ISTITUTO
SECONDARIO DI 1°GRADO
"F.
PETRARCA"
Via
Togliatti n.1
Tef./fax 0882-331051
SAN SEVERO (Fg)
PIANO
DELL’OFFERTA FORMATIVA
La scuola è luogo di cultura da vivere come occasione
di crescita personale ed è luogo di democrazia da vivere non come mera
procedura delle convenienze e della composizione degli interessi di ciascuno,
ma come occasione per conseguire la più elevata partecipazione sociale,
centrata sui valori della solidarietà e della tolleranza. Nessuno può sentirsi
escluso dalla responsabilità educativa e ciascuno ha il dovere di partecipare
alla promozione e allo sviluppo della crescita personale dei giovani, con la
passione delle proprie emozioni, con la creatività della propria fantasia, con
l’esperienza del proprio vissuto, con il peso delle proprie idee, con la
diversità delle proprie opinioni, al fine di realizzare un modello di
convivenza sociale che valorizza le persone e le comunità, senza più l’alibi della
delega che attribuisce ad altri responsabilità che sono di tutti.
IL PRESENTE PIANO FORMATIVO E’
STATO APPROVATO NELL’A.S. 2005-2006 ED HA VALIDITA’ TRIENNALE. ESSO SARA’ AGGIORNATO
ANNUALMENTE CON APPOSITI ALLEGATI RIGUARDANTI LE INTEGRAZIONI E/O MODIFICHE CHE
IL COLLEGIO RITERRA’ DI APPORTARE ANCHE IN SEGUITO A NUOVE NORMATIVE.
PRINCIPI GENERALI DEL P. O. F.
Definizione:
fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale della
scuola
Elementi costitutivi:
·
progettazione educativa
·
progettazione curricolare
·
progettazione extracurricolare
·
progettazione organizzativa
Funzione
§
ricondurre ad unità sistemica gli elementi del P. O. F.
Caratteristiche
Il piano deve
essere:
·
rapportato al contesto
·
interconnesso tra i vari elementi
·
unitario nelle diverse dimensioni:
didattica-organizzativa-gestionale-educativa
·
coerente con gli obiettivi generali ed educativi nazionali
·
rispettoso delle diverse scelte metodologiche
·
orientato a valorizzare le risorse professionali esistenti
·
costruito per superare la logica della frammentarietà e
della uniformità
·
rivolto a valorizzare le diversità e le flessibilità
deve comprendere:
·
gli scopi, le finalità, i valori, gli obiettivi
·
l’intenzionalità formativa (conoscenze, competenze,
capacità)
·
gli atteggiamenti
·
i comportamenti
·
le procedure e i sistemi d’organizzazione
·
le competenze specialistiche
·
gli strumenti didattici
·
i ruoli specifici
·
la documentazione
·
le collaborazioni con esperti esterni
·
forme d’autovalutazione e di valutazione in conformità a
principi e criteri validamente definiti
·
le forme e le modalità della comunicazione
Modello
Il piano
deve essere:
·
specifico dell’identità culturale della scuola
·
strutturato nei suoi componenti
·
documentato nelle sue realizzazioni (processi-prodotti)
·
centrato sulle seguenti categorie:
o
flessibilità (capacità della scuola di rispondere ai bisogni
formativi degli utenti)
o
responsabilità (capacità della scuola di rispondere delle
proprie scelte individuali e collettive)
o
integrazione (capacità della scuola di interagire con il
territorio in tutte le sue espressioni: sociali, economiche, istituzionali…)
Procedure Soggetti coinvolti
a) Fase delle proposte, dei pareri, delle proposte Organismi sociali
Enti
istituzionali
Associazione
dei Genitori
Utenti
b) Fase degli orientamenti Consiglio
d’Istituto
Indirizzi e
scelte generali di gestione e
di
amministrazione
c) Fase della elaborazione Collegio
dei docenti
d) Fase dell’adozione Consiglio
d’Istituto
e) Fase della
pubblicizzazione Genitori
della comunicazione Enti Organismi
sociali
Associazioni
PRESENTAZIONE DELLA SCUOLA NELLA SUA EVOLUZIONE CULTURALE
L’Istituto secondario di 1°
grado “F. PETRARCA” nel corso degli
anni si è posto, di fronte ai vari provvedimenti di un’Amministrazione tesa a
trasformare radicalmente l’Istituzione, in un atteggiamento costruttivo nel
senso che, al suo interno, non si è mai trascurato di giungere ad una
interpretazione il più possibile approfondita dei documenti emanati in successione,
talvolta anche molto rapida, al fine di coglierne l’unitarietà e la direzione
di marcia indicata. Si è sempre proceduto ad una considerazione critica della
situazione esistente per vagliare quanto effettivamente potesse essere fatto e
secondo quali modalità, allo scopo di evitare il più possibile il rischio che
tutto restasse nell’ambito dell’adempimento formale, senza riflessi sulla vita
della scuola, sull’onda di quella cultura burocratica da lungo tempo e sin
troppo radicata nell’Istituzione.
Grazie a tale impostazione si è
creato nell’Istituto un clima abbastanza vivace e ricco di scambi e confronti,
avvenuti, però -soprattutto in maniera informale- dal momento che gli incontri
si presentavano molto ridotti nel numero, insufficienti nei tempi e
prevalentemente finalizzati a dar veste formale a quanto nella scuola si
concretizzava.
Si è così riusciti, nel corso
degli anni, a porre le basi per una comunicazione sempre più significativa da
cui poi sono scaturite l’accettazione e la condivisione di alcuni principi
fondamentali, linee d’indirizzo e strumenti che hanno gradualmente consentito
un orientamento di fondo dell’Istituto via via più mirato a riconoscere ed a
rispondere in maniera adeguata ai bisogni degli alunni.
Il punto di partenza, fertile di
conseguenze per il suo valore e la sua portata, è stata la normativa relativa
all’Educazione alla salute che ha rappresentato uno strumento formidabile di
lettura di quelli che erano, e sono tuttora, i bisogni complessivi dei giovani
d’oggi ed insieme una chiave interpretativa dell’inadeguatezza
dell’Istituzione a rispondervi, tutta incentrata e concentrata nell’unico ruolo
di fornire un’istruzione, fondata quasi esclusivamente sulla trasmissione di un
sapere codificato, ruolo davvero limitato rispetto alle problematiche
emergenti in seno all’universo giovanile in seguito alle profonde
trasformazioni avvenute nella società.
Frutto di quella stagione è stato
il documento sul significato della “centralità” dello studente, il cui
contenuto ha rappresentato il principio propulsore ed organizzatore di tutte
le successive iniziative ed attività sia di studio e ricerca che operative,
fungendo insieme da stimolo e da punto di riferimento per l’individuazione
delle priorità da affrontare nella progettazione e nell’articolazione degli
stessi interventi.
Infatti, l’accettazione e
l’interiorizzazione della unitarietà della persona e del reciproco influsso che
le sfere affettiva, cognitiva e relazionale esercitano nell’individuo, ha
indotto la scuola:
da un lato ad osservare con più
attenzione il contesto socio-culturale, sia in generale, per l’individuazione
dei punti di crisi derivanti da una sua influenza poco adeguata rispetto ai
bisogni formativi delle nuove generazioni, sia in riferimento alle situazioni
particolari dei singoli, per una loro conoscenza più approfondita in vista
della successiva individualizzazione degli interventi;
dall’altro ad accogliere e
praticare l’idea di una scuola capace di svolgere un ruolo centrale nella
sensibilizzazione del contesto attraverso il coinvolgimento e la formazione
della componente genitori (organizzazione di corsi di aggiornamento per
genitori sia in collaborazione con altri istituti sia interni alla scuola,
formazione di un comitato genitori, coinvolgimento dei genitori in iniziative
svolte nell’Istituto, informazione sulla progettazione da parte dei consigli di
classe quale base del contratto formativo).
Le graduali consapevolezze
acquisite per tale via circa le influenze ostative di uno sviluppo e di una
formazione adeguati ai tempi, esercitate dalla cultura locale e del gap esistente
tra quanto realmente offerto e gli obbiettivi da raggiungere, ricavati
attraverso la reinterpretazione degli ordinamenti della scuola media alla luce
delle istanze dell’odierna società, hanno favorito un ritorno d’interesse
verso la dimensione cognitiva su tutt’altre basi, sollecitati in questo
dall’introduzione della scheda di valutazione articolata in criteri.
In quell’occasione, infatti, i
docenti divisi in gruppi di materia si sono preoccupati di analizzare le varie
discipline individuando per ciascuna le sottocompetenze afferenti ai vari
criteri ed i livelli delle varie prestazioni, acquisendo in tal modo consapevolezze relativamente alla struttura
delle discipline stesse e alle diverse abilità sottese alle varie
sottocompetenze.
Le acquisizioni di questa fase si
sono manifestate fondamentali per la crescita del Collegio in direzione di una
didattica sempre più tarata sugli effettivi bisogni degli alunni ed ormai
finalizzata al successo formativo. Infatti, da un lato hanno consentito di
interiorizzare le dimensioni trasversali insite nelle discipline, permettendo
ai Consigli di classe di intervenire in maniera unitaria, dall’altro hanno reso
possibile la costruzione di strumenti collegiali più articolati ed esaustivi,
per la rilevazione sia della situazione in ingresso - in cui vengono presi in
considerazione anche i prerequisiti dell’apprendimento, in vista di una
programmazione tempestiva di eventuali interventi di recupero- che di quella in
itinere.
Conseguenza naturale delle
acquisizioni fatte è stato un progetto di continuità educativa con Istituti
degli altri ordini e gradi, finalizzato alla socializzazione di quanto
elaborato in vista di ulteriori intese e sviluppi che si sono concretizzati
nell’adesione al progetto per la prevenzione della dispersione cui la Petrarca
ha partecipato per tutta la sua durata sin dal momento della stesura degli
accordi di programma con alcuni Enti territoriali.
AREA DELLA PROGETTAZIONE EDUCATIVA (le scelte educative)
L’istituzione scolastica di fronte ai valori ed ai bisogni
di una società in trasformazione
I grandi processi di
trasformazione tecnologica e scientifica e i conseguenti condizionamenti sul
piano socio culturale, comportano nuove responsabilità morali, individuali e
collettive. I tempi contemporanei sono talmente dinamici che sollecitano
continui adattamenti esistenziali e cambiamenti strutturali del pensiero
sul piano spazio-temporale con
conseguenze sugli stessi processi di
apprendimento. I fenomeni dell’ omologazione di massa o gli esasperati
individualismi che poggiano
sulla cultura dell'immagine contrapposta alla cultura del libro, ristrutturano, sempre più frequentemente, le categorie del
pensiero su meccanismi fondati sull'immagine più che sulla parola. Vi è il pericolo che non si elaborino i
concetti astratti e si determini un nuovo analfabetismo di ritorno. Si sono
conseguentemente modificati i bisogni
formativi degli studenti e la domanda
sociale oggi richiede più educazione e istruzione, ampliata ai nuovi alfabeti e saperi. I veloci
cambiamenti nella cultura e nel mondo del lavoro implicano, di conseguenza, un
continuo aggiornamento, riqualificazione e formazione continua, nella
prospettiva dell'educazione permanente e una scuola che educhi alla conoscenza
come valore, alla padronanza delle conoscenze, alle abilità, alle competenze,
al sapersi orientare, ad essere disponibile al cambiamento, ad essere
flessibile, a saper interagire e collaborare, a saper organizzare e
organizzarsi, a saper scegliere e decidere, a saper progettare e programmare, a
saper produrre, a saper valutare e valutarsi, ad acquisire/condividere
obiettivi valoriali, educativi di
grande rilevanza per l’intera società, legati alla dimensione morale
dell’individuo e della collettività.
Cambiata la natura e la tipologia
della domanda formativa cambiano, peraltro, le stesse strategie d’intervento
formativo. In questo quadro prospettico, vanno allora riviste le categorie
stesse di riferimento delle età psicologiche e sociali dell'uomo. I
tempi dell'adolescenza si sono allungati, con gli immaginabili riflessi sul
piano psicologico per la costruzione della propria identità.
Analisi del contesto socioculturale del territorio e scelte
educative
A fronte di tali nuovi bisogni
presenti in una società che sta affrontando le sfide della globalizzazione, in
cui sono venuti a mancare punti di riferimento precisi, certezze e valori
condivisi, in cui sollecitazioni frequentemente contraddittorie tra loro creano
disorientamento e malessere soprattutto tra i più giovani, sarebbe oltremodo
necessario che nel contesto maturassero comportamenti fortemente orientati alla
collaborazione, alla solidarietà sociale ed all’impegno civile, quale strumento
per arginare fenomeni di disgregazione alquanto rapida, appena accentuati
qualche anno fa, ma che evidentemente non hanno trovato, proprio a causa di
alcune caratteristiche della mentalità locale, adeguati antidoti alla loro
diffusione. Infatti, dalle osservazioni condotte nel periodo precedente a
quello attuale, per una migliore conoscenza del contesto, emergeva che la
comunità sanseverese pur avendo partecipato alla pluralità dei fenomeni di
sviluppo vissuti negli ultimi decenni dalla nazione, non aveva manifestato
consistenti spinte verso un’industrializzazione massiccia con i fenomeni ad
essa connessi di ampliamento della gamma dei redditi/profitti, di spirito
consumistico, di discriminazione ed emarginazione sociale, continuando a
conservare, invece, prevalentemente la sua fisionomia di centro agricolo con
livelli di benessere diffusi, attestati su valori medio-bassi e con stili di
vita ispirati ai più tradizionali valori e comportamenti di società contadine
patriarcali quali paternalismo, stereotipi sessisti, individualismo, scarsa
sensibilità al sociale.
Tale staticità viene comunque
turbata dalla massiccia e passiva esposizione ai messaggi mass-medialogici che
veicolando immagini e modelli irreali e/o irraggiungibili, finivano con
l'ingenerare frustrazione e confusione e con l'esasperare posizioni,
evidenziando, in tale modo, una certa difficoltà della cultura locale a
giungere, attraverso un'equilibrata integrazione del vecchio con il nuovo,
all'instaurazione di valori e comportamenti che, costruiti su un substrato di
sentire e pensare autoctoni, ma insieme comprensivi di alcune positive
suggestioni dei nostri tempi, debitamente filtrate alla luce dell'intelligenza
e di una critica costruttiva, avrebbero potuto caratterizzarsi come
maggiormente idonei a polarizzare convergenze ed a favorire identificazioni,
aiutando a superare fratture tra generazioni e strati sociali.
Proprio tale difficoltà di
mediazione, di scarsa adeguatezza della cultura locale a gestire il cambiamento
con criticità e flessibilità, ha fatto evolvere la situazione precedentemente
delineata in direzione di un progressivo e definitivo declino del modello
educativo tradizionale di tipo autoritario. Esso è stato sostituito, in una
gran parte dei casi, da interventi educativi sempre più spesso improntati a
modalità assimilabili ad un
permissivismo non orientato da chiari valori ed obiettivi, in presenza di
richieste sempre più condizionate dal gruppo dei pari, estremamente influenzato
dalla propaganda consumistica e dai miti mass- mediologici, piuttosto che dal
dialogo costruttivo ed orientante proprio di una comunità adulta capace di
farsi carico della responsabilità di creare le condizioni per una crescita ed
una maturazione delle nuove generazioni, fondata sul rispetto delle caratteristiche
individuali ed insieme sui futuri bisogni di quelli che saranno i cittadini del
domani.
Restano, invece, ben radicate nel
contesto la forte componente individualistica e la scarsa sensibilità al
sociale che emergono nei sempre più frequenti momenti in cui l’Istituzione si
rapporta con l’esterno e che continuano a rappresentare un ostacolo alquanto
difficile all’instaurarsi di forme di collaborazione scuola- famiglia e
scuola-territorio più costruttive,
maggiormente indirizzate al benessere dei minori e alla complessiva crescita
civile della società locale.
Tali consapevolezze, pertanto,
interpretate in senso educativo e nell’ottica di un superamento delle
contraddizioni evidenziate, mettono a fuoco la necessità di pianificare ed
organizzare itinerari formativi accessibili ma al tempo stesso articolati non
solo sul piano della cognitività (per l’acquisizione di codici, linguaggi,
saperi, strumentazioni o per il recupero di competenze e conoscenze di base),
ma anche sul piano della socio-affettività.
In particolar modo emerge evidente
l’esigenza di programmare percorsi didattici coinvolgenti che contengano al
loro interno attività atte a favorire atteggiamenti partecipativi e
collaborativi ed esperienze didattiche finalizzate alla promozione ed all’estrinsecazione
del naturale bisogno di riconoscimento di personalità in espansione,
soprattutto se si tiene conto che i modelli di comportamento nel contesto di
provenienza a volte non favoriscono la conquista del senso di identità e di
autostima dei ragazzi. Come conseguenza di tale ordine di riflessioni ed
acquisizioni, emerge –infine- l’importanza dei risvolti organizzativi e delle
tecnologie didattiche più funzionali alla concretizzazione e realizzazione di
progetti che tengano conto delle esigenze evidenziate ed insieme della
necessità di operare per il conseguimento delle seguenti, fondamentali
finalità:
Condividere i valori
La scuola è orientata a sviluppare i valori legati alla
dimensione morale e sociale della persona. In particolare s’impegna a:
·
considerare la scuola come luogo di convivenza democratica
finalizzato a sviluppare la piena e armonica personalità degli individui in
tutti i sui aspetti (sociale, etico, religioso, cognitivo, affettivo…) e la
formazione di cittadini liberi, responsabili
autonomi, tolleranti e solidali;
·
rispettare la persona nella sua diversità e nelle sue
differenze, riconoscendo l’esistenza dell’altro e i suoi progetti individuali
di vita ed educandolo alla cittadinanza partecipe, motivata e competente;
·
a sviluppare la cultura del lavoro rispetto alla “cultura”
del successo.
Si tratta:
-
di formare coscienze critiche educate all’autonomia di
pensiero e in equilibrio costante tra innovazioni e valori da conservare;
-
di formare persone competenti mediatrici intelligenti nelle
relazioni di lavoro, capaci di coniugare, gli interessi personali con i valori
di una società che ciascuno dovrà contribuire a rendere più onesta, amica,
solidale e cooperativa;
- a educare alle
responsabilità coniugando due delle dimensioni fondamentali dell’idea di logos:
quella della parola e quella dell’azione,
orientata in un quadro di valori che porta, per convinzione etica, alla
loro difesa e a quella delle proprie idee sostenute da argomentazioni logiche e
dalle relative connesse responsabilità.
Condividere il Progetto unitario della scuola
La capacità di produrre progetti
può essere identificata come la caratteristica più autenticamente umana. Nella scuola,
in un’ottica sistemica, non si tratta più di costruire progetti individuali
segmentati, ma si definisce e si elabora il progetto collettivo di scuola che
stimola le azioni individuali.
Soprattutto in tempi recenti, l’educazione è stata associata all’idea di
progetto, sostenuto però da un quadro di valori socialmente concordati che
orientano le azioni degli individui e dei gruppi nella scelta delle necessità
formative.
La scuola dell’autonomia si pone
allora come scuola del progetto e di valori in un’ottica costante fra
trasformazione e conservazione. Le priorità formative sono fatte oggetto di
selezione ragionata e non di priorità casuali, la ricerca è indirizzata in modo
prioritario alla conoscenza concettuale e sintattica delle discipline per meglio
organizzare i saperi e dare senso alla
funzione degli insegnanti quali mediatori culturali dell’educazione. Le
relazioni sono finalizzate a motivare lo studente perché sappia essere
protagonista del proprio sapere, del proprio essere, della propria socialità
consapevole, civile e partecipata.
Assumere come prioritaria la
centralità dello studente finalizzata
al successo formativo
Lo studente diviene centro quando gli si riconosce il diritto
ad essere educato in quello e per quello che è ed in quello e per quello cui
tende vitalmente, secondo i ritmi del suo sviluppo.
Ciò significa:
·
riflettere sulla concezione di educare attraverso l'
imposizione di modelli di vita pensati
ed elaborati dagli adulti (famiglia, scuola, società ) in quanto, se accettati passivamente, possono provocare
reazioni inconsce di trasgressione in
forme che possono raggiungere l'aggressività e la distruttività;
·
valorizzare quella condizione di apertura fiduciosa e totale
di estrema curiosità del ragazzo del suo sentire della sua disponibilità
affettiva, sociale, cognitiva a fare oggetto d'esame tutto ciò che la vita gli
offre;
·
essere disponibile, da parte del mondo adulto, a motivare e ad orientare i ragazzi ad
ampliare il campo della loro curiosità
e del loro interesse, piuttosto che tendere al trasferimento di modelli di vita adultistici secondo modalità di
ricezione passiva (l'accettazione
passiva genera comportamenti violenti).Ciò comporta:
·
sul piano metodologico- didattico, l'impostazione di un
insegnamento tendente a valorizzare la problematizzazione, l'osservazione, la
riflessione, la valutazione critica;
·
sul piano relazionale la necessità di essere consapevoli
dell'importanza della comunicazione verbale e soprattutto non verbale per la
sua influenza sulla motivazione dell'alunno, sulla sua fiducia, sull'autostima
che sono alla base della conquista di un'identità positiva e della sua
autonomia.
Centralità dell'alunno significa anche accogliere consapevolmente e pienamente il principio secondo cui il ragazzo di oggi abiterà il futuro, realtà che non possiamo neppure intravedere (la vita non procede all'indietro e non si sofferma sul passato. - Gibram).
Ciò comporta:
la necessità di formare alla flessibilità del pensiero, non
fornendo immediatamente soluzioni preconfezionate ma creando piuttosto
situazioni di apprendimento in cui le soluzioni possano variare in base agli
scopi, situazioni in cui gli stessi dati possano dar luogo ad interpretazioni
diverse, in modo da stimolare le capacità intellettive superiori, l'analisi, il
confronto, la riflessione critica, la rielaborazione personale, la creatività,
in opposizione alla rigidità di pensiero, con le conseguenti difficoltà di
adattamento, rischio di semplificazione e alta possibilità di divenire oggetti
di massificazione da parte dei mezzi di comunicazione;
la necessità di formare
all'acquisizione ed all'autonomia di un metodo di lavoro tramite lo sviluppo di capacità critiche, sviluppo che
passa attraverso l'attività personale, il sapere pensare ed il sapere
dell'alunno in contesti guidati ed attenti ai processi messi in atto.
Strettamente collegati al
principio della centralità dell'alunno ve ne sono altri sulla valutazione che
hanno notevoli implicazioni circa l'organizzazione del lavoro scolastico ed i
compiti e le funzioni dei docenti.
Principio della continuità di
sviluppo del ragazzo non solo secondo uno schema lineare-graduale ma, circolare
ad anello, comprendente le sfere corporea, psico-affettiva e mentale in cui
ciascuna partecipa alla generazione degli altri.
Ciò comporta:
·
considerare l'organizzazione dei fattori psichici e
socio-ambientali ed il riflesso di tale organizzazione sui comportamenti emotivi,
cognitivi e relazionali dei ragazzi non come qualcosa di naturale e dato ma
-piuttosto- una costruzione complessa, che si va realizzando e trasformando
tramite l'impegno ad una sempre maggiore competenza apprenditiva e relazionale.
Principio della diversità tra i
vari soggetti e nello stesso soggetto dei ritmi di sviluppo nelle aree in cui
si articola la personalità.
Ciò comporta:
·
introdurre l’individualizzazione/ la personalizzazione degli
interventi;
·
considerare come del tutto ordinarie situazioni di divario
tra stato cronologico e mentale, relazionale e comportamentale causate da:
condizioni, rapporti socio-ambientali, supporti culturali diversi, ritmi di
sviluppo che, per ogni alunno, hanno un percorso non stabile e lineare, ma
caratterizzato da discontinuità evolutive: accelerazioni e stasi, se non da
regressioni.
Questi principi sollecitano in
pieno la professionalità docente e rappresentano il punto di saldatura, il fine
ultimo cui indirizzare tutte le possibili iniziative relative allo scolastico
ed all'extrascolastico fin qui enunciate e rappresentano il fondamento di
risposte plausibili e funzionali sul piano formativo, chiamando direttamente in
causa competenze che sono proprie della scuola, più in particolare appartenenti
alla specificità docente.
L'adesione a tali principi
comporta una scelta di lavoro collegiale, indirizzata all’introduzione di una
progettazione di tipo formativo-orientativo.
Il contratto formativo
Il contratto formativo è la
dichiarazione, esplicita e partecipata, degli impegni reciproci tra scuola e gli studenti, nel rispetto
delle diverse specificità, di fronte alle problematiche formative
dell’educazione e dell’istruzione che vede lo studente coprotagonista del
proprio percorso educativo. Esso si stabilisce, in particolare tra il docente e
l’allievo ma coinvolge l’intero consiglio di classe, gli organi d’Istituto, i
genitori, gli enti esterni preposti o interessati al servizio scolastico. Sulla
base dei principi di accettazione dell’altro, dei vissuti e delle esperienze
degli studenti, della/e diversità assunta/e come valore, della partecipazione
attiva che dà valore formativo al contratto, nell’ambito e in coerenza degli
obiettivi formativi definiti ai diversi livelli istituzionali.
Chiarire in quali condizioni si espliciti la formazione e
con quali criteri si valuti, risulta essenziale ai fini della definizione del
contratto pedagogico tra le varie figure che operano nella scuola, interagenti
tra loro per realizzare una valutazione” collegiale” pur nelle specificità
delle responsabilità di ciascuno come di seguito indicato.
Così l’allievo deve conoscere:
·
gli obiettivi didattici ed educativi del suo curricolo in
ragione dei suoi bisogni (subito dopo l’approvazione della progettazione di
classe, ogni docente è impegnato a
illustrare, agli studenti e ai genitori, il proprio progetto disciplinare alla classe);
·
il percorso per raggiungerli attraverso
l’individualizzazione/la personalizzazione degli interventi; (il registro
personale ed altra documentazione conterrà traccia documentale degli interventi
effettuati), le fasi del suo curricolo in rapporto alla sua storia educativa;
per gli alunni diversamente abili e per i ragazzi svantaggiati si elaborano
piani educativi personalizzati.
Il docente è tenuto a:
·
esprimere la propria offerta formativa, nel quadro delle
intese definite nel Consiglio di classe;
·
motivare il proprio intervento didattico rispetto ai bisogni
formativi degli studenti;
·
esplicitare le strategie didattiche e metodologiche (come fare)
anche in rapporto agli stili di apprendimento degli alunni;
·
esplicitare gli strumenti di verifica (la tipologia delle
prove e i criteri di riuscita ), i criteri di valutazione rispetto alla
dimensione formativa (monitoraggio delle conoscenze, delle competenze e dei
comportamenti e dell’adeguatezza della proposta didattica) e rispetto alla
dimensione certificativa
(esplicitazione del giudizio su comportamenti e risultati ottenuti rispetto a
quelli attesi per scansione quadrimestrale).
Il genitore deve:
·
conoscere l’offerta formativa; l’offerta della scuola viene
presentata nel mese di novembre a tutti i genitori dopo aver rilevato, nei mesi
precedenti (Ottobre-Novembre), i punti di eccellenza e di debolezza di ciascun
studente, i suoi bisogni cognitivi, relazionali e socio-affettivi;
·
esprimere pareri e proposte (nel mese di Ottobre i genitori
delle classi prime sono sollecitati a dare le prime informazioni sulle
dimensioni cognitive e socio-affettive dei propri figli e a esprimere le prime
proposte in merito alla definizione del piano dell’offerta formativa);
·
collaborare nelle attività (la scuola ha previsto nella sua
progettazione extracurricolare gli spazi di possibili interventi per la
programmazione di attività e iniziative che vedono l’istituzione scolastica
come centro di attività culturale, sociale e civile del territorio);
Interventi specifici per promuovere il diritto
all’apprendimento e il successo
scolastico degli studenti
Attività di prevenzione e recupero
Le attività di recupero e sostegno
possono riguardare ciascuna delle aree di intervento e di sviluppo individuate
dal Collegio e devono essere impostate sulla base di una buona conoscenza
dell'alunno, in quanto per l’interdipendenza delle sfere psico-affettiva e
mentale appare molto importante valutare non solo cosa recuperare (contenuti
del recupero) ma anche (le modalità con cui attuarlo) come recuperare per
sollecitare interesse e motivazione che il più delle volte rappresentano il
fondamento del successo degli interventi.
In linea di massima bisogna
privilegiare lo sviluppo di capacità e processi intellettuali che organizzano
la conoscenza in più ambiti disciplinari, tralasciando una prospettiva
nozionistica dei contenuti ed orientare le attività didattiche su abilità
traversali capaci di produrre apprendimento significativo.
E' inoltre opportuno che l'alunno
conosca gli scopi formativi delle attività che gli vengono proposte e sia
orientato sugli obiettivi da recuperare e/o consolidare.
I docenti individueranno i tempi
per il recupero, organizzando l’attività didattica con opportune pause e
riflessioni sui contenuti insegnati,
rispettando i ritmi di apprendimento degli alunni e utilizzando efficacemente
le risorse disponibili.
Accoglienza degli alunni
Per gli alunni delle classi iniziali
è previsto un progetto di accoglienza, che si propone di:
·
fornire agli alunni le informazioni di base sulla scuola,
spazi, orari, accessi, servizi, sia direttamente in occasione delle attività
che la scuola organizzerà, sia indirettamente in occasione degli incontri che
la scuola organizza per le famiglie nel mese di gennaio, durante la fase delle
iscrizioni;
·
fornire la motivazione e il metodo di studio per imparare ad
imparare;
·
illustrare gli obiettivi formativi della scuola, relativi al
sapere, al saper fare, al saper comunicare e al saper essere.
La scuola non deve solo istruire, ma anche rimuovere gli ostacoli
che possono condizionare lo sviluppo delle potenzialità degli alunni in tutte le
direzioni. Questo significa guardare al preadolescente come persona con il suo
vissuto, con i suoi valori, con i suoi problemi familiari e amicali.
L’istituzione scolastica lavora non solo con i contenuti e la didattica, ma
anche con le relazioni, i significati, le motivazioni, gli atteggiamenti da cui
dipendono il successo o l’insuccesso scolastico.
Continuità
Uno dei fattori su cui agire per
costruire la continuità educativa è la “centralità dello studente” che, come
abbiamo visto precedentemente, costituisce il punto di partenza per selezionare
bisogni prioritari ed individuare poi coerenti itinerari operativi di lavoro.
I processi di riforma in atto,
ripropongono lo sviluppo di confronti critici con i docenti delle scuole
primarie del 1° e del 2° Circolo, insistenti sullo stesso bacino d’utenza,
circa la necessità di una continuità educativa-relazionale, sulla base di
principi e valori condivisi e delle indicazioni nazionali dettate dalla riforma
del ciclo. E’ opportuno definire
percorsi educativi unitari mirati:
a) all’acquisizione e sviluppo
degli obiettivi specifici di apprendimento (conoscenze e abilità );
b) all’apprendimento di nuovi
mezzi espressivi.
In particolare, concordare prove
d'uscita al termine dell’attuale ciclo della scuola primaria, serve per evitare
la dispersione di quel patrimonio di conoscenze circa i prerequisiti dell'area
cognitiva dell'allievo al fine di individuare in maniera più economica, compiti
ed ambiti dì responsabilità, per interpretare in continuità quelle informazioni
per i successivi raccordi con gli istituti superiori.
Da qui la necessità di attivare un progetto di ricerca comune tra le scuole, che consenta analisi più dettagliate e condivise del contesto in termini di bisogni oltre al superamento di alcuni fattori negativi che di seguito si riportano:
·
scarsa conoscenza degli elementi di raccordo e di continuità
tra le indicazioni nazionali che interessano i vari ordini di scuola;
·
difformità di valutazione anche all'interno dei singoli
istituti circa gli obiettivi formativi,
disciplinari ed interdisciplinari che favoriscono la continuità;
·
presenza di un ventaglio di strategie didattiche e stili
educativi non sempre in riferimento alla continuità da garantire nelle varie
aree disciplinari e negli aspetti affettivo relazionali;
·
mancanza di criteri orientativi comuni in riferimento alla
identificazione di sottoindicatori funzionali alla definizione articolata ed
insieme coerente di progettazioni curricolari;
·
difficoltà a valorizzare con univocità interpretativa la
fisionomia cognitiva e socio- affettiva degli alunni così come emerge dai
giudizi in uscita finalizzati alla conoscenza dell'alunno in ingresso.
Occorre allora:
·
conoscere gli
obiettivi formativi di apprendimento della scuola primaria;
·
saper condurre l'osservazione dell'alunno per coglierne le
caratteristiche affettive, cognitive, relazionali;
·
leggere nel contesto socio-culturale per individuare, in
base ai bisogni più diffusamente emergenti,
in riferimento alle finalità e agli obiettivi istituzionali, le aree di
interventi più massicci e maggiormente coordinati;
·
individuare, avendo come punto di riferimento le
caratteristiche più generalmente riconducibili al contesto, le differenziazioni
in positivo ed in negativo ai fini dell'individualizzazione, della personalizzazione
del rispetto delle peculiarità ed insieme per interventi precoci nell'ottica
della prevenzione;
·
individuare le congruenze esistenti tra le diverse tipologie
di stili cognitivi ed i diversi livelli di maturazione e le possibili strategie
didattiche e metodologiche.
Per facilitare la comprensione delle finalità e della fisionomia complessiva del progetto da elaborare, pare utile offrire come chiave di lettura sintetica i concreti risvolti cui progressivamente si approderà durante le varie fasi della sua realizzazione:
·
formazione comune degli insegnanti da coinvolgere in
situazioni operative;
·
confronto delle esperienze e delle osservazioni tra
operatori di gradi diversi di scolarità delle esigenze connotanti il
contesto in relazione agli obiettivi formativi istituzionali;
·
costruzione di strumenti per l'osservazione dei
comportamenti più significativi, così come
emerse dalle attività di ricerca previsti al punto precedente;
·
sperimentazione e verifica in itinere delle riflessioni
degli arricchimenti e degli strumenti di lavoro collegialmente approntati
anche per un loro successivo affinamento;
·
identificazione di nuclei operativi omogenei nella
disponibilità ad attivarsi in modo congruente alle finalità del progetto;
·
socializzazione degli esiti dell'intero percorso progettuale
per favorire processi di confronto dialettico e di riflessione professionale
alla fine dell’anno in corso, tenuto anche conto della riforma dei cicli in
atto.
Azioni specifiche promosse dalla
scuola
I docenti incaricati delle Funzioni Strumentali :
·
sosterranno il lavoro dei consigli di classe anche con
opportune iniziative e documentazioni;
·
promuoveranno, dopo le iscrizioni, iniziative per dare e
ricevere informazioni ai/dai genitori per la conoscenza della scuola sui vari aspetti
(didattici, amministrativi, organizzativi…);
·
proporranno azioni formative specifiche per l’elaborazione
del Piano annuale di formazione;
·
contatteranno i docenti delle classi, affinché presentino
progetti che consentano, nelle progettazioni: di prevedere nell’ambito
delle possibili compensazioni tra discipline fino ad un massimo del 15% di
ciascuna disciplina, azioni di rinforzo, di recupero di conoscenze e abilità e
di sviluppo delle eccellenze; di organizzare
La. R. S. A. mirati ai bisogni formativi degli studenti e in relazione
alle competenze esistenti all’interno della scuola;
·
supporteranno il lavoro dei docenti sia sul piano della didattica innovativa,
ricorrendo anche ai multimedia, sia sul
piano relazionale con attività di formazione centrate sui rapporti di relazione
tra adulti e tra adulti e minori.
Orientamento scolastico
Il Collegio, considerato che
l’orientamento, inteso come educazione alle scelte consapevoli e responsabili, è
uno degli obiettivi fondamentali della persona, sollecita i consigli di classe
affinché l’orientamento sia considerato parte dell’ordinarietà dell’attività
didattica, finalizzata a formare e a potenziare le capacità degli studenti a
conoscere: se stessi e l’ambiente in cui vivono, i mutamenti culturali e
socioeconomici, le offerte formative del territorio affinché possano
incominciare a verificare i propri interessi e le proprie attitudini ancora in
via di definizione e la fattibilità dei propri progetti di vita. I docenti,
utilizzando i contenuti delle indicazioni nazionali, durante il triennio,
avranno cura di progettare attività a
carattere trasversale, con il concorso di più discipline, finalizzate a
promuovere capacità di lavoro in comune e a sviluppare la conoscenza critica
dei principali temi del contesto culturale contemporaneo.
Nel terzo anno, in particolare, il
Consiglio di classe, progetta e realizza interventi diretti a consolidare le
conoscenze disciplinari di base e a rinforzare le capacità e le competenze, per
favorire il successo formativo e per mettere lo studente in condizione di
compiere scelte adeguate ai propri interessi e alle proprie potenzialità.
Particolare attenzione va posta
nel favorire il sorgere e il consolidarsi nell’alunno di un’immagine di sé
positiva e realistica.
La conoscenza del sé va posta in
relazione al proprio stato di benessere. La soddisfazione dei bisogni primari
di salute fisica, sicurezza e appartenenza, è propedeutica all’accettazione di
sé ed al bisogno di autoregolazione. Il primo livello di benessere riguarda le
condizioni effettive di vita: benessere materiale, psico-fisico ed emozionale;
il secondo livello è dato dal grado di apprezzamento che gli altri dimostrano
per le caratteristiche individuali di ciascuno; il terzo livello è costituito,
dalla capacità del singolo di percepirsi adeguatamente sapendo scegliere gli
ambiti di auto-stima coerenti con un possibile progetto di sé.
Compito della scuola è allora
quello di promuovere lo star bene degli allievi, dei docenti, delle famiglie,
degli operatori e di tutti coloro che interagiscono con i giovani.
Per un corretto processo di
orientamento, inteso come acquisizione della capacità di autorientarsi,
l’alunno va aiutato in relazione all’età e alle sue possibilità, a conoscere
meglio se stesso, tenendo presente che impara a scegliere, quando viene reso
partecipe degli obiettivi educativi e didattici da raggiungere; quando è
invitato a scegliere, tra una serie di attività di apprendimento, quelle meglio
rispondenti ai suoi interessi; quando è messo in condizione di autovalutarsi;
quando impara a lavorare in gruppo armonizzando così la sua differente
attitudine nella realizzazione di un progetto comune; quando acquisisce un
personale metodo di studio; quando gli viene proposto dei feed-back tempestivi
ed efficaci riguardo ai suoi interessi e alle sue attitudini (competenze
specifiche).
Le competenze che appaiono più
funzionali all’orientamento che la scuola deve promuovere sono:
·
saper analizzare e comprendere le variabili che concorrono
allo sviluppo delle abilità sociali e di problem solving;
·
saper gestire il cambiamento;
·
saper raccogliere ed elaborare informazioni sul mondo del
lavoro;
·
saper riconoscere stili, schemi e stereotipi;
·
essere consapevole dei propri limiti e delle proprie
risorse.
Di conseguenza la scuola è impegnata a:
·
organizzare gli obiettivi formativi di apprendimento anche
in tematiche che veicolino i valori e promuovano le capacità utili ad operare
vera innovazione che deve riguardare l’organizzazione degli spazi, dei tempi,
delle risorse e delle strategie;
·
rivedere il modo di fare scuola costruendo situazioni ed
ambienti di apprendimento significativi.
L’intera attività didattica del
triennio deve allora orientarsi sull’uso di una metodologia che privilegia
l’iniziativa personale e il rapporto diretto dell’alunno con la realtà
professionale.
Affinché l’opera di orientamento
svolta dalla scuola possa risultare realmente efficace, è opportuno che i
docenti, nelle occasioni d’incontro con i genitori, facciano presente che le
scelte scolastiche dei figli devono avvenire in un clima di libertà e sulla
base degli interessi e attitudini di ognuno.
Azioni specifiche
I Consigli di classe:
·
somministreranno un questionario per l’ esplicitazione degli
interessi degli studenti e prima delle iscrizioni daranno informazioni
specifiche sugli Istituti Superiori del territorio;
·
comunicheranno formalmente ai genitori il consiglio
orientativo.
I docenti incaricati delle funzioni strumentali, anche
attraverso i Consigli di classe:
·
favoriranno gli incontri, da tenersi possibilmente in orario
pomeridiano, tra i genitori della scuola e i predetti istituti superiori;
·
promuoveranno iniziative d’informazione sulle prospettive
occupazionali presenti sul territorio, a sostegno delle scelte, relative al
percorso formativo successivo, ed attivando i necessari rapporti con i genitori
per un loro coinvolgimento nel processo di orientamento;
·
organizzeranno incontri annuali degli alunni e dei loro
genitori con gli organi competenti operanti sul territorio;
·
contatteranno, gli incaricati delle Funzioni strumentali
degli altri istituti interessati, affinché si possano presentare progetti che consentano di prevedere, nell’ambito delle possibili
compensazioni tra discipline fino ad un massimo del 15% di ciascuna di esse,
moduli didattici che presentino le caratteristiche essenziali degli indirizzi
delle scuole secondarie superiori, anche con il concorso dei docenti delle
scuole secondarie superiori collegate in rete con la scuola.
AREA DELLA PROGETTAZIONE (le scelte curricolari)
Il curricolo è l’insieme dei
percorsi e delle attività progettate
per quell’alunno, per quella classe in un dato tempo e a certe
condizioni.
Il Consiglio di classe come èquipe
pedagogica, sulla base delle diverse realtà socio-culturali, in rapporto alle
situazioni di partenza e della possibilità dei singoli, progetta un complesso
di esperienze educativo-didattiche, per far raggiungere agli alunni, gli
obiettivi prestabiliti al massimo delle Loro possibilità (ricerca di
efficienza), con la più ampia autonomia possibile e in maniera logica.
Discipline e attività obbligatorie
della quota nazionale nell’ambito dell’15% del monte ore annuale.
La scuola è impegnata ogni anno a
progettare, in modo prioritario, azioni educativo-didattiche per la prevenzione della dispersione dei
minori poiché opera in una area a
rischio di devianza minorile e microcriminalità. Il progetto didattico
utilizzerà, nella sua articolazione organizzativa, relativa alle discipline
coinvolte, una quota oraria curricolare della quota nazionale nell’ambito del
15% del monte ore annuale. Esso può fare ricorso, come modalità di
strutturazione dei percorsi didattici, alle classi aperte, alla presenza di esperti esterni, alla flessibilità oraria,ad
orario aggiuntivo.
LE SCELTE DIDATTICHE
LA PROGETTAZIONE PER COMPETENZE (formativo-orientativa) PER
AREE TRASVERSALI
La progettazione educativa
prevede percorsi formativi correlati
agli obiettivi e alle finalità delineati dagli obiettivi formativi, individua
gli strumenti per la rilevazione della situazione iniziale e finale per la
verifica e la valutazione dei percorsi didattici, elabora le attività
riguardanti l'orientamento, la formazione integrata, i corsi di recupero, gli
interventi di sostegno e lo sviluppo delle eccellenze.
L’annuale verifica critica degli
strumenti di progettazione e di valutazione, sulla scorta delle nuove
esperienze e conseguenti consapevolezze acquisite ha consentito di mettere a
punto un modello di progettazione quale
riferimento sia per i Consigli di classe che per i singoli docenti, funzionale
da un lato al rispetto del principio della centralità dell'alunno e dei suoi
bisogni che è alla base del piano educativo-didattico dell'istituto, dall'altro
alle stesse finalità formativo- orientative della Scuola Secondaria di 1° grado
e dell'intera attività didattica, che possono così essere sintetizzate:
·
favorire il sorgere ed il consolidarsi di un'immagine di sé
positiva e propositiva;
·
fornire all'alunno un'adeguata visione della realtà e del
mondo professionale;
·
mettere l'alunno in condizione di esercitare un'autonoma
capacità decisionale.
Il modello
Il modello di progettazione è
articolato su quattro grandi aree trasversali che fungono da organizzatori
degli obiettivi formativi trasversali relativi al SAPER ESSERE, al SAPERE, al
SAPER FARE ed al SAPER COMUNICARE degli alunni ed offre, grazie proprio a tale
classificazione, la possibilità di una migliore comunicazione tra docenti e,
per tale via, di maggiori intese.
Esso permette, infatti, alle varie
discipline, ciascuna secondo le proprie peculiarità e priorità specifiche, di
riconoscere gli obiettivi formativi ed orientativi più generali e gli obiettivi
didattici trasversali a medio termine che possono essere sviluppati nel tempo.
Il quadro di riferimento così
organizzato permette pertanto anche di perseguire con continuità gli obiettivi
delle varie aree adattandoli al livello di maturità raggiunto dalla classe e
dai singoli allievi nell'ottica dell’individualizzazione/della
personalizzazione delle azioni da promuovere.
Le quattro aree di abilità,
individuate di seguito riportate ed esplicitate nei loro obiettivi generali ed
intermedi articolati ciascuno su livelli diversi di difficoltà e complessità in
base alle caratteristiche psicologiche e cognitive del preadolescente nonché
del loro sviluppo, sono tra loro interagenti per cui l'identificare gli
obiettivi didattici in un'area non esclude gli altri più peculiari delle altre
aree.
II modello redatto intende appunto evidenziare come non
si possa prescindere dallo stabilire strette relazioni tra l'area
affettivo-relazionale e l'area cognitiva.
Nell'ottica di una scuola media
formativo-orientativa gli apprendimenti ed i comportamenti, infatti, sono
strettamente connessi al grado di conoscenze, di valutazione di sé e delle
proprie capacità, del proprio rapportarsi agli altri.
La modificazione del comportamento
non è un obiettivo statico, il cui soggetto, cioè l'alunno, si pone come
passivo ripetitore di conoscenze ed esecutore di attività ma, al contrario, è
un processo dinamico il cui protagonista partecipa consapevolmente ed
opportunamente stimolato, utilizza contenuti e metodi per indirizzarsi verso
comportamenti equilibrati e socialmente proficui.
OBIETTIVI FORMATIVI COMUNI
Al fine di condurre ogni
disciplina ad esercitare in pieno la sua valenza formativa in concorso con le
altre, anche per sviluppare capacità auotorientative, tenendo presenti le
indicazioni nazionali e sulla base degli obiettivi formativi comuni (stabiliti
in linea con la lettura e le esigenze del contesto) il Collegio ricava una
serie di indicatori di osservazione ritenuti importanti denotatori della
personalità scolastica dell’allievo in funzione non tanto, o meglio, non solo
di fondare giudizi, quanto di individuare interventi coordinati e condivisi.
Tali indicatori riguardano
pertanto le sfere:
del saper
essere inteso:
-
come autocontrollo emotivo e rispetto delle regole, capacità
di rapportarsi agli altri, acquisizione di autonomia e senso di responsabilità;
-
come interesse e partecipazione;
del saper fare inteso:
- come capacità di impegno
operativo;
- come autonomia nell’uso degli
strumenti;
- come organizzazione del lavoro secondo
modalità specifiche delle varie attività e delle varie discipline;
del sapere inteso:
- come capacità non solo di ricordare i vari contenuti ma di operare su
di essi a livello logico utilizzando le
facoltà del pensiero, per compiere operazioni mentali sempre più
complesse;
del saper comunicare inteso:
- come progressiva maturazione della capacità di servirsi di vari
linguaggi attraverso il graduale arricchimento terminologico e simbolico nei
vari ambiti disciplinari.
INDICATORI DI OSSERVAZIONE
COMPORTAMENTO SOCIALE
AUTOCONTROLLO *
(Rispetto e responsabilità)
O - SEMPRE RESPONSABILE E RISPETTOSO
Sa controllarsi, rispetta le
proprie e le altrui cose, le norme stabilite ed è di buon esempio alla
classe
D - RESPONSABILE E RISPETTOSO
Si sa controllare, rispetta le proprie ed altrui cose, le norme
stabilite
B - ABBASTANZA RESPONSABILE.
Sa controllarsi autonomamente.
S - NON SEMPRE RESPONSABILE
Sa controllarsi in presenza dell'insegnante ed è comunque sensibile ai
richiami
NS* - SCARSAMENTE RESPONSABILE.
Ha bisogno di frequenti richiami.
NS - IRRESPONSABILE
Manca di autocontrollo ed è spesso causa di disturbo per la classe.
* AUTOCONTROLLO INTESO COME
CAPACITA' DI GESTIRE LE ESPERIENZE RELATIVE A SE STESSI ED AL PROPRIO
RELAZIONARSI AL MONDO, ALLE SITUAZIONI SOCIALI ED AGLI AVVENIMENTI
COMPORTAMENTO DI LAVORO
IMPEGNO OPERATIVO * (Frequenza / Intensità)
O - PERSEVERANTE E MOLTO MOTIVATO
Studia e lavora costantemente approfondendo
autonomamente con ricerche
Personali
D - PERSEVERANTE
Esegue regolarmente il lavoro assegnato senza bisogno
di alcun controllo.
Persiste nello sforzo ed è tollerante alla fatica.
B - COSTANTE.
Costante nell'impegno porta a termine il lavoro senza bisogno di
controllo.
S - QUASI REGOLARE
Quasi sempre
costante. A volte ha bisogno di sollecitazione a non arrendersi di fronte
alle difficoltà e a non interrompere il lavoro dopo breve applicazione.
NS* - INCOSTANTE
Spesso il compito non viene eseguito o viene dimenticato.
Difficoltà a persistere nello
sforzo e a tollerare la fatica.
NS - SALTUARIO
Spessissimo il compito non viene eseguito o viene dimenticato.
Incapacità ad affrontare lo sforzo e a tollerare la fatica.
SOCIALLIZZAZ1ONE – COLLABORAZIONE (Capacità d’integrazione, rapporti
interpersonali)
O -
MOLTO SOCIEVOLE E
MASSIMAMENTE COLLABORATIVO
Ha facilità
nell'instaurare e mantenere scambi interpersonali. Si mostra solidale e
collabora- tivo con tutti assumendo
ruolo di leadership.
D - MOLTO
SOCIEVOIE E COLLABORATIVO
Ha
facilità nell'instaurare e mantenere scambi interpersonali. Si mostra solidale
e collabora tivo collaborativo
con tutti
B - SOCIEVOIE
E COLLABORATIVO
Si mostra fiducioso e disponibile allo
scambio. Attivo.
S - ABBASTANZA
SOCIEVOLE E COLLABORATIVO
Disponibile allo scambio. Attivo, ma va
sollecitato.
NS* - POCO SOCIEVOLE E COLLABORATIVO
Si mostra schivo, passivo o competitivo e
geloso tende ad isolarsi o a ricercare l’attenzione
del gruppo in maniera inadeguata.
NS - NON
SOCIEVOLE
Si mostra chiuso indifferente. Rifiuta i
rapporti.
* IMPEGNO OPERATIVO - GRADO DI
APPLICAZIONE AL LAVORO SCOLASTICO E CAPACITA' DI PORTARE A TERMINE I COMPITI
ASSEGNATI SENZA RICHIEDERE INTERVENTI DA PARTE DEGLI ADULTI.
ATTENZIONE – PARTECIPAZIONE *
O -
SEMPRE ATTENTO, INTEVIENTE IN MODO PERTINENTE E COSTRUTTIVO
D - SEMPRE ATTENTO, INTERVIENE IN MODO PERTINENTE
E COSTRUTTIVO
B - SEGUE ED INTERVIENE
S -
ATTENTO MA POCO PARTECIPE, VA SOLLECITATO
NS* -
SI DISTRAE E CHIACCHERA, E' POCO ATTENTO E NON PARTECIPA
NS -
DISTURBA LE ATTIVITA’
ATTENZIONE/PARTECIPAZIONE *
CAPACITA’ DI CONTROLLARE GLI
STIMOLI INTERNI O ESTERNI CHE POSSONO DIMINUIRE LA CONCENTRA7IONE
COGNITIVITA'
CONOSCENZE/ ABILITA' (Conoscere - Comprendere -
Applicare).
O - ESAURIENTI, APPROFONDITE/PRECISE,
RAPIDE
Comprende in maniera approfondita i
contenuti in tutte le discipline cogliendo
significati
sia
espliciti che impliciti e mettendo in corretta relazione le varie
informazioni.
Preciso e rapido il trasferimento di
quanto appreso in contesti diversi.
D -
ESAURIENTI, APPROFONDITE/PRECISE, RAPIDE
Comprende in maniera approfondita i contenuti in
quasi tutte le discipline
Come sopra
B - COMPLETE, VALIDE/CORRETTE
Ha conoscenza completa dei contenuti di cui
comprende i significati espliciti.
Coglie le informazioni principali ed opera
collegamenti corretti.
S - SUFFICIENTEMENTE COMPLETE MA GENERICHE/QUASI
CORRETTE, LENTE
Comprende nelle linee essenziali il
significato di contenuti non molto complessi.
Coglie le informazioni più esplicite ed evidenti operando semplici collegamenti.
Lento e guidato il trasferimento in contesti
diversi.
NS* - CONFUSE
CARENTI/PARZIALI, ALQUANTO LENTE
Comprende parzialmente informazioni
esplicite ed opera collegamenti incerti e
confusi.
Molto parziale, lenta e guidata
l’applicazione.
NS - MOLTO LIMITATE / DEL TUTTO
GUIDATE
Fatica a riconoscere semplici informazioni.
METODO DI LAVORO E DI STUDIO
O -
ANALIT1CO, AUTONOMO ED ORDINATO
Opera in ordine logico, pianifica con
rapidità le attività ed ottiene ottimi risultati in tutte le
discipline.
Sa ricercare con sicurezza elementi,
rapporti, principi organizzativi, regole e criteri.
D - ANALITICO, AUTONOMO ED ORDINATO
Opera in modo logico, pianifica con
rapidità le attività ed ottiene ottimi risultati in quasi
tutte le discipline.
B - PIUTTOSTO ANALITICO ED AUTONOMO,
ORDINATO
Opera in maniera organizzata e efficace. È
in grado di ricercare elementi o
rapporti.
S -
POCO ANALITICO ED AUTONOMO, QUASI ORDINATO
Opera in maniera sufficientemente
organizzata e raggiunge risultati essenziali, non lavora
secondo schemi logici; è in grado di
ricercare i più importanti elementi e/o rapporti.
NS* - CONFUSO, DISORDINATO
Opera frettolosamente e in modo poco
produttivo
NS -
AFFATTO ANALITICO, DISORDINATO
Opera in modo disordinato è dispersivo
Anche se guidato non è in grado di riconoscere
elementi e/o rapporti
COMUNICAZIONE –ESPRESSIONE
O - AMPIA E PRECISA
Decodifica ed impiega in maniera ampia e
precisa i vari linguaggi specifici in tutte le
discipline.
D - AMPIA E PRECISA
Decodifica ed impiega in maniera ampia e
precisa i vari linguaggi specifici in quasi
tutte le discipline.
B -
CORRETTA
Decodifica ed impiega correttamente i vari
linguaggi specifici.
S -
CORRETTA MA LIMITATA
Decodifica e impiega vari linguaggi
specifici in condizioni semplici.
NS* -
NON SEMPRE CORRETTA, LIMITATA
Va guidato nella decodifica e nel1’uso dei
linguaggi specifici.
NS - MOLTO LIMITATA E FREQUENTEMENTE IMPRECISA
Incontra difficoltà nella decodifica e
nell’uso dei vari linguaggi specifici
GLI OBIETTIVI GENERALI (le quattro grandi aree)
Le aree individuate sono:
·
Area delle abilità di conoscenza di sé e del rispetto degli
altri e dell'ambiente
·
Area delle abilità di conoscenza della realtà
·
Area delle abilità metodologiche
·
Area delle abilità comunicative
Area
delle abilità, di conoscenza di sé e del rispetto degli altri e dell’ambiente
Essa riguarda il SAPER ESSERE e vi
rientrano gli obiettivi relativi alla sfera sociale ed affettiva. Per
permettere una migliore organizzazione del lavoro essa viene così
sott’articolata:
·
Conoscenza di sé (comportamenti, sentimenti, interessi,
attitudini, capacità, limiti);
·
Rispetto degli altri (rispetto della persona, delle idee,
delle cose altrui: rapporto che instaura con gli insegnanti, i compagni e le
loro cose);
·
Rispetto dell'ambiente (rispetto delle regole istituzionali
e dell'ambiente fisico).
Area
delle abilità, di conoscenza della realtà
Tale area è quella relativa al
SAPERE e al SAPER FARE e riguarda i contenuti delle varie discipline che
insieme concorrono a dare all'alunno una visione a tutto tondo della realtà in
cui è inserito ed insieme le variabili cognitive che egli esercita per raggiungere tali conoscenze.
Area
delle abilità metodologiche
Tale area riguarda lo sviluppo di
tutte quelle abilità finalizzate a rendere l'alunno sempre più consapevole ed
autonomo sia nell'organizzazione e nell'esecuzione delle attività sia nel
prendere decisioni.
Area
delle abilità comunicative
Tale area riguarda tutte le abilità
necessarie per la decodifica e la codifica di comunicazioni nei vari linguaggi.
PROGETTAZIONE
FORMATIVO- ORIENTATIVA PER AREE TRASVERSALI
Classe
prima e seconda
Obiettivo generale formativo -
orientativo per 1'area della conoscenza di sé e del rispetto degli altri e dell'ambiente :
ACQUISIRE
CONSAPEVOLEZZA DI SE’, DEI PROPRI COMPORTAMENTI ED
ATTEGGIAMENTI
IN FUNZIONE DI SE', DEGLI ALTRI,
DELL'AMBIENTE PER POTERSI POI VALUTARE
Obiettivi trasversali
·
Recuperare in memoria le proprie esperienze
·
Sottoporle a riflessione
·
Essere disponibili ad accettare osservazioni
·
Riconoscere le proprie responsabilità ed i propri doveri
·
Controllare la propria emotività ed aggressività evitando
situazioni di scontro
·
Rispettare 1e regole di convivenza
·
Rispettare il materiale
·
Rispettare 1'ambiente scolastico
·
Essere aperti alle relazioni
·
Essere disponibili ad accogliere motivazioni
·
Essere collaborativi
·
Partecipare attivamente
Classe
terza
Obiettivo generale formativo-orientativo
per 1'area della conoscenza di sé e del rispetto degli altri e dell'ambiente:
UTILIZZARE
SITUAZIONI PRESENTATE COME STIMOLO PER RIFLETTERE SUI PROPRI Comportamenti, SUI PROPRI VALORI, SULLE
PROPRIE ATTITUDINI
Obiettivi trasversali finali
·
Analizzare e riflettere su esperienze personali o su
problemi d'interesse generale
·
Conoscere i propri pregi ed i propri limiti
·
Essere capaci di fare autocritica
·
Sapersi assumere le proprie responsabilità di fronte ai
doveri
·
Autocontrollare le proprie reazioni emotive ed aggressive
·
Rispettare le regole di relazione interpersonale e della
comunicazione
·
Rispettare le regole della Scuola
·
Accettare punti di vista diversi dal proprio
·
Collaborare con compagni ed insegnanti
Classe
prima e seconda
Obiettivo generale
formativo-orientativo per l'area della conoscenza della realtà:
ACQUISIRE
CONOSCENZA DELLA REALTA’ PIÙ VICINA PER POTERSI CONSAPEVOLMENTE ORIENTARE,
RIFLETTENDO SULLE OPERAZIONI CHE SI COMPIONO UTILIZZANDO STIMOLI DATI
Obiettivi didattici trasversali
·
Conoscere lo spazio vicino e le sue funzioni
·
Possedere i concetti topologici di base
·
Possedere i concetti temporali di base
·
Conoscere la suddivisione temporale convenzionale
·
Diventare consapevoli delle operazioni di percezione
sensoriale
·
Saper osservare per individuare elementi nello spazio e nel
tempo, somiglianze, differenze, relazioni
·
Saper classificare
·
Conoscere la realtà circostante
Classe
terza
Obiettivo generale formativo -
orientativo per 1'area della conoscenza della realtà:
ACQUISIRE
CONSAPEVOLEZZA DELLA REALTÀ LONTANA RAPPRESENTATA SIMBOLICAMENTE E
CONVENZIONALMENTE E DEI PROBLEMI SOCIALI, ECONOMICI, POLITICI E SCIENTIFICI PER
ORIENTARSI CRITICAMENTE NELLA REALTÀ.
Obiettivi didattici trasversali:
·
Potenziare la capacità dì analisi degli elementi
·
Consolidare le capacità di identificare relazioni
spazio-temporali, di identità, di analogia, di diversità, di causalità
·
Consolidare le capacità di ricavare informazioni implicite
·
Consolidare la capacità di generalizzare
·
Trarre conclusioni
·
Fare ipotesi
·
Identificare criteri per la classificazione
Classe prima e seconda
Obiettivo generale
formativo-orientativo per 1'area delle abilità metodologiche:
SAPER
ESERCITARE LE ABILITA' LOGICHE IN MODO CONSAPEVOLE PER ORGANIZZARE,
PIANIFICARE, DECIDERE
Obiettivi didattici trasversali
·
Organizzare i materiali in modo ordinato
·
Conoscere le loro modalità d'uso:
·
Usare il diario
·
Organizzare i quaderni
·
Conoscere 1'organizzazione dei libri di testo
·
Conoscere le caratteristiche degli strumenti di lavoro e le
loro funzioni
·
Comprendere le procedure
·
Comprendere le consegne di lavoro
·
Essere autonomi nell'eseguire un'attività secondo la
procedura spiegata
·
Conoscere le finalità del lavoro
·
Essere consapevoli del lavoro e ripercorrerlo nelle sue fasi
con la guida dell'insegnante
·
Trovare soluzioni a problemi
·
Utilizzare i testi delle varie discipline per finalità
informative
·
Individuare 1'informazione richiesta
·
Comprendere ed usare semplici schemi logici
Classe terza
Obiettivo generale formativo -
orientativo per 1'area delle abilità metodologiche:
UTILIZZARE
1N MODO SEMPRE PIÙ CONSAPEVOLE ED AUTONOMO LE CAPACITA' LOGICHE PER
ORGANIZZARE, PROGETTARE, PIANIFICARE, SCEGLIERE IN RELAZIONE ALLE PROPRIE
POTENZIALITÀ
Obiettivi didattici trasversali:
·
Organizzare in maniera sempre più finalizzata i materiali ed
utilizzarli con consapevolezza
·
essere consapevoli delle procedure
·
Conoscere le finalità del lavoro
·
Seguire le diverse fasi di un lavoro per giungere a
risultati
·
Trovare soluzioni a problemi via via più complessi
·
Saper utilizzare i testi delle varie discipline per:
·
Individuare le informazioni richieste
·
Selezionare fonti per ricavare informazioni
·
Comprendere, usare, produrre schemi logici
·
Prendere appunti
·
Operare collettivamente
·
Lavorare secondo un rapporto di collaborazione
·
Lavorare alternando il ruolo guida
·
Saper organizzare un gruppo
Classe prima e seconda
Obiettivo generale formativo orientativo per l'area della
comunicazione:
UTILIZZARE
IL LINGUAGGIO VERBALE ED I LINGUAGGI NON VERBALI PER CONOSCERE SE' E LA REALTÀ
ED ESPRIMERSI SECONDO LE PROPRIE ATTITUDINI IN MODO CHIARO, EFFICACE E
SOCIALMENTE PROFICUO.
Obiettivi
didattici trasversali
·
Usare i linguaggi per:
·
Comprendere globalmente
·
Comprendere analiticamente
·
Operare inferenze
·
Generalizzare
·
Usare i linguaggi per:
·
Produrre contenuti pertinenti corretti nei codici adeguati
nei termini organizzati secondo procedure logiche e tecniche apprese
rispondenti ad un'intenzione comunicativa significativi sul piano della
creatività e della riflessione personali usare i linguaggi per esprimere le
proprie potenzialità e le proprie attitudini.
Classe terza
Obiettivo generale formativo - orientativo per 1'area della
comunicazione:
UTILIZZARE
IL LINGUAGGIO VERBALE ED I LINGUAGGI NON VERBALI PER CONOSCERE SE' E LA REALTÀ
E COMUNICARE CON GLI ALTRI IN MODO SOCIALMENTE PROFICUO ED EFFICACE ANCHE IN
RELAZIONE ALLE PROPRIE ATTITUDINI
Obiettivi
didattici trasversali
·
Usare i linguaggi per consolidare e potenziare:
§
la comprensione globale, analitica, inferenziale
§
i processi di generalizzazione
§
Usare i linguaggi per produrre testi e messaggi:
§
articolati corretti
§
organizzati logicamente
§
adeguati nei termini
§
rispondenti ad una precisa intenzione comunicativa
§
significativi sul piano della creatività e della riflessione
personale
Obiettivi formativi comuni di apprendimento
Si riferiscono al processo di apprendimento degli studenti,
ad una certo momento e ad certo sviluppo del piano di studi.
Risultano dalla definizione operativa di conoscenze disciplinari
e/o interdisciplinari (conoscenze dichiarative e procedurali) ed abilità
(procedure relative al saper fare qualcosa in campi disciplinari e/o
interdisciplinari per sviluppare competenze)
Gli obiettivi formativi comuni di
apprendimento si dovranno trasformare,
attraverso la mediazione dei docenti,
in obiettivi formativi realmente accessibili ad un allievo concreto e
interiorizzati in modo da essere vissuti come significativi per la propria
formazione e maturazioni.
GLI OBIETTIVI FORMATIVI DELLE
CLASSI PRIME E SECONDE SONO ALLEGATE AL P.O.F.
Gli
obiettivi formativi desunti dagli
Obiettivi Specifici di Apprendimento saranno esplicitati nelle UU. AA. il cui insieme costituirà il piano di studi personalizzato
degli studenti.
INDICAZIONI OPERATIVE PER I CONSIGLI Dl CLASSE
Dovendo
orientare la progettazione
nell'accezione più nuova di prevenzione dell’insuccesso formativo (
insufficienza nelle conoscenze/abilità e relazioni) si forniscono alcune
indicazioni volte a chiarire i principi di una pedagogia scolastica ai fine di giungere a proposte operative.
Le ipotesi
di lavoro dovranno essere pertinenti e coordinate con le finalità e le attività
propria dell'istituzione scolastica per evitare che il nuovo discorso educativo
possa rimanere estraneo o semplicemente aggiunto. Gli obiettivi formativi
devono riferirsi a studenti concreti ed
essere esplicitati in operazioni
osservabili e possibilmente misurabili che lo studente può raggiungere
in base alle sue capacità.
SCELTA DEI CONTENUTI
Il contenuto costituisce la
funzione e non il fine dell’apprendimento. La scelta dei contenuti sarà fatta
tenendo conto dei seguenti criteri:
Validità
Il contenuto è valido se gli
obiettivi possono essere raggiunti mediante il suo uso
Significatività
I fatti sono gli aspetti meno
rilevanti delle materie scolastiche e hanno importanza solo se contribuiscono
all’acquisizione di idee, concetti e principi fondamentali delle varie materie
Interesse
Bisogna considerare gli interessi
degli alunni per non sciupare la carica motivante
Insegnabilità
Occorre evitare contenuti poco
insegnabili
Assimilabilità
(possibilità di apprendimento)
Ciò che viene presentato deve
essere apprendibile dagli alunni, deve essere cioè adatto alle loro capacità.
L’insegnamento e l’apprendimento
vanno organizzati in percorsi di apprendimento (UU. AA., moduli….).
Per unità di apprendimento si
intende un’ipotesi di esperienza di
apprendimento, l’interazione cioè tra l’alunno e le condizioni che dovrebbero
generare l’apprendimento (azione del docente, materiali da usare,
l’accertamento dei prerequisiti
cognitivi da utilizzare ecc.).
Per ogni unità vanno specificati:
gli obiettivi del Pecup, gli obiettivi generali, gli obiettivi formativi, i
contenuti, le abilità, le attività educativo-didattiche, i metodi
organizzativi, metodi per la verifica la verifica.
Scelta dei metodi e dei mezzi
Per metodo didattico si può
intendere la capacità del docente di creare le condizioni, che consentano la
messa in moto delle operazioni intellettuali e motorie necessarie
all’incorporazione del contenuto dell’apprendimento nella struttura conoscitiva
dell’alunno.(Pellerey M.)
Tipologia di metodi
·
empirici (fondati sulle varie sfere dell’esperienza fisica –
affettiva – etico - sociale)
·
psicologici (in riferimento alla fase evolutiva del
soggetto)
·
scientifici (induttivi -deduttivi, metodi della ricerca)
Tipologia di mezzi
·
audiovisivi e attrezzature tecnico-scientifiche,
tecnologiche, multimediali;
·
utilizzo di monumenti pubblici;
·
visite ad aziende e musei, a botteghe artigiane, alla
redazione di un giornale ecc..
Criteri per la verifica delle prove
Le prove hanno lo scopo di
controllare il grado di apprendimento degli alunni e la validità della
progettazione.
Esse si realizzano mediante la
misurazione che poggia sulle seguenti caratteristiche:
·
ritmi ( ogni quanto tempo il docente fa misurazioni)
·
criteri (modalità da stabilire in relazione all’oggetto
della misurazione)
·
strumenti di rilevamento (modo di quantificare le risposte
agli stimoli)
·
validità (la prova è valida se accerta quello che si era
proposto di accertare)
·
fedeltà (strumenti usati in tempi diversi da correttori
diversi danno gli stessi risultati)
·
attendibilità
·
è attendibile la prova se si fissano i criteri di riuscita
della stessa. I criteri di riuscita esprimono il grado minimo accettabile di
una prestazione dell’alunno. Essi vanno fissati prima della prova scritta,
scritto-grafica, scritto–pratica e si distinguono in qualitativi e
quantitativi.
I criteri qualitativi più usati sono:
·
numero minimo di risposte corrette
·
numero massimo di risposte errate
·
percentuale o proporzione di prove riuscite
·
deviazione accettabile da uno standard prefissato
·
limiti di tempo
I criteri quantitativi più usati
sono:
(prove strutturate di conoscenza o
test oggettivi di profitto)
Sono costruiti da un certo numero
di item ai quali si deve rispondere in modo univoco
Tipologia di item
·
vero/falso
·
a scelta multipla con una o due soluzioni
·
brani da completare
·
corrispondenze
·
funzionalità (prove agevoli)
·
chiarezza (non ambigua nella lettura)
Strumenti
didattici
La scelta degli strumenti da usare per la verifica dei
processi e dei prodotti (conoscenze, abilità e competenze), avviene in base:
·
alla teoria della valutazione formativa
·
agli obiettivi da verificare
Frequenza delle prove scritte,
pratiche, scritto pratiche, scritto grafiche per quadrimestre
Di norma i docenti avranno cura di verificare per
quadrimestre, le conoscenze,le abilità e
le competenze degli studenti sulle seguenti discipline:
·
Italiano: due prove per studente
·
Storia: a scelta del docente
·
Geografia: a scelta del docente
·
Lingua straniera: di norma due prove per studente
·
Matematica: due prove per studente
·
Scienze: a scelta del docente
·
Educazione tecnica/tecnologia: due prove scritto - grafiche
o pratiche per studente
·
Educazione musicale/musica: due prove pratiche
·
Educazione artistica/arte e immagine: una prova grafica e/o
pratica per studente
·
Educazione fisica/scienze sportive e motorie: una prova
pratica per studente
Il numero minimo di prove deve riguardare tutti gli studenti
( è necessario che gli alunni assenti alla prova recuperino successivamente) e
le stesse devono essere corrette e revisionate davanti all’intera classe ,di
norma, non oltre il quindicesimo giorno
dallo loro effettuazione.
Le prove di verifica terminano:
con un giudizio analitico sui
singoli indicatori disciplinari, tenuto conto dei criteri espliciti di
riuscita.
La valutazione negativa deve
comportare interventi individualizzati/personalizzati di recupero di cui è necessario trovare traccia documentaria sul
registro personale dei docenti. Al giudizio analitico segue un giudizio
sintetico complessivo.
I risultati delle prestazioni
conseguiti dagli studenti saranno comunicati alle famiglie tramite il libretto
personale degli studenti.
Il docente avrà cura di firmare
tale comunicazione e di controllarne successivamente l’avvenuta ricezione da
parte della famiglia.
oppure
con un giudizio descrittivo
seguito da un giudizio sintetico, che
esprime il valore della prestazione dello studente in relazione agli indicatori
disciplinari esaminati, tenuto conto dei criteri di riuscita;
La valutazione negativa deve
comportare interventi individualizzati/personalizzati di recupero di cui è
necessario trovare traccia documentaria sul registro personale dei docenti. Al
giudizio descrittivo segue un giudizio sintetico complessivo. I risultati delle
prestazioni conseguiti dagli studenti saranno comunicati alle famiglie tramite
il libretto personale degli studenti. Il docente avrà cura di firmare tale
comunicazione e di controllarne successivamente l’avvenuta ricezione da parte
della famiglia.
Tipologia
di correttivi
·
libri di testo alternativi
·
schede strutturate
·
ripetizione dell’insegnamento
·
materiali audiovisivi/ multimediali
·
giochi scolastici
·
istruzione programmata
·
tutoring
·
sessione di studi a piccoli gruppi
Frequenza delle osservazioni
sistematiche
Per tutte le discipline è necessario che i registri
personali dei docenti documentino, per quadrimestre, un congruo numero di
osservazioni sistematiche (almeno due per studente).
LE PROVE D’INGRESSO
Coerentemente con i principi
dell'individualizzazione/personalizzazione e dell'orientamento e quindi con la necessità
di impostare nel più breve tempo possibile interventi di recupero ed insieme di
potenziamento in attesa di raccordi più sistematici con la scuola primaria in
vista di un passaggio più significativo di informazioni in quanto fondato sul
raccordo degli obiettivi specifici di apprendimento, la scuola ha prodotto una
serie di prove d'ingresso per le classi prime mirate ad accertare non solo le
singole abilità disciplinari ma anche la presenza dei requisiti trasversali di
tipo percettivo, psico-motorio, logico-metodologico-comunicativo.
Vengono riportate alcune
riflessioni elaborate in relazione alle modalità più opportune per la
rilevazione delle caratteristiche socio-affettive e cognitive degli alunni in
ingresso sulla scorta di osservazioni critiche condotte sui modi di procedere a
tale accertamento, utilizzati negli anni precedenti.
L'esigenza di definire ad inizio
anno la fisionomia cognitiva degli allievi di prima ha trovato una sua adeguata
interpretazione grazie alla elaborazione di prove d'ingresso disciplinari.
Nei singoli ambiti conoscitivi il
docente indaga circa il possesso delle abilità logiche e delle competenze
operative di base tramite la somministrazione di test ed esercizi che hanno
assunto una sistemazione via via più compiuta.
Nel giro di poche settimane, in
seno al consiglio di classe, affluiscono tanto i dati rilevati dal questionario
socio-affettivo che le molteplici informazioni censiti dalle prove
d'ingresso specifiche.
Tale costume metodologico ha
positivamente accresciuto la possibilità di lettura dei fenomeni da parte
dell'organismo collegiale, consentendo per di più una maggiore
incisività di risposta ai bisogni emergenti. Tuttavia nel tempo sono affiorati
alcuni limiti e difficoltà di gestione di seguito riportate.
a)Solo nel caso
di un diffuso esito positivo delle prove, il docente può ragionevolmente
ascrivere all'allievo l'adeguata maturazione dei prerequisiti che sono alla
base delle abilità cognitive ed operative oggetto dell'indagine.
Viceversa, nel caso di prestazioni
negative, non è possibile accettare il prerequisito mancante o deficitario,
aspetto diagnostico di rilevante valenza didattica se si pensa alla
progettazione di coerenti interventi di recupero.
b)In alcuni
casi affiora un’oggettiva difficoltà a socializzare le informazioni raccolte
poiché test finalizzati all'accertamento della stessa abilità sono presentati
con differenti denominazioni.
c)La
difficoltà di comunicazione trova inoltre alimento allorquando i test relativi
alla stessa abilità sono articolati nelle diverse discipline con livelli di
astrazione e difficoltà operative differenziata, con il discutibile esito di
dare per acquisita una stessa abilità in una disciplina e non in un'altra per
il medesimo allievo.
Inoltre la ripetitività delle
stesso tipo di prova in due o più discipline costituisce un evidente dispendio
di tempo e di energie poco auspicabile in una fase di lavoro che tende a
giungere a risultati di conoscenze e socializzazione nel modo più celere e
funzionale possibile.
QUADRO TEORICO Dl RIFERIMENTO
Da queste considerazioni ha preso
spunto la riflessione che senza rinnegare ciò che è stato già fatto (se si
possono fare tali osservazioni, è proprio grazie a ciò che si è già
sperimentato), ha cercato soluzioni meglio rispondenti alle problematiche
emerse In ordine alla necessità di rendere più fruibile a livello collegiale le
risultanze delle prove.
In tale ottica è sembrato più
utile definire una nuova strategia di indagine da sperimentare e verificare sul
campo, tenendo presente i processi mentali implicati nell'apprendimento cosi
come sono sintetizzati nello schema seguente:
ANALISI ATTENZIONE / ESPLORAZIONE SISTEMATICA
COMPORTAMENTI DELLA REALTA’
PERCEZIONE STIMOLI USO DEI RIFERIMENTI SPAZIALI E TEMPORALI
REGISTRAZIONE INFORMAZIONI
ACQUISIZIONE
ELABORAZIONE
RECUPERO
CONFRONTO
SISTEMATICO
DISEGNARE
PRODUZIONE
(lavoro osservabile)
DIRE
SCRIVERE
FARE
QUALCOSA
Dal momento che l'attenzione e la
buona percezione degli stimoli permettono l'esplorazione sistematica della
realtà, con l'uso dei riferimenti spaziali e temporali e la precisione da cui
dipendono l'analisi completa e quindi una corretta registrazione delle
informazioni, come si evince dallo schema, si crede opportuno dare avvio
all'indagine partendo dalla ricerca delle capacità percettive in quanto
prerequisiti di base di qualsiasi apprendimento.
Inoltre si sono inserite prove che
accertano il possesso delle più elementari capacità logiche per esaurire nel
modo più completo la natura di strumento collegiale che si vuole conferire ai
test d'ingresso.
Pertanto gli indicatori di
osservazione iniziale ritenuti significativi rispetto agli indirizzi che
l'istruzione si è data desumibili dagli obiettivi del collegio oltre che dal
quadro di riferimento sono:
DISCRIMINAZIONE COORDINAZIONE OCULO - MANUALE
VISIVA
DISCRIMINAZIONE
FIGURA – SFONDO
COSTANZA
DELLA PERCEZIONE
ACUTEZZA
DISCRIMINAZIONE RICONOSCERE IL VERSO DI ANIMALI
DOMESTICI
UDITIVA RUMORI
DELL’AMBIENTE
RISCRIVERE
PAROLE SENZA SENSO DETTATE
DALL’INSEGNANTE
ORIENTAMENTO: Individuare la direzione di
UDITIVO
provenienza di un suono
MEMORIA
: Riprodurre suoni appena
ascoltati
UDITIVA
e riconoscere la loro durata
Riprodurre ritmi
CAPACITA’ PERCETTIVO BILATERALITA’
MOTORIE
LATERALIZZAZIONE
DOMINANZA
(Mano / Piede / Occhio)
CAPACITA’ SPAZIO ORIENTAMENTO
NELLO SPAZIO
TEMPORALE
ORIENTAMENTO
NEL TEMPO
CAPACITA’ LOGICO
OSSERVAZIONE
OPERATIVE
CLASSIFICAZIONI
RICERCA
DI RELAZIONI
RISOLVERE
PROBLEMI
COMUNICAZIONI
Prove d’ingresso per le classi prime
La scuola, sulla base delle intese
collegiali scaturite dai lavori di gruppo disciplinari, ha approntato degli strumenti di rilevazione (griglie) e
di lettura degli elementi cognitivi e comportamentali osservati.
L’analisi dei risultati non è
finalizzata a classificare, ma ad acquisire conoscenze della situazione
dell’alunno che assieme ad altre informazioni (schede delle scuole elementari,
informazioni supplementari fornite dai maestri, colloqui con i genitori ecc.)
aiutano a delineare la personalità scolastica dell’alunno nelle dimensioni
concordate. Esse forniscono un primo quadro di riferimento degli alunni che se
ben delineato in termini di bisogni e di risorse, può consentire un efficace
lavoro di programmazione collegiale.
Classi prime:
·
griglia per l’osservazione dell’area psicomotoria e per
l’osservazione delle abilità che hanno valenza trasversale
·
griglia per la verifica delle conoscenze e delle abilità
relativa alle singole discipline
·
griglia per l’osservazione dei comportamenti sociali e di
lavoro
Classi seconde e terze
·
griglia per l’osservazione dell’area delle competenze
trasversali
·
griglia per l’osservazione dello specifico disciplinare
·
griglia per l’osservazione dei comportamenti sociali e di
lavoro
Prove d’uscita
La scuola affronterà il problema delle prove d’uscita dalla
scuola primaria e d’ingresso nella scuola secondaria di 1° grado, al termine
del ciclo, in un’ottica sperimentale e di continuità con i Circoli 1° e 2° e le
prove d’uscita al termine del terzo anno.
ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
Programmazione didattica della classe/ progettazione per
competenze
- Essa delinea il percorso
formativo della classe e del singolo alunno, adeguando ad essi gli interventi
operativi;
- Utilizza il contributo delle varie aree disciplinari per il
raggiungimento degli obiettivi e delle finalità educative indicati dal
consiglio di classe e dal collegio dei docenti;
- E’ sottoposta sistematicamente a momenti di verifica e di valutazione
dei risultati, al fine di adeguare
l'a zione didattica alle esigenze
formative che emergono in itinere.
Indicatori
·
composizione della classe (n° alunni, n° renitenti,
n°ripetenti, n° portatori di handicap,n° alunni stranieri);
·
situazione di partenza degli alunni riferita al livello
cognitivo e relazionale;
·
individuazione delle fasce di bisogni formativi per
prerequisiti e competenze;
·
individuazione degli alunni con difficoltà relazionali
(motivazioni e cause);
·
analisi dei bisogni formativi in relazione agli obiettivi
educativo -didattici individuati dal collegio
·
(cognitivi, comunicativi, comportamentali sociali e di
lavoro);
·
selezione delle aree tematiche e dei contenuti essenziali
disciplinari e trasversali;
·
progettazione di azioni individualizzate/personalizzate tese
al recupero, sostegno, consolidamento, potenziamento;
·
progettazione di attività integrative e iniziative per
l’arricchimento formativo;
·
individuazione di metodi e strumenti didattici, mezzi,
attrezzature e sussidi;
·
intese per l’organizzazione della classe (clima relazionale,
distribuzione di compiti, controllo delle assenze, dei ritardi, delle uscite,
delle visite didattiche, utilizzo delle risorse, qualità del servizio, visite
guidate e viaggi di istruzione, distribuzione equilibrata dei compiti da
assegnare agli alunni, gestione dei comportamenti negativi, gestione delle
comunicazioni, rapporti con le famiglie, modalità di documentazione del proprio
lavoro e di quello degli alunni…….)
verifiche e
valutazione
gestione del
feed - back.
Piano educativo personalizzato per gli alunni diversamente
abili
(inserimento e integrazione)
Il Collegio dei Docenti invita i
consigli di classe con alunni diversamente abili a formulare concreti itinerari
formativi grazie alla contestualizzazione di strumenti, ipotesi di intervento e
quant’altro elaborato in riferimento al campo cognitivo, affettivo-sociale e
psicomotorio.
E' opportuno progettare interventi
tesi all'inserimento dell'alunno diversamente abile in senso globale,
investendo del problema tutte le componenti socio-culturali interessate alla
sua realtà ed alla definizione di come devono essere gli altri per accettarlo.
In particolare ai Docenti si
chiede di costruire un piano educativo personalizzato, inteso come strumento per
organizzare intenzionalmente tutte le possibilità offerte dalla situazione in
vista dello sviluppo integrale della persona, da generalizzare come modello di
lavoro per tutti gli operatori, che in misura diversa sono coinvolti
nell'evento didattico - educativo.
In questo senso le connotazioni
che caratterizzano il piano di lavoro personalizzato sono:
il principio di realtà (il piano
ha senso solo se dall'astratto della norma si passa al concreto della
situazione, della quale vanno con assoluta precisione definiti gli obiettivi)
il principio della razionalità (il piano
ha significato se accompagnato dalla non casualità degli interventi)
il principio di socialità (la
dimensione progettuale collettiva comporta inevitabilmente l'assunzione di un
punto di vista interdisciplinare che richiama come condizione la collegialità e
l'integrazione dei docenti sul piano delle specifiche competenze culturali e
preferenziali)
il principio di pubblicità (il piano
è un tentativo di rendere comunicabili i principi essenziali e le
configurazioni concrete di una proposta educativa in modo da renderla
disponibile all'analisi critica di una effettiva traduzione operativa).
Gli atti intenzionali rivolti a
dare concretezza ai principi determinano la formazione dell'allievo.
E' perciò necessario che gli
obiettivi formativi devono essere formulati in modo che sia esplicito ciò che
l'allievo deve sapere o saper fare e ciò che alla fine dell'intento mediato sa
fare, al fine di produrre un cambiamento nei suoi comportamenti.
Il cambiamento può consistere
nell'acquisizione di apprendimenti nuovi o miglioramento e consolidamento di
apprendimