con più attenzione il contesto socio-culturale, sia in generale, per l’individuazione dei punti di crisi derivanti da una sua influenza poco adeguata rispetto ai bisogni formativi delle nuove generazioni, sia in riferimento alle situazioni particolari dei singoli, per una loro conoscenza più approfondita in vista della successiva individualizzazione degli interventi;

dall’altro ad accogliere e praticare l’idea di una scuola capace di svolgere un ruolo centrale nella sensibilizzazione del contesto attraverso il coinvolgimento e la formazione della componente geni­tori (organizzazione di corsi di aggiornamento per genitori sia in collaborazione con altri istituti sia interni alla scuola, formazione di un comitato genitori, coinvolgimento dei genitori in iniziative svolte nell’Istituto, informazione sulla progettazione da parte dei consigli di classe quale base del contratto formativo).

Le graduali consapevolezze acquisite per tale via circa le influenze ostative di uno sviluppo e di una formazione adeguati ai tempi, esercitate dalla cultura locale e del gap esi­stente tra quanto realmente offerto e gli obbiettivi da raggiungere, ricavati attraverso la reinterpreta­zione degli ordinamenti della scuola media alla luce delle istanze dell’odierna società, hanno favo­rito un ritorno d’interesse verso la dimensione cognitiva su tutt’altre basi, sollecitati in questo dall’introduzione della scheda di valutazione articolata in criteri.

In quell’occasione, infatti, i docenti divisi in gruppi di materia si sono preoccupati di analizzare le varie discipline individuando per ciascuna le sottocompetenze afferenti ai vari criteri ed i livelli delle varie prestazioni, acquisendo in tal modo  consapevolezze relativamente alla struttura delle discipline stesse e alle diverse abilità sottese alle varie sottocompetenze.

Le acquisizioni di questa fase si sono manifestate fondamentali per la crescita del Collegio in dire­zione di una didattica sempre più tarata sugli effettivi bisogni degli alunni ed ormai finalizzata al successo formativo. Infatti, da un lato hanno consentito di interiorizzare le dimensioni trasversali insite nelle discipline, permettendo ai Consigli di classe di intervenire in maniera unitaria, dall’altro hanno reso possibile la costru­zione di strumenti collegiali più articolati ed esaustivi, per la rilevazione sia della situazione in in­gresso - in cui vengono presi in considerazione anche i prerequisiti dell’apprendimento, in vista di una programmazione tempestiva di eventuali interventi di recupero- che di quella in itinere.

Conse­guenza naturale delle acquisizioni fatte è stato un progetto di continuità educativa con Istituti degli altri ordini e gradi, finalizzato alla socializzazione di quanto elaborato in vista di ulteriori intese e sviluppi che si sono concretizzati nell’adesione al progetto per la prevenzione della dispersione cui la Petrarca ha partecipato per tutta la sua durata sin dal momento della stesura degli accordi di programma con alcuni Enti territoriali.

 

AREA DELLA PROGETTAZIONE EDUCATIVA (le scelte educative)

L’istituzione scolastica di fronte ai valori ed ai bisogni di una società in trasformazione

I grandi processi di trasformazione tecnologica e scientifica e i conseguenti condizionamenti  sul  piano  socio culturale, comportano  nuove responsabilità morali, individuali e collettive. I tempi contemporanei sono talmente dinamici che sollecitano continui adattamenti esistenziali e cambiamenti strutturali del pensiero sul  piano spazio-temporale con conseguenze sugli stessi processi di  apprendimento. I fenomeni dell’ omologazione di massa o gli esasperati individualismi  che  poggiano  sulla  cultura  dell'immagine contrapposta alla cultura  del libro, ristrutturano, sempre  più frequentemente, le categorie del pensiero  su  meccanismi  fondati  sull'immagine  più che sulla parola. Vi è il pericolo che non si elaborino i concetti astratti e si determini un nuovo analfabetismo di ritorno. Si sono conseguentemente modificati i  bisogni formativi degli studenti  e la domanda sociale oggi richiede più educazione e istruzione,  ampliata  ai  nuovi alfabeti e saperi. I veloci cambiamenti nella cultura e nel mondo del lavoro implicano, di conseguenza, un continuo aggiornamento, riqualificazione e formazione continua, nella prospettiva dell'educazione permanente e una scuola che educhi alla conoscenza come valore, alla padronanza delle conoscenze, alle abilità, alle competenze, al sapersi orientare, ad essere disponibile al cambiamento, ad essere flessibile, a saper interagire e collaborare, a saper organizzare e organizzarsi, a saper scegliere e decidere, a saper progettare e programmare, a saper produrre, a saper valutare e valutarsi, ad acquisire/condividere obiettivi valoriali, educativi  di grande rilevanza per l’intera società, legati alla dimensione morale dell’individuo e della collettività.  

Cambiata la natura e la tipologia della domanda formativa cambiano, peraltro, le stesse strategie d’intervento formativo. In questo quadro prospettico, vanno allora riviste le  categorie  stesse di riferimento delle età psicologiche e sociali dell'uomo. I tempi dell'adolescenza si sono allungati, con gli immaginabili riflessi sul piano psicologico per la costruzione della propria identità.

 

Analisi del contesto socioculturale del territorio e scelte educative

A fronte di tali nuovi bisogni presenti in una società che sta affrontando le sfide della globalizzazione, in cui sono venuti a mancare punti di riferimento precisi, certezze e valori condivisi, in cui sollecitazioni frequentemente contraddittorie tra loro creano disorientamento e malessere soprattutto tra i più giovani, sarebbe oltremodo necessario che nel contesto maturassero comportamenti fortemente orientati alla collaborazione, alla solidarietà sociale ed all’impegno civile, quale strumento per arginare fenomeni di disgregazione alquanto rapida, appena accentuati qualche anno fa, ma che evidentemente non hanno trovato, proprio a causa di alcune caratteristiche della mentalità locale, adeguati antidoti alla loro diffusione. Infatti, dalle osservazioni condotte nel periodo precedente a quello attuale, per una migliore conoscenza del contesto, emergeva che la comunità sanseverese pur avendo partecipato alla pluralità dei fenomeni di sviluppo vissuti negli ultimi decenni dalla nazione, non aveva manifestato consistenti spinte verso un’industrializzazione massiccia con i fenomeni ad essa connessi di ampliamento della gamma dei redditi/profitti, di spirito consumistico, di discriminazione ed emarginazione sociale, continuando a conservare, invece, prevalentemente la sua fisionomia di centro agricolo con livelli di benessere diffusi, attestati su valori medio-bassi e con stili di vita ispirati ai più tradizionali valori e comportamenti di società contadine patriarcali quali paternalismo, stereotipi sessisti, individualismo, scarsa sensibilità al sociale.

Tale staticità viene comunque turbata dalla massiccia e passiva esposizione ai messaggi mass-medialogici che veicolando immagini e modelli irreali e/o irraggiungibili, finivano con l'ingenerare frustrazione e confusione e con l'esasperare posizioni, evidenziando, in tale modo, una certa difficoltà della cultura locale a giungere, attraverso un'equilibrata integrazione del vecchio con il nuovo, all'instaurazione di valori e comportamenti che, costruiti su un substrato di sentire e pensare autoctoni, ma insieme comprensivi di alcune positive suggestioni dei nostri tempi, debitamente filtrate alla luce dell'intelligenza e di una critica costruttiva, avrebbero potuto caratterizzarsi come maggiormente idonei a polarizzare convergenze ed a favorire identificazioni, aiutando a superare fratture tra generazioni e strati sociali.

Proprio tale difficoltà di mediazione, di scarsa adeguatezza della cultura locale a gestire il cambiamento con criticità e flessibilità, ha fatto evolvere la situazione precedentemente delineata in direzione di un progressivo e definitivo declino del modello educativo tradizionale di tipo autoritario. Esso è stato sostituito, in una gran parte dei casi, da interventi educativi sempre più spesso improntati a modalità assimilabili  ad un permissivismo non orientato da chiari valori ed obiettivi, in presenza di richieste sempre più condizionate dal gruppo dei pari, estremamente influenzato dalla propaganda consumistica e dai miti mass- mediologici, piuttosto che dal dialogo costruttivo ed orientante proprio di una comunità adulta capace di farsi carico della responsabilità di creare le condizioni per una crescita ed una maturazione delle nuove generazioni, fondata sul rispetto delle caratteristiche individuali ed insieme sui futuri bisogni di quelli che saranno i cittadini del domani.

Restano, invece, ben radicate nel contesto la forte componente individualistica e la scarsa sensibilità al sociale che emergono nei sempre più frequenti momenti in cui l’Istituzione si rapporta con l’esterno e che continuano a rappresentare un ostacolo alquanto difficile all’instaurarsi di forme di collaborazione scuola- famiglia e scuola-territorio  più costruttive, maggiormente indirizzate al benessere dei minori e alla complessiva crescita civile della società locale.

Tali consapevolezze, pertanto, interpretate in senso educativo e nell’ottica di un superamento delle contraddizioni evidenziate, mettono a fuoco la necessità di pianificare ed organizzare itinerari formativi accessibili ma al tempo stesso articolati non solo sul piano della cognitività (per l’acquisizione di codici, linguaggi, saperi, strumentazioni o per il recupero di competenze e conoscenze di base), ma anche sul piano della socio-affettività. 

In particolar modo emerge evidente l’esigenza di programmare percorsi didattici coinvolgenti che contengano al loro interno attività atte a favorire atteggiamenti partecipativi e collaborativi ed esperienze didattiche finalizzate alla promozione ed all’estrinsecazione del naturale bisogno di riconoscimento di personalità in espansione, soprattutto se si tiene conto che i modelli di comportamento nel contesto di provenienza a volte non favoriscono la conquista del senso di identità e di autostima dei ragazzi. Come conseguenza di tale ordine di riflessioni ed acquisizioni, emerge –infine- l’importanza dei risvolti organizzativi e delle tecnologie didattiche più funzionali alla concretizzazione e realizzazione di progetti che tengano conto delle esigenze evidenziate ed insieme della necessità di operare per il conseguimento delle seguenti, fondamentali finalità:

          

 Condividere i valori

La scuola è orientata a sviluppare i valori legati alla dimensione morale e sociale della persona. In particolare s’impegna a:

·           considerare la scuola come luogo di convivenza democratica finalizzato a sviluppare la piena e armonica personalità degli individui in tutti i sui aspetti (sociale, etico, religioso, cognitivo, affettivo…) e la formazione di cittadini liberi, responsabili  autonomi, tolleranti e solidali;

·           rispettare la persona nella sua diversità e nelle sue differenze, riconoscendo l’esistenza dell’altro e i suoi progetti individuali di vita ed educandolo alla cittadinanza partecipe, motivata e competente;

·           a sviluppare la cultura del lavoro rispetto alla “cultura” del successo.

 

Si tratta:

-                                              di formare coscienze critiche educate all’autonomia di pensiero e in equilibrio costante tra innovazioni e valori da conservare;

-                                              di formare persone competenti mediatrici intelligenti nelle relazioni di lavoro, capaci di coniugare, gli interessi personali con i valori di una società che ciascuno dovrà contribuire a rendere più onesta, amica, solidale e cooperativa;     

-    a educare alle responsabilità coniugando due delle dimensioni fondamentali dell’idea di logos: quella della parola e quella dell’azione,  orientata in un quadro di valori che porta, per convinzione etica, alla loro difesa e a quella delle proprie idee sostenute da argomentazioni logiche e dalle relative connesse responsabilità. 

 

Condividere il Progetto unitario della scuola

La capacità di produrre progetti può essere identificata come la caratteristica più autenticamente umana. Nella scuola, in un’ottica sistemica, non si tratta più di costruire progetti individuali segmentati, ma si definisce e si elabora il progetto collettivo di scuola che stimola le azioni individuali.  Soprattutto in tempi recenti, l’educazione è stata associata all’idea di progetto, sostenuto però da un quadro di valori socialmente concordati che orientano le azioni degli individui e dei gruppi nella scelta delle necessità formative.   

La scuola dell’autonomia si pone allora come scuola del progetto e di valori in un’ottica costante fra trasformazione e conservazione. Le priorità formative sono fatte oggetto di selezione ragionata e non di priorità casuali, la ricerca è indirizzata in modo prioritario alla conoscenza concettuale e sintattica delle discipline per meglio organizzare i saperi  e dare senso alla funzione degli insegnanti quali mediatori culturali dell’educazione. Le relazioni sono finalizzate a motivare lo studente perché sappia essere protagonista del proprio sapere, del proprio essere, della propria socialità consapevole, civile e partecipata.

Assumere come prioritaria la centralità dello studente  finalizzata al successo   formativo

Lo studente diviene centro quando gli si riconosce il diritto ad essere educato in quello e per quello che è ed in quello e per quello cui tende vitalmente, secondo i ritmi del suo sviluppo.

Ciò significa:

·           riflettere sulla concezione di educare attraverso l' imposizione di modelli di  vita pensati ed elaborati dagli adulti (famiglia, scuola, società ) in quanto, se  accettati passivamente, possono provocare reazioni inconsce di trasgressione  in forme che possono raggiungere l'aggressività e la distruttività;

·           valorizzare quella condizione di apertura fiduciosa e totale di estrema curiosità del ragazzo del suo sentire della sua disponibilità affettiva, sociale, cognitiva a fare oggetto d'esame tutto ciò che la vita gli offre;

·           essere disponibile, da parte  del mondo adulto, a motivare e ad orientare i ragazzi ad ampliare   il campo della loro curiosità e del loro interesse, piuttosto che tendere al   trasferimento di modelli di vita adultistici secondo modalità di ricezione  passiva (l'accettazione passiva genera comportamenti violenti).Ciò comporta:

·                     sul piano metodologico- didattico, l'impostazione di un insegnamento tendente a valorizzare la problematizzazione, l'osservazione, la riflessione, la valutazione critica;

·                     sul piano relazionale la necessità di essere consapevoli dell'importanza della comunicazione verbale e soprattutto non verbale per la sua influenza sulla motivazione dell'alunno, sulla sua fiducia, sull'autostima che sono alla base della conquista di un'identità positiva e della sua autonomia.

 

Centralità dell'alunno significa anche accogliere consapevolmente e pienamente il principio secondo cui il ragazzo di oggi abiterà il futuro, realtà che non possiamo neppure intravedere (la vita non procede all'indietro e non si sofferma sul passato. - Gibram).

 

Ciò comporta:

la necessità di formare alla flessibilità del pensiero, non fornendo immediatamente soluzioni preconfezionate ma creando piuttosto situazioni di apprendimento in cui le soluzioni possano variare in base agli scopi, situazioni in cui gli stessi dati possano dar luogo ad interpretazioni diverse, in modo da stimolare le capacità intellettive superiori, l'analisi, il confronto, la riflessione critica, la rielaborazione personale, la creatività, in opposizione alla rigidità di pensiero, con le conseguenti difficoltà di adattamento, rischio di semplificazione e alta possibilità di divenire oggetti di massificazione da parte dei mezzi di comunicazione;

la necessità di formare all'acquisizione ed all'autonomia di un metodo di  lavoro tramite lo sviluppo di capacità critiche, sviluppo che passa attraverso l'attività personale, il sapere pensare ed il sapere dell'alunno in contesti guidati ed attenti ai processi messi in atto.

 

Strettamente collegati al principio della centralità dell'alunno ve ne sono altri sulla valutazione che hanno notevoli implicazioni circa l'organizzazione del lavoro scolastico ed i compiti e le funzioni dei docenti.

Principio della continuità di sviluppo del ragazzo non solo secondo uno schema lineare-graduale ma, circolare ad anello, comprendente le sfere corporea, psico-affettiva e mentale in cui ciascuna partecipa alla generazione degli altri.

 

 

 

Ciò comporta:

·           considerare l'organizzazione dei fattori psichici e socio-ambientali ed il riflesso di tale organizzazione sui comportamenti emotivi, cognitivi e relazionali dei ragazzi non come qualcosa di naturale e dato ma -piuttosto- una costruzione complessa, che si va realizzando e trasformando tramite l'impegno ad una sempre maggiore competenza apprenditiva e relazionale.

 

Principio della diversità tra i vari soggetti e nello stesso soggetto dei ritmi di sviluppo nelle aree in cui si articola la personalità.

Ciò comporta:

·                     introdurre l’individualizzazione/ la personalizzazione degli interventi;

·                     considerare come del tutto ordinarie situazioni di divario tra stato cronologico e mentale, relazionale e comportamentale causate da: condizioni, rapporti socio-ambientali, supporti culturali diversi, ritmi di sviluppo che, per ogni alunno, hanno un percorso non stabile e lineare, ma caratterizzato da discontinuità evolutive: accelerazioni e stasi, se non da regressioni.

Questi principi sollecitano in pieno la professionalità docente e rappresentano il punto di saldatura, il fine ultimo cui indirizzare tutte le possibili iniziative relative allo scolastico ed all'extrascolastico fin qui enunciate e rappresentano il fondamento di risposte plausibili e funzionali sul piano formativo, chiamando direttamente in causa competenze che sono proprie della scuola, più in particolare appartenenti alla specificità docente.

L'adesione a tali principi comporta una scelta di lavoro collegiale, indirizzata  all’introduzione  di una progettazione di tipo formativo-orientativo.

 

Il contratto formativo

Il contratto formativo è la dichiarazione, esplicita e partecipata, degli impegni reciproci   tra scuola e gli studenti, nel rispetto delle diverse specificità, di fronte alle problematiche formative dell’educazione e dell’istruzione che vede lo studente coprotagonista del proprio percorso educativo. Esso si stabilisce, in particolare tra il docente e l’allievo ma coinvolge l’intero consiglio di classe, gli organi d’Istituto, i genitori, gli enti esterni preposti o interessati al servizio scolastico. Sulla base dei principi di accettazione dell’altro, dei vissuti e delle esperienze degli studenti, della/e diversità assunta/e come valore, della partecipazione attiva che dà valore formativo al contratto, nell’ambito e in coerenza degli obiettivi formativi definiti ai diversi livelli istituzionali.

Chiarire in quali condizioni si espliciti la formazione e con quali criteri si valuti, risulta essenziale ai fini della definizione del contratto pedagogico tra le varie figure che operano nella scuola, interagenti tra loro per realizzare una valutazione” collegiale” pur nelle specificità delle responsabilità di ciascuno come di seguito indicato.

Così l’allievo deve conoscere:

·           gli obiettivi didattici ed educativi del suo curricolo in ragione dei suoi bisogni (subito dopo l’approvazione della progettazione di classe, ogni docente è impegnato a  illustrare, agli studenti e ai genitori, il proprio progetto  disciplinare alla classe);

·           il percorso per raggiungerli attraverso l’individualizzazione/la personalizzazione degli interventi; (il registro personale ed altra documentazione conterrà traccia documentale degli interventi effettuati), le fasi del suo curricolo in rapporto alla sua storia educativa; per gli alunni diversamente abili e per i ragazzi svantaggiati si elaborano piani educativi personalizzati.

 

Il docente è tenuto a:

·                   esprimere la propria offerta formativa, nel quadro delle intese definite nel Consiglio di classe;

·                   motivare il proprio intervento didattico rispetto ai bisogni formativi degli studenti;

·                   esplicitare le strategie didattiche e metodologiche (come fare) anche in rapporto agli stili di apprendimento degli alunni;

·                   esplicitare gli strumenti di verifica (la tipologia delle prove e i criteri di riuscita ), i criteri di valutazione rispetto alla dimensione formativa (monitoraggio delle conoscenze, delle competenze e dei comportamenti e dell’adeguatezza della proposta didattica) e rispetto alla dimensione  certificativa (esplicitazione del giudizio su comportamenti e risultati ottenuti rispetto a quelli attesi per scansione quadrimestrale).

 

Il genitore deve:

·                 conoscere l’offerta formativa; l’offerta della scuola viene presentata nel mese di novembre a tutti i genitori dopo aver rilevato, nei mesi precedenti (Ottobre-Novembre), i punti di eccellenza e di debolezza di ciascun studente, i suoi bisogni cognitivi, relazionali e socio-affettivi;

·                 esprimere pareri e proposte (nel mese di Ottobre i genitori delle classi prime sono sollecitati a dare le prime informazioni sulle dimensioni cognitive e socio-affettive dei propri figli e a esprimere le prime proposte in merito alla definizione del piano dell’offerta formativa);

·                 collaborare nelle attività (la scuola ha previsto nella sua progettazione extracurricolare gli spazi di possibili interventi per la programmazione di attività e iniziative che vedono l’istituzione scolastica come centro di attività culturale, sociale e civile del territorio);

 

Interventi specifici per promuovere il diritto all’apprendimento e il successo  scolastico degli studenti

 

Attività di prevenzione e recupero

Le attività di recupero e sostegno possono riguardare ciascuna delle aree di intervento e di sviluppo individuate dal Collegio e devono essere impostate sulla base di una buona conoscenza dell'alunno, in quanto per l’interdipendenza delle sfere psico-affettiva e mentale appare molto importante valutare non solo cosa recuperare (contenuti del recupero) ma anche (le modalità con cui attuarlo) come recuperare per sollecitare interesse e motivazione che il più delle volte rappresentano il fondamento del successo degli interventi.

In linea di massima bisogna privilegiare lo sviluppo di capacità e processi intellettuali che organizzano la conoscenza in più ambiti disciplinari, tralasciando una prospettiva nozionistica dei contenuti ed orientare le attività didattiche su abilità traversali capaci di produrre apprendimento significativo.

E' inoltre opportuno che l'alunno conosca gli scopi formativi delle attività che gli vengono proposte e sia orientato sugli obiettivi da recuperare e/o consolidare.

I docenti individueranno i tempi per il recupero, organizzando l’attività didattica con opportune pause e riflessioni  sui contenuti insegnati, rispettando i ritmi di apprendimento degli alunni e utilizzando efficacemente le risorse disponibili.

 

Accoglienza degli alunni

Per gli alunni delle classi iniziali è previsto un progetto di accoglienza, che si propone di:

·                     fornire agli alunni le informazioni di base sulla scuola, spazi, orari, accessi, servizi, sia direttamente in occasione delle attività che la scuola organizzerà, sia indirettamente in occasione degli incontri che la scuola organizza per le famiglie nel mese di gennaio, durante la fase delle iscrizioni;

·                     fornire la motivazione e il metodo di studio per imparare ad imparare;

·                     illustrare gli obiettivi formativi della scuola, relativi al sapere, al saper fare, al saper comunicare e al saper essere.

 

 La scuola non deve solo istruire, ma anche rimuovere gli ostacoli che possono condizionare lo sviluppo delle potenzialità degli alunni in tutte le direzioni. Questo significa guardare al preadolescente come persona con il suo vissuto, con i suoi valori, con i suoi problemi familiari e amicali. L’istituzione scolastica lavora non solo con i contenuti e la didattica, ma anche con le relazioni, i significati, le motivazioni, gli atteggiamenti da cui dipendono il successo o l’insuccesso scolastico.

 

Continuità

Uno dei fattori su cui agire per costruire la continuità educativa è la “centralità dello studente” che, come abbiamo visto precedentemente, costituisce il punto di partenza per selezionare bisogni prioritari ed individuare poi coerenti itinerari operativi di lavoro.

I processi di riforma in atto, ripropongono lo sviluppo di confronti critici con i docenti delle scuole primarie del 1° e del 2° Circolo, insistenti sullo stesso bacino d’utenza, circa la necessità di una continuità educativa-relazionale, sulla base di principi e valori condivisi e delle indicazioni nazionali dettate dalla riforma del ciclo. E’ opportuno  definire percorsi educativi unitari mirati:

a) all’acquisizione e sviluppo degli obiettivi specifici di apprendimento (conoscenze e abilità );

b) all’apprendimento di nuovi mezzi espressivi.

In particolare, concordare prove d'uscita al termine dell’attuale ciclo della scuola primaria, serve per evitare la dispersione di quel patrimonio di conoscenze circa i prerequisiti dell'area cognitiva dell'allievo al fine di individuare in maniera più economica, compiti ed ambiti dì responsabilità, per interpretare in continuità quelle informazioni per i successivi raccordi con gli istituti superiori.

Da qui la necessità di attivare un progetto di ricerca comune tra le scuole, che consenta analisi più dettagliate e condivise del contesto in termini di bisogni oltre al superamento di alcuni fattori negativi che di seguito si riportano:

·           scarsa conoscenza degli elementi di raccordo e di continuità tra le indicazioni nazionali che interessano i vari ordini di scuola;  

·           difformità di valutazione anche all'interno dei singoli istituti circa gli obiettivi formativi,  disciplinari ed interdisciplinari che favoriscono la continuità;

·           presenza di un ventaglio di strategie didattiche e stili educativi non sempre in riferimento alla continuità da garantire nelle varie aree disciplinari e negli aspetti affettivo relazionali;

·           mancanza di criteri orientativi comuni in riferimento alla identificazione di sottoindicatori funzionali alla definizione articolata ed insieme coerente di progettazioni curricolari;

·           difficoltà a valorizzare con univocità interpretativa la fisionomia cognitiva e socio- affettiva degli alunni così come emerge dai giudizi in uscita finalizzati alla conoscenza dell'alunno in ingresso.

 

Occorre allora:

·                     conoscere  gli obiettivi formativi di apprendimento della scuola primaria;

·                     saper condurre l'osservazione dell'alunno per coglierne le caratteristiche affettive, cognitive, relazionali;

·                     leggere nel contesto socio-culturale per individuare, in base ai bisogni più diffusamente emergenti,  in riferimento alle finalità e agli obiettivi istituzionali, le aree di interventi più massicci e maggiormente coordinati;

·                     individuare, avendo come punto di riferimento le caratteristiche più generalmente riconducibili al contesto, le differenziazioni in positivo ed in negativo ai fini dell'individualizzazione, della personalizzazione del rispetto delle peculiarità ed insieme per interventi precoci nell'ottica della prevenzione;

·                     individuare le congruenze esistenti tra le diverse tipologie di stili cognitivi ed i diversi livelli di maturazione e le possibili strategie didattiche e metodologiche.

           

Per facilitare la comprensione delle finalità e della fisionomia complessiva del progetto da elaborare, pare utile offrire come chiave di lettura sintetica i concreti risvolti cui progressivamente si approderà durante le varie fasi della sua realizzazione:

·           formazione comune degli insegnanti da coinvolgere in situazioni operative;

·           confronto delle esperienze e delle osservazioni tra operatori di gradi diversi di scolarità delle esigenze connotanti il contesto in relazione agli obiettivi formativi istituzionali;

·           costruzione di strumenti per l'osservazione dei comportamenti più significativi, così come  emerse dalle attività di ricerca previsti al punto precedente;

·           sperimentazione e verifica in itinere delle riflessioni degli arricchimenti e degli strumenti di lavoro collegialmente approntati anche per un loro successivo affinamento;

·           identificazione di nuclei operativi omogenei nella disponibilità ad attivarsi in modo congruente alle finalità del progetto;

·           socializzazione degli esiti dell'intero percorso progettuale per favorire processi di confronto dialettico e di riflessione professionale alla fine dell’anno in corso, tenuto anche conto della riforma dei cicli in atto.

 

Azioni specifiche promosse dalla scuola

I docenti incaricati delle Funzioni Strumentali :

·           sosterranno il lavoro dei consigli di classe anche con opportune iniziative e documentazioni;

·           promuoveranno, dopo le iscrizioni, iniziative per dare e ricevere informazioni ai/dai genitori per la conoscenza della scuola sui vari aspetti (didattici, amministrativi, organizzativi…);

·           proporranno azioni formative specifiche per l’elaborazione del Piano annuale di formazione;

·           contatteranno i docenti delle classi, affinché  presentino  progetti che consentano, nelle progettazioni: di prevedere nell’ambito delle possibili compensazioni tra discipline fino ad un massimo del 15% di ciascuna disciplina, azioni di rinforzo, di recupero di conoscenze e abilità e di sviluppo delle eccellenze; di organizzare  La. R. S. A. mirati ai bisogni formativi degli studenti e in relazione alle competenze esistenti all’interno della scuola;

·           supporteranno il lavoro dei docenti  sia sul piano della didattica innovativa, ricorrendo anche  ai multimedia, sia sul piano relazionale con attività di formazione centrate sui rapporti di relazione tra adulti e tra adulti e minori.

 

Orientamento scolastico

Il Collegio, considerato che l’orientamento, inteso come educazione alle scelte consapevoli e responsabili, è uno degli obiettivi fondamentali della persona, sollecita i consigli di classe affinché l’orientamento sia considerato parte dell’ordinarietà dell’attività didattica, finalizzata a formare e a potenziare le capacità degli studenti a conoscere: se stessi e l’ambiente in cui vivono, i mutamenti culturali e socioeconomici, le offerte formative del territorio affinché possano incominciare a verificare i propri interessi e le proprie attitudini ancora in via di definizione e la fattibilità dei propri progetti di vita. I docenti, utilizzando i contenuti delle indicazioni nazionali, durante il triennio, avranno cura di progettare  attività a carattere trasversale, con il concorso di più discipline, finalizzate a promuovere capacità di lavoro in comune e a sviluppare la conoscenza critica dei principali temi del contesto culturale contemporaneo.

Nel terzo anno, in particolare, il Consiglio di classe, progetta e realizza interventi diretti a consolidare le conoscenze disciplinari di base e a rinforzare le capacità e le competenze, per favorire il successo formativo e per mettere lo studente in condizione di compiere scelte adeguate ai propri interessi e alle proprie potenzialità.

Particolare attenzione va posta nel favorire il sorgere e il consolidarsi nell’alunno di un’immagine di sé positiva e realistica.

La conoscenza del sé va posta in relazione al proprio stato di benessere. La soddisfazione dei bisogni primari di salute fisica, sicurezza e appartenenza, è propedeutica all’accettazione di sé ed al bisogno di autoregolazione. Il primo livello di benessere riguarda le condizioni effettive di vita: benessere materiale, psico-fisico ed emozionale; il secondo livello è dato dal grado di apprezzamento che gli altri dimostrano per le caratteristiche individuali di ciascuno; il terzo livello è costituito, dalla capacità del singolo di percepirsi adeguatamente sapendo scegliere gli ambiti di auto-stima coerenti con un possibile progetto di sé.

Compito della scuola è allora quello di promuovere lo star bene degli allievi, dei docenti, delle famiglie, degli operatori e di tutti coloro che interagiscono con i giovani.

Per un corretto processo di orientamento, inteso come acquisizione della capacità di autorientarsi, l’alunno va aiutato in relazione all’età e alle sue possibilità, a conoscere meglio se stesso, tenendo presente che impara a scegliere, quando viene reso partecipe degli obiettivi educativi e didattici da raggiungere; quando è invitato a scegliere, tra una serie di attività di apprendimento, quelle meglio rispondenti ai suoi interessi; quando è messo in condizione di autovalutarsi; quando impara a lavorare in gruppo armonizzando così la sua differente attitudine nella realizzazione di un progetto comune; quando acquisisce un personale metodo di studio; quando gli viene proposto dei feed-back tempestivi ed efficaci riguardo ai suoi interessi e alle sue attitudini (competenze specifiche).

Le competenze che appaiono più funzionali all’orientamento che la scuola deve promuovere sono:

·           saper analizzare e comprendere le variabili che concorrono allo sviluppo delle abilità sociali e di problem solving;

·           saper gestire il cambiamento;

·           saper raccogliere ed elaborare informazioni sul mondo del lavoro;

·           saper riconoscere stili, schemi e stereotipi;

·           essere consapevole dei propri limiti e delle proprie risorse.

 

Di conseguenza la scuola è impegnata a:

·                     organizzare gli obiettivi formativi di apprendimento anche in tematiche che veicolino i valori e promuovano le capacità utili ad operare vera innovazione che deve riguardare l’organizzazione degli spazi, dei tempi, delle risorse e delle strategie;

·                     rivedere il modo di fare scuola costruendo situazioni ed ambienti di apprendimento significativi.

 

L’intera attività didattica del triennio deve allora orientarsi sull’uso di una metodologia che privilegia l’iniziativa personale e il rapporto diretto dell’alunno con la realtà professionale.

Affinché l’opera di orientamento svolta dalla scuola possa risultare realmente efficace, è opportuno che i docenti, nelle occasioni d’incontro con i genitori, facciano presente che le scelte scolastiche dei figli devono avvenire in un clima di libertà e sulla base degli interessi e attitudini di ognuno.

 

Azioni specifiche

 

I Consigli di classe:

·         somministreranno un questionario per l’ esplicitazione degli interessi degli studenti e prima delle iscrizioni daranno informazioni specifiche sugli Istituti Superiori del territorio; 

·         comunicheranno formalmente ai genitori il consiglio orientativo.

 

I docenti incaricati delle funzioni strumentali, anche attraverso i Consigli di classe:

·                   favoriranno gli incontri, da tenersi possibilmente in orario pomeridiano, tra i genitori della scuola e i predetti istituti superiori;

·                   promuoveranno iniziative d’informazione sulle prospettive occupazionali presenti sul territorio, a sostegno delle scelte, relative al percorso formativo successivo, ed attivando i necessari rapporti con i genitori per un loro coinvolgimento nel processo di orientamento;

·                   organizzeranno incontri annuali degli alunni e dei loro genitori con gli organi competenti operanti sul territorio;

·                   contatteranno, gli incaricati delle Funzioni strumentali degli altri istituti interessati, affinché si possano presentare  progetti che consentano di  prevedere, nell’ambito delle possibili compensazioni tra discipline fino ad un massimo del 15% di ciascuna di esse, moduli didattici che presentino le caratteristiche essenziali degli indirizzi delle scuole secondarie superiori, anche con il concorso dei docenti delle scuole secondarie superiori collegate in rete con la scuola.

 

AREA DELLA PROGETTAZIONE (le scelte curricolari)

Il curricolo è l’insieme dei percorsi e delle attività progettate  per quell’alunno, per quella classe in un dato tempo e a certe condizioni.

Il Consiglio di classe come èquipe pedagogica, sulla base delle diverse realtà socio-culturali, in rapporto alle situazioni di partenza e della possibilità dei singoli, progetta un complesso di esperienze educativo-didattiche, per far raggiungere agli alunni, gli obiettivi prestabiliti al massimo delle Loro possibilità (ricerca di efficienza), con la più ampia autonomia possibile e in maniera logica.

 

Discipline e attività obbligatorie della quota nazionale nell’ambito dell’15% del monte ore annuale.

La scuola è impegnata ogni anno a progettare, in modo prioritario, azioni educativo-didattiche per    la prevenzione della dispersione dei minori poiché opera in una area  a rischio di devianza minorile e microcriminalità. Il progetto didattico utilizzerà, nella sua articolazione organizzativa, relativa alle discipline coinvolte, una quota oraria curricolare della quota nazionale nell’ambito del 15% del monte ore annuale. Esso può fare ricorso, come modalità di strutturazione dei percorsi didattici, alle classi aperte, alla presenza di  esperti esterni, alla flessibilità oraria,ad orario aggiuntivo.

 

LE SCELTE DIDATTICHE

LA PROGETTAZIONE PER COMPETENZE (formativo-orientativa) PER AREE TRASVERSALI  

La progettazione educativa prevede  percorsi formativi correlati agli obiettivi e alle finalità delineati dagli obiettivi formativi, individua gli strumenti per la rilevazione della situazione iniziale e finale per la verifica e la valutazione dei percorsi didattici, elabora le attività riguardanti l'orientamento, la formazione integrata, i corsi di recupero, gli interventi di sostegno e lo sviluppo delle eccellenze.

L’annuale verifica critica degli strumenti di progettazione e di valutazione, sulla scorta delle nuove esperienze e conseguenti consapevolezze acquisite ha consentito di mettere a punto un modello di progettazione  quale riferimento sia per i Consigli di classe che per i singoli docenti, funzionale da un lato al rispetto del principio della centralità dell'alunno e dei suoi bisogni che è alla base del piano educativo-didattico dell'istituto, dall'altro alle stesse finalità formativo- orientative della Scuola Secondaria di 1° grado e dell'intera attività didattica, che possono così essere sintetizzate:

·           favorire il sorgere ed il consolidarsi di un'immagine di sé positiva e propositiva;

·           fornire all'alunno un'adeguata visione della realtà e del mondo professionale;

·           mettere l'alunno in condizione di esercitare un'autonoma capacità decisionale.

 

Il modello

Il modello di progettazione è articolato su quattro grandi aree trasversali che fungono da organizzatori degli obiettivi formativi trasversali relativi al SAPER ESSERE, al SAPERE, al SAPER FARE ed al SAPER COMUNICARE degli alunni ed offre, grazie proprio a tale classificazione, la possibilità di una migliore comunicazione tra docenti e, per tale via, di maggiori intese.

Esso permette, infatti, alle varie discipline, ciascuna secondo le proprie peculiarità e priorità specifiche, di riconoscere gli obiettivi formativi ed orientativi più generali e gli obiettivi didattici trasversali a medio termine che possono essere sviluppati nel tempo.

Il quadro di riferimento così organizzato permette pertanto anche di perseguire con continuità gli obiettivi delle varie aree adattandoli al livello di maturità raggiunto dalla classe e dai singoli allievi nell'ottica dell’individualizzazione/della personalizzazione delle azioni da promuovere.

Le quattro aree di abilità, individuate di seguito riportate ed esplicitate nei loro obiettivi generali ed intermedi articolati ciascuno su livelli diversi di difficoltà e complessità in base alle caratteristiche psicologiche e cognitive del preadolescente nonché del loro sviluppo, sono tra loro interagenti per cui l'identificare gli obiettivi didattici in un'area non esclude gli altri più peculiari delle altre aree.

II modello  redatto intende appunto evidenziare come non si possa prescindere dallo stabilire strette relazioni tra l'area affettivo-relazionale e l'area cognitiva.

Nell'ottica di una scuola media formativo-orientativa gli apprendimenti ed i comportamenti, infatti, sono strettamente connessi al grado di conoscenze, di valutazione di sé e delle proprie capacità, del proprio rapportarsi agli altri.

La modificazione del comportamento non è un obiettivo statico, il cui soggetto, cioè l'alunno, si pone come passivo ripetitore di conoscenze ed esecutore di attività ma, al contrario, è un processo dinamico il cui protagonista partecipa consapevolmente ed opportunamente stimolato, utilizza contenuti e metodi per indirizzarsi verso comportamenti equilibrati e socialmente proficui.

 

OBIETTIVI FORMATIVI COMUNI

Al fine di condurre ogni disciplina ad esercitare in pieno la sua valenza formativa in concorso con le altre, anche per sviluppare capacità auotorientative, tenendo presenti le indicazioni nazionali e sulla base degli obiettivi formativi comuni (stabiliti in linea con la lettura e le esigenze del contesto) il Collegio ricava una serie di indicatori di osservazione ritenuti importanti denotatori della personalità scolastica dell’allievo in funzione non tanto, o meglio, non solo di fondare giudizi, quanto di individuare interventi coordinati e condivisi.

Tali indicatori riguardano pertanto le sfere:

del saper essere inteso:

-                                              come autocontrollo emotivo e rispetto delle regole, capacità di rapportarsi agli altri, acquisizione di autonomia e senso di responsabilità;

-                                              come interesse e partecipazione;

del saper fare inteso:

- come capacità di impegno operativo;

- come autonomia nell’uso degli strumenti;

- come organizzazione del lavoro secondo modalità specifiche delle varie attività e delle varie discipline;

del sapere inteso:

- come capacità non solo di ricordare i vari contenuti ma di operare su di essi a livello logico utilizzando le    facoltà del pensiero, per compiere operazioni mentali sempre più complesse;

del saper comunicare inteso:

- come progressiva maturazione della capacità di servirsi di vari linguaggi attraverso il graduale arricchimento terminologico e simbolico nei vari ambiti disciplinari.

INDICATORI DI OSSERVAZIONE

COMPORTAMENTO SOCIALE

 AUTOCONTROLLO * (Rispetto e responsabilità)

 

O         -           SEMPRE RESPONSABILE E RISPETTOSO

Sa controllarsi, rispetta le proprie e le altrui cose, le norme stabilite ed è di buon esempio alla classe      

                       

D         -           RESPONSABILE E RISPETTOSO

                       Si sa controllare, rispetta le proprie ed altrui cose, le norme stabilite

 

B         -           ABBASTANZA RESPONSABILE.

                       Sa controllarsi autonomamente.

 

S         -           NON SEMPRE RESPONSABILE

                       Sa controllarsi in presenza dell'insegnante ed è comunque sensibile ai richiami

 

NS*     -           SCARSAMENTE RESPONSABILE.

                       Ha bisogno di frequenti richiami.

 

NS       -          IRRESPONSABILE

                       Manca di autocontrollo ed è spesso causa di disturbo per la classe.

 

* AUTOCONTROLLO INTESO COME CAPACITA' DI GESTIRE LE ESPERIENZE RELATIVE A SE STESSI ED AL PROPRIO RELAZIONARSI AL MONDO, ALLE SITUAZIONI SOCIALI ED AGLI AVVENIMENTI

 

COMPORTAMENTO DI LAVORO

 

IMPEGNO OPERATIVO * (Frequenza / Intensità)

 

O         -          PERSEVERANTE E MOLTO MOTIVATO

                       Studia e lavora costantemente approfondendo autonomamente con ricerche    

                       Personali

 

D         -           PERSEVERANTE

                        Esegue regolarmente il lavoro assegnato senza bisogno di alcun controllo.

                        Persiste nello sforzo ed è tollerante alla fatica.

 

B         -           COSTANTE.

                       Costante nell'impegno porta a termine il lavoro senza bisogno di controllo.

 

S         -           QUASI REGOLARE

                       Quasi sempre costante. A volte ha bisogno di sollecitazione a non arrendersi di fronte              

                       alle difficoltà e a non interrompere il lavoro dopo breve applicazione.

 

NS*     -           INCOSTANTE

                        Spesso il compito non viene eseguito o viene dimenticato. Difficoltà a persistere nello        

                       sforzo e a tollerare la fatica.

 

 NS      -           SALTUARIO

 Spessissimo il compito non viene eseguito o viene dimenticato. Incapacità ad  affrontare lo                   sforzo   e a tollerare la fatica.

 

SOCIALLIZZAZ1ONE – COLLABORAZIONE  (Capacità d’integrazione, rapporti interpersonali)

O         -           MOLTO SOCIEVOLE E MASSIMAMENTE COLLABORATIVO

                       Ha facilità nell'instaurare e mantenere scambi interpersonali. Si mostra solidale e collabora-   tivo con tutti assumendo ruolo di leadership.

D         -           MOLTO SOCIEVOIE E COLLABORATIVO

                       Ha facilità nell'instaurare e mantenere scambi interpersonali. Si mostra solidale e collabora          tivo collaborativo con tutti

 

B         -           SOCIEVOIE E COLLABORATIVO

                       Si mostra fiducioso e disponibile allo scambio. Attivo.

 

S         -           ABBASTANZA SOCIEVOLE E COLLABORATIVO

                        Disponibile allo scambio. Attivo, ma va solleci­tato.

 

NS*     -           POCO SOCIEVOLE E COLLABORATIVO

                       Si mostra schivo, passivo o competitivo e geloso tende ad isolarsi o a ricercare l’attenzione     

                       del gruppo in maniera inadeguata.

 

NS       -           NON SOCIEVOLE

                       Si mostra chiuso indif­ferente. Rifiuta i rapporti.

 

* IMPEGNO OPERATIVO - GRADO DI APPLICAZIONE AL LAVORO SCOLASTICO E CAPACITA' DI PORTARE A TERMINE I COMPITI ASSEGNATI SENZA RICHIEDERE INTERVENTI DA PARTE DEGLI ADULTI.

 

ATTENZIONE – PARTECIPAZIONE *

O         -           SEMPRE ATTENTO, INTEVIENTE IN MODO PERTINENTE E  COSTRUTTIVO

 

D         -            SEMPRE ATTENTO, INTERVIENE IN MODO PERTINENTE E COSTRUTTIVO

 

B         -            SEGUE ED INTERVIENE

 

S         -           ATTENTO MA POCO PARTECIPE, VA SOLLECITATO

 

NS*     -           SI DISTRAE E CHIACCHERA, E' POCO ATTENTO E NON PARTECIPA

 

NS       -           DISTURBA LE ATTIVITA’

 

 

ATTENZIONE/PARTECIPAZIONE *

CAPACITA’ DI CONTROLLARE GLI STIMOLI INTERNI O ESTERNI CHE POSSONO DIMINUIRE LA CONCENTRA7IONE

 

COGNITIVITA'

CONOSCENZE/ ABILITA' (Conoscere - Comprendere - Applicare).

O         -           ESAURIENTI, APPROFONDITE/PRECISE, RAPIDE

                        Comprende in maniera approfondita i contenuti in tutte le discipline cogliendo  significati    

                        sia espliciti che impliciti e mettendo in corretta relazione le varie informazioni.  

                        Preciso e rapido il trasferimento di quanto appreso in contesti  diversi.

  

D         -           ESAURIENTI, APPROFONDITE/PRECISE, RAPIDE

                        Comprende in maniera approfondita i contenuti in quasi tutte le discipline                    

                         Come sopra

                      

B         -           COMPLETE, VALIDE/CORRETTE

                        Ha conoscenza completa dei contenuti di cui comprende i significati espliciti.      

                        Coglie le informazioni principali ed opera collegamenti corretti.

 

S         -           SUFFICIENTEMENTE COMPLETE MA GENERICHE/QUASI CORRETTE, LENTE

                        Comprende nelle linee essenziali il significato di contenuti non molto complessi.

                        Coglie le informazioni più esplicite  ed evidenti operando semplici collegamenti.

                        Lento e guidato il trasferimento in contesti diversi.

 

NS*     -           CONFUSE CARENTI/PARZIALI, ALQUANTO LENTE

                        Comprende parzialmente informazioni esplicite ed opera collegamenti incerti e  confusi.  

                        Molto parziale, lenta e guidata l’applicazione.

 

NS       -           MOLTO LIMITATE / DEL TUTTO GUIDATE

                        Fatica a riconoscere semplici informazioni.

 

METODO DI LAVORO E DI STUDIO

O         -           ANALIT1CO, AUTONOMO ED ORDINATO

                        Opera in ordine logico, pianifica con rapidità le attività ed ottiene ottimi risultati  in tutte le   

                        discipline.

                        Sa ricercare con sicurezza elementi, rapporti, principi organizzativi, regole e criteri. 

 

 D        -           ANALITICO, AUTONOMO ED ORDINATO

                        Opera in modo logico, pianifica con rapidità le attività ed ottiene ottimi risultati in quasi     

                         tutte le discipline.

 

 B        -           PIUTTOSTO ANALITICO ED AUTONOMO, ORDINATO

                         Opera in maniera organizzata e efficace. È in grado di ricercare elementi o rapporti.

 

S         -           POCO ANALITICO ED AUTONOMO, QUASI ORDINATO

                        Opera in maniera sufficientemente organizzata e raggiunge risultati essenziali, non  lavora        

                        secondo schemi logici; è in grado di ricercare i più importanti elementi e/o rapporti. 

 

 NS*    -           CONFUSO, DISORDINATO

                        Opera frettolosamente e in modo poco produttivo

 

NS       -           AFFATTO ANALITICO, DISORDINATO

                        Opera in modo disordinato è dispersivo Anche se guidato non è in grado di riconoscere   

                        elementi e/o rapporti

 

COMUNICAZIONE –ESPRESSIONE

O         -            AMPIA E PRECISA

                         Decodifica ed impiega in maniera ampia e precisa i vari linguaggi specifici in tutte le    

                         discipline.

 

D         -           AMPIA E PRECISA

                         Decodifica ed impiega in maniera ampia e precisa i vari linguaggi specifici in quasi     

                         tutte le discipline.

 

B         -           CORRETTA

                         Decodifica ed impiega correttamente i vari linguaggi specifici.

 

S         -           CORRETTA  MA LIMITATA

                         Decodifica e impiega vari linguaggi specifici in condizioni semplici.

 

NS*     -           NON SEMPRE CORRETTA, LIMITATA

                         Va guidato nella decodifica e nel1’uso dei linguaggi specifici.

 

NS       -            MOLTO LIMITATA E FREQUENTEMENTE IMPRECISA

                         Incontra difficoltà nella decodifica e nell’uso dei vari linguaggi specifici

 

GLI OBIETTIVI GENERALI (le quattro grandi aree)

 

Le aree individuate sono:

·                     Area delle abilità di conoscenza di sé e del rispetto degli altri e dell'ambiente

·                     Area delle abilità di conoscenza della realtà

·                     Area delle abilità metodologiche

·                     Area delle abilità comunicative

Area delle abilità, di conoscenza di sé e del rispetto degli altri e dell’ambiente

Essa riguarda il SAPER ESSERE e vi rientrano gli obiettivi relativi alla sfera sociale ed affettiva. Per permettere una migliore organizzazione del lavoro essa viene così sott’articolata:

·                Conoscenza di sé (comportamenti, sentimenti, interessi, attitudini, capacità, limiti);

·                Rispetto degli altri (rispetto della persona, delle idee, delle cose altrui: rapporto che instaura con gli insegnanti, i compagni e le loro cose);

·                Rispetto dell'ambiente (rispetto delle regole istituzionali e dell'ambiente fisico).

 

Area delle abilità, di conoscenza della realtà

Tale area è quella relativa al SAPERE e al SAPER FARE e riguarda i contenuti delle varie discipline che insieme concorrono a dare all'alunno una visione a tutto tondo della realtà in cui è inserito ed insieme le variabili cognitive  che egli esercita per raggiungere tali conoscenze.

 

Area delle abilità metodologiche

Tale area riguarda lo sviluppo di tutte quelle abilità finalizzate a rendere l'alunno sempre più consapevole ed autonomo sia nell'organizzazione e nell'esecuzione delle attività sia nel prendere decisioni.

 

Area delle abilità comunicative

Tale area riguarda tutte le abilità necessarie per la decodifica e la codifica di comunicazioni nei vari linguaggi.

 

PROGETTAZIONE FORMATIVO- ORIENTATIVA PER AREE TRASVERSALI

Classe prima e seconda

Obiettivo generale formativo - orientativo per 1'area della conoscenza di sé e del  rispetto degli altri e dell'ambiente :

ACQUISIRE CONSAPEVOLEZZA DI SE’, DEI PROPRI COMPORTAMENTI ED

ATTEGGIAMENTI IN FUNZIONE DI SE',  DEGLI ALTRI, DELL'AMBIENTE PER POTERSI POI VALUTARE

 

Obiettivi  trasversali

·                     Recuperare in memoria le proprie esperienze

·                   Sottoporle a riflessione

·                   Essere disponibili ad accettare osservazioni

·                   Riconoscere le proprie responsabilità ed i propri doveri

·                   Controllare la propria emotività ed aggressività evitando situazioni di scontro

·                   Rispettare 1e regole di convivenza

·                   Rispettare il materiale

·                   Rispettare 1'ambiente scolastico

·                   Essere aperti alle relazioni

·                   Essere disponibili ad accogliere motivazioni

·                   Essere collaborativi

·                   Partecipare attivamente

 

Classe terza

Obiettivo generale formativo-orientativo per 1'area della conoscenza di sé e del rispetto degli altri e dell'ambiente:

UTILIZZARE SITUAZIONI PRESENTATE COME STIMOLO PER RIFLETTERE SUI PROPRI Comportamenti, SUI PROPRI VALORI, SULLE PROPRIE ATTITUDINI

 

Obiettivi trasversali finali

·                     Analizzare e riflettere su esperienze personali o su problemi d'interesse generale

·                   Conoscere i propri pregi ed i propri limiti

·                   Essere capaci di fare autocritica

·                   Sapersi assumere le proprie responsabilità di fronte ai doveri

·                   Autocontrollare le proprie reazioni emotive ed aggressive

·                     Rispettare le regole di relazione interpersonale e della comunicazione

·                     Rispettare le regole della Scuola

·                     Accettare punti di vista diversi dal proprio

·                     Collaborare con compagni ed insegnanti

 

Classe prima e seconda

Obiettivo generale formativo-orientativo per l'area della conoscenza della realtà:

ACQUISIRE CONOSCENZA DELLA REALTA’ PIÙ VICINA PER POTERSI CONSAPEVOLMENTE ORIENTARE, RIFLETTENDO SULLE OPERAZIONI CHE SI COMPIONO UTILIZZANDO STIMOLI DATI

 

Obiettivi didattici trasversali

·           Conoscere lo spazio vicino e le sue funzioni

·           Possedere i concetti topologici di base 

·           Possedere i concetti temporali di base

·           Conoscere la suddivisione temporale convenzionale

·           Diventare consapevoli delle operazioni di percezione sensoriale

·           Saper osservare per individuare elementi nello spazio e nel tempo, somiglianze, differenze, relazioni

·           Saper classificare

·           Conoscere la realtà circostante

 

Classe terza

Obiettivo generale formativo - orientativo per 1'area della conoscenza della realtà:

ACQUISIRE CONSAPEVOLEZZA DELLA REALTÀ LONTANA RAPPRESENTATA SIMBOLICAMENTE E CONVENZIONALMENTE E DEI PROBLEMI SOCIALI, ECONOMICI, POLITICI E SCIENTIFICI PER ORIENTARSI CRITICAMENTE NELLA REALTÀ.

 

Obiettivi didattici trasversali:

·                     Potenziare la capacità dì analisi degli elementi

·                     Consolidare le capacità di identificare relazioni spazio-temporali, di identità, di analogia, di diversità, di causalità

·                     Consolidare le capacità di ricavare informazioni implicite

·                     Consolidare la capacità di generalizzare

·                     Trarre conclusioni

·                     Fare ipotesi

·                     Identificare criteri per la classificazione

 

  Classe prima e seconda

Obiettivo generale formativo-orientativo per 1'area delle abilità metodologiche:

SAPER ESERCITARE LE ABILITA' LOGICHE IN MODO CONSAPEVOLE PER ORGANIZZARE, PIANIFICARE, DECIDERE

 

Obiettivi didattici trasversali

·                     Organizzare i materiali in modo ordinato

·                     Conoscere le loro modalità d'uso:

·                     Usare il diario

·                     Organizzare i quaderni

·                     Conoscere 1'organizzazione dei libri di testo

·                     Conoscere le caratteristiche degli strumenti di lavoro e le loro funzioni

·                     Comprendere le procedure

·                     Comprendere le consegne di lavoro

·                     Essere autonomi nell'eseguire un'attività secondo la procedura spiegata

·                     Conoscere le finalità del lavoro

·                     Essere consapevoli del lavoro e ripercorrerlo nelle sue fasi con la guida dell'insegnante

·                     Trovare soluzioni a problemi

·                     Utilizzare i testi delle varie discipline per finalità informative

·                     Individuare 1'informazione richiesta

·                     Comprendere ed usare semplici schemi logici

 Classe terza

Obiettivo generale formativo - orientativo per 1'area delle abilità metodologiche:

UTILIZZARE 1N MODO SEMPRE PIÙ CONSAPEVOLE ED AUTONOMO LE CAPACITA' LOGICHE PER ORGANIZZARE, PROGETTARE, PIANIFICARE, SCEGLIERE IN RELAZIONE ALLE PROPRIE POTENZIALITÀ

 

Obiettivi didattici trasversali:

·           Organizzare in maniera sempre più finalizzata i materiali ed utilizzarli con consapevolezza

·           essere consapevoli delle procedure

·           Conoscere le finalità del lavoro

·           Seguire le diverse fasi di un lavoro per giungere a risultati

·           Trovare soluzioni a problemi via via più complessi

·           Saper utilizzare i testi delle varie discipline per:

·           Individuare le informazioni richieste

·           Selezionare fonti per ricavare informazioni

·           Comprendere, usare, produrre schemi logici

·           Prendere appunti

·           Operare collettivamente

·           Lavorare secondo un rapporto di collaborazione

·           Lavorare alternando il ruolo guida

·           Saper organizzare un gruppo

 

Classe prima e seconda

Obiettivo generale formativo orientativo per l'area della comunicazione:

UTILIZZARE IL LINGUAGGIO VERBALE ED I LINGUAGGI NON VERBALI PER CONOSCERE SE' E LA REALTÀ ED ESPRIMERSI SECONDO LE PROPRIE ATTITUDINI IN MODO CHIARO, EFFICACE E SOCIALMENTE PROFICUO.

 

Obiettivi didattici trasversali

·                     Usare i linguaggi per:

·                     Comprendere globalmente

·                     Comprendere analiticamente

·                     Operare inferenze

·                     Generalizzare

·                     Usare i linguaggi per:

·                     Produrre contenuti pertinenti corretti nei codici adeguati nei termini organizzati secondo procedure logiche e tecniche apprese rispondenti ad un'intenzione comunicativa significativi sul piano della creatività e della riflessione personali usare i linguaggi per esprimere le proprie potenzialità e le proprie attitudini.

 

Classe terza

Obiettivo generale formativo - orientativo per 1'area della comunicazione:

UTILIZZARE IL LINGUAGGIO VERBALE ED I LINGUAGGI NON VERBALI PER CONOSCERE SE' E LA REALTÀ E COMUNICARE CON GLI ALTRI IN MODO SOCIALMENTE PROFICUO ED EFFICACE ANCHE IN RELAZIONE ALLE PROPRIE ATTITUDINI

 

Obiettivi didattici trasversali

·           Usare i linguaggi per consolidare e potenziare:

§                               la comprensione globale, analitica, inferenziale

§                               i processi di generalizzazione

§                               Usare i linguaggi per produrre testi e messaggi:

§                               articolati corretti

§                               organizzati logicamente

§                               adeguati nei termini

§                               rispondenti ad una precisa intenzione comunicativa

§                               significativi sul piano della creatività e della riflessione personale

 

Obiettivi  formativi comuni di apprendimento 

 

Si riferiscono  al processo di apprendimento degli studenti, ad una certo momento e ad certo sviluppo del piano di studi.

Risultano dalla  definizione operativa di conoscenze disciplinari e/o interdisciplinari (conoscenze dichiarative e procedurali) ed abilità (procedure relative al saper fare qualcosa in campi disciplinari e/o interdisciplinari  per sviluppare  competenze)

Gli obiettivi formativi comuni di apprendimento  si dovranno trasformare, attraverso la mediazione dei docenti,  in obiettivi formativi realmente accessibili ad un allievo concreto e interiorizzati in modo da essere vissuti come significativi per la propria formazione e maturazioni.

 

GLI OBIETTIVI FORMATIVI DELLE CLASSI PRIME E SECONDE SONO ALLEGATE AL P.O.F.

 

Gli obiettivi  formativi desunti dagli Obiettivi Specifici di Apprendimento saranno esplicitati  nelle UU. AA. il cui insieme  costituirà il piano di studi personalizzato degli studenti.

 

INDICAZIONI OPERATIVE PER I CONSIGLI Dl CLASSE

 

Dovendo orientare la progettazione  nell'accezione più nuova di prevenzione dell’insuccesso formativo ( insufficienza nelle conoscenze/abilità e relazioni) si forniscono alcune indicazioni volte a chiarire i principi di una pedagogia scolastica  ai fine di giungere a proposte operative.

Le ipotesi di lavoro dovranno essere pertinenti e coordinate con le finalità e le attività propria dell'istituzione scolastica per evitare che il nuovo discorso educativo possa rimanere estraneo o semplicemente aggiunto. Gli obiettivi formativi devono riferirsi a studenti concreti  ed essere esplicitati in operazioni  osservabili e possibilmente misurabili che lo studente può raggiungere in base alle sue capacità.

 

SCELTA DEI CONTENUTI

Il contenuto costituisce la funzione e non il fine dell’apprendimento. La scelta dei contenuti sarà fatta tenendo conto dei seguenti criteri:

 

Validità

Il contenuto è valido se gli obiettivi possono essere raggiunti mediante il suo uso

 

Significatività

I fatti sono gli aspetti meno rilevanti delle materie scolastiche e hanno importanza solo se contribuiscono all’acquisizione di idee, concetti e principi fondamentali delle varie materie

 

Interesse

Bisogna considerare gli interessi degli alunni per non sciupare la carica motivante

 

Insegnabilità

Occorre evitare contenuti poco insegnabili

 

Assimilabilità (possibilità di apprendimento)

Ciò che viene presentato deve essere apprendibile dagli alunni, deve essere cioè adatto alle loro capacità.

L’insegnamento e l’apprendimento vanno organizzati in percorsi di apprendimento (UU. AA., moduli….).

Per unità di apprendimento si intende un’ipotesi  di esperienza di apprendimento, l’interazione cioè tra l’alunno e le condizioni che dovrebbero generare l’apprendimento (azione del docente, materiali da usare, l’accertamento dei prerequisiti  cognitivi da utilizzare ecc.).

Per ogni unità vanno specificati: gli obiettivi del Pecup, gli obiettivi generali, gli obiettivi formativi, i contenuti, le abilità, le attività educativo-didattiche, i metodi organizzativi, metodi per la verifica la verifica.

 

Scelta dei metodi e dei mezzi

Per metodo didattico si può intendere la capacità del docente di creare le condizioni, che consentano la messa in moto delle operazioni intellettuali e motorie necessarie all’incorporazione del contenuto dell’apprendimento nella struttura conoscitiva dell’alunno.(Pellerey  M.) 

 

Tipologia di metodi

·                     empirici (fondati sulle varie sfere dell’esperienza fisica – affettiva – etico - sociale)

·                     psicologici (in riferimento alla fase evolutiva del soggetto)

·                     scientifici (induttivi -deduttivi, metodi della ricerca)

 

Tipologia di mezzi

·                     audiovisivi e attrezzature tecnico-scientifiche, tecnologiche, multimediali;

·                     utilizzo di monumenti pubblici;

·                     visite ad aziende e musei, a botteghe artigiane, alla redazione di un giornale ecc..

 

Criteri per la verifica delle prove

Le prove hanno lo scopo di controllare il grado di apprendimento degli alunni e la validità della progettazione.

Esse si realizzano mediante la misurazione che poggia sulle seguenti caratteristiche:

·                     ritmi ( ogni quanto tempo il docente fa misurazioni)

·                     criteri (modalità da stabilire in relazione all’oggetto della misurazione)

·                     strumenti di rilevamento (modo di quantificare le risposte agli stimoli)

·                     validità (la prova è valida se accerta quello che si era proposto di accertare)

·                     fedeltà (strumenti usati in tempi diversi da correttori diversi danno gli stessi risultati)

·                     attendibilità

·                     è attendibile la prova se si fissano i criteri di riuscita della stessa. I criteri di riuscita esprimono il grado minimo accettabile di una prestazione dell’alunno. Essi vanno fissati prima della prova scritta, scritto-grafica, scritto–pratica e si distinguono in qualitativi e quantitativi.

I criteri qualitativi più usati sono:

·                     numero minimo di risposte corrette

·                     numero massimo di risposte errate

·                     percentuale o proporzione di prove riuscite

·                     deviazione accettabile da uno standard prefissato

·                     limiti di tempo

I criteri quantitativi più usati sono:

(prove strutturate di conoscenza o test oggettivi di profitto)

Sono costruiti da un certo numero di item ai quali si deve rispondere in modo univoco

 

Tipologia di item

·                     vero/falso

·                     a scelta multipla con una o due soluzioni

·                     brani da completare

·                     corrispondenze

·                     funzionalità (prove agevoli)

·                     chiarezza (non ambigua nella lettura)

 

Strumenti didattici

La scelta degli strumenti da usare per la verifica dei processi e dei prodotti (conoscenze, abilità e competenze), avviene in base:

·                     alla teoria della valutazione formativa

·                     agli obiettivi da verificare

 

Frequenza delle prove scritte, pratiche, scritto pratiche, scritto grafiche per quadrimestre

Di norma i docenti avranno cura di verificare per quadrimestre, le conoscenze,le abilità e  le competenze degli studenti sulle seguenti discipline:

·                     Italiano: due prove per studente

·                     Storia: a scelta del docente

·                     Geografia: a scelta del docente

·                     Lingua straniera: di norma due prove per studente

·                     Matematica: due prove per studente

·                     Scienze: a scelta del docente

·                     Educazione tecnica/tecnologia: due prove scritto - grafiche o pratiche per studente

·                     Educazione musicale/musica: due prove pratiche

·                     Educazione artistica/arte e immagine: una prova grafica e/o pratica per studente

·                     Educazione fisica/scienze sportive e motorie: una prova pratica per studente

Il numero minimo di prove deve riguardare tutti gli studenti ( è necessario che gli alunni assenti alla prova recuperino successivamente) e le stesse devono essere corrette e revisionate davanti all’intera classe ,di norma,  non oltre il quindicesimo giorno dallo loro effettuazione.

 

Le prove di verifica terminano:

con un giudizio analitico sui singoli indicatori disciplinari, tenuto conto dei criteri espliciti di riuscita.

La valutazione negativa deve comportare interventi individualizzati/personalizzati  di recupero di cui è necessario trovare traccia documentaria sul registro personale dei docenti. Al giudizio analitico segue un giudizio sintetico complessivo.

I risultati delle prestazioni conseguiti dagli studenti saranno comunicati alle famiglie tramite il libretto personale degli studenti.

Il docente avrà cura di firmare tale comunicazione e di controllarne successivamente l’avvenuta ricezione da parte della famiglia. 

 

oppure

 

con un giudizio descrittivo seguito  da un giudizio sintetico, che esprime il valore della prestazione dello studente in relazione agli indicatori disciplinari esaminati, tenuto conto dei criteri di riuscita;

La valutazione negativa deve comportare interventi individualizzati/personalizzati di recupero di cui è necessario trovare traccia documentaria sul registro personale dei docenti. Al giudizio descrittivo segue un giudizio sintetico complessivo. I risultati delle prestazioni conseguiti dagli studenti saranno comunicati alle famiglie tramite il libretto personale degli studenti. Il docente avrà cura di firmare tale comunicazione e di controllarne successivamente l’avvenuta ricezione da parte della famiglia. 

 

Tipologia di correttivi

·                     libri di testo alternativi

·                     schede strutturate

·                     ripetizione dell’insegnamento

·                     materiali audiovisivi/ multimediali

·                     giochi scolastici

·                     istruzione programmata

·                     tutoring

·                     sessione di studi a piccoli gruppi

 

Frequenza delle osservazioni sistematiche

Per tutte le discipline è necessario che i registri personali dei docenti documentino, per quadrimestre, un congruo numero di osservazioni sistematiche (almeno due per studente).

 

LE PROVE D’INGRESSO

Coerentemente con i principi dell'individualizzazione/personalizzazione e dell'orientamento e quindi con la necessità di impostare nel più breve tempo possibile interventi di recupero ed insieme di potenziamento in attesa di raccordi più sistematici con la scuola primaria in vista di un passaggio più significativo di informazioni in quanto fondato sul raccordo degli obiettivi specifici di apprendimento, la scuola ha prodotto una serie di prove d'ingresso per le classi prime mirate ad accertare non solo le singole abilità disciplinari ma anche la presenza dei requisiti trasversali di tipo percettivo, psico-motorio, logico-metodologico-comunicativo.

Vengono riportate alcune riflessioni elaborate in relazione alle modalità più opportune per la rilevazione delle caratteristiche socio-affettive e cognitive degli alunni in ingresso sulla scorta di osservazioni critiche condotte sui modi di procedere a tale accertamento, utilizzati negli anni precedenti.

L'esigenza di definire ad inizio anno la fisionomia cognitiva degli allievi di prima ha trovato una sua adeguata interpretazione grazie alla elaborazione di prove d'ingresso disciplinari.

Nei singoli ambiti conoscitivi il docente indaga circa il possesso delle abilità logiche e delle competenze operative di base tramite la somministrazione di test ed esercizi che hanno assunto una sistemazione via via più compiuta.

Nel giro di poche settimane, in seno al consiglio di classe, affluiscono tanto i dati rilevati dal questionario socio-affettivo che le molteplici informazioni censiti dalle prove d'ingresso specifiche.

Tale costume metodologico ha positivamente accresciuto la possibilità di lettura dei fenomeni da parte dell'organismo collegiale, consentendo per di più una maggiore incisività di risposta ai bisogni emergenti. Tuttavia nel tempo sono affiorati alcuni limiti e difficoltà di gestione di seguito riportate.

a)Solo nel caso di un diffuso esito positivo delle prove, il docente può ragionevolmente ascrivere all'allievo l'adeguata maturazione dei prerequisiti che sono alla base delle abilità cognitive ed operative oggetto dell'indagine.

Viceversa, nel caso di prestazioni negative, non è possibile accettare il prerequisito mancante o deficitario, aspetto diagnostico di rilevante valenza didattica se si pensa alla progettazione di coerenti interventi di recupero.

b)In alcuni casi affiora un’oggettiva difficoltà a socializzare le informazioni raccolte poiché test finalizzati all'accertamento della stessa abilità sono presentati con differenti denominazioni.

c)La difficoltà di comunicazione trova inoltre alimento allorquando i test relativi alla stessa abilità sono articolati nelle diverse discipline con livelli di astrazione e difficoltà operative differenziata, con il discutibile esito di dare per acquisita una stessa abilità in una disciplina e non in un'altra per il medesimo allievo.

Inoltre la ripetitività delle stesso tipo di prova in due o più discipline costituisce un evidente dispendio di tempo e di energie poco auspicabile in una fase di lavoro che tende a giungere a risultati di conoscenze e socializzazione nel modo più celere e funzionale possibile.

 

 

 

QUADRO TEORICO Dl RIFERIMENTO

 

Da queste considerazioni ha preso spunto la riflessione che senza rinnegare ciò che è stato già fatto (se si possono fare tali osservazioni, è proprio grazie a ciò che si è già sperimentato), ha cercato soluzioni meglio rispondenti alle problematiche emerse In ordine alla necessità di rendere più fruibile a livello collegiale le risultanze delle prove.

 

In tale ottica è sembrato più utile definire una nuova strategia di indagine da sperimentare e verificare sul campo, tenendo presente i processi mentali implicati nell'apprendimento cosi come sono sintetizzati nello schema seguente:                                                                                           

                                                          

ANALISI                                              ATTENZIONE / ESPLORAZIONE SISTEMATICA

COMPORTAMENTI                           DELLA REALTA’

                                                                                 

PERCEZIONE STIMOLI                   USO DEI RIFERIMENTI    SPAZIALI E   TEMPORALI

                  

REGISTRAZIONE                              INFORMAZIONI                                                        

ACQUISIZIONE

ELABORAZIONE                              

 

RECUPERO

 

                                                           CONFRONTO SISTEMATICO

                                                          

DISEGNARE 

 

PRODUZIONE                      

(lavoro osservabile)

DIRE                                     

                                                          

SCRIVERE    

                                  

                                                           FARE QUALCOSA

 

Dal momento che l'attenzione e la buona percezione degli stimoli permettono l'esplorazione sistematica della realtà, con l'uso dei riferimenti spaziali e temporali e la precisione da cui dipendono l'analisi completa e quindi una corretta registrazione delle informazioni, come si evince dallo schema, si crede opportuno dare avvio all'indagine partendo dalla ricerca delle capacità percettive in quanto prerequisiti di base di qualsiasi apprendimento.

Inoltre si sono inserite prove che accertano il possesso delle più elementari capacità logiche per esaurire nel modo più completo la natura di strumento collegiale che si vuole conferire ai test d'ingresso.

Pertanto gli indicatori di osservazione iniziale ritenuti significativi rispetto agli indirizzi che l'istruzione si è data desumibili dagli obiettivi del collegio oltre che dal quadro di riferimento sono:

 

DISCRIMINAZIONE                            COORDINAZIONE OCULO - MANUALE

          VISIVA

                                                           DISCRIMINAZIONE FIGURA – SFONDO

 

                                                           COSTANZA DELLA PERCEZIONE

 

                                                           ACUTEZZA

 

DISCRIMINAZIONE                           RICONOSCERE IL VERSO DI ANIMALI DOMESTICI

       UDITIVA                                      RUMORI DELL’AMBIENTE

 

                                                           RISCRIVERE PAROLE SENZA SENSO DETTATE

                                                           DALL’INSEGNANTE

 

                                                           ORIENTAMENTO:     Individuare la direzione di

                                                                 UDITIVO               provenienza di un suono

 

                                                           MEMORIA               :   Riprodurre suoni appena ascoltati

                                                            UDITIVA                     e riconoscere la loro durata

                                                                                               Riprodurre ritmi

 

CAPACITA’ PERCETTIVO                BILATERALITA’

              MOTORIE

                                                           LATERALIZZAZIONE

                                                           DOMINANZA (Mano / Piede / Occhio)

 

CAPACITA’ SPAZIO                          ORIENTAMENTO NELLO SPAZIO

     TEMPORALE

                                                           ORIENTAMENTO NEL TEMPO

 

 

 

 

 

CAPACITA’ LOGICO                        OSSERVAZIONE

       OPERATIVE

                                                           CLASSIFICAZIONI

 

                                                           RICERCA DI RELAZIONI

 

                                                           RISOLVERE PROBLEMI

   COMUNICAZIONI

                                                          

Prove d’ingresso per le classi prime

La scuola, sulla base delle intese collegiali scaturite dai lavori di gruppo disciplinari, ha approntato  degli strumenti di rilevazione (griglie) e di lettura degli elementi cognitivi e comportamentali osservati.

L’analisi dei risultati non è finalizzata a classificare, ma ad acquisire conoscenze della situazione dell’alunno che assieme ad altre informazioni (schede delle scuole elementari, informazioni supplementari fornite dai maestri, colloqui con i genitori ecc.) aiutano a delineare la personalità scolastica dell’alunno nelle dimensioni concordate. Esse forniscono un primo quadro di riferimento degli alunni che se ben delineato in termini di bisogni e di risorse, può consentire un efficace lavoro di programmazione collegiale.

Classi prime:

·                     griglia per l’osservazione dell’area psicomotoria e per l’osservazione delle abilità che hanno valenza trasversale

·                     griglia per la verifica delle conoscenze e delle abilità relativa alle singole discipline

·                     griglia per l’osservazione dei comportamenti sociali e di lavoro

Classi seconde e terze

·                     griglia per l’osservazione dell’area delle competenze trasversali

·                     griglia per l’osservazione dello specifico disciplinare

·                     griglia per l’osservazione dei comportamenti sociali e di lavoro

 

Prove d’uscita

La scuola affronterà il problema delle prove d’uscita dalla scuola primaria e d’ingresso nella scuola secondaria di 1° grado, al termine del ciclo, in un’ottica sperimentale e di continuità con i Circoli 1° e 2° e le prove d’uscita al termine del terzo anno.

 

ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO

Programmazione didattica della classe/ progettazione per competenze

- Essa delinea il percorso formativo della classe e del singolo alunno, adeguando ad essi gli interventi operativi;

- Utilizza il contributo delle varie aree disciplinari per il raggiungimento degli obiettivi e delle finalità educative indicati dal consiglio di classe e dal collegio dei docenti;

- E’ sottoposta sistematicamente a momenti di verifica e di valutazione dei  risultati, al fine di adeguare l'a  zione didattica alle esigenze formative che  emergono in itinere.

Indicatori

·           composizione della classe (n° alunni, n° renitenti, n°ripetenti, n° portatori di handicap,n° alunni stranieri);

·           situazione di partenza degli alunni riferita al livello cognitivo e relazionale;

·           individuazione delle fasce di bisogni formativi per prerequisiti e competenze;

·           individuazione degli alunni con difficoltà relazionali (motivazioni e cause);

·           analisi dei bisogni formativi in relazione agli obiettivi educativo -didattici individuati dal collegio

·           (cognitivi, comunicativi, comportamentali sociali e di lavoro);

·           selezione delle aree tematiche e dei contenuti essenziali disciplinari e trasversali;

·           progettazione di azioni individualizzate/personalizzate tese al recupero, sostegno, consolidamento, potenziamento;

·           progettazione di attività integrative e iniziative per l’arricchimento formativo;

·           individuazione di metodi e strumenti didattici, mezzi, attrezzature e sussidi;

·           intese per l’organizzazione della classe (clima relazionale, distribuzione di compiti, controllo delle assenze, dei ritardi, delle uscite, delle visite didattiche, utilizzo delle risorse, qualità del servizio, visite guidate e viaggi di istruzione, distribuzione equilibrata dei compiti da assegnare agli alunni, gestione dei comportamenti negativi, gestione delle comunicazioni, rapporti con le famiglie, modalità di documentazione del proprio lavoro e di quello degli alunni…….)

       verifiche e valutazione

       gestione del feed - back.

 

Piano educativo personalizzato per gli alunni diversamente abili

(inserimento e integrazione)

Il Collegio dei Docenti invita i consigli di classe con alunni diversamente abili a formulare concreti itinerari formativi grazie alla contestualizzazione di strumenti, ipotesi di intervento e quant’altro elaborato in riferimento al campo cognitivo, affettivo-sociale e psicomotorio.

E' opportuno progettare interventi tesi all'inserimento dell'alunno diversamente abile in senso globale, investendo del problema tutte le componenti socio-culturali interessate alla sua realtà ed alla definizione di come devono essere gli altri per accettarlo.

In particolare ai Docenti si chiede di costruire un piano educativo personalizzato, inteso come strumento per organizzare intenzionalmente tutte le possibilità offerte dalla situazione in vista dello sviluppo integrale della persona, da generalizzare come modello di lavoro per tutti gli operatori, che in misura diversa sono coinvolti nell'evento didattico - educativo.

In questo senso le connotazioni che caratterizzano il piano di lavoro personalizzato sono:

il principio di realtà (il piano ha senso solo se dall'astratto della norma si passa al concreto della situazione, della quale vanno con assoluta precisione definiti gli obiettivi)

il principio della razionalità (il piano ha significato se accompagnato dalla non casualità degli interventi)

il principio di socialità (la dimensione progettuale collettiva comporta inevitabilmente l'assunzione di un punto di vista interdisciplinare che richiama come condizione la collegialità e l'integrazione dei docenti sul piano delle specifiche competenze culturali e preferenziali)

il principio di pubblicità (il piano è un tentativo di rendere comunicabili i principi essenziali e le configurazioni concrete di una proposta educativa in modo da renderla disponibile all'analisi critica di una effettiva traduzione operativa).

Gli atti intenzionali rivolti a dare concretezza ai principi determinano la formazione dell'allievo.

E' perciò necessario che gli obiettivi formativi devono essere formulati in modo che sia esplicito ciò che l'allievo deve sapere o saper fare e ciò che alla fine dell'intento mediato sa fare, al fine di produrre un cambiamento nei suoi comportamenti.

Il cambiamento può consistere nell'acquisizione di apprendimenti nuovi o miglioramento e consolidamento di apprendimenti già posseduti in precedenza.

La differenziazione progressiva delle attività, centrerà sulla scelta di occasioni, dei mezzi  necessari per mettere l'allievo in grado di esplorare, di sperimentare quanto ha vissuto e sperimentato.

Le occasioni e i mezzi saranno offerti con gradualità e riferite al consolidamento e al superamento degli obiettivi progettati deve dare luogo, in caso di insuccesso, ai correttivi di recupero ricorrendo a momenti organizzativi che consentano attività individualizzate/personalizzate all'interno del gruppo dei pari formati da alunni delle stessa e/o di altra classe a livello orizzontale / verticale.

I criteri per la valutazione devono tener conto dei seguenti principi:

- si valuta in relazione agli esiti  ottenuti rispetto alla situazione di partenza, in riferimento alle prestazioni di cui l’allievo è capace e concordando collegialmente il livello di riuscita;

- si valuta non solo la funzione intellettiva, ma anche i campi affettivi - sociali, psicomotori in cui si sono maturate le esperienze;

- si valuta in un lavoro di feed - back, tutto il lavoro realizzato con l'alunno, che richiama la qualità dell'istruzione impartita e la capacità professionale degli insegnanti .

La scuola si sta muovendo nella direzione di realizzare sempre più l’integrazione, intendendo il sostegno scolastico come quell’insieme di interventi che la scuola mette in atto per superare le situazioni di disagio.

L’impegno è quello di superare la logica che vede un contesto di “normalità” al quale le persone ”a disagio” cercano faticosamente di adeguarsi e diffondere una mentalità più ampia che valorizzi le potenzialità di ognuno e risponda alle situazioni di disagio leggendole come un bisogno a cui dare risposte.

Le condizioni che bisogna determinare affinché si vengano a creare le opportunità che favoriscano i processi di integrazione di apprendimento, di autonomie, di socializzazione sono da ritrovarsi principalmente nell’accettazione delle diversità. Accettare l’altro per com’è.

Per delineare la struttura del piano educativo personalizzato dell’alunno in situazione di handicap si considerano tre fasi preliminari:

 

·                     prove d’ingresso

·                     conoscenza delle diagnosi funzionali

·                     profilo dinamico funzionale

Indicatori:

individuazione degli obiettivi generali educativi:

·                     per l’area della conoscenza del sé e del rispetto degli altri e dell’ambiente

·                     per l’area della conoscenza della realtà

·                     per l’area delle abilità metodologiche

·                     per l’area della comunicazione

 

Per ciascuna area sono individuati gli obiettivi specifici:

·                     Selezione dei contenuti

·                     Scelta dei metodi e dei mezzi

·                     Verifiche

·                     Valutazione

 

 

PROGETTARE PER COMPETENZE

 

E’ il contributo delle varie aree disciplinari per il raggiungimento degli obiettivi formativi e delle finalità educative indicati dal consiglio di classe e dal collegio dei docenti.

Il progetto è sottoposto  sistematicamente a momenti di verifica e di valutazione dei risultati, al fine di adeguare l'azione didattica alle esigenze formative che emergono in itinere.

Sulla base delle indicazioni concordate nel consiglio di classe, i docenti predispongono il loro piano educativo-didattico, da trascrivere o allegare al proprio registro personale e da mettere agli atti a disposizione delle componenti, entro la data prevista dal calendario scolastico.

 

Indicatori:

·           situazione di partenza degli alunni riferita al livello cognitivo e relazionale;

·           approntamento delle prove d'ingresso per le classi prime e verifiche su contenuti e relazioni per le classi seconde e terze, definizione degli strumenti per l'osservazione (tipologia delle prove scritte e orali, osservazioni.....);

·           individuazione degli alunni collocati in fasce di  bisogni per prerequisiti cognitivi ;

·           individuazione degli alunni con difficoltà relazionali (motivazioni e cause);

·           analisi dei bisogni formativi specifici in relazione agli obiettivi educativo-didattici (cognitivi, comunicativi, comportamentali sociali e di lavoro) concordati nel collegio dei docenti;

·           individuazione e gestione degli obiettivi dell'area psico-motoria, dell'area cognitiva, dell'area socio - affettiva dell'area relazionale;

·           selezione dei contenuti essenziali disciplinari e trasversali rispetto alle aree tematiche concordate, intese plurididisciplinari e interdisciplinari;

·           progettazione di azioni individualizzate/personalizzate tese al recupero, sostegno, consolidamento, potenziamento;

·           progettazione di iniziative per l’ampliamento e per l’arricchimento formativo;

·           individuazione di metodi e strumenti didattici, mezzi, attrezzature e sussidi;

·           assunzione di responsabilità sulle intese concordate per l’organizzazione della classe (clima relazionale, distribuzione di compiti, controllo delle assenze, dei ritardi, delle uscite, delle visite didattiche, utilizzo delle risorse, qualità del servizio, visite guidate e viaggi di istruzione, distribuzione equilibrata dei compiti da assegnare agli alunni, gestione dei comportamenti negativi, gestione delle comunicazioni, rapporti con le famiglie, modalità di documentazione del proprio lavoro e di quello degli alunni, peso degli zaini…….);

·           tipologia delle verifiche, frequenza delle osservazioni tenuto conto dei criteri del collegio dei docenti, valutazione dei processi e dei risultati, strumenti di valutazione, tipologia e numero delle prove. modalità e tempi di correzione in relazione a criteri predefiniti, contenuti didattici esplicitati in UU.DD / UU.AA., lavoro di feed - back finale sul proprio lavoro.

 

STRUMENTI ORGANIZZATIVO -DIDATTICI

(documentazione degli interventi didattici e dei processi valutativi)

La necessità a ricondurre alla logica sistemica del P.O. F., gli strumenti organizzativo-didattici usati, pone l’obbligo di rendere coerenti ed armonizzare tra di loro tutti elementi correlabili al fine di assicurare la qualità del servizio finalizzato al successo formativo degli alunni. Pertanto, essendo il registro uno di tali elementi, si rende necessario nella compilazione delle varie parti di tenere sempre ben presente la funzione a ciascuna di esse assegnata rispetto all’insieme degli altri elementi.

 

Registro dei verbali del collegio dei docenti

La verbalizzazione delle decisioni assunte in sede collegiale da tutti gli insegnanti della scuola in merito alla definizione del piano dell’offerta formativa e ai suoi contenuti, costituisce fondamento e, quindi, punto di riferimento costante per la programmazione dell’azione educativa  del collegio e per la progettazione riguardanti le singole classi. Le delibere assunte sono vincolanti per ogni componente il collegio. 

 

Registri dei verbali dei consigli di classe

L’attività educativa del Collegio dei docenti trova una prima articolazione e traduzione operativa nella definizione concordata nel Consiglio di Classe degli obiettivi generali, che in quanto riferiti ad orientamenti di vasta portata dotati di ampio potere di trasferibilità, costituiscono la base e, quindi, le componenti di una formazione integrale e duratura. Questa rielaborazione analitica diventa quadro di riferimento, e insieme vincolo e guida, per gli insegnanti, i quali devono innestarvi il loro lavoro  individuale, sia per quanto riguarda gli aspetti generali che quelli strettamente disciplinari. Il registro dei verbali del Consiglio di Classe costituisce quindi la documentazione fondante del progetto formativo, a condizione che si abbia cura di registrare anche le opzioni effettuate circa le modalità dell’osservazione e della verifica dei risultati, i criteri per la loro valutazione, gli interventi individualizzati/personalizzati messi in campo, e qualsiasi informazione utile all’adeguamento del progetto stesso. Saranno, inoltre, riportate le difficoltà eventualmente incontrate dai singoli insegnanti nello svolgimento del proprio lavoro, le eventuali modifiche da apportare alle progettazioni (di classe e personale). Nel registro devono essere contenuti anche i verbali di ogni altra seduta cui il Consiglio è tenuto in ottemperanza alle vigenti disposizioni quali quelle per scrutini ed esami, per trasferimento alunni, per provvedimenti disciplinari.

Saranno altresì trascritti o allegati, dopo l’approvazione, la progettazione didattica e la relazione finale. I processi verbali delle riunioni saranno riportati sul registro dei verbali entro e non oltre il settimo giorno dalla data di effettuazione del Consiglio di Classe e consegnati nell’ufficio del Dirigente Scolastico a cura del coordinatore. Essi vanno redatti da chi svolge le funzioni di segretario e firmati dallo stesso e dal presidente dell’organo collegiale.

Appare chiaro il valore strategico, oltre che concettuale, di questo strumento, che raccoglie la intenzionalità consapevole e responsabile di una comunità scolastica che rende trasparente a sé e agli altri il proprio operato e che, conseguentemente, opera scelte precise: il rapporto valutazione-programmazione diventa più significante. 

 

Registro personale del professore

Questo registro documenta innanzi tutto l’attività del singolo docente, l’esplicitazione degli O.S.A. in  educazioni, in obiettivi formativi disciplinari con valenza trasversale e l’articolazione di questi in conoscenze e abilità. Esso è elemento costante di riferimento per le osservazioni sistematiche che sono verificati periodicamente attraverso le UU. AA.. Il registro si configura inoltre come lo spazio organizzato per registrare puntualmente l'attività di­dattica svolta, le osservazioni sistematiche sul processo di apprendimento e sul livello di maturazione raggiunto dai singoli alunni, le assenze. Questa documentazione servirà anche per verificare l'efficacia dell'azione didattica svolta e degli inter­venti tesi al rinforzo, alla compensazione e al potenziamento delle abilità ­di ciascun alunno, nell'ambito della individualizzazione/della personalizzazione delle metodologie di approccio formativo, in modo da consentire al docente ­di riferire in modo significativo e puntuale nelle riunioni periodiche del Consiglio di classe.

 

Registro di classe

Questo è lo strumento usato da tutti i docenti di classe per la registrazione quotidiana delle lezioni svolte, delle assenze, (con loro motivazioni se ricorrenti e loro giustificazioni), dei compiti assegnati e di tutte le annotazioni di rilievo riguardanti l’attività della classe, il comportamento degli alunni e gli eventuali provvedimenti disciplinari (è fatto obbligo al docente di annotare puntualmente le violazioni al regolamento disciplinare degli studenti e delle studentesse e di registrare le giustificazioni degli alunni). In quanto raccolta dei dati essenziali relativi alla vita della classe nelle sue tappe di percorso giornaliero, esso costituisce per gli insegnanti mezzo quotidiano, im­mediato, di comunicazione reciproca e nello stesso tempo testimonianza dell'azione complessiva svolta nell'arco dell'anno scolastico.

Le informazioni, in esso contenute, permettono quindi di ricontrollare ritmi, temi e condizioni di lavoro ed anche di regolare la propria attività alla luce delle attività dei colleghi, sia in vista di un eventuale concorso rispetto a specifici contenuti ed obiet­tivi, in ottica pluridisciplinare, sia in ragione del quadro complessivo di compiti in cui i ragazzi vengono giorno per giorno impegnati sia in orario antimeridiano che pomeridiano (prove di verifica, lavori di gruppo, per classe e per classi aperte, esercitazioni, lezioni tradizionali, operatività nei laboratori, gare d’istituto, visite guidate, lezioni all’aperto, insegnamenti facoltativi non eccedenti le diciotto ore di cattedra…..).

 

Registri interni (griglie) ad uso collettivo

I processi di invidualizzazione / personalizzazione dei percorsi formativi legati all’autonomia trovano oggi dei forti limiti pedagogici negli strumenti organizzativi fino ad oggi utilizzati, basti pensare per esempio alla valutazione formativa, che necessita per essere colta nel suo profondo significato educativo, anche dell’uso di strumenti didattici di lettura collettiva degli apprendimenti degli studenti ad uso dei consigli di classe, costruiti secondo gli indicatori forniti dai consigli di classe e/o dal gruppo di ricerca della scuola.

 

Fascicolo personale dell’alunno

La documentazione sopra elencata non sarebbe peraltro completa né adeguatamente fondata, se non si considerassero parte integrante di essa i dati di tipo amministrativo conservati in segreteria. Vengono raccolti, infatti, i documenti della valutazione, la documentazione specifica per gli alunni portatori  diversamente abili (diagnosi funzionale, progetto educativo personalizzato), nonché di ogni altro significativo elemento di conoscenza dell’alunno e della sua esperienza scolastica, acquisito anche in collaborazione con la famiglia.

 

Il Porfolio

 

Il portfolio per gli alunni di classe prima e seconda è la raccolta  sistematica e selezionata di prodotti e prove scolastiche significative dell’allievo, al fine di documentare le conoscenze, le abilità e le competenze acquisite  e il percorso formativo seguito,che può diventare fondante anche per l’orientamento.

Tale documentazione, conservata in apposite cartelline personali nella sala dei docenti, è a disposizione del consiglio di classe ai fini di una analisi, anche interdisciplinare, del processo evolutivo che si attiva lungo l’arco del curricolo per testimoniare progressi e difficoltà incontrati dagli studenti. La scuola è orientata a ricercare, nell’ottica della continuità del sistema formativo, forme di intese con i circoli didattici  e gli istituti superiori per seguire l’andamento dei propri studenti fino al termine del biennio, ai fini autoregolativi della propria azione educativa e didattica.      

 

SERVIZI DI SUPPORTO ALLA DIDATTICA

Servizi di biblioteca

La biblioteca è considerata uno dei fattori di qualità della scuola, se essa aggiornata e funzionante, si pone al servizio dei docenti, sostenuti nelle loro attività didattiche, da adeguate forme di documentazione anche di tipo multimediale.

La sezione docenti è importante per fornire ai professori materiale di aggiornamento didattico e metodologico.

La sezione alunni riveste, invece, una funzione essenziale per avvicinare gli studenti alla lettura, soprattutto in un momento in cui i ragazzi sono attratti dalla cultura delle immagini che caratterizza il nostro tempo. L’impegno della scuola, in collaborazione con i docenti soprattutto di Lettere, è avvicinare lo studente al mondo della lettura che può sostenere anche il raggiungimento degli obiettivi didattici. Essa, infatti, arricchisce il patrimonio culturale di ciascuno; fa acquisire una migliore organizzazione delle proprie idee che si riflette sull’esposizione scritta e orale e perfeziona il modo di leggere anche attraverso la lettura silenziosa.

La biblioteca,poi, si trasforma in laboratorio se il ragazzo viene aiutato e orientato nella ricerca e selezione delle informazioni relative alle tematiche da trattare, non solo attraverso l’uso di libri, dizionari e enciclopedie cartacee, ma anche con il ricorso al laboratorio multimediale che la scuola è impegnata a diffondere con l’uso antimeridiano di Internet e con l’approntamento di una biblioteca multimediale.

La biblioteca è altresì il luogo della memoria didattica della scuola e della sua identità culturale.

I materiali didattici significativi (P.O. F., Piano annuale delle attività, documentazione delle visite di istruzione e delle visite guidate, ecc…) sono ivi custoditi e disponibili in visione per chi vi abbia interesse professionale.

 

Il libro di testo

Il docente avrà cura di scegliere il libro di testo considerato, nella cultura scolastica, uno strumento della

didattica, tenuto conto delle indicazioni del regolamento di scuola.

 

Modalità di consultazione dei testi normativi

I testi normativi sono a disposizione, per la consultazione sempre in biblioteca e vanno chiesti al bibliotecario in tempo congruo. La richiesta di riproduzioni fotostatiche limitatamente ad alcune parti del testo, deve essere preventivamente autorizzata dal Dirigente Scolastico che accerterà il rispetto delle leggi sulla stampa: esse sono soggette al solo costo di riproduzione.

 

Laboratori

Per laboratorio si intende un metodo o uno spazio fisico ed organizzativo per tutte o quasi le forme di lavoro soprattutto interdisciplinare dove il sapere si coniuga con il saper fare.  Questo è possibile solo se la classe, le classi parallele, la scuola, diventano un laboratorio di ricerca che entra anche in rapporto diretto con il territorio con il quale stabilisce interazioni sul piano sociale e culturale. Impegnare i ragazzi in attività dove anche chi ha problemi può svolgere una funzione, ricoprire un ruolo, dimostrare e dimostrarsi che qualcosa sa fare, significa rimuovere le barriere che impediscono la relazione e insegnare a vedere le diversità come un valore, anziché come un difetto o una deviazione dalla “norma", educa le coscienze al rispetto anche della propria diversità contribuendo ad educare la classe alla socialità e quindi all'integrazione.

Il laboratorio è un momento dominante e caratterizzante di produzione culturale nell’ambito di un processo di apprendimento centrato sulla metodologia della ricerca, e si colloca in un preciso itinerario didattico:

·                     individuazione e definizione del problema

·                     formulazione di ipotesi

·                     la progettazione

·                     la realizzazione delle attività

·                     la verifica delle ipotesi

·                     la predisposizione dei materiali

·                     l’elaborazione dei dati e delle informazioni e possibile traduzione in dati statistici  

·                     la documentazione e la comunicazione sociale dei risultati

 

E’ importante che il laboratorio sia collegato al progetto per la classe / per l’alunno e alla metodologia della ricerca-azione che è trasversale a tutte le discipline.

Supporto necessario e coerente con l’attività di laboratorio si dimostra essere l’organizzazione flessibile della classe e la sua traduzione operativa in gruppi non casuali e con compiti definiti, gruppi che, aggregati secondo criteri di rigorose valutazioni da parte dei docenti, possono essere orizzontali, verticali della stessa o di altre classi. Non appare trascurabile sottolineare come la flessibilità del gruppo classe rappresenta inoltre un approccio efficace di apprendimento cooperativo con ricadute positive sul piano della solidarietà e collaborazione.

 

Azioni specifiche

Sono funzionati alla progettazione delle classi le seguenti aule speciali  :

·                     Laboratorio di Educazione Artistica/Arte e Immagine

·                     Laboratorio di Scienze

·                     Laboratorio di Falegnameria

·                     Laboratorio Multimediale

·                     Laboratorio linguistico

·                     La palestra

·                     La biblioteca

·                     Il laboratorio linguistico

 

Ciascun laboratorio ha un docente responsabile del materiale didattico e di facile consumo e un regolamento per il suo funzionamento e per la prevenzione degli infortuni degli utenti.

 

Spazi aggiuntivi attrezzati per l’attività didattica

Teatro delle marionette

 Auditorium /Teatro

 Spazi attrezzati all’interno e  all’esterno dell’edificio scolastico

 

AREA DELLA PROGETTAZIONE

Per progettazione si intende una elaborazione concettuale, nella quale siano individuate, in modo generale, finalità ed obiettivi che la programmazione si incaricherà poi di definire nei suoi aspetti sequenziali razionali.

Attualmente l’Istituto ha raggiunto il pieno accordo sugli obiettivi formativi verso cui tendere sia a livello collegiale che individuale, anche attraverso la consultazione della componente genitori individua lo studente come “centro delle preoccupazioni formative da parte della comunità educante”.

Il profilo dell’alunno che emerge dalla programmazione/progettazione formativo-orientativa del Collegio, tiene pertanto ugualmente presenti sia i bisogni emergenti dal nuovo tipo di società, sia quelli individuati dai genitori. Si tratta di una formazione articolata che interpreta l’attività didattica e le strategie metodologiche in funzione dello sviluppo di personalità responsabili e critiche, dotate di una certa autonomia ed il più possibile consapevoli di se stesse in ogni sfera della propria esistenza, come è possibile evincere dagli obiettivi delle quattro aree in cui la programmazione è organizzata.

Pare utile richiamare l’attenzione oltre che sul contenuto della stessa, sulla funzionalità della sua struttura rispetto ad alcuni parametri indispensabili nella scuola dell’autonomia: chiarezza e facilitazione della comunicazione, dei confronti e degli accordi collegiali.

Inoltre, l’articolazione sulle quattro aree, socio-affettiva, conoscitiva, metodologica e comunicativa, può rappresentare un primo ed importante strumento di autoanalisi del proprio modo di concepire l’insegnamento da parte di ogni docente, dimensione anch’essa fondamentale in un’istituzione che tende ad accrescere sempre più il senso delle responsabilità personali e di quelle collettive.

 

Il presente P. O. F., nelle sue articolazioni funzionali, va quindi interpretato, come tutto quanto attuato fino a questo momento, in quella logica di continuità che nel corso degli anni ha caratterizzato l’Istituto.

In effetti, gli accorgimenti e gli strumenti messi a punto all’interno della scuola per la conoscenza dell’alunno (situazione socioculturale, prove d’ingresso, rilevamento del disagio scolastico, griglie disciplinari e trasversali), se da un lato rendevano i docenti sempre più consapevoli delle notevoli diversità esistenti all’interno dei gruppi classe, dall’altro creavano un diffuso senso di frustrazione per la reale difficoltà a reperire sufficienti spazi di effettiva personalizzazione. Pertanto, coerentemente con tali bisogni, delle varie forme di flessibilità previste dal regolamento sull’autonomia, quelle che immediatamente suscitano interesse, stimolando la progettualità degli insegnanti, vanno proprio in direzione del soddisfacimento delle individuali esigenze di ciascun alunno, quale presupposto del successo formativo.

Le forme organizzative ritenute praticabili  sono:

- Classi aperte finalizzate all’individualizzazione/personalizzazione  in ambito disciplinare;

- Investimento di quote orario in laboratori disciplinari finalizzati ad un approccio ai saperi più naturale, coinvolgente, motivante e soprattutto più funzionale alla strutturazione di reti cognitive maggiormente articolate e complesse.

L’Istituto, infatti, in quella prospettiva di unitarietà e coerenza che deve caratterizzare l’attività complessiva della scuola, ritiene che una volta individuate le coordinate di fondo, sulla base di bisogni ritenuti prioritari in un determinato periodo, esse debbano continuare a rappresentare l’indicatore di riferimento della progettazione e della organizzazione di tutte le iniziative ed attività che in quella fase vengono attuate.

C’è ancora da aggiungere che, al fine di innalzare la qualità del servizio sia sotto il profilo didattico-metodologico che organizzativo, il Collegio supporta il lavoro progettuale e organizzativo dei docenti principalmente con una commissione permanete e con le funzioni-strumentali.

 

Considerati i compiti più generali assegnati alle funzioni strumentali, da esse ci si aspetta che lavorino innanzitutto per rendere sempre più coerenti e coese al loro interno le aree delle progettazioni e della loro attuazione, adoperandosi per ipotizzare soluzioni organizzative sempre più funzionali al raggiungimento degli obiettivi collegialmente stabiliti e tali da sollecitare comunicazioni sempre più significative ed insieme distese tra le varie componenti. E’ facilmente inferibile che i risultati saranno direttamente proporzionali alla possibilità ed alle capacità che tali figure avranno nel contribuire all’analisi dei problemi e nel saper collaborare per giungere ad ipotesi di intervento condivise in quanto coerenti con gli obiettivi.

 

L’EDUCAZIONE ALLA CONVIVENZA CIVILE

La scuola è chiamata attraverso le sue attività educative e didattiche a promuovere, a sviluppare e a consolidare negli alunni i principi fondamentali della convivenza civile in collaborazione con la famiglia, ma anche con le altre strutture che sul territorio hanno compiti istituzionali e/o statutari di tipo educativo e formativo (Ente locale, Associazioni, Enti, Carabinieri, Polizia………).Saranno approfondite le educazioni  che sono strettamente correlate al contesto in cui la scuola opera e che i docenti sono tenuti ad affrontare sul piano culturale e formativo, con iniziative e attività  adeguati sia sul piano curricolare che su quello extracurricolare. Le educazioni vanno affrontate con ottica trasversale con il contributo gestionale delle funzioni strumentali di coordinamento.

 

Tipologia delle educazioni alla convivenza civile

L’educazione alla convivenza civile è un percorso formativo che  coinvolge in modo unitario i docenti del gruppo classe per tutte le attività didattiche e di insegnamento, nella prospettiva di una modifica comportamentale e valoriale che coinvolge tutti i docenti sia sul piano etico, sia su quello metodologico e didattico. Le educazioni devono inserirsi in una  trama di collegamenti coerenti tra di loro e con le discipline, in modo che un obiettivo specifico di apprendimento di una delle dimensioni della convivenza civile è e deve essere sempre anche disciplinare e viceversa.

Esse producono modifiche nei comportamenti degli studenti se si trasformano in valori anche attraverso la coerenza tra il parlato e l’agito degli adulti.

 

Alla fine del primo ciclo di istruzione attraverso gli strumenti culturali e la maturazione di sé il ragazzo deve:

·                     essere consapevole di essere titolare di  diritti ma anche di doveri verso sé stesso e verso gli altri;

·           poter risolvere con responsabilità e consapevolezza i problemi  quotidiani riguardanti la cura della propria persona in casa, nella scuola e nella comunità;

·           conoscere l’organizzazione costituzionale e amministrativa del nostro paese,nonché gli ordinamenti comunitari ed internazionali e le loro funzioni;

·           saper conoscere le regole e le ragioni per prevenire il disagio attraverso comportamenti e atteggiamenti positivi che procurano benessere;

·           sapersi alimentare  secondo criteri rispettosi delle proprie esigenze fisiologiche, rifuggendo,  con comportamenti critici e responsabili, da modelli e stereotipi che rispondono più alle logiche del consumo e del commercio che ai principi di una sana alimentazione;

·           assumere comportamenti rispettosi degli altri, delle regole e dei codici che devono caratterizzare i rapporti di una comunità civile e responsabile;

·           rispettare l’ambiente  cercando di  viverlo e di non consumarlo, migliorandolo anzi con comportamenti a tutela della propria e dell’altrui sicurezza.

 

Educazione alla cittadinanza                                                       

Finalità

·                     Educare i giovani ai valori irrinunciabili della libertà e dei principi insostituibili della legalità, ad una società del miglioramento centrata sui valori, quali la qualità della vita, la solidarietà, l’amore per la verità e per la pace,i diritti umani, la tolleranza e la  diversità culturale.

·                     Promuovere il successo di ciascuno secondo il principio del massimo individualmente possibile, ricordando che l’apprendimento ha senso in quanto esperienza, che i contenuti devono trasformarsi in attività e che i risultati ottenuti attraverso le azioni  non sono sostituibili da quelli solo trasmessi.   

·                     Elaborare e diffondere cultura dei valori civili;

·                     Sviluppare una cittadinanza europea (imparare a conoscere,imparare a fare,imparare a vivere assieme, imparare ad essere);

·                     Sviluppare il pensiero divergente oltre a quello convergente;

·                     Educare l’alunno alla cognitività orientata alla ricerca;

·                     Offrire occasioni;

·                     Offrire esempi e immagini coerenti  tra le regole descritte e i comportamenti agiti;

 

Educazione stradale                                                                                                        

Finalità:

·                     formazione dell’uomo e del cittadino;

·                     sviluppo delle  responsabilità  individuali

·                     acquisizione di comportamenti responsabili nei confronti di sé e degli altri

Compiti

o                                            supportare le attività di educazione stradale nelle situazioni di debolezza progettuale delle classi,  tese a privilegiare esperienze ed esercitazioni pratiche che implichino l’assunzione diretta di responsabilità individuale da parte degli alunni (adozione di idonei comportamenti compatibili con l’età e le informazioni già possedute);

o                                            coordinare e supportare i docenti per iniziative socializzanti che sollecitino la partecipazione attiva ed il coinvolgimento operativo motivante dei preadolescenti (es. giochi e gare di regolarità, esercitazioni di simulazioni all’aperto anche con l’ausilio della polizia municipale;

o                                            promuovere e coordinare le esercitazioni e le prove per la padronanza nell’uso sicuro del mezzo meccanico(bicicletta e ciclomotore……….).

 

Educazione ambientale                                                                                                           

Finalità

·                     sviluppo di una cultura ambientalista per la conservazione della natura  che è una risorsa di tutti;

·                     saper individuare consumi più sostenibili.

Compiti

o          realizzare progetti sul consumo sostenibile;

o          interagire con il territorio  (Ente locale e Associazioni) per le attività, manifestazioni  ambientali

o          promuove comportamenti ecologici in casa, a scuola , nel territorio per ridurre gli sprechi

o          sensibilizzare gli studenti a prendersi cura di un piccolo ambiente

 

 

Educazione alla salute

(stato di completo benessere psico-fisico e relazionale  con l’innalzamento della qualità dell’ambiente scolastico in cui è lo studente è inserito )

La progettualità  del Collegio dei docenti  individua nell’educazione alla salute un nodo di riferimento a cui  raccordare le iniziative che coniugano  coerentemente  obiettivi dell'area socio - affettiva con quelli dell'area cognitiva.

Le linee didattico-operative sono indirizzate a superare il rischio di una potenziale frammentarietà e a creare all'interno dell'Istituto quella trama di intese, collaborazioni, coinvolgimento attivo di alunni e genitori da cui solamente può scaturire il clima sereno, funzionale all'armonica ed integrale maturazione dei soggetti in formazione. In una visione "aperta" del P.O.F. delI’Istituto, si intendono offrire da un lato le linee educative e metodologiche che devono informare la progettualità dei singoli Consigli di classe, dall'altro se ne esplicitano i significati formativi in grado di sostanziare opportunamente gli apporti critici e le conseguenti riflessioni professionali  in relazione alle innovazioni normative e pedagogico- didattiche legati ai processi di riforma in corso.

 

L’istituto intende:

·                     valorizzare soprattutto la pluralità di indicazioni ed orientamenti   che informano  le linee guida della continuità educativa  realizzando percorsi formativi condivisi tra gli istituti scolastici del territorio comunale;

·                     creare occasioni per il protagonismo dei ragazzi, con l’apporto di iniziative adeguate a soddisfare i nuovi bisogni emergenti del contesto ambientale.

Nel P.O.F., infatti, viene accolto integralmente quale criterio prioritario, la capacità progettuale di più ampio respiro che tutti gli operatori dell'Istituto devono mettere in atto, attraverso la costante e dinamica ricerca di tutte la variabili e delle relazioni esistenti nel proprio contesto, nella direzione della sistematicità ed armonizzazione degli interventi.

Inoltre il piano dell’offerta formativa, dovendo rappresentare la base ed il supporto di  progetti didattici di classe (interpretabili anche nella logica della continuità orizzontale e verticale), finalizzati alla promozione educativa di ogni allievo,  assume come centro delle preoccupazioni formative “ lo studente” al quale si riconosce il diritto ad essere educato in quello e per quello che è ed in quello e per quello cui tende vitalmente secondo i ritmi del suo sviluppo. In questa prospettiva si fissano i seguenti punti:

·           evitare di concepire l'educazione come l'imposizione di modelli di vita pensati ed elaborati dagli adulti (famiglia - scuola - società) in quanto se accettati passivamente possono provocare reazioni inconsce di trasgressione, in forme che possono raggiungere l'aggressività e la distruttività;

·           valorizzare la condizione di apertura fiduciosa e totale di estrema curiosità del ragazzo, del suo sentire, della sua disponibilità affettiva sociale e cognitiva a fare oggetto d'esame tutto ciò che la vita gli offre;

·           attivare la disponibilità del mondo adulto a motivare e ad orientare i ragazzi ad ampliare il campo della loro curiosità e del loro interesse piuttosto che tendere al trasferimento di modelli di vita adultistici, secondo modalità di ricezione passiva (l'accettazione passiva genera aggressività - distruttività).

 

Le scelte innanzi esposte comportano:

 

a) SUL PIANO METODOLOGICO - DIDATTICO L'impostazione di un insegnamento tendente a valorizzare la problematizzazione, l'osservazione, la riflessione, la valutazione critica.

In tale modo si afferma:

La necessità di formare alla flessibilità del pensiero non fornendo immediatamente soluzioni preconfezionate, ma creando piuttosto situazioni di apprendimento in cui le soluzioni possano variare in base agli scopi, situazioni in cui gli stessi dati possano dar luogo ad interpretazioni diverse, in modo da stimolare le capacità intellettive superiori, l'analisi, il confronto, la riflessione critica, la rielaborazione personale la creatività, in  opposizione alla rigidità di pensiero, con le conseguenti difficoltà di adattamento, rischio di semplificazione e alta possibilità di divenire oggetti di massificazione da parte dei mezzi di comunicazione.

La necessità di formare all'acquisizione ed all'autonomia di un metodo di lavoro tramite lo sviluppo di capacità critiche, sviluppo che passa attraverso l'attività personale, il saper pensare ed il saper fare dell'allievo in contesti guidati ed attenti ai processi messi in atto.

 

b) SUL PIANO PERSONALE  la necessità di essere consapevoli dell'importanza della comunicazione verbale e soprattutto non verbale per la sua influenza sulla motivazione e sul senso di sé dell'alunno, sulla sua fiducia, sull'autostima che sono alla base della conquista di un'identità positiva e della sua autonomia.

In sintonia con i principi appena esposti si attueranno alcuni progetti che avranno una duplice valenza sul piano organizzativo e che risponderanno alle seguenti caratteristiche di massima:

- per un verso essi costituiranno segmenti di lavoro delle singole classi, da recepire nei progettazioni annuali con impostazioni metodologiche coerenti allo stile formativo di ciascun consiglio;

- per l'altro confluiranno, opportunamente e preventivamente resi compatibili e complementari, in iniziative d'Istituto di più ampio respiro, da vivere in un clima di collaborazione e di scambio tra docenti ed alunni delle diverse classi, in vista di una meta conclusiva da articolare anche con mostre di fine anno, ad uso interno all'istituto e suscettibili, in prospettiva, di aperture esterne nel territorio.

Inoltre, per alcuni itinerari particolari, al fine di dare concretezza ad una idea di continuità da interpretare in modo professionalmente spendibile, si ricercheranno contributi ed interventi da colleghi e classi di istituzioni scolastiche del nostro bacino d'utenza, con i quali da tempo sono avviati collegamenti e rapporti di lavoro.

In sintesi, come premessa ai singoli progetti da delineare in modo dettagliato in appresso, si indicano le tipologie di fondo cui si ispireranno le diverse attività:

Iniziative tendenti a fare della classe un laboratorio in cui può realizzarsi situazioni di valorizzazione degli interventi, di scambio, di appagamento, di curiosità, di protagonismo, di corrette relazioni.

Iniziative didattiche tendenti all'acquisizione dell'autonomia (metodo di lavoro-metacognizione), all'orientamento, alla individualizzazione, al recupero dello svantaggio socio - culturale ed all’approfondimento disciplinare.

Iniziative tendenti al miglioramento dei rapporti Scuola-Famiglia con incontri docenti  genitori ed esperti per l'approfondimento di tematiche emergenti dal contesto di ordine psico-pedagogiche e relazionale, per consentire la sensibilizzazione del contesto sulle più profonde esigenze formative degli alunni in rispondenza delle richieste della società di oggi e soprattutto di domani anche al fine di una loro reale e significativa collaborazione con l'istituzione nello sforzo che va compiendo per adeguare il servizio ai nuovi bisogni ed all'orientamento delle giovani generazioni.

 

Educazione alimentare                                                                               

Educare ala sana alimentazione  per sviluppare benessere fisico e prevenire danni alla salute

Compiti

·           Conoscere gli alimenti

·           Operare una corretta distribuzione dei pasti nell’arco della giornata

·           Realizzare decaloghi per una equilibrata alimentazione anche ricorrendo al laboratorio di cucina

 

Educazione all’affettività

Finalità

·                     Sviluppare la personalità nella sua globalità e le potenzialità di ciascuno

·                     Approfondire la conoscenza e l’accettazione di sé

Compiti

o                    Riconoscere il rapporto  affettività- sessualità- moralità

o                    Riconoscere attività e atteggiamenti che sottolineano nelle relazioni interpersonali gli aspetti affettivi e ne facilitano la corretta comunicazione

 

Linee di indirizzo del Consiglio d’ Istituto

 

Premessa

Tenuto conto del contesto generale e considerato che i bisogni formativi dell’attuale società devono essere letti in relazione ai problemi emergenti della società locale, il Consiglio d’Istituto ha  individuato i seguenti bisogni formativi a cui riferire l’azione della professionalità docente:

Individuare   percorsi formativi   finalizzati al successo formativo di ciascun studente   che devono non solo imparare a  conoscere ma anche imparare ad apprendere;

promuovere  competenze in ciascun allievo in rapporto alle capacità;

promuovere azioni di autorientamento e di orientamento scolastico verso sé stessi e verso la realtà esterna;

favorire l’autonomia e l’autostima degli studenti attraverso una didattica incoraggiante;

sviluppare capacità critiche nei riguardi dei vari modelli cognitivi e comportamentali;

promuovere interventi educativo- didattici nel rispetto dei principi dell’autonomia in collaborazione con gli altri istituti scolastici, con Associazioni ed Enti esterni, tenuto conto dei bisogni del territorio: educazione alla convivenza civile (educazione alla cittadinanza stradale ambientale,alla salute,alimentare,all’affettività);

promuovere e sviluppare  la conoscenza delle lingue comunitarie anche attraverso il ricorso a docenti di madre lingua ;

sviluppare e potenziare i nuovi saperi (alfabetizzazione informatica e multimedialità);

essere disponibili alla collaborazione con gli altri e per gli altri per contribuire alla costruzione di una società migliore tollerante e solidaristica;

avere consapevolezza delle proprie capacità (punti di forza e punti di debolezza);

sviluppare, per tutto il personale, iniziative di formazione e di aggiornamento,  viste nell’ottica sistemica del piano dell’offerta formativa della scuola e tenuto conto della legge di riforma 53/ 2003;

promuovere iniziative di aggiornamento e di servizi  per i genitori e gli adulti.

 

Interventi  per promuovere il  successo  formativo

 

Premessa

La scuola, per promuovere il successo formativo di tutti gli studenti realizzerà interventi educativo- didattici, ricorrendo agli strumenti offerti dalla riforma dei cicli e dal regolamento sull’autonomia: La. R. S. A., 15% del curricolo, forme di flessibilità didattica: classi aperte finalizzate alla ricerca azione con produzione di materiale didattico innovativo trasferibile in più contesti, forme di flessibilità organizzativa, orario aggiuntivo, forme di compresenza o di contemporaneità  per sostenere le classi con alunni difficili.

 

Azioni specifiche da promuovere:

 

Progetto dispersione per la prevenzione della dispersione

La scuola rileva, purtroppo, ancora preoccupanti tassi di dispersione nelle classi che, certamente testimoniano il disagio dei minori e la gravità del fenomeno. Il problema della dispersione, intesa come inadempienza totale, frequenze altamente irregolari, abbandoni in  corso d'anno, bocciature, promozioni formali, diventa allora nodo prioritario da affrontare sul piano progettuale, sul piano della pianificazione delle risorse, sul piano delle metodologie, sul piano di didattiche compensative, e sui raccordi istituzionali (Enti e scuole) mirati all'elaborazione di piani integrati sul territorio e nell'ottica della continuità tra i diversi segmenti scolastici. Si tratta allora di approfondire in sede locale il fenomeno della dispersione scolastica, di conoscere il contesto scolastico, il contesto sociale, di coinvolgere l’Ente locale, le Associazioni, gli Enti, le Aziende, gli esperti, di organizzare le risorse interne e esterne alla scuola, di individuare figure e profili professionali da impegnare nel P.O.F., di orientare le attività formative e di aggiornamento nella prospettiva della ricerca-azione. La scuola può perseguire i suoi fini istituzionali, rendere effettivo il diritto allo studio se si fa carico di rimuovere, per la parte che le compete, gli ostacoli che impediscono il raggiungimento di tali fini. Questo significa che, di fronte alla complessità del compito, la percezione del limite della tradizione culturale deve spingere i docenti a coniugare la didattica delle discipline con i vissuti, il curricolare con l’extracurricolare, le conoscenze con i valori, il sapere codificato con il sapere emergente, a ricercare la mediazione tra la propria specificità cognitiva e la cultura del progetto che meglio risponde, per la sua forza di adattamento, ai  bisogni formativi dei ragazzi del nostro tempo, al fine di prevenire fenomeni di disagio e di emarginazione. I ragazzi devono stare bene con sé e con gli altri, lavorare per gli altri e con gli altri alla ricerca della propria identità individuale e sociale.

In questa ottica le educazioni allegate alle indicazioni nazionali, nella prospettiva della formazione integrata, possono rilanciare la didattica interdisciplinare e sviluppare nuove relazioni positive tra studenti, insegnanti e genitori.

Si capisce allora come il P.O.F. della scuola preveda percorsi formativi attenti al successo formativo di tutti gli alunni, interventi di recupero e sostegno, azioni di continuità, di orientamento e di riorientamento (la finalità formativa della scuola coincide, oggi, con la finalità orientativa), per la formazione integrale dei ragazzi, azioni di inserimento e integrazione degli alunni disabili, interventi per la valorizzazione delle eccellenze e tematiche relative all’educazione alla salute La scuola deve farsi interprete della domanda sociale e della valorizzazione delle competenze professionali dei docenti.

Tutte le attività puntano, attraverso la sollecitazione delle motivazioni ad ostacolare la dispersione attraverso l’individualizzazione/la personalizzazione  degli interventi programmata ed operata per gruppi eterogenei, per evitare il rischio che situazioni problematiche rinforzino modelli comportamentali negativi; a leggere collegialmente i processi promossi, orientati, attraverso i progressi e gli sforzi degli studenti, a valorizzare la persona rinforzando l’autostima del sé.  

I progetti devono prevedere, come autoregolazione dei processi attivati, modalità di controllo in tutte le sue fasi sia di tipo informale che strutturato. Partendo dalla convinzione, che è necessario avere informazioni continue sull’alunno che apprende per diversificare le proposte didattiche, i consigli di classe utilizzeranno appositi strumenti didattici per l’osservazione sistematica degli studenti e per il monitoraggio dei processi attivati. 

 

Percorsi didattici personalizzati per gli studenti con particolare difficoltà nel rispetto del principio generale dell’integrazione degli alunni nella classe e nel gruppo anche in relazione agli alunni diversamente abili, da realizzarsi anche mediante l’articolazione modulare (es. gruppi di alunni provenienti dalla stessa o da diverse classi o da diversi anni di corso) attivando laboratori di area: logico-linguistica,logico-matematica, espressivo-corporea, tecnico-operativa, da realizzarsi con il supporto dei docenti di sostegno in orario antimeridiano e/o con docenti comunque disponibili;

 

Interventi sul piano relazionale con i soggetti della comunità   educante anche attraverso corsi di formazione mirati e con iniziative specifiche di mediazione familiare nei confronti dei genitori e azioni specifiche sul piano psico-pedagogico;

 

La scuola è altresì impegnata:

·                     a promuovere azioni per lo sviluppo degli apprendimenti delle eccellenze;

·                     a realizzare azioni di accoglienza, continuità e orientamento (ricerca/azione in collaborazione e in continuità con  gruppi di docenti dei diversi segmenti scolastici );

·                     a promuovere  interventi per il miglioramento della qualità dell’integrazione per gli alunni diversamente abili;

·                     a sostenere  azioni di sviluppo delle innovazioni tecnologiche ( informatica e  multimedialità);  

·                     a sostenere azioni progettuali per il sostegno e lo sviluppo delle lingue comunitarie;

·                     a sviluppare  le attività  sportive;

·                     a  concorrere alla formazione integrata degli studenti con azioni per il miglioramento dell’offerta formativa in coerenza con le esigenze della comunità locale (iniziative ambientali, sulla sicurezza, patentino per la guida dei ciclomotori …..);

·                     a promuovere e/sostenere  attività di arricchimento e ampliamento dell’offerta formativa;

·                     Iniziative a favore degli adulti, percorsi formativi integrati con azioni progettate in coerenza con le esigenze della comunità locale (agenda 21,consiglio comunale dei ragazzi, patentino per la guida dei ciclomotori , progetti formativi  sulla base di accordi e convenzioni, iniziative di informazione e di formazione per i genitori degli alunni;

·                     a  considerare progetti di scopo  orientati ad attività integrative finalizzate agli interessi e alle attitudini degli studenti;

·                     al miglioramento della funzionalità organizzativa e didattica della scuola;

·                     a  favorire la partecipare della scuola ad accordi di rete  per la realizzazione di  programmi nazionali, regionali o comunitarie.

L’Istituto  si impegna inoltre a promuovere:

Attività che realizziano la funzione della scuola che realizzano come centro di promozione culturale, sociale e civile.

Finalità generali

Organizzare, coordinare spazi e tempi anche in collaborazione con i genitori, Enti e Associazioni, volontariato, per la realizzazione di attività culturali, ricreative, ludiche, sportive, espressive in orario pomeridiano rivolte ai genitori e agli studenti soprattutto a rischio dispersione anche durante il periodo di sospensione delle attività didattiche e durante il periodo estivo (luglio).

 

Iniziative  per gli studenti

(spettacoli teatrali,spettacoli cinematografici, spettacoli musicali,spettacoli circensi, spettacoli che sostengono le tradizioni della nostra cultura)            

 

Premi/ Concorsi

(partecipazione degli studenti  a concorsi indetti a livello di scuola, a livello locale, nazionale e comunitario)

Celebrazioni relative a:

·                     giornata dell’ambiente / festa degli alberi

·                     giornata della pace

·                     festa della Repubblica;

·                     giornata della memoria 27 gennaio.

·                     giornata dei genitori e dei nonni

·                     giornate per i pensionati della scuola

·           giornata “solennità civile” e giorno del ricordo” del 10 febbraio di ogni anno

 

Iniziative per gli adulti

·                     concerto di primavera per i genitori;

·           giornata di chiusura dell’anno scolastico con la partecipazione di docenti e genitori

 

Attività assistenziali

·                     adozione a distanza di un ragazza filippina;

·                     iniziative assistenziali per il diritto allo studio e per la partecipazione alle attività didattiche della scuola ai ragazzi bisognosi e meritevoli entro il budget previsto.

·                     partecipazione a iniziative solidaristiche promosse a livello locale,nazionale ,comunitario e internazionale

 

Uso delle strutture:

L’ Istituto  mette a disposizione della comunità locale i suoi locali e le sue attrezzature  in quanto considera la scuola come centro di promozione culturale, sociale e civile, attraverso apposite convenzioni

da stipularsi nel rispetto dei criteri deliberati dal Consiglio d’istituto.

 

Iniziative specifiche  promosse da Esperti-Aziende-Enti-Associazioni in collaborazione con la scuola

Il piano dell’offerta formativa riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale e a tal fine il Dirigente Scolastico attiva i necessari rapporti con L’Ente locale e con le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti sul territorio. Gli esperti esterni, chiamati dai docenti o dai Consigli di classe, previa autorizzazione del Capo d’Istituto, esercitano la Loro attività a titolo gratuito  e la Loro presenza a scuola  può avere una valenza disciplinare o interdisciplinare rivolta ad una classe o ad un gruppo di classi.Le iniziative saranno inserite nella progettazione del docente e/o della classe e/o nel P.O.F.

 

Centro culturale “Luigi Einaudi”

Recupero dei valori civili e del senso di appartenenza alla comunità locale e nazionale.

 

Azienda ASL/Fg. 1

Attività di educazione e promozione della salute in ambito scolastico

 

Corsi extra curricolari da realizzare per conto terzi

·                     Corsi di inglese per alunni di classe terza prima e seconda

·                     Corsi di francese per alunni di classe terza,seconda e prima

 

CRITERI DIDATTICI

 

Criteri per la conduzione delle attività didattiche

Dall’accertamento delle diversità degli stili cognitivi, dei processi e delle strategie di apprendimento degli alunni, deriva la necessità di adottare modelli di conduzione delle attività didattiche diversificati e diversi linguaggi d’accesso alle conoscenze.

Occorrerà alternare in modo sistematico e finalizzato, la lezione frontale con altre tipologie di approccio didattico, in modo da favorire uno sviluppo armonico di tutte le potenzialità degli alunni e non solo quelle dominanti lo stile cognitivo.

 

Criteri per la gestione dell’organizzazione didattica

(la comunicazione nel gruppo e la gestione delle riunioni: coordinatori dei consigli di classe, di commissioni, di gruppi di lavoro, degli incaricati delle Funzioni strumentali…)

L’attività di coordinamento di un gruppo è svolta dal Dirigente Scolastico, da un docente individuato dal Dirigente Scolastico o dal Collegio dei docenti o dal Consiglio d’istituto.  Per un’efficace gestione del gruppo si individuano i seguenti indicatori e procedure che sono punti di riferimento generale e specifici per il conduttore di gruppi di lavoro, commissioni, incaricati delle FF.SS.

 

Obiettivi e scopi della comunicazione nel gruppo: comunicare,  dare/ricevere informazione,scambiare informazioni, cercare informazioni più significative, coinvolgere/attivare, analizzare situazioni di lavoro,

confrontare/fornire metodi soluzioni/ proposte, raccogliere/formulare problemi/proposte,

decidere/risolvere,  analizzare problemi, analizzare soluzioni alternative,prendere decisioni, formulare piani d’azione

 

Condizioni di efficacia di una riunione: stabilire l’ordine del giorno/obiettivo/piano di discussione, concentrare gli interventi sull’obiettivo, mantenere i tempi stabiliti, partecipazione e coinvolgimento dei partecipanti.

 

L’obiettivo in riunione deve : essere esplicitato in modo chiaro, essere il fine di ciascun intervento, coinvolgere tutti i partecipanti in modo uguale.

 

Preparazione di una riunione: definire lo scopo della riunione, individuare i partecipanti, raccogliere la documentazione, formulare il piano di discussione, dare comunicazione dell’incontro

 

Un piano di discussione : prevedere contenuti, obiettivi, tempi, persone

 

Convocazione di una riunione: decidere chi partecipa, comunicare orario e luogo della riunione, preparare e diffondere l’ordine del giorno

 

Le fasi di una riunione: apertura, svolgimento, conclusione

Apertura: iniziare puntualmente, presentare eventualmente i partecipanti, presentare il piano di discussione,  comunicare i tempi degli interventi

 

Svolgimento della riunione: favorire l’intervento di tutti i partecipanti, garantire la corretta applicazione del metodo di analisi/diagnosi/terapia dei problemi o argomenti trattati, rispettare i tempi, curare il clima di lavoro

 

Conclusione della riunione: concordare il piano d’azione da realizzare (attività, tempi, responsabilità, modalità di verifica), concordare l’eventuale data di aggiornamento della riunione, redigere il verbale

 

Compiti specifici di un conduttore: portare avanti la discussione in maniera ordinata, rispettando i punti all’O. d. G, porre domande, riunire i contributi individuali in un solo insieme, mantenere i tempi prestabiliti, lasciare emergere nel gruppo opinioni di minoranza, incoraggiare la partecipazione di ciascun membro del gruppo

 

Compiti del coordinatore dei consigli di classe

Compiti del segretario dei consigli di classe

Le funzioni e i compiti dei coordinatori e dei segretari sono illustrati dal piano annuale delle attività a cui si rimanda.

 

Criteri per la formulazione di un progetto

Criteri guida:                                            

1.collegialità (compiti condivisi e gestiti da parte di tutti i docenti partecipanti al progetto)                                             2.protagonismo (partecipazione attiva degli alunni)                                                                 

3.globalità (il progetto deve interessare la sfera cognitiva, affettivo, relazionale )                                           

4.trasversalità (interconnessione tra ambiti disciplinari diversi e differenti campi di esperienza)                                          

5.organicità (sistematicità di iniziative che abbiano una reale incidenza sul contesto scolastico)

6.ordinarietà (iniziative compenetrate ed innestate sulla quotidianità della vita scolastica)

7.interistituzionalità   (valorizzazione del processo di interazione/integrazione tra istituzioni)                                           

8.processualità /verificabilità  (tenuta dell'attività intrapresa e predeterminazione dei modi e dei tempi di verifica/valutazione

 

Linee guida per l’accesso al fondo dell’istituzione scolastica

I progetti presentati dai docenti in modo prioritario devono :

riferirsi agli interventi individuati come prioritari dal collegio dei docenti e dei bisogni del contesto territoriale in cui opera la scuola;

essere innovativi sul piano metodologico;

prevedere forme di articolazione flessibile sul piano didattico e organizzativo;

prevedere modalità di articolazione in rete con altre istituzioni scolastiche o Enti territoriali pubblici e privati nell’ottica della continuità tra i vari segmenti scolastici e/o nell’ambito di progetti integrati territoriali;

fare ricorso in tutto o in parte alle nuove tecnologie didattiche;

soddisfare i criteri di fattibilità, efficienza ed efficacia in relazione ai tempi previsti;

poter richiedere bisogni di formazione /aggiornamento.

 

Operatività del progetto 

Le azioni progettuali saranno sollecitate ai consigli di classe che delibereranno in tal senso, dopo a rilevazione dei bisogni formativi degli alunni condotte attraverso le prove d’ingresso e le osservazioni sui comportamenti sociali e di lavoro, nei consigli di classe di novembre.

 

Struttura del progetto

·                     motivazione e finalità

·                     destinatari (minimo e massimo di studenti)

·                     obiettivi da perseguire

·                     responsabilità di attuazione (docenti e personale coinvolto)

·                     contenuti (ambito disciplinare, pluridisciplinare, esperienziale)

·                     metodologia di conduzione del progetto

·                     articolazione e condizioni organizzative (Esempio: tempi, monte ore, costituzione di gruppi paralleli o verticali….)

·                     collegamenti e collaborazioni anche esterne

·                     risorse strumentali

·                     modalità di documentazione e di comunicazione dell’attività

·                     forme e strumenti di verifica

·                     valutazione dei processi(monitoraggio)

·                     valutazione dei risultati

·                     forme di autovalutazione, valutazione del progetto  

·                     scheda finanziaria con l’indicazione dei beni e dei servizi richiesti

 

Note organizzative

I docenti avranno cura:

·                     di esplicitare, nel caso di progetto pluridisciplinare e/o interdisciplinare, obiettivi contenuti e attività specifiche relativi a ciascun partecipante;

·                     di indicare il numero di alunni partecipanti in orario aggiuntivo (per l’attivazione ed il mantenimento del progetto è opportuna la presenza media nell’attività di circa dieci alunni)

·                     di indicare i loro nominativi;

·                     di acquisire, per gli alunni partecipanti, le autorizzazioni dei genitori o di chi ne fa le   veci

·                     di documentare il progetto attraverso opportuna registrazione delle presenze dei docenti e  alunni partecipanti;

·                     di produrre risultati oggettivamente verificabili con manifestazioni, documentazioni (ogni

·                     rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie)

·                     manufatti ecc….

·                     I progetti saranno valutati, in fase istruttoria e in rapporto alla coerenza con i criteri stabiliti, dalla commissione permanente, prima della presentazione al collegio dei docenti.

 

Valutazione

Etica del render conto all’interno e all’esterno della scuola

Valutazione

La valutazione della personalità scolastica (l’insieme delle variabili che fanno riferimento ai comportamenti e ai processi connessi alle situazione scolastiche) raggiunge l’obiettivo pedagogico quando si fonda su comportamenti osservabili, e quando è formulata in modo incoraggiante ossia è specifica, processuale, contestualizzata, prospettica, enfatizzante il positivo.

All’interno della valutazione scolastica possiamo globalmente distinguere una valutazione che ha per oggetto il rendimento, che mira quindi a verificare il grado di corrispondenza alle aspettative di acquisizione e l’andamento dei processi apprenditivi, da una valutazione pedagogica che ha invece per oggetto il comportamento individuale, particolarmente nelle situazioni sociali e di lavoro.

 

La valutazione, dal punto di vista pedagogico:

·                     non è da intendersi come un giudizio sanzionatorio fine a sé stesso 

·                     è necessario che sia trasparente e condivisa nei fini e nelle procedure

·                     verifica il progetto  educativo- didattico   per il massimo possibile successo formativo degli studenti

·           è un processo sistematico per determinare il grado in cui gli obiettivi educativi sono raggiunti dagli allievi

·           è la descrizione quantitativa (misurazione più giudizi di valore)

·           è la descrizione qualitativa (non misurazione)  più giudizi di valore

 

La teoria della valutazione distingue tra valutazione formativa e sommativa

 

Criteri relativi alla scheda di valutazione in uso (classi  terze):

Premessa

La valutazione nelle sue diverse fasi di gestione e di attuazione,quale momento significativo del perseguimento delle finalità formative di ogni alunno,deve scaturire dalla collegialità dei componenti dell’équipe pedagogica,ed è pertanto affidata a tutti i docenti responsabili delle attività educative e didattiche previste dai piani di studio collegialmente definiti.

 

Criteri per la valutazione sintetica degli alunni (giudizi per discipline)

La valutazione degli apprendimenti degli alunni, terrà conto degli indicatori/criteri della scheda, dell’insieme di prove di verifica riferite agli indicatori/criteri perseguibili e da perseguire da parte di ciascuno studente. Ciascun insegnante esprimerà, nel rispetto della collegialità, quadrimestralmente, un giudizio sintetico, che testimoni il livello di apprendimento raggiunto dall’alunno nelle proprie discipline previste dal curricolo scolastico. I giudizi sintetici: ottimo - distinto - buono - sufficiente - non sufficiente, da attribuire al discente in relazione alle specifiche conoscenze e abilità raggiunte, non hanno lo scopo di quantificare il numero delle nozioni e delle abilità possedute, ma sono descritti, in termini di approssimazione alle mete educativo- didattiche, previste per ciascun alunno. 

I criteri per la valutazione sono quelli concordati a livello disciplinare, sotto la voce obiettivi dettagliati dei registri personali di ciascun docente, tradotti in livelli operativi standard per le classi prime, seconde e terze e articolati in livelli di apprendimento.

Per la valutazione degli esiti di insegnamenti facoltativi introdotti nel piano dell’offerta formativa saranno utilizzate sia la stessa scheda di valutazione, e, se necessario per mancanza di spazio un quadro aggiuntivo simile a quelli disciplinari della scheda.

 

Nota:

 Il Collegio dei Docenti concorda di usare per usi interni, il codice non sufficiente con asterisco da non riportare sulla scheda, per meglio caratterizzare il livello delle prestazioni raggiunto dallo studente.

 

Criteri per la valutazione sul livello globale di maturazione

Il Consiglio di Classe redige la valutazione sul livello globale di maturazione in riferimento ai seguenti criteri:

·                     l’insieme delle osservazioni iniziali e continue di tutti i docenti registrate con gli strumenti interni (registri per le attività aggiuntive, nota integrativa per le attività alternative alla religione cattolica, griglie per la rilevazione delle situazione iniziale dell’alunno nelle dimensioni cognitiva, affettiva e relazionale, griglie per la valutazione dei processi di apprendimento)

·                     l’analisi dei processi di apprendimento che evidenzi i progressi ottenuti dagli alunni rispetto al livello di partenza

·                     i risultati degli interventi individualizzati/personalizzati programmati e realizzati per il miglioramento dei risultati

·                     gli interessi manifestati e le attitudini promosse

·                     la distanza tra gli apprendimenti acquisiti dagli alunni da quelli comuni programmati per la classe, al fine di progettare nuove azioni da intraprendere

 

Indicatori specifici da osservare:

·           comportamento sociale (autocontrollo, socializzazione – collaborazione

·           comportamento di lavoro (impegno operativo, attenzione-partecipazione)

·           cognitività (conoscenze/abilità, metodo di studio e di lavoro, comunicazione – espressione)

 

La valutazione  per le classi prime e seconde

(Dalle valutazione degli apprendimenti degli alunni alla valutazione di sistema -istituto,dirigenti,docenti- attraverso pratiche di auto valutazione e di comparazione dei risultati a livello locale,nazionale , internazionale)

 

Premessa

La valutazione diventa uno  strumento di incremento dell’efficacia e dell’efficienza delle azioni o dei sistemi educativi considerati per produrre una scuola di qualità.

 La riforma

 I Piani di studio personalizzati sono composti dall’insieme delle UU. AA.

Esse:

·           sono costruite sugli obiettivi specifici di apprendimento da trasformare in obiettivi formativi  per gli studenti (conoscenze e abilità );

·           prevedono la mediazione dei docenti che dovrà trasformare gli obiettivi formativi in competenze individuali da riportare sul portfolio  individuale.

 

Funzioni della valutazione

Valutazione formativa  (diagnostica dei processi )

La valutazione formativa interviene, durante  alla fine di un compito di apprendimento con lo scopo di offrire informazioni analitiche su ciascun alunno, informazioni sui processi di apprendimento dello studente in termini di grado di cambiamento(in conoscenze, abilità, competenze e tecniche) rispetto alla situazione di partenza.

 Essa non si limita al censimento delle lacune (funzione di misurazione) ma serve ad individuare la presenza di eventuali difficoltà di apprendimento al fine di produrre nuove o più appropriate strategie didattiche che consentano all’insegnante di:

·                     assumere le procedure didattiche più efficaci che, differenziando la qualità e i tempi delle proposte in funzione delle singole attitudini, consentano a tutti gli alunni o alla maggior parte di essi di raggiungere la piena padronanza delle competenze che costituiscono l’obiettivo del successo scolastico;

·                     modificare i percorsi didattici predisponendo i correttivi necessari al fine di dotare l’alunno dei prerequisiti culturali per affrontare i nuovi compiti.

 

Si tratta quindi di definire i progressi dello studente nelle acquisizioni delle conoscenze, con riferimento non solo ad esse, ma anche alle regole dei processi cognitivi, al metodo di studio e ai linguaggi. La valutazione formativa è condizione necessaria per una progettazione didattica veramente efficace e sostanzia, sul piano del metodo, i procedimenti individualizzati/personalizzati individuando da una parte gli obiettivi: cosa l’alunno deve sapere, saper fare e, secondo quale ordine e come e dall’altra gli strumenti per progettare, realizzare, modificare il processo di istruzione.

Uno strumento  efficace per l’analisi degli obiettivi cognitivi e non cognitivi è quello delle tassonomie che consentono al docente di:

·           identificare gli obiettivi didattici del proprio insegnamento;

·           di formulare gli obiettivi in maniera esplicita in termini di operazioni osservabili e possibilmente misurabili;

·           di descrivere i comportamenti relazionali che devono essere attivati per sostenere e sviluppare la motivazione e gli interessi.

Essa ha riflessi positivi sull’intero processo di maturazione della personalità, se mira a concorrere alla costruzione di un concetto realistico di sé e di conseguenza a favorire un’equilibrata vita di relazione dello studente orientandolo verso le future scelte personali. 

 

Essa si basa su una concezione dell’apprendimento che si ispira alla teoria del costruttivismo.

La teoria afferma che:

·                     l’apprendimento è il risultato di una costruzione

·                     il soggetto prende parte attiva a tale costruzione

·                     la costruzione avviene attraverso un processo di autoregolazione continua delle proprie strutture cognitive;

·                     l’apprendimento è frutto di assimilazione e di adattamento (Piaget- Bruner)

 

La valutazione è centrata sullo studente (pedagogia dell’adattamento del docente), sulla spiegazione dei processi che presuppone un sapere analizzabile, sintetizzabile e trasmissibile.

 

Valutazione sommativa (certificativa dei risultati)

La scuola esprime  un giudizio positivo o negativo sulla prestazione dello studente  in base ad una concezione dell’apprendimento basato sulla teoria dei comportamenti osservabili e misurabili.

Essa interviene al termine di un percorso didattico svolto dall’insegnante, di norma, alla fine del quadrimestre, ponendosi al di fuori del processo vero e proprio di insegnamento apprendimento e accerta il livello di competenze e l’insieme delle conoscenze,abilità acquisiti da ciascun alunno, in rapporto alla situazione iniziale e ai progressi compiuti durante l’anno scolastico e in relazione agli obiettivi formativi comuni attesi.

Essa si basa su una concezione dell’apprendimento che si ispira alla teoria del comportamentismo.

Il comportamentismo afferma che:

·                     l’apprendimento è una modificazione di un  comportamento

·                     il comportamento è osservabile e misurabile

·                     ad uno stimolo del docente corrisponde una risposta del discente che modifica un comportamento precedente;

·                     La valutazione è centrata sull’insegnamento e sui risultati dello studente

·                     (pedagogia dell’adattamento dello studente)

 

Limiti:

I docenti

·                     si concentrano sull’insegnamento e sulla misura delle prestazioni

·                     valutano un prodotto ma ignoriamo i processi di apprendimento che intervengono tra lo stimolo e la risposta

 

Valutazione negoziale

Oggi  si discute di  una valutazione centrata sull’interpretazione che si avvale di strumentazioni riflessive, introspettive, conversazionali ed autobiografiche (Petrarca) dovuta all’affermarsi della  differenziazione tra gruppi, individui che sempre più evidenziano le differenze culturali e  territoriali mettendo in crisi i modelli simbolici che tendono alla standardizzazione.

Dice “J. Guitton che il vero pensiero è quello capace di cogliere e di accogliere le differenze”

 In questa prospettiva l’apprendimento viene  considerato un processo che aiuta a collocare idee e concetti della realtà dentro i mondi particolari con cui un individuo o una cultura cerca di attribuire significato alla realtà che lo circonda.

Se la nuova conoscenza (Fabbri e Batini) significa:

·                     riflettere su quella conoscenza spontanea che costruiamo dentro i nostri mondi ideografici, locali, particolari, differenti;

·                     allargare il proprio sapere contestuale attraverso l’incontro e lo scontro con nuovi saperi  imparando a comprendere la diversità degli altri punti di vista;

·                     imparare a costruire nuovi punti di vista negoziali e quindi condivisi;

allora la valutazione è sollecitata a spostarsi sul paradigma interpretativo.

 

Secondo questa valutazione negoziale  gli apprendimenti conseguiti:

·                     sono oggetto di giudizio

·                     vanno spiegati

·                     vanno compresi ed interpretati

I docenti sono chiamati a:

·                     interpretare vite

·                     ascoltare e comprendere i mondi giovanili

·                     facilitare la narrazione dei vissuti da parte dei ragazzi  per interpretarne la cultura

·                     a negoziare tra quello che un individuo sa e quello codificato nella  cultura storica di una comunità.

Se il pensiero diventa sempre più etnografico e negoziale i processi di valutazione si affidano a tecniche narrative, interpretative e soprattutto riflessive. La valutazione con il paradigma negoziale assume la funzione  metacognitiva allo scopo di far si che gli studenti assumano il controllo degli apprendimenti.

 

Obiettivi e contenuti della valutazione

Le aree della valutazione

Le aree di rilevazione delle conoscenze e delle abilità acquisite sono quelle riferite alle discipline ed alle educazioni alla convivenza civile e quelle delle attività opzionali

 

Oggetto della valutazione

Costituiscono oggetto della valutazione periodica e annuale:

 

 

Livelli degli apprendimenti

Riguardano i livelli raggiunti dagli allievi nella dimensione cognitiva individuata negli obiettivi formativi  formulati  per le diverse unità di apprendimento.

La  dimensione cognitiva si sostanzia in conoscenze/abilità, metodo di studio e di lavoro, comunicazione e espressione.

Le conoscenze e le abilità acquisite da ciascun alunno concorrono a promuovere le competenze personali che formano oggetto della certificazione come momento conclusivo della valutazione complessiva degli effetti e dei risultati

Il comportamento

Vengono considerati:

·                     il comportamento sociale: autocontrollo, socializzazione, collaborazione

·                     il comportamento  di lavoro: impegno operativo, attenzione, partecipazione

 

Strumenti della valutazione: Scheda personale dell’alunno

L’Istituto riconferma la scheda personale dell’alunno dell’a.s. 04/05 integrandola  con uno spazio per le attività opzionali proposte dalla scuola e scelte dalle famiglie. La scheda è allegata al portfolio.

 

Criteri per la valutazione dei livelli di apprendimento delle varie discipline (classi prime e seconde)

La valutazione degli apprendimenti degli alunni, terrà conto degli indicatori della scheda personale, dell’insieme di prove di verifica riferite agli indicatori perseguibili e da perseguire da parte di ciascuno studente. Ciascun insegnante esprimerà, nel rispetto della collegialità, quadrimestralmente, un giudizio sintetico, che testimoni il livello di apprendimento raggiunto dall’alunno nelle proprie discipline previste dal curricolo scolastico. La valutazione dei livelli di apprendimento delle varie discipline si avvarrà delle espressioni sintetiche di: ottimo - distinto - buono - sufficiente - non sufficiente, da attribuire al discente in relazione alle specifiche conoscenze ed abilità raggiunte. Esse non hanno lo scopo di quantificare il numero delle nozioni e delle abilità possedute, ma sono descritte, in termini di approssimazione alle mete educativo-didattiche, previste per ciascun alunno. 

I criteri per la valutazione sono quelli concordati a livello disciplinare, sotto la voce obiettivi formativi dei registri personali di ciascun docente, tradotti in livelli operativi standard per le classi prime, seconde ed articolati in livelli di apprendimento.

Per la valutazione degli esiti di insegnamenti facoltativi, introdotti nel piano dell’offerta formativa, saranno utilizzate sia la stessa scheda di valutazione, e, se necessario per mancanza di spazio, un quadro aggiuntivo simile a quelli disciplinari della scheda.

Nota:

 Il Collegio dei Docenti concorda di usare per usi interni, il codice non sufficiente* (mediocre) da non riportare sulla scheda, per meglio caratterizzare il livello delle prestazioni raggiunto dallo studente.

 

Criteri per la valutazione  globale

Il Consiglio di Classe redige la valutazione sul livello globale  in riferimento  ai seguenti criteri:

·           l’insieme delle osservazioni iniziali e continue di tutti i docenti registrate con gli strumenti interni (registri per le attività aggiuntive, nota integrativa per le attività alternative alla religione cattolica, griglie per la rilevazione della situazione iniziale dell’alunno nelle dimensioni cognitiva, affettiva e relazionale, griglie per la valutazione dei processi di apprendimento);

·           i risultati degli interventi individualizzati/personalizzati   realizzati per il miglioramento dei risultati per valutare la distanza tra gli apprendimenti acquisiti e quelli attesi, al fine di progettare nuove azioni da intraprendere

·           gli interessi manifestati e le attitudini promosse

·           l’analisi dei processi di apprendimento che evidenzi i progressi ottenuti dagli alunni rispetto al livello di partenza, il personale processo formativo e l’avvenuto conseguimento degli obiettivi formativi individuati , avendo a riferimento altresì il P.e.c.u.p.

 

Le annotazioni significative dei processi di apprendimento, effettuate secondo scansioni temporali quadrimestrali, concorrono alla organica e formale valutazione periodica dell’alunno, da riportare sulla scheda personale e da comunicare alle famiglie nel rispetto delle regole della riservatezza.

Indicatori  sintetici da osservare:

·           comportamento sociale (autocontrollo, socializzazione-collaborazione

·           comportamento di lavoro (impegno operativo, attenzione-partecipazione)

·           cognitività (conoscenze/abilità, metodo di studio e di lavoro, comunicazione-espressione)

VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI IN SITUAZIONE DI SVANTAGGIO

 

Premessa

La valutazione degli alunni in situazione di svantaggio significativo comprende  i diversamente abili e coloro che, per vari motivi, presentano esplicite difficoltà di apprendimento e /o di integrazione sociale.

Il processo formativo, come delineato dal  P. O. F., esige le garanzie di:

trasparenza: intesa come sequenza funzionale di chiarezza, pertinenza e congruità;

condivisione: chiama in causa i soggetti del "contratto formativo", in particolare la famiglia che deve conoscere  il  portfolio nella sua evoluzione processuale;

collegialità: intesa come  partecipazione attiva di tutti i docenti;

responsabilità: intesa  come assunzione di responsabilità  collegiale delle decisioni.

La valutazione è una variabile significativa  del sistema di formazione, al cui interno si colloca la personalizzazione degli interventi, quale modalità ordinaria di lavoro per tutti gli alunni con svantaggiati significativi.

 

Personalizzazione degli interventi

Le azioni educative  esigono che:

·                     in sede di progettazione e, maggiormente, in quella valutativa, si deve tener conto delle capacità perdute in conseguenza di accadimenti anche dolorosi (trauma - malattia …) che hanno compromesso le corrispondenti funzioni;

·                     le potenzialità deboli vanno rinforzate con interventi mirati;

·                     gli obiettivi formativi comuni vanno  resi meno complessi e personalizzati;

·                     lo studente sia rispettato dal punto di vista pedagogico, da intendersi come accettazione del soggetto nella sua diversità, portatore di risorse e debolezze che costituiscono il quadro comples­so dal quale concretamente, attraverso gli strumenti e le tecniche dell'osservazione diagno­stica, è definibile il bisogno formativo.

 

Bisogno formativo

Il bisogno formativo per i soggetti in condizione di svantaggio significativo si legge principalmente::

·           come ritardo, lentezza, bassa quantità e qualità dell'apprendimento

·           come situazione di precarietà psicopedgogica, legata alla caduta dei regolatori (autostima-volontà-tono edonico, etc.) in conseguenza del disadattamento.

 

Va  pertanto  considerato  che, nel mantenimento dei processi di sviluppo e di apprendimento degli studenti in età puberale, la comunità educante ha  il compito di definire tempi, modi e strumenti per la ricerca di senso delle cose apprese e, quindi, per l'assegnazione di valore.

 

Competenze

Il Collegio dei Docenti, in sede di progettazione, indica con chiarezza gli obiettivi generali educativi e formativi comuni, validi per tutti gli alunni della scuola e  per  quelli in condizione di svantaggio significativo.

I Consigli di classe, operano la "riduzione di complessità” (Diversificazione di itinerari, incremento di risorse, ecc.) da non intendersi come "riduzione di obiettivi comuni" della classe attraverso la progettazione  attraverso le seguenti fasi :

1) Situazione di partenza :insieme dei dati positivi e negativi

2) Osservazione sistematica del comportamento ai fini diagnostici che comporta la definizione puntuale dei seguenti elementi:

 

cosa osservare:

 

insieme delle informazioni ricavabili nell'ambito dell'area pedagogico-tecnica, evitando operazioni sommarie o processi troppo analitici ed estesi che potrebbero condurre ad esiti intimistici o terapeutici;

 

da chi reperire le informazioni:

 riferimento delle fonti ordinarie e straordinarie di informazione utile (famiglie e gruppo parentale, tutori,  altri soggetti che hanno avuto l'alunno in relazione non episodica);

 

come:

insieme delle modalità tecniche e degli strumenti che realizzano e documentano il percorso di osservazione;

 

quando:

definire i tempi delle osservazioni ( prima, durante e dopo).

 

Criteri per gli Interventi

Per gli svantaggiati l’intervento:

·                     deve essere capace di risposta variabile con riferimento al bisogno previsionale :

·                     deve indicare il da fare e non il già fatto

·                     deve essere  controllabile nelle fasi

·                     modificabile anche in conseguenza del feed-back

·                     valutabile all'interno del sistema di valutazione

 

La ratio pedagogica degli interventi è legata all'esplicazione:

·           delle motivazioni degli interventi

·           della metodologia (insieme dei modi, tempi e strumenti)

·           della tipologia degli interventi  capaci di muoversi dalla didattica generale verso forme particolari e personalizzate di intervento

·           dei bisogni formativi  mirati : all'individuo (ambito personale), alla persona in relazione (ambito sociale)  all’alunno come  soggetto in apprendimento (ambito tecnico-didattico).

 

Procedure

Le soluzioni di personalizzazione necessitano di apposite procedure.

Le procedure comportano, per il passaggio da un gruppo eterogeneo ai sottogruppi, la definizione di parametri capaci di definire un'area, all'interno della quale si ritrovino alcuni alunni che presentano lo stesso tipo di bisogno formativo e l’individuazione dei parametri di riaggregazione legati agli stili ed ai livelli di apprendimento, agli interessi, alle attitudini, alle tolleranze, all'apprendimento ed all'atten­zione, alle aree di carenza o debolezza su cui agiscono gli interventi (dalla individuazione delle fasce alla individuazione dei bisogni).

A tal proposito  le possibili attività, secondo ambiti di bisogno,  corrispondono alle aree di:

·           sostegno, sotto forma di azioni per l'incremento dell'autostima, per l'eliminazione dell'an­sia, per il rafforzamento della motivazione, e, in generale, per la rimessa in tono dei cosiddetti regolatori (tono edonico, volontà, etc.), certamente diminuiti dal prodursi della diminuzione irreversibile e/o del disadattamento;

·           relazione sociale, come consapevolezza delle regole (personali, sociali e scolastiche) ed incremento delle tolleranze necessarie al benessere della relazione;

·           didattica, come recupero dei requisiti (lessicali, aritmetici, di manualità grossa e fine ecc.), di rafforzamento, anche attraverso l'analisi, e di consolidamento.

 

Gli interventi sollecitano la ricerca di soluzioni per nuovi apporti più efficaci, da affiancare a quello storico di un insegnante/una classe, prospettando relazioni diverse sia nella presenza degli insegnanti che in quella corrispondente degli alunni (flessibilità organizzativa e didattica).

 

Verifica

Le problematiche dell'insegnamento verso i ragazzi portatori di svantaggio significativo, si riflettono come problematiche dell'apprendimento e della sua verifica.

Gli interventi non sono mirati sulla personalità in formazione, ma sugli effetti dell'apprendimen­to (saperi, competenze, abilità ecc.) e, dunque, l'alunno vi è considerato solo come portatore di questi.

La verifica,  da distinguersi dalla   valutazione, richiama le variabili del processo che sono:

·                     personali (alunni, insegnanti)

·                     progettuali, che attengono alle qualità di efficienza, efficacia e produttività del progetto stesse

·                     organizzative, che coinvolgono infrastrutture e strutture

 

E' definita da un percorso pedagogico didattico che si sviluppa nelle seguenti tappe:

 

Situazione di partenza ----- Percorsi adeguati ----- Prestazioni ----- Criteri ----- Livelli.

 

Può accadere che il tempo stabilito per il ciclo ordinario  debba risultare maggiore, a condizione che, a conclusione del percorso, la valutazione certificativa confermi il raggiungimento delle condizioni minime di spendibilità sociale delle competenze acqui­site.

In tal modo lo spartiacque tra valutazione formativa e certificativa è dato proprio dal limite di spendibilità delle competenze acquisite.

Valutazione (confronto fra risultati previsti e quelli raggiunti)

La valutazione del livello globale raggiunto dallo studente:

·                     supera gli ambiti della semplice misurazione;

·                     si attesta su forme di giudizio complesse;

La complessità richiede il passaggio cha vanno dal verificare prestazioni all’esprimere giudizi sulla persona in situazione di apprendimento nel quale sono interconnessi la valutazione del sistema scuola come  microsistema in cui ci sono strutture, spazi, tecnologie, persone, metodi, compiti, tempi e dove ognuno  di essi interagisce influenzando l’altro e producendo una corresponsabilità sugli esiti che consente al sistema di autovalutarsi;

·                     ingloba quello di sviluppo e può essere inteso come processo per fasi che conducono l'alunno dalle condizioni iniziali di semplicità (eteronomia) a quelle progressive di complessità (varie condizioni di autonomia);

·                     è direttamente riferibile al processo di autonomia dell'alunno e riporta modi e risultati della maturazione;

·                     è descrittiva: propone il com'è dell'alunno, confrontabile con la parte che rappresenta il com'era dell'alunno stesso;

·                     è indicativa: evidenzia le competenze finali, risultato del percorso fatto, confrontabile con la situazione di partenza;

·                     è orientativa: fa riferimento alle attitudini, interessi ed agli stili di apprendimento;

·                     è dichiarativa: prodotta dal confronto tra il risultato di maturazione conseguito e quello previsto ed indicato dal progetto educativo- didattico personalizzato.

 

Logica della globalità

Responsabile del giudizio globale è l’équipe pedagogica, che prende atto della crescita umana del singolo studente e  al suo successo formativo.

 

La globalità della funzione valutativa

E’ riferita:

·           all’apprezzamento del sistema attraverso il quale si evidenziano  quali sono le funzioni, le risorse, le operazioni e gli effetti dell’azione di una precisa scuola (P.O.F.);

·           all’apprezzamento dei processi in relazione alle strategie didattiche e alle occasioni offerte;

·           all’apprezzamento del prodotto, in relazione al progresso, come esito di processo, indice di evoluzione formativa dello studente.

 

Questi aspetti, inquadrati in modo sistemico, chiudono il circolo valutativo e permettono di stimare sia l’azione educativa/ formativa che il relativo feed-back. In termini ai auto valutazione.

 

La globalità della persona

Essa è riferita allo studente nel particolare momento storico sociale del luogo, del tempo, della situazione relativamente a:

·           alle discipline: i nuclei concettuali, i linguaggi che le formalizzano e le competenze che esse attivano;

·           alle aspettative di formazione espresse dal contesto storico-sociale: il livello di maturazione dell’alunno, considerato in funzione del comportamento sociale e di lavoro e definito come capacità di auto-orientarsi e di rielaborare i contenuti culturali;

·           all’apprendimento: rapporto tra pensiero/ linguaggio/elaborazione/conoscenza/memoria,  processo  di simbolizzazione, organizzatori cognitivi.

 

Criticità

·                     La trasversalità riferita agli aspetti riguardanti la sfera cognitiva, socio-affettiva, affettivo-relazionale non è ancora patrimonio culturale completamento acquisito in termini di buone pratiche collegiali e lo è ancora meno in termini di valutazione;

·                     Rischio di estremo schematismo nella registrazione del giudizio globale;

·                     Scarsa rilevanza data alla contrattazione negoziale all’interno dei consigli di classe sui criteri di giudizio  in riferimento alla  definizione dei bisogni formativi e quindi ai livelli di apprendimento;

·                     Discontinuità della valutazione nel passaggio tra i vari ordini di scuola ( si pone fortemente il problema di registrare i punti di forza e di debolezza dello studente);

·                     Differenza di aspettativa tra i docenti  che attuano la verifica e ne formulano la valutazione;

·                     Rapporto tra la valutazione formativa con riferimento  all’ambito personale dell'interesse educativo e della spendibilità delle competenze conseguite e la valutazione amministrativo-certificativa con riferimento all’ ambito sociale dell' interesse educativo e della spendibilità delle competenze conseguite;

·                     stesso livello, diversi significati.

·           I livelli di apprendimento o- d- b- s- ns  vanno attribuiti in rapporto agli obiettivi formativi che si erano  prefissati per cui essi vanno riferiti alle  conoscenze e abilità per quell’alunno concreto. Ne consegue che il sufficiente raggiunto da un alunno con difficoltà di apprendimento  in rapporto al personale obiettivo formativo previsto, non è comparabile al sufficiente di un alunno eccellente che aveva un obiettivo formativo più alto, adeguato alle sue possibilità e raggiunto in modo essenziale. 

·           Il contratto formativo, che vede coinvolti la famiglia, gli studenti e i docenti dal momento in cui lo studente entra a scuola, deve prevedere con chiarezza dove lo studente può arrivare, con quale percorso e dove è arrivato.

·           Non sempre  i criteri di verifica disciplinare per lo studente con particolari difficoltà  sono previsti nei piani educativi personalizzati;

·           Mancanza di collegialità condivisa nella definizione delle conoscenze ed abilità che devono essere desunti dal profilo dinamico funzionale e dal P. E. P.;

·           rigidità temporale del percorso scolastico

·           Il tempo scuola può essere diviso in modo flessibile in rapporto alle reali condizioni di tolleranza degli alunni, secondo una articolazione del percorso formativo personalizzato che prevede anche aree di opzionalità all’interno del curricolo.

 

Portfolio delle competenze individuali

Il portfolio documenta il processo di apprendimento di ciascun alunno, nonché gli elementi di rilievo del comportamento, anche mediante annotazioni relative al conseguimento degli obiettivi formativi delineati nei Piani di studio personalizzati.

 

La competenza

La competenza è’ l' interazione continua tra conoscenze, abilità e linguaggi cioè di saperi in azione che scaturiscono da contesti di apprendimento motivanti acquisiti dai soggetti in formazione (Pellerey)

 

Il saper nella forma della competenza assume le seguenti caratteristiche:

·                     interno (è posseduto dal soggetto) ed esterno (é mostrato all'esterno e attuato attraverso l'operare)

·                     teorico (comporta delle conoscenze) e applicativo (si dimostra e si potenzia nell'azione esterna)

·                     generico (applicabile a molti oggetti) e particolare (assume una forma particolare a seconda degli oggetti)

·                     sintetico (in quanto mette insieme informazioni,capacità,regole,motivazioni)

 

Gli elementi identificativi delle competenze:

      conoscenze dichiarative relative a contenuti, informazioni,dati......

      conoscenze procedurali relative al saper fare, a metodi e strumenti di organizzazione del lavoro, metodo di studio .......

      conoscenze immaginative relative ai linguaggi, alle rappresentazioni, ai modi di pensare e trasferire pensieri modo di imparare......

 

Tipologia delle competenze (Isfol)

·           di base ( sono operazioni che stanno alla base di ogni agire e sapere specifico)

·           trasversali ( riguardano quei saperi di processo che si ritiene entrino in gioco in ogni azione che voglia  essere intelligente, responsabile ed efficace)    

·           tecnico-professionali

 

Alcune competenze essenziali di ordine trasversale  per rispondere alle sfide culturali della globalità

nell’ottica dell’educazione permanente

 

Si tratta di abilità trasversali e trasferibili dal disciplinare in contesti più ampi:

·                     Sapersi adattare ai cambiamenti culturali e tecnologici e sapere imparare con metodo

·                     Essere capaci di trovare informazioni, comprenderle   e  gestirle (archiviarle e organizzarle)

·                     Saper riconoscere stili, schemi e stereotipi, analizzare e comprendere le variabili che concorrono allo sviluppo delle abilità sociali e di problem solving (capacità di impostare un problema, di strutturare un procedimento);

·                     Acquisire nuovi saperi (es. informatica, lingue straniere, elementi di economia e diritto)   ed usare consapevolmente ed in modo interattivo  linguaggi ed alfabeti

·                     Essere capace di argomentare

·                     Saper comunicare  utilizzando  più forme di comunicazione

·                     Essere capaci di iniziativa e di autonomia  e lavorare in gruppo

·                     Avere capacità creativa (es. immagini digitali, musica…)

·                     Saper essere flessibili nel pensiero per gestire il cambiamento

·                     Saper essere consapevole dei propri limiti e delle proprie risorse

 

Livelli di competenza

E’ dato dal grado di apprendimento nella forma di sapere propria della competenza determinate imformazioni e procedure.

 

La certificazione delle competenze

La certificazione delle competenze acquisite da un allievo rappresenta un compito essenziale per ogni struttura scolastica e formativa che  deve:

·                     valutare per regolare il rapporto tra insegnamento e apprendimento;

·                     certificare per assolvere ad un preciso impegno giuridico: attestare erga omnes gli esiti di un percorso formativo.

 

Criteri per la validità dell’anno scolastico

(Art. 11 comma 1 – minima frequenza per la validità dell’anno scolastico)

Premesso che la scuola auspica che il deterrente della soglia di minima frequenza si trasformi in un freno alla dispersione scolastica;

Considerato che l’applicazione automatica delle sanzioni non favorirebbe sicuramente il recupero dello studente, in quanto chi fa molte assenze è, nella maggior parte dei casi, quello a rischio;

il Collegio dei Docenti delibera:

1) In casi eccezionali, nel caso in cui lo studente non raggiunga la soglia minima di frequenza del suo piano di studi personalizzato per la validità giuridica dell’anno scolastico, i singoli Consigli di classe prenderanno in esame le assenze dello studente  e potranno derogare dal limite di legge se lo studente è stato assente per malattia e/o per particolari situazioni famigliari adeguatamente motivate dai genitori/tutori e, comunque,  la frequenza minima consentita non può essere inferiore al 60% del monte orario relativo al piano di studi personalizzato;

2) Il superamento di tale limite rende invalido l’anno scolastico in quanto, a causa delle assenze, pur se giustificate, dell’alunno viene preclusa la valutazione per mancanza di obiettivi e sufficienti elementi di giudizio e viene meno il controllo comprovato delle cognizioni e delle capacità acquisite e le rilevazioni delle attitudini;

3) Il Consiglio di classe è tenuto, per l’invalidità dell’anno scolastico, a motivare adeguatamente le proprie determinazioni nel rispetto dei succitati criteri.

 

Criteri sulla valutazione periodica e annuale

(Art. 11 comma 2- valutazione periodica e annuale degli apprendimenti e dei comportamenti)

Premesso che la  valutazione periodica e annuale ha significato se la scuola utilizza gli esiti di tale valutazione per programmare gli opportuni interventi educativi e didattici necessari per il recupero degli apprendimenti, che nel processo di valutazione va tenuto presente anche il comportamento degli alunni e che esso non può essere confuso con il voto di condotta ma è un valore aggiunto trasversale alla formazione dell’allievo;

il Collegio dei Docenti delibera:

1) Il Consiglio di classe, ai fini dell’ammissione alla classe successiva  o agli esami, valuterà oltre che gli apprendimenti dello studente anche il suo comportamento in modo prioritario nelle sue dimensioni sociali e di lavoro (autocontrollo, attenzione, partecipazione, impegno di lavoro, collaborazione-socializzazione) in quanto esso costituisce un valore aggiunto, trasversale alla formazione dell’allievo per l’acquisizione degli apprendimenti;

2) Il Consiglio di classe può negare l’ammissione agli scrutini o agli esami per effetto del comportamento degli alunni  che abbiano fatto un rilevante numero di assenze in rapporto al loro piano di studi personalizzato e non ne abbiano fornito adeguata motivazione. Nel numero delle assenze  si computano i giorni di allontanamento dalle lezioni  per effetto delle sanzioni disciplinari comminati allo studente dal consiglio di classe o dalla giunta dell’istituto su delega del consiglio di classe, i ritardi alle lezioni e i permessi. Tutte le tipologie di assenze  saranno computate al fini  del rispetto della minima frequenza alle lezioni.

 

Criteri relativi alla valutazione biennale

Premesso che:

 la valutazione degli alunni avviene secondo la scansio­ne dei periodi didattici ai fini del passaggio all'ultimo anno del ciclo;

la valutazione è affidata agli insegnanti delle diverse disci­pline di studio che sono tenuti ad accertare il raggiungimento di tutti gli obiettivi formativi del biennio, nonché il comportamento indi­viduale degli allievi avendo a riferimento il P.e.c.u.p dello studente alla fine del ciclo di istruzione;

Il Collegio dei Docenti delibera:

1) I docenti pos­sono non ammettere gli alunni alla classe intermedia del bien­nio, solamente in  casi motivati;

2) Continuano ad essere adottati per la valutazione dei livelli di apprendimento delle varie discipline le espressioni sintetiche (o- d- b- s- n s);

3) Il "passaggio" alla classe successiva e la certificazione delle competenze spetta  ai soli docenti responsabili degli insegnamenti compresi nell’orario annuale delle lezioni.

4) Gli insegnanti o gli esperti, eventualmente impiegati nello svolgimento di attività aggiuntive finalizzate all’ampliamento dell’offerta formativa, contribuiscono alla valutazione dello studente fornendo ai coordinatori delle classi in cui sono iscritti gli alunni, note informative sintetiche e analitiche circa i risultati conseguiti dagli studenti nelle attività/ progetti frequentati;

5) I medesimi docenti, con decisione assunta  a maggioranza dei docenti responsabili dei piani di studio disciplinari, possono in via eccezionale non ammettere gli studenti alla classe successiva in presenza di particolari situazioni di criticità, di rilevanza tale da compromettere gravemente il processo di apprendimento in atto, prefigurando oggettivamente l’impossibilità di conseguire gli obiettivi formativi previsti.

 

Criteri guida del Consiglio di Classe

·                     promuovere, rafforzare la formazione di condotte positive individuando elementi favorevoli al progresso degli studenti

·                     modificare, superare, rimuovere atteggiamenti di disturbo allo sviluppo

 

Criteri di organizzazione delle attività di valutazione (scrutini)

·           L’organizzazione dei scrutini, fermo restando il rispetto delle norme, si avvarrà di procedure informatizzate per la formulazione dei giudizi disciplinari e globali.

 

Giudizi per discipline

Ciascun docente, avrà cura di annotare in forma leggibile, sull'apposita griglia di valutazione gli elementi di valutazione disciplinare senza l’uso del codice “mediocre”.

I responsabili del procedimento informatizzato, avranno cura di trascrivere tali giudizi sintetici disciplinari su supporto informatico. I predetti giudizi, dopo l'approvazione da parte dei Consigli di classe, saranno consegnati in Segreteria a cura del responsabile del procedimento informatizzato, per la trascrizione elettronica, sulle schede personali degli allievi.

 

Giudizi globali

I coordinatori predisporranno, anche sulla base delle valutazioni disciplinari, assieme ai segretari ed ad altri eventuali docenti esperti in informatica, i giudizi globali relativi ai descrittori collegialmente concordati, sugli appositi  supporti informatici, che saranno sottoposti a discussione per la delibera del consiglio di classe.   I succitati giudizi, letti ed approvati in sede di scrutinio, dopo essere stati digitati sui supporti in dotazione, saranno consegnati in segreteria per la trascrizione elettronica sulle schede.

 

Comunicazione alle famiglie

La necessaria compartecipazione dei genitori e degli alunni al processo educativo è garantita da una informazione adeguata sull’intero percorso di insegnamento-apprendimento e sui risultati conseguiti.

 La scuola:

·           al termine dello scrutinio del primo quadrimestre, illustrerà ai genitori i processi e i risultati dagli alunni e consegnerà Loro, copia dei giudizi di valutazione, continuando a sollecitare partecipazione attiva e collaborazione, per sostenere la crescita personale dei ragazzi per far si che tutti raggiungano il successo formativo;    

 

·           al termine del secondo quadrimestre, dopo l’effettuazione degli scrutini finali, in presenza di giudizi negativi che fossero di ostacolo per sé e per gli altri a causa dell’eventuale frequenza alla classe successiva, i genitori saranno avvisati, prima della pubblicazione dei risultati all’albo della scuola, dei risultati negativi conseguiti dagli studenti e i necessari interventi e suggerimenti per  facilitare il rientro nelle classi. 

 

Criteri per la struttura delle UU. DD/ UU.AA

L’U.D. è un percorso didattico compiuto, mediante il quale un elemento significativo e rappresentativo di ciò che si vuole osservare, attraverso una serie articolata di attività, conduce a risultati validi in termini di apprendimento, relativi a compiti attesi

 

Indicatori:

obiettivo generale, intermedio, argomento , problema, saperi in ingresso (questionario, griglia di discussione…), obiettivi disciplinari (contenuti, competenze), sequenza logica dei contenuti, metodi didattici, risposta didattica degli studenti, saperi d’uscita, valutazione formativa dei processi e dei prodotti, valutazione dell’U. D. (analisi dei risultati, feed - back).   

 

Le UU.AA. sono l’insieme della progettazione di uno o più obiettivi formativi, nonché delle attività, dei metodi, delle soluzioni organizzative e delle modalità di verifica necessarie per trasformarli in competenze degli alunni. La progettazione delle UU. AA. può essere a breve come a lungo termine.

La U.A. può essere di classe, di gruppo, individuale per gli adattamenti imposti dalla personalizzazione degli apprendimenti.

 

Il Piano personalizzato

E’ il prodotto delle diverse unità di apprendimento che l’èquipe docente predispone per gli studenti.

 

PIANO DI FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO

L’autonomia delle Istituzioni scolastiche sta comportando una profonda revisione delle concrete modalità di erogazione del servizio, con una attenzione sempre più viva ai bisogni formativi di tutto il personale in relazione ai contenuti della riforma dei cicli. Nell’ambito dei processi di riforma e di innovazione nella scuola, la formazione e l’aggiornamento costituiscono allora una risorsa strategica per lo sviluppo professionale del personale, per il necessario sostegno agli obiettivi di cambiamento e per una efficace sviluppo delle risorse-umane.

Il piano tiene conto della Direttiva annuale del M. I. U. R. e si può avvalere delle offerte di formazione promosse dall’Amministrazione centrale e periferica e/o da soggetti pubblici e privati qualificati e accreditati.

Il Piano, tenuto conto dei corsi di formazione già realizzati, dei bisogni formativi degli studenti e delle studentesse e delle proposte del personale sarà oggetto di delibera annuale da parte del Collegio dei docenti.

 

Criteri per l’attività di aggiornamento e formazione

I criteri fondamentali su cui si modellano le iniziative di formazione del personale della scuola sono:

·                     interventi nelle due aree (Docenti e A.T.A.) secondo criteri di progressivo equilibrio e di coerenza, su base annuale e con prospettive pluriennali;

·                     standard organizzativi e di costo definiti operativamente;

·                     ripartizione del complesso delle risorse finalizzate a realizzare attività di formazione ed aggiornamento del personale della scuola;

·                     articolazione dell’offerta di formazione ;

·                     sistema di informazione sull’offerta di formazione;

·                     generalizzazione dell’attività di monitoraggio per tutta le azioni di formazione del personale della scuola.

Indicatori per il piano formativo

Scuola/Istituto promotore, individuazione delle finalità, attività a livello di scuola, destinatari, metodologie formative prevalenti, aree tematiche da trattare, individuazione degli strumenti e attrezzature da utilizzare, durata del progetto, responsabile delle attività formative (funzione strumentale), staff di progettazione e conduzione delle attività, preventivo spese (compensi per spese di progettazione, di relazione di animazione, materiali, spese organizzative, indennità, spese di viaggio….)

Aree tematiche individuate :

Le tematiche da individuare e le tempistica saranno  definite nel piano annuale della formazione e aggiornamento.

 

Modalità di monitoraggio

Criteri di qualità dei questionari rivolti ai docenti:

·                     autovalutazione in ingresso

·                     autovalutazione in uscita per rilevare lo scarto tra i risultati attesi e quelli ottenuti

·                     motivazioni prevalenti

·                     punti di forza e di debolezza

·                     valutazione dei risultati

 

Criteri di qualità dei questionari rivolti ai formatori:

·                     rilevare la coerenza tra finalità e competenze dei corsisti

·                     il gradimento sulla metodologia usata

·                     la ricaduta professionale

·                     l’organizzazione

 

Ogni criterio, viene descritto in indicatori e questi tradotti in gradi di livello per le risposte.

 I livelli delle risposte sono articolati su codici numerici per rilevare la tendenza positiva o negativa della caratteristica osservata.

 

Le iniziative formative si svolgono, ordinariamente, fuori dell’orario di insegnamento e per un massimo di venti ore annue. In casi eccezionali, per necessità del personale esperto esterno, è possibile sospendere le lezioni e recuperarle in un secondo momento.

 

AREA DELLA PROGETTAZIONE EXTRACURRICOLARE (le scelte extracurricolari)

Piano della progettazione delle iniziative extracurricolari per il potenziamento e lo sviluppo del curricolo:

Al momento sono allo studio iniziative integrate scuola-territorio con il concorso dell’Ente locale sul tema dell’ambiente.

Corsi: Si prevedono, se vi è la necessaria partecipazione dei genitori, l’attivazione di corsi di alfabetizzazione, informatica per  studenti e  genitori e corsi di inglese aventi gli stessi destinatari.

 

AREA  ORGANIZZATIVA (le scelte organizzative)

 

Il modello di organizzazione e di gestione

Il piano dell’offerta formativa può agevolare lo sforzo che la scuola va oggi compiendo verso la definizione di un curricolo continuo (l'insieme degli interventi istituzionali-relazionali esterne e didattico-operative) che permettano all’alunno di acquisire conoscenze, comportamenti, competenze e valori richiesti da una società in fieri e verso il perseguimento di nuove forme di organizzazione tendenti ad assicurare, nel rispetto della persona, l' ottimizzazione dei risultati e la razionalizzazione delle risorse.

La scuola si presenta come un sistema complesso, come un'organizzazione che in funzione dei nuovi obiettivi ad essa assegnati, deve riflettere sulle modalità del suo funzionamento. Ogni organizzazione, una volta fissati gli obiettivi e determinate le risorse, tende naturalmente a stabilizzarsi e a riprodursi senza cambiamenti nel tempo.

Considerato che non è possibile sottrarsi alle mutazioni che avvengono al suo esterno, essa deve saper cambiare senza rinunciare a cercare la stabilità e la durata, tenendo comunque presente che il cambiamento è un processo e che è importante comprendere quando e come cambiare. In ogni organizzazione è naturale che convivano innovatori e conservatori, ma è importante che non vi sia prevaricazione di una parte sull'altra, perché ne verrebbe compromessa la stabilità. Se infatti prevalesse la posizione conservatrice la scuola per esempio non potrebbe affrontare i valori e i bisogni di una società che cambia e, al contrario se prevalesse l'altra posizione, la scuola non avrebbe stabilità e quindi organizzazione.

Si comprende allora perché è necessario che la scuola trovi al suo interno un equilibrio tra due tendenze che consenta, da una parte, di destinare risorse e azioni al proprio mantenimento per consentire il suo funzionamento, dall'altra, di sviluppare azioni progettuali per produrre i risultati verso l'esterno.

Il problema del cambiamento organizzativo si pone allora come uno dei più importanti nodi problematici della cultura dell’autonomia perché si deve cercare il cambiamento all’interno degli individui che devono sentirsi protagonisti del mutamento della propria realtà organizzativa. E, affinché gli individui diventino agenti di cambiamento, è necessario -da un lato- individuare i criteri indotti dalla cultura dell’organizzazione e dalle forme attraverso cui si attuano i processi di qualità nelle organizzazioni e -dall’altro- orientare la scuola a sviluppare e/potenziare:

 

la cultura educativa e storico – sociologica

La scuola è impegnata a promuovere la lettura storica dei bisogni educativi, sociali, formativi, amministrativi e gestionali, su indicatori omogenei di riferimento per una lettura non ideologica dei fenomeni osservati

 

le consapevolezze teoriche ed etico-professionali di tutti gli operatori scolastici

 

La scuola è impegnata a:

·                     giungere gradualmente a modificare i vecchi miti della scuola rielaborandoli e sostituendoli con nuovi miti basati su comportamenti, atteggiamenti, concetti, metodi, strumenti nuovi o rinnovati; 

·                     spostare l’attenzione da chi insegna a chi apprende, la scuola esiste per servire a chi ha bisogno di imparare, non a chi insegna e la libertà di insegnamento si esalta se essa viene messa, al servizio della qualità complessiva dell’insegnamento;

·                     superare l’autoreferenzialità per superare la debolezza sociale;

·                     formare gli studenti come persone coniugando i vissuti con i contenuti disciplinari;

·                     porsi la questione della centralità dello studente come protagonista di sapere critico,

·                     identificare e definire oggetti di responsabilità concreta;

·                     gestire le dinamiche sociali senza farsene dominare;

·                     dare un insegnamento di qualità;

·                     passare dalla cultura formale della programmazione al curricolo;

·                     sviluppare forme di autovalutazione costruendo indicatori adatti, utili e pertinenti

 

la cultura amministrativa e gestionale

La scuola si è posta come obiettivo la formazione di tutto il personale perché le prestazioni/azioni intraprese siano verificabili nei processi e nei risultati, orientando capacità, attività, comportamenti, acquisizioni culturali, concettuali, metodologiche, operative in sintonia con i principi, le regole e gli obiettivi della struttura organizzativa del sistema scuola;

Ciò significa che, a differenza di quanto avviene nel sistema amministrato, in quello organizzato non sono univoche né le scelte né le modalità operative che sono solo funzionali agli obiettivi che si intendono perseguire, tenuto conto che il sistema scuola è caratterizzato da :

·                     un elevato grado di provvisorietà dell’organizzazione (cambiano studenti, docenti, bisogni formativi, norme, quadri di riferimento pedagogici e didattici….)

·                     un probabilismo dei risultati rispetto ai processi attivati e alle azioni programmate da legami deboli fra i soggetti erogatori del servizio che esclude che qualunque forma di rigidità organizzativa, anche fortemente efficientistica, possa aver successo, di per sé, per raggiungere gli obiettivi dell’organizzazione scolastica (il successo formativo degli studenti).

 

Occorre allora stabilire i criteri che possono orientare le decisioni concrete, criteri che diano un senso al funzionamento dell’organizzazione e che possono identificarsi nei seguenti:

·                     trattare i problemi di gestione scolastica in termini sperimentali (nel senso di provare a risolverli) rispetto ai diversi contesti in cui essi si pongono;

·                     selezionare gli oggetti sui quali concentrare l’attenzione per il miglior funzionamento dell’organizzazione rispetto ai propri fini, scegliendo quelli che presentano la ragionevole probabilità di maggior successo;

·                     descrivere le procedure e di definire le responsabilità .

 

L’approccio comporta una complessiva rivisitazione del sistema a partire delle competenze professionali in esercizio nelle scuole anche se ancora manca la consapevolezza diffusa dei nuovi compiti professionali, pur essendo matura nella scuola la volontà di effettuare una serie di azioni orientate nel senso della qualità. tra cui:

·                     il miglioramento di tutti i processi dell’organizzazione, nella continua ricerca della diminuzione del tasso dei disservizi e quindi di incremento di valore dei prodotti delle attività, perseguendo risultati sempre più vicini a quello che effettivamente serve, a costi totali sempre più bassi;

·                     il coinvolgimento pieno di tutto il personale sul progetto formativo di scuola ;

·                     il controllo dei processi pianificati (ordine e chiarezza nell’organizzazione e delle modalità di lavoro, correlazione esistente tra attività svolte e risultati ottenuti);

·                     la documentazione delle attività (il sistema documentale si riferisce a dati, alle procedure dei   processi, alla valutazione dei risultati) ;

·                     la valorizzazione delle persone attraverso il riconoscimento delle esperienze professionali;

·                     il soddisfacimento dei bisogni formativi, attraverso l’azione efficace (capacità di raggiungere gli obiettivi definiti di qualità), l’azione efficiente (capacità di produrre risultati qualitativamente utili, utilizzando il minimo delle risorse).

 

La scuola è impegnata ad attivare i processi e sostenerli con una buona organizzazione, orientati:

·           ad identificare i bisogni prioritari degli utenti attraverso analisi mirate;

·           a progettare gli interventi conseguenti attraverso appropriate procedure viste come strumenti per raggiungere gli obiettivi ;

·           a sostenere gli interventi con risorse, beni e forme efficaci di comunicazione;

·           a controllare i risultati in termini di efficacia degli obiettivi, di efficienza dei risultati e di economicità    anche con l’uso di strumenti statistici in termini di autovalutazione regolativi dei servizi.

 

I processi vanno inoltre sostenuti con :

·           l’ascolto degli utenti;

·           la costruzione di un clima organizzativo partecipativo e cooperativo;

·           il rispetto dei compiti concordati da parte di tutti i componenti dell’organizzazione;

·           l’attività di orientamento e guida da parte del Dirigente Scolastico e del Direttore Amministrativo;

·           la gestione della motivazione e la valorizzazione responsabile delle risorse umane caratterizzate da stili partecipativi e funzionali;

·           le azioni di monitoraggio coerenti con gli obiettivi di qualità attesi.

 

Il modello organizzativo della scuola è centrato di conseguenza su gruppi di lavoro a legame debole in quanto si attivano strutture multifunzioni, coordinate e comunicanti, dove nella gestione dei processi, assumono importanza più le relazioni di leadership che i modelli gerarchici.

Si tratta di sviluppare e/o potenziare consapevolezze professionali che comportano un cambiamento di mentalità, un rivolgimento di costumi e di regole codificate dalle norme, che si indicano di seguito come di indicatori di qualità:

·                     responsabilità

·                     la trasparenza del proprio lavoro e dei relativi esiti

·                     la valutazione come attribuzione di valore o giudizio sui rendimenti scolastici degli studenti la responsabilità, il render conto, l’operare consuntivi individuali o di gruppo, l’etica della a livello di singolo utente o di gruppo classe o di istituto o di sistema

·                     il miglioramento educativo favorito dalla buona organizzazione scolastica, in termini di sviluppo delle competenze funzionali e culturali, di apprendimenti, di crescita personale

·                     la valutazione e l’autovalutazione dell’offerta formativa della scuola, dei servizi offerti dall’istituzione scolastica ai vari livelli del sistema, costruita su indicatori e indici

·                     il clima relazionale.

 

 Accoglienza dei docenti in ingresso

Il Collegio dei Docenti ha designato un docente incaricato di organizzare uno o più incontri con i docenti in ingresso al fine fornire le opportune informazioni sugli spazi fisici, le prassi di lavoro in uso e di illustrare i principi didattici i criteri didattici e metodologici che la scuola si è costruito nel tempo, per un agevole inserimento e integrazione nel lavoro collegiale.

     

Pianificazione e definizione del piano delle attività relativo al P.O.F.

Il Collegio dei Docenti, tenuto conto delle eventuali proposte degli OO. CC., su  proposta del Dirigente  Scolastico, approva il piano annuale delle attività, secondo le modalità previste dal C.C.N.L.2002-2005 e compatibilmente con le somme stanziate in bilancio.

 

Il piano una volta approvato dagli OO. CC. sarà  affisso all’albo della scuola secondo le vigenti norme contrattuali.

 

 

 

 

 

 

 

 

Modalità organizzative relative a:

 funzionamento del collegio dei docenti

 

Collegio dei docenti

(modalità di organizzazione: dipartimenti, commissioni, gruppi di lavoro)

 

Il Collegio dei Docenti stabilisce la programmazione educativa annuale ed assume le relative delibere, anche in ordine ai tempi e alle modalità di attuazione e verifica.

Il Collegio, per pervenire a compiute motivazioni delle deliberazioni finali, nell'esercizio dei poteri di autorganizzazione, si articola in una commissione permanente e sottogruppi di lavoro, ai quali vengono affidati compiti di preventiva elaborazione della documentazione necessaria sulle varie situazioni cui si rivolge l'intervento scolastico e sugli strumenti e metodi disponibili o acquisibili. I gruppi di lavoro, ai quali vengono affidati compiti istruttori e di analisi preliminare dei vari aspetti e delle varie incidenze dei problemi da esaminare, hanno pertanto una funzione preparatoria delle deliberazioni conclusive spettanti al collegio.

 

Essi hanno il compito di:

·           individuare gli obiettivi formativi comuni;

·           esplicitare gli O.S.A. in obiettivi formativi per la classe, per il gruppo, per la persona                                       

·           esplicitare gli indicatori di valutazione della scheda

·           individuare i criteri e gli strumenti per le osservazioni sistematiche

·           attribuire i livelli  di valutazione agli obiettivi formativi 

·           proporre i tempi per l'osservazione e per le comunicazioni alle famiglie

·           individuare gli indicatori dell' U. A. per l'esplicitazione dei contenuti disciplinari e interdisciplinari

·           fare proposte in ordine alla dispersione scolastica nell'ottica della continuità con i vari ordini e gradi di scuola

·           proporre progetti e attività nell'ambito della convivenza civile

·           fare proposte circa l'uso dei sussidi, del laboratori e dei libri di testo

·           istruire il portfolio, la funzione tutoriale ……..

 

Consigli di classe - èquipe pedagogica

Essi provvedono sulla base delle indicazioni del collegio a:

·                     analizzare la situazione della classe

·                     scegliere gli strumenti di osservazione e a somministrare le prove d'ingresso

·                     raccogliere, elaborare e interpretare i risultati

·                     individuare i bisogni e le risorse degli alunni

·                     individuare gli obiettivi per la classe e per gli alunni

·                     progettare i percorsi formativi

·                     approntare gli interventi individualizzati/personalizzati in relazione alle risorse disponibili (strutturali, organizzative, metodologiche-didattiche, attività integrative)

·                     approntare progettazioni educative personalizzate

·                     concordare le attività da svolgere

·                     definire metodi e strumenti

·                     organizzare la classe definendo un comportamento comune nei confronti degli alunni nei vari momenti della vita scolastica (assenze collettive, ritardi, uscite anticipate, compiti scolastici, equa distribuzione dei pesi del materiale scolastico.............)

·                     formulare la progettazione annuale della classe sulla base degli obiettivi formativi comuni, dei bisogni e delle risorse degli allievi

 

Coordinatori e segretari dei consigli di classe

I coordinatori e i segretari dei Consigli di classe sono individuati ogni anno, con atto formale, dal Dirigente Scolastico prima dell’inizio delle lezioni, una volta che il Collegio dei Docenti ne ha definito la funzione didattica. Di norma, i coordinatori delle classi prime sono i docenti di matematica, mentre i coordinatori delle classi seconde e terze sono i docenti di lettere. Gli altri docenti svolgeranno le funzioni di segretario.

 

Coordinatori

Funzioni:

garanti del regolare svolgimento della seduta, se presidenti delegati;

responsabili del progetto formativo delle classi che coordinano.

Competenze:  psico-sociali, relazionali, organizzative

Compiti didattici :

·                     predispongono la documentazione utile per facilitare la discussione e l'assunzione di decisioni;

·                     analizzano la situazione degli alunni sotto il profilo cognitivo, sociale, affettivo e psicomotorio, principalmente attraverso la lettura e la discussione delle osservazioni sistematiche concordate a livello degli OO. CC. ;

·                     coordinano i conseguenti interventi in ordine al recupero, al sostegno ed al potenziamento e le attività didattiche tra i docenti;

·                     documentano e fanno documentare il lavoro svolto con gli allievi (progettazione, programmazione, realizzazione, monitoraggio,verifica…….);

·                     prevedono e stimolano la formazione all'interno del Consiglio di classe di un gruppo ristretto per la promozione di progetti e la predisposizione degli strumenti di lavoro;

·                     fanno circolare le informazioni ed in particolare mettono al corrente il Dirigente Scolastico, i colleghi assenti e i supplenti in ordine alla situazione della classe, delle decisioni adottate, degli strumenti proposti e adottati;

·                     custodiscono i documenti collegiali  nelle apposite cartellette;

·                     formulano proposte al  Dirirgente Scolastico  di punti da inserire all' O. d. G.

Compiti relazionali :

·                     prevengono i conflitti e si adoperano per la loro risoluzione;

·                     richiedono l'attenzione e la collaborazione di tutti;

·                     chiedono al gruppo di attenersi ai punti messi all'O.d.G.;

·                     chiedono che il gruppo alla fine della discussione formuli decisioni a cui  tutti i docenti si devono attenere.

 

 

Segretari

Competenze: organizzative

Compiti:

·           curano l'esatta compilazione delle voci riportate nei registri di classe, nei verbali di classe (docenti e genitori presenti, ordine del giorno, sintesi delle discussioni e delle decisioni prese su  ogni singolo punto;

·           verbalizzano i procedimenti di individualizzazione e il possibile uso di uno o più criteri della scheda di valutazione, così  come ogni altra deliberazione scaturita da esigenze programmatiche riferite al singolo o a più allievi o alla classe;

·           registrano le discussioni, le decisioni giuridicamente rilevanti;

·           storicizzano il lavoro, cioè lo documentano con tutti gli allegati che servono per comprendere che cosa si sta facendo nella classe;

·           firmano il verbale insieme al presidente dell'organo collegiale;

·           trascrivono  i processi  verbali delle riunioni sul registro entro una settimana dalla data di effettuazione del consiglio di classe e li consegnano al collaboratore del Dirigente Scolastico con compiti organizzativo-didattici.

 

In caso di assenza del segretario, il coordinatore è delegato alla individuazione di un segretario supplente per la seduta. La seduta del Consiglio di classe è giuridicamente valida se il verbale è firmato dal presidente dell’organismo collegiale e dal segretario.

 

Particolari forme di coordinamento didattico

Premesso che non è ipotizzabile un istituto scolastico senza collegialità, in quanto essa  è un valore aggiunto in termini di efficacia, facilita le motivazioni, stimola e canalizza la comunicazione. Tenuto conto che le funzioni tutoriali appartengono indistintamente a tutti i docenti del Consiglio di classe in veste di equipe pedagogica, in quanto costitutive del loro profilo professionale, mentre funzioni specifiche possono essere esercitate da un  numero determinato di docenti in rapporto al Piano dell’offerta formativa.  Preso atto che i coordinatori delle classi esplicano funzioni tutoriali di compiti condivisi anche nel progetto di prevenzione della dispersione nelle aree a rischio, essi vengono collegialmente individuati quali docenti che esplicheranno  funzioni tutoriali come di seguito indicato:

 

In riferimento a tutti gli alunni  i docenti coordinatori sono impegnati nelle seguenti funzioni tutoriali:

Compiti  specifici

Assistenza tutoriale  a ciascun alunno:

·                     capire quali sono le difficoltà di apprendimento(stile cognitivo, padronanza delle conoscenze-abilità disciplinari di base,motivazioni….)

·                     sostenerli di fronte alle difficoltà (personali,scolastiche,relazionali,cognitive…)

·                     mediare le emozioni e le preoccupazioni,rassicurare,aiutare,dare fiducia

·                     comunicare con chiarezza gli obiettivi e che cosa la scuola si attende da ogni studente alla fine del periodo scolastico

 

Cura delle relazioni con le famiglie

- Predisporre e realizzare incontri individuali per affrontare situazioni problematiche (comportamento, rendimento…) e condividere interventi compensativi,attività alternative….da annotare sul portfolio.

- Ideare iniziative della scuola (accoglienza,attività ricreative,feste,viaggi…) e condividere con le famiglie

 

Orientamento per le scelte delle attività opzionali

Articolazione delle azioni nei confronti delle famiglie:

- Individuare strategie per una comunicazione efficace con i genitori

- Socializzare in maniera chiara le opportunità della scuola

 

Coordinamento delle attività didattiche ed educative

 Articolazione delle azioni nei confronti dei docenti:

- costruire i piani di studio individualizzati/personalizzati con la collaborazione dei docenti del consiglio di classe

- far conoscere ai colleghi gli interventi didattici(programmazioni)di ogni singolo docente

-                                              coordinare incontri di consultazione,decisione, programmazione..

 

Compiti

In riferimento agli alunni a rischio dispersione e/o con grave sottorendimento scolastico i docenti coordinatori sono impegnati nei seguenti compiti:

 

Assistenza tutoriale  a ciascun alunno

- capire quali sono le difficoltà di apprendimento (stile cognitivo, padronanza delle conoscenze-abilità disciplinari di base,motivazioni….)

- sostenere gli studenti di fronte alle difficoltà (personali,scolastiche,relazionali,cognitive…)

mediare le emozioni e le preoccupazioni, rassicurare, aiutare, dare fiducia

-  comunicare con chiarezza gli obiettivi e che cosa la scuola si attende da ogni studente alla fine del periodo scolastico

 

Cura delle relazioni con le famiglie

- predisporre e realizzare incontri individuali per affrontare situazioni problematiche (comportamento, rendimento…) e condividere interventi compensativi,attività alternative…

-                                              ideare iniziative della scuola (accoglienza,attività ricreative,feste,viaggi…) e condividere con le famiglie

 

Orientamento per le scelte delle attività opzionali

- articolare  azioni nei confronti delle famiglie

- individuare strategie per una comunicazione efficace con i genitori

- socializzare in maniera chiara le opportunità della scuola

 

Coordinamento delle attività didattiche ed educative

- articolare  azioni nei confronti dei docenti:

- costruire i piani di studio individualizzati/personalizzati con la collaborazione dei docenti del consiglio di classe

- far conoscere ai colleghi gli interventi didattici(programmazioni)di ogni singolo docente

- coordinare incontri di consultazione, decisione, programmazione..

 

Cura della documentazione del percorso formativo

Per lo svolgimento dei succitati compiti i docenti preposti alla funzione tutoriale si avvalgono degli apporti e dei contributi degli altri docenti.

 

Supporto al lavoro dei coordinatori delle classi prime e seconde:

Compiti particolari

·                     cura della documentazione del percorso formativo  di ciascun studente ( portfolio)          

N.    Docenti:  segretari o docenti disponibili a supporto dei coordinatori con funzioni   tutoriali

 

Piano annuale delle attività del personale A.T. A.

Il piano, tenuto conto delle proposte del Direttore Amministrativo in rapporto al P. O. F., sarà adottato dal Dirirgente Scolastico

 

Criteri organizzativi generali  relativi a:

·                     Proposte per la formazione delle classi           

·                     Proposte per l’ assegnazione dei docenti alle classi

·                     Proposte per la formulazione dell'orario del personale docente

·                     Criteri generali e annuali per le visite guidate e viaggi d’istruzione

·                     Direttive per l’organizzazione di lavoro della segreteria

·                     Criteri per l’individuazione delle linee guida per la scelta dei libri di testo

 

Si rinvia alla carta dei servizi della scuola e alle delibere degli organismi preposti .

 

Accordi di rete con altre scuole, convenzioni e consorzi

L’accordo di rete è l’accordo che la scuola stipula con altri istituti  per i propri fini istituzionali.

Indicazioni di lavoro:

·                     innovazione metodologia, tecnologica e didattica coerenti con gli orientamenti dell’istituto e con le esigenze emergenti del contesto;

·                     attivazione di convenzioni finalizzati a sviluppare modalità di collaborazione sia a livello di linee progettuali sia a livello di utilizzo di risorse professionali;

La scuola ha intenzione, nell’ambito delle iniziative sull’orientamento, di stipulare accordi con gli Istituti superiori  per l’utilizzo di laboratori e per fruire di  personale esperto per azioni didattiche mirate all’orientamento.

 

NORME DI ORGANIZZAZIONE (Miscellanea)

Di norma alle riunioni individuali e/o di gruppo per specifici problemi, seguono riunioni collegiali tra i docenti delegati e il Dirigente Scolastico.

I segretari delle sedute collettive, hanno l’obbligo di rilevare le presenze attraverso la firma autografa dei partecipanti e di approntare, per ogni riunione, un verbale sintetico dei lavori svolti sui punti all’O.d.G.

I lavori finali dei gruppi, si concludono sempre con un verbale e documentazione espressa da consegnare nell’Ufficio del Dirigente Scolastico, rispettando i tempi previsti.

Tutti gli spazi organizzati dalla scuola, ove sono presenti alunni, sono muniti di regolamento per il loro funzionamento e per la prevenzione degli infortuni.

Tutte le comunicazioni rivolte ai docenti, saranno affisse all’albo della sala docente, unica fonte ufficiale di notifica degli impegni di lavoro. Per questioni urgenti, la Segreteria procederà a notifiche individuali tramite i collaboratori scolastici e/o per chiamate dirette anche a casa.

Tutte le comunicazioni compiute dalla Segreteria e dalla Dirigenza Scolastica  sono trasmesse al personale A.T.A., responsabile delle relazioni con il pubblico.

In aggiunta  il sito informatico  della scuola, posto nella sala dei docenti, riporta:le comunicazioni collettive, le informazioni sui sussidi, sui laboratori, la documentazione didattica ed il link di collegamento ai siti internet essendo la scuola cablata in ogni aula speciale e nelle aule.  

I docenti eserciteranno tutte le responsabilità connesse alla loro funzione educativa e didattica. In particolare avranno cura:

·           di essere diligenti e puntali nella compilazione del registro personale e di tutta la documentazione didattica, amministrativa ed organizzativa, resa necessaria per il buon funzionamento della scuola;

·           di essere puntuali nei compiti di vigilanza, alla prima ora, durante l’intervallo e durante l’uscita degli studenti;

·           custodiranno il materiale didattico  individuale e collettivo (il docente coordinatore) in apposite cartelline didattiche custodite nei cassetti personali, tenuto conto che l’attività didattica si sostanzia con documentazione analitica ma anche collettiva non esistendo professionalmente l’una senza l’altra;

·           altresì, ciascun professore avrà cura di custodire nelle cartelle personali degli alunni, custodite nell’armadio a vetri posto nella sala dei docenti, la documentazione didattica, visionabile in qualunque momento dai genitori che ne hanno interesse giuridico.

 

PIANO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI E PIANO DI EVACUAZIONE

L’Istituto  appronta ogni anno il piano di valutazione dei rischi e il piano di evacuazione che sarà aggiornato entro il 31 dicembre di ogni anno solare.

Le singole aule e i laboratori sono dotati di buste  contenenti  le norme e le procedure relative al piano di evacuazione. Sono previste simulazioni per singoli corsi e una simulazione generale di evacuazione dell’edificio scolastico e comunque almeno una volta l’anno.

Il Collegio è investito dell’elaborazione progettuale finalizzata  alla costruzione della cultura della sicurezza con particolare riguardo agli aspetti specifici relativi alla prevenzione degli infortuni. 

 

 

VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE

La complessità del sistema scuola postula una rivisitazione di concetto di organizzazione che deve diventare cultura per rispondere alla sfida della qualità a partire dalla valorizzazione delle risorse umane.

 

Criteri di affidamento degli incarichi didattici

L’obiettivo di sviluppare la cultura della responsabilità e dell’organizzazione pone all’attenzione del collegio dei docenti, la necessità dell’individuazione di criteri coerenti con i principi dell’autonomia, con il riferimento costante alla logica del progetto collettivo di scuola per il superamento della casuale disponibilità e il protagonismo individuale.

In particolare gli incarichi individuali o di team di docenti, di tipo didattico, vengono assegnati secondo criteri che tengono conto delle disponibilità manifeste, delle competenze ed esperienze professionali dei docenti. In caso di più disponibilità, a parità di merito, prevale l’anzianità di servizio nella scuola. In assenza di disponibilità esplicite e nel periodo compreso tra due adunanze successive del Collegio, gli incarichi sono affidati  dal Dirigente Scolastico che li porterà all’attenzione del Collegio nella prima seduta utile. 

Linee guida per la gestione delle risorse umane

La gestione delle risorse umane dovrebbe favorire lo sviluppo integrato dei collaboratori, realizzando il miglioramento negli stessi sia delle capacità esecutive (tecnico-professionali), sia di quelle relazionali- comportamentali secondo le linee – guida di seguito riportate:

·           sviluppare nelle persone la motivazione nel lavoro

·           instaurare rapporti di collaborazione tali che non compromettano mai la dignità delle persone

·           rinforzare e sviluppare le doti positive delle persone aiutandole a migliorare

·           favorire l’autonomia dei collaboratori, coinvolgendoli nel raggiungimento degli obiettivi dell’organizzazione, coinvolgendoli nel lavoro che svolgono, invogliandoli a dare suggerimenti migliorativi fornendo Loro addestramento e formazione permanente;

·           sviluppare la capacità di apprendimento individuale ed organizzativo dei collaboratori, che costituisce un determinante prerequisito al cambiamento sia nelle singole persone, sia nelle organizzazioni;

·           comunicare sempre in modo chiaro e preciso, per superare la naturale ambiguità insita nelle dinamiche dei rapporti umani, fornendo e richiedendo un proficuo feed-back comunicazionale.

 

 

AREA DELLA GESTIONE FINANZIARIA E STRUMENTALE

(Gestione delle risorse finanziarie e strumentali a disposizione)

Il processo di autonomia postula l’assunzione di responsabilità economiche e una molteplicità di competenze, per ottenere risultati in coerenza con le finalità istituzionale e del P.O.F.. Partendo da tale premessa il Consiglio d’Istituto ha individuato gli indirizzi e le scelte generali di gestione e di amministrazione orientati sia a sostegno del funzionamento della scuola con l’utilizzo delle tecnologie informatiche nei processi amministrativi sia a sostegno di progetti finalizzati. Quest’ultimi sono rapportati ad un quadro economico, orientato in via prioritaria, a sostegno del progetto dispersione, degli interventi individualizzati progettati dai Consigli di classe singolarmente o in comune con altri e del piano di formazione dei docenti. Ad ogni progetto è associata una scheda finanziaria-contabile illustrativa delle spese occorrenti per la loro realizzazione centrata sui seguenti criteri:

-            spesa per servizi, (ore previste per ogni attività per docente e/o esperto interno, esterno, ore previste per personale A.T.A.);

-             spesa per beni, oneri riflessi (entità complessiva della spesa). La rilevazione dei processi attivati si effettuerà in itinere nelle fasi intermedie ed in modo sommativi al termine delle attività didattiche, per verificare le dimensioni dello scarto tra quanto realizzato e quanto previsto, allo scopo di approntare gli opportuni interventi autocorrettivi.  

 

Gestione del fondo dell’istituzione scolastica

La gestione del fondo dell’istituzione scolastica diventa uno strumento di programmazione annuale in funzione del progetto scuola. La nuova prospettiva facilita la realizzazione delle azioni progettate e riconduce a sintesi unitaria la dicotomia, tutt’ora esistente, tra la progettualità educativo-didattica e quella amministrativo-gestionale. La complementarietà temporale dei due aspetti educativo-finanziario ed una nuova cultura organizzativa che si nutre di analisi, raccolta dati, monitoraggi dei processi. e dei prodotti, consente di costruire e non solo descrivere l’efficacia, l’efficienza e l’economicità delle azioni educative progettate.

Il processo serve ad assicurare la pianificazione, il reperimento e la gestione, nei tempi e nei modi opportuni, delle risorse finanziarie necessarie al funzionamento dell’istituto e all’attuazione dell’insieme delle attività che realizzano il piano dell’offerta formativa gli standard di qualità e quantità previsti Il processo può riguardare anche :

·                     le risorse per i progetti speciali

·                     le risorse della Regione

·                     le risorse dei privati

 

Tipologia delle risorse:

- finanziamenti pubblici e privati

- forme di autofinanziamento

- criteri di ripartizione delle spese  e priorità degli investimenti

- convenzioni con enti pubblici e soggetti privati

 

Risorse interne

Tipologia: risorse orarie, completamento orario, modularità dell'orario, ore di attività sportiva, progetti e nuove figure professionali, attività extracurricolari, docenti di sostegno, bibliotecario, fondo di istituto, somme aggiuntive per autofinanziamento, contributi volontari degli alunni, forme di autofinanziamento (mostra di quadri , vendita i fiori, aste…..), attrezzature ( sussidi, biblioteca, laboratori, fotocopiatrice………)

 

Risorse esterne

Tipologia: Equipe medico psico-pedagogica   ASL FG1,Enti pubblici e Privati, Associazioni, Esperti,  professionalità dei genitori, Enti/Associazioni, convenzioni con  associazioni sportive per l’utilizzo della palestra.

 

Utilizzo delle tecnologie didattiche e delle infrastrutture a disposizione

·                     sviluppo delle nuove tecnologie didattiche;

·                     applicazione di strumenti di tipo informatico nelle attività formative, gestionali e amministrative;

·                     formulazione di un piano acquisti;

·                     utilizzo dei locali scolastici per attività culturali, sociali: conferenze, concerti.

 

SISTEMI DI COMUNICAZIONE

Rapporti tra Dirigente Scolastico, Direttore Amministrativo e Ufficio di Segreteria

La comunicazione avviene, in momenti prefissati della giornata, con il Direttore Amministrativo per il disbrigo degli affari correnti e per la lettura della posta e, in momenti formalizzati, per gli incontri con  Collaboratori scolastici e gli Assistenti amministrativi.

Rapporti tra Ufficio di Segreteria con il pubblico, gli alunni, i genitori, i docenti, l’utenza  esterna,

La segreteria tratta gli affari del proprio ufficio:

·           per chiamata diretta degli alunni interessati durante l’intervallo delle lezioni;

·           per chiamata diretta dei docenti, di norma, non durante l’orario di insegnamento;

·           per chiamata diretta del restante personale, dopo aver provveduto alla copertura del servizio;

·           per chiamata dei genitori tramite i figli e/o formalizzata;

·           per chiamate dirette e/o formalizzate degli esterni;

·           per avvisi interni affissi agli albi ufficiali per tutto il personale;

·           per avvisi interni su albi informali distribuiti sui due piani.

 

Tutti sono tenuti al rispetto dell’orario di segreteria(10.30-13.00)

 

Rapporti tra Dirigente Scolastico e Collaboratori

Le comunicazioni avvengono:

·                     per vie brevi:

·                     per incontri formalizzati dal Dirigente Scolastico (d’ora in poi chiamato D. S.).

 

Rapporti tra Dirigente Scolastico e il personale

I rapporti di comunicazione tra il Dirigente Scolastico e il personale avvengono:

·                     tramite il Direttore dei servizi generali e amministrativi ( d’ora in poi D. S. G. A.), i Collaboratori, gli incaricati delle funzioni strumentali e i responsabili dei vari servizi;

·                     tramite gli avvisi interni affissi agli albi ufficiali posti nella sala dei docenti;

·                     in via diretta, di norma, negli orari stabiliti per il pubblico

·                     tramite  L.A.N. interna

·                     per posta elettronica

 

Rapporti tra Dirigente Scolastico e i genitori

Le comunicazioni avvengono:

·           per chiamata diretta;

·           per chiamata formalizzata attraverso un registro;

·           per ricevimento durante l’orario prefissato;

·           per cassetta postale situata nello spazio adiacente l’auditorium;

·           per posta elettronica.

 

 Rapporti tra il Dirigente Scolastico e gli alunni, i Collaboratori del Dirigente Scolastico e  gli alunni

Le comunicazioni avvengono:

·           direttamente nelle classi;

·           attraverso appositi registri;

·           in forma privata.

 

Rapporti tra i docenti e gli alunni

Le comunicazioni avvengono:

·           per chiamata diretta o tramite il libretto personale dello studente;

·           attraverso l’apposito registro di comunicazione a disposizione della classe;

·           attraverso chiamata formalizzata da parte del Dirigente Scolastico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LE SCELTE DI SUPPORTO ALLA QUALITA’ DEL P.O.F.

Il processo di autonomia della scuola sottintende una domanda sociale di maggiore efficacia, efficienza ed economicità, rivolta a migliorare la qualità del servizio scolastico. Il problema è, allora, di definire quali sono i fattori della qualità  che comportano una rivisitazione delle prestazioni dei docenti individuali e collettivi e una diversa organizzazione della scuola oggetto di qualche forma di misurazione e di valutazione.

 Il problema della valutazione dei risultati   orienta la scuola alla ricerca dei fattori indicatori di efficacia e di efficienza.

Il controllo dei processi che determinano i risultati postula l’individuazione di strumenti autoregolativi  delle variabili considerate in interazione nel processo formativo. L’esame pertanto di una variabile  fornirà risposte che andranno lette in rapporto ad altre variabili (risorse, contesto, clima..) ma che comunque rappresenta un tentativo di avere informazioni valide e attendibili su un fattore che viene individuato come fattore di qualità. Fare autoanalisi su indicatori condivisi, significa anche regolare le procedure di lavoro individuali e collettive finalizzate alla qualità delle relazioni tra insegnamenti e apprendimenti. La loro qualità diventa allora qualità della scuola se aiuta gli insegnanti a sviluppare una cultura della valutazione che consente di rendere più efficace ed efficiente, con il superamento dello spreco delle risorse umane, l’azione educativa e se aiuta i ragazzi a leggere e padroneggiare i nuovi saperi, a sviluppare competenze, atteggiamenti, comportamenti, linguaggi,  perché possano contribuire alla crescita individuale e collettiva del contesto in cui vivono.

 

Fattori di qualità

il clima relazionale e comunicativo

Sembra banale sottolineare come la dimensione relazionale  sia uno dei nodi fondamentali per il positivo andamento di una scuola e per l'instaurazione di un clima sereno tra le persone che vi operano. I risultati che possono essere ottenuti da una organizzazione come quella scolastica, dipendono in buona parte dal comportamento degli individui che interagiscono durante lo svolgimento delle diverse attività. Per raggiungere buoni risultati, infatti, non é sufficiente (anche se é necessario) conoscere bene il proprio lavoro, poiché l'elemento determinante é  il particolare modo personale in cui il singolo individuo si rapporta con il problema da affrontare, con il contesto d'azione e con gli altri attori (interni ed esterni) che agiscono contemporaneamente in tale scenario.

Diventa, pertanto, importante riuscire a realizzare nel tempo un progressivo miglioramento personale nella qualità delle osservazioni, delle percezioni, dell'apprendimento, delle comprensioni, delle interazioni, delle relazioni e delle azioni.

Di seguito si riportano alcune indicazioni che possono migliorare il proprio sviluppo personale:

·                     percepire che ogni verità  é legata ad un certo momento e ad un certo contesto;

·                     analizzare i problemi da punti di vista differenti rispetto a quelli secondo cui ci sono stati presentati; in modo da non doverci attaccare al nostro punto di vista e in maniera analoga non dovremmo subire quello che ci viene proposto (imposto) dagli altri;

·                     sviluppare l'apprendimento e la capacità di "apprendere ad apprendere";

·                     interpretare per livelli, assegnando ad ogni livello l'adeguata chiave di lettura;

·                     distinguere il "complicato" (ciò che é "piegato su se stesso", da dispiegare), dal "complesso" (ciò che è "intrecciato insieme", che si dissolve se scomposto nelle sue parti perché è formato dall'insieme contemporaneo e composito delle stesse);

·                     avere presente l'esistenza dei limiti cognitivi e delle illusioni (distorsioni) cognitive, naturali nella natura umana;

·                     sviluppare l'autostima e contrastare l'autolimitazione (paure interne, limiti autoimposti)   nei pensieri e nei comportamenti;

·                     interrogarsi sulla immagine data di sé e sul proprio stile caratteristico, avendo sempre presente che l' autopercezione non coincide con la percezione che gli altri hanno di noi;

·                     sviluppare il proprio "sapere", "saper fare", "saper essere";

·                     porsi degli obiettivi personali chiari e sinceri, avere un "progetto di vita";

·                     impegnarsi per crescere sia professionalmente che come persone;

·                     migliorare il "gusto della vita" nelle attività personali e nel lavoro, avere "entusiasmo appassionarsi" a quello che si fa, provare piacere" nel fare le cose che si fanno mentre le si fa;

·                     conservare la serenità, anche nei momenti che sembrano i più difficili, ed un minimo di umorismo e divisione positiva della vita;

·                     imparare a gestire le interazioni e le relazioni con gli altri;

·           comunicare bene (a livello verbale e non verbale) e verificare l'esito della comunicazione, tenendo presente che non é per nulla scontato che l'interlocutore interpreterà le nostre parole come noi vorremmo;

·           aprirsi agli altri, saper ascoltare. Dare feed-back e sollecitare gli altri perché essi stessi facciano altrettanto, per realizzare l'allineamento delle comprensioni e migliorare la comunicazione

·           attuare -nel proprio e nell'altrui interesse- un comportamento assertivo, considerato come quella particolare modalità di interazione con gli altri, basata su un comportamento "equilibrato" -che può essere appreso- in cui i propri e gli altrui diritti vengono considerati di pari importanza e dignità;

·           migliorare le capacità di negoziazione, puntando a raggiungere più la cooperazione che l' autoaffermazione;

·           imparare a gestire bene il proprio tempo ed a valutare le priorità in funzione di: urgenza, gravità, importanza, difficoltà ed interesse personale;

·           non semplificare, tenendo presenti (e distinguendo) la complessità e la complicazione;

·           non rinviare, tenendo presente che "non decidere" é sempre (e comunque) una decisione;

·           ricordarsi che le nostre azioni possono avere effetti imprevisti  e che, spesso, le relative conseguenze si manifestano lontane nel tempo e nello spazio, quando gli effetti non sono più controllabili e spesso neppure comprensibili;

·           mirare più all'efficacia che all'efficienza (o meglio: all'efficienza nell'efficacia);

·           tendere più al risultato che al rispetto della forma;

·           cogliere ogni occasione per sviluppare le proprie capacità creative, nell'innovazione e nella soluzione dei problemi;

·           contrastare le proprie naturali resistenze al cambiamento, cercando di non reagire automaticamente, ma di porsi dubbi e domande sincere;

·           controllare le reazioni (ansia e stress) al cambiamento che si deve subire nei contesti in cui si opera;

·           cogliere ogni occasione per sviluppare l'efficacia personale nell'azione (capacità di interpretazione dei contesti, di relazione, di interazione e di comportamento adeguato, di comunicazione corretta, di soluzione di problemi, di decisioni in condizioni di incertezza, ecc.);

·           motivare, convincere, spingere sé stessi e gli altri verso la cooperazione reciproca, per migliorare sé stessi ed il sistema;

·           ricordare -infine- che anche nell'eventuale applicazione concreta di questi "consigli" tutto dipende da ciascuno di noi e cioè dalle nostre aspettative, dalla valutazione che abbiamo di noi stessi, dai modelli mentali che ci siamo costruiti nel tempo, dall'approccio che abbiamo con la vita (e con il lavoro, in particolare), dal nostro eventuale "progetto di vita".

 

Queste indicazioni, per il miglioramento personale, si basano su un cambiamento di prospettiva culturale, che considera non soltanto l'aspetto razionale, le competenze, le esperienze lavorative, ma anche la sfera delle emozioni e dei sentimenti, e -inoltre- la capacità di migliorare e creare soluzioni innovative. Questa nuova ottica di approccio si pone l'obiettivo di armonizzare i bisogni di una organizzazione con quelli delle persone, i cui sentiti soggettivi non possono essere considerati marginali, ma devono essere esplicitati, compresi e valorizzati per creare quel particolare clima di crescita personale degli individui.

 

Rapporti scuola famiglia

Sviluppo comunità educante

La scuola è impegnata a riattivare il comitato dei genitori perché si possa insieme costruire sui bisogni esplicitati una forte azione educativa sui valori e sui comportamenti dei minori, facendo conoscere il piano dell’offerta formativa, costruendo il contratto formativo fra gli studenti e sollecitando una partecipazione alle attività extracurricolari, che realizzano la scuola come centro di promozione sociale e civile.

 

Servizi di welfare

La scuola si sta interessando per fornire ai genitori degli alunni, il quadro normativo aggiornato sui diritti degli alunni disabili e la consulenza  necessaria per garantire Loro  il pieno diritto allo studio. Azioni specifiche sono condotte ogni anno nei confronti del Comune perché garantisca la totale utilizzazione dei servizi presenti a scuola eliminando completamente le barriere architettoniche all’interno dell’edificio scolastico.

 

Incontri e comunicazioni  scuola-famiglia

Sono istituiti colloqui settimanali individuali con i genitori e tre/quattro incontri generali annuali, le cui modalità sono definite nel piano annuale delle attività.

 

 

 

Iniziative per la formazione dei genitori 

Il piano annuale  di formazione e/o aggiornamento prevede un corso di aggiornamento rivolto alle famiglie.

 

Iniziative e servizi a sostegno del diritto allo studio

La scuola favorisce all’inizio dell’anno, per i propri genitori, con la collaborazione dei docenti e per un certo periodo all’inizio dell’anno, uno scambio di testi usati per garantire a tutti gli studenti, in disagiate condizioni economiche, il pieno diritto allo studio oltre che  a supportare sul piano amministrativo l’azione dell’Ente locale in tale direzione. Altresì è impegnata a fornire gratuitamente le fotocopie necessarie agli alunni che versano in disagiate condizioni economiche e altre provvidenze  fino ad un budget definito annualmente dal C.I.

 

Monitoraggio e valutazione (analisi dei processi e dei prodotti)

Tutti i progetti e le attività con oneri a carico della scuola sono oggetto di monitoraggio e valutazione da parte dei rispettivi responsabili.

Le azioni di monitoraggio sono attivate per valutare gli andamenti delle iniziative in funzione autoregolativa e di feedback finalizzato alla eliminazione dell’errore e al miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza.

Criteri:

·           modalità (riunioni informali, riunioni strutturate, incontri periodici)

·           strumenti (interviste, rilevazioni di opinioni, qualitative o attraverso i questionari)

·           periodicità delle rilevazioni

 

La valutazione serve a ottenere informazioni sui prodotti

Criteri generali: pertinenza, utilità ,scientificità ,efficacia ,efficienza

 

azioni specifiche: organizzazione funzionamento del Consiglio di Classe

I Consigli di classe sono invitati ad effettuare il monitoraggio relativo a loro funzionamento. L’autoanalisi del Consiglio di classe, considerato come il soggetto principale della produttività  del sistema scuola, può essere effettuato attraverso lo strumento del questionario. Esso rivolto ai docenti, in veste di gruppo di lavoro, serve a individuare, attraverso dati obiettivi, la capacità progettuale e di programmazione, le modalità di esercizio delle competenze professionali con i connessi limiti e  punti di forza, le dinamiche relazionali che si sviluppano al suo interno, il grado di condivisione delle finalità  veicolate dal processo di autonomia, il grado di resistenza culturale al cambiamento,  il clima relazionale tra i membri del gruppo. L’autoanalisi del consiglio di classe, interpretata in chiave di valutazione formativa,  dovrà consentire al consiglio di classe di avere un quadro di riferimento metodologico per fare riflettere i docenti sulla stretta relazione che esiste tra i processi di insegnamento/apprendimento e le procedure destinate a controllare l’efficacia della programmazione per quella classe e per quegli alunni. Il questionario introdotto in via sperimentale per i consigli di classe disponibili, sarà successivamente generalizzato e avrà   cadenza annuale.

Esso è articolato su indicatori considerati criteri di qualità: la programmazione, l’organizzazione, la partecipazione e il clima delle relazioni. Per ciascun criterio, sono stati individuati tre indicatori finalizzati a far emergere un quadro tendenziale della caratteristica osservata. L’analisi dell’errore consentirà avere un flusso di informazioni e conoscenze finalizzati al superamento di ostacoli (mancanza di cultura organizzativa, resistenza all’innovazione, individualismo didattico ecc.) che ne impediscono l’efficace funzionamento.Gli aspetti descritti dagli indicatori individuati sono valutati in forma ordinale.

E’ compito dei consigli di classe definire il periodo per la somministrazione del questionario e il periodo di monitoraggio.

 

 Il piano dell’offerta formativa nei suoi vari aspetti

Procedura: autoanalisi

Indicatori: quelli definiti annualmente

Periodo monitoraggio:  alla fine del primo quadrimestre (Febbraio – Marzo)

Periodo di valutazione: fine mese di Giugno

 

 Relazione finale dei docenti sull’andamento didattico e disciplinare della classe 

Procedura: autoanalisi

Indicatori: quelli definiti nelle progettazioni individuali e di classe

Periodo valutazione: mese di Giugno

 

Le relazioni finali dei docenti e della classe sono finalizzati alla verifica dell'andamento didattico e disciplinare secondo i seguenti indicatori  rapportati ai piani di lavoro della classe e degli alunni:

- situazione finale della classe in ordine agli obiettivi formativi comuni cognitivi e non, conseguiti al termine dell'anno scolastico rispetto alle attese, le difficoltà eventualmente incontrate dai singoli insegnanti nello svolgimento del proprio lavoro, e conseguentemente la maggiore o minore  rispondenza delle attività  progettate per la classe alle reali possibilità degli alunni, nonché le eventuali rettifiche apportate alle attività medesime;

- forme di coordinamento interdisciplinare e pluridisciplinare effettuate;

- tipologia e frequenza delle prove scritte, scritto pratiche e scritto grafiche;

- criteri di valutazione usati (per la classe, per gli alunni in difficoltà );

- mezzi e metodi prevalentemente usati;

- accesso alle strutture, alle attrezzature ai sussidi, ai laboratori;

- attività  scolastiche di integrazione/ potenziamento anche a carattere interdisciplinare;

- modalità di intervento e correttivi usati per il recupero e il sostegno/consolidamento degli alunni;

- interventi individualizzati/personalizzati  per gli alunni ;

- attività parascolastiche, interscolastiche e extrascolastiche, progetti attivati;

- comunicazione alle famiglie;

- frequenza degli alunni;

-        tasso di abbandoni.

 

Autoanalisi dell’attività del docente:

La scuola si propone di  affrontare il problema della qualità della relazione tra docenti e alunni con la individuazione di precisi indicatori al fine di migliorare i processi relazionali e quindi anche l’apprendimento degli studenti e delle studentesse.

Indicatori:motivazione allo studio, organizzazione dell’ attività,comprensione della lezione, esplicitazione degli obiettivi didattici e educativi, trasparenza valutativa , puntualità nella revisione dei compiti , relazioni emotive incoraggianti ,imparzialità ,tolleranza negli errori ,messa in discussione, adattamento alle specifiche situazioni individuali , ripetizione della lezione. 

Procedura: autoanalisi

Ciascun docente avrà cura di proporre ai suoi alunni  il questionario  e di trasmetterlo alla Funzione strumentale n.1, per le opportune iniziative sul piano delle problematiche educative, per promuovere eventuali azioni formative.

 

Periodo di monitoraggio: nei momenti scelti dal docente e comunque entro il mese di Febbraio

Periodo valutazione: mese di Giugno

 

Autoanalisi dell’Istituto

ll passaggio dalla scuola dell’adempimento a quella dei risultati  pone all’attenzione del Dirigente Scolastico e del Collegio dei Docenti, il problema della qualità della scuola e della conseguente selezione dei fattori da considerare, difficilmente comunque da  individuare per la complessità del sistema scuola e per la molteplicità delle sue finalità. Posti di fronte al problema se rimandare la questione o affrontarla sia pure con gradualità e per segmenti, si concorda di   individuare  due obiettivi da sottoporre a valutazione.

 

Uno rivolto alla comunicazione  delle iniziative e attività prodotte dalla scuola, l’altro rivolto verso l’organizzazione dei servizi:

 

Le forme di comunicazione

L’elaborazione del P.O.F. rappresenta l’occasione, per incontri formalizzati, di discutere su valori e di condividere le finalità che la scuola deve trasmettere agli alunni. L’occasione  serve per porre il problema della soddisfazione del “cliente” vista attraverso una  efficace comunicazione veicolata da una molteplicità di strumenti. Così il sito e-mail, servirà a favorire le informazioni di tipo informatico, più bacheche informeranno i genitori sull’accesso ai servizi previsti dalla carta, delle autocertificazioni, delle provvidenze a favore degli alunni portatori di handicap, del diritto a conoscere i criteri di valutazione degli alunni. Cartellonistica specifica, posta in modo visibile, all’ingresso della scuola testimonierà sulle iniziative attivate nel campo della sicurezza stradale con la collaborazione di soggetti esterni e nel campo della raccolta differenziata dei rifiuti da porre in essere con l’Ente locale e con i genitori. E’ prevista la celebrazione di alcune ricorrenze tra cui  la giornata dell’ambiente ad Aprile che vedrà coinvolte le famiglie nella pulizia degli spazi e nella sistemazione del verde.Sono previsti inoltre incontri con Associazioni presenti sul territorio per la trattazione di tematiche culturali e sociali.

 

Organizzazione del servizio scolastico

Procedura: la valutazione indiretta esterna è finalizzata a rilevare la percezione del servizio scuola presso le famiglie. Essa sarà compiuta per campione rappresentativo delle famiglie e resa pubblica agli albi della scuola.

Periodo: mese di Marzo

Strumenti:

Questionario  all'utenza (a campione) sui seguenti indicatori definiti

Indicatori :

organizzazione:orario, regolamento disciplinare, funzionamento dell’ufficio di Dirigenza Scolastica, funzionalità della Segreteria, carichi di lavoro ed equilibrata ripartizione dei compiti, rapporti con i genitori, validità del libretto personale dello studente, condizioni ambientali, ambienti fisici laboratori, palestra, servizi igienici, barriere architettoniche.

 

area didattica: accoglienza, libri di testo, materiale scolastico, rapporto docenti-alunni, sperimentazioni progettuali, attività sportive, viaggi di istruzione e visite guidate,percorsi formativi degli alunni,orientamento, valutazione degli alunni e trasparenza, comunicazione dei giudizi

 

Rilevazioni statistiche

La scuola rileva dati statistici in relazione a:

iscrizioni, ripetente, evasioni, mancate frequenze, abbandoni, ritiri formalizzati, frequenze irregolari, non ammissioni, trasferiti in entrata, trasferiti in uscita, sanzioni disciplinari, frequenza dei rapporti con le famiglie, 19^ ora e colloqui generali, licenziati, iscrizioni agli Istituti superiori

 

Periodo: annualmente e al termine delle lezioni

Pubblicizzazione all’albo

 

ATTUAZIONE

Le indicazioni di lavoro contenute nel presente P.O.F. si applicano, per almeno un triennio, e comunque fino a quando non intervengono in materia disposizioni modificative contenute nei contratti collettivi o in norme di legge.

 

Condizioni particolari:

Esso, una volta approvato dal Collegio dei Docenti e adottato dal Consiglio d’Istituto:

·                     è vincolante per tutti gli operatori scolastici;

·                     può essere modificato e integrato durante l’anno scolastico, per esigenze didattiche e organizzative, previe delibere dei competenti organi dell’istituzione scolastica.

 

Il piano è corredato da  specifici allegati didattici, amministrativi e finanziari  e dalla Carta dei servizi della scuola, parti integranti.

 

Per quanto non precisato e non in contraddizione con il presente piano, valgono, in materia, le vigenti normative.

 

Deliberato dal Collegio dei docenti  il   19   ottobre 2005 . Il piano ha validità triennale.

Ai sensi del comma 7 dell’art.14 del D.P.R. n. 275 dell’ 8 marzo 1999, il presente atto diviene definitivo il quindicesimo giorno dalla data di pubblicazione nell’albo della scuola. Entro tale termine, chiunque ne abbia interesse può proporre reclamo all’organo che ha emesso l’atto, che deve pronunciarsi sul reclamo stesso nel termine di giorni 30 (trenta), decorso il quale l’atto diviene definitivo.

L’atto diviene altresì definitivo a seguito della decisione sul reclamo.

L’atto definitivo è impugnabile solo per via giurisdizionale.

 

 

 

Visto: F.to  Il Dirigente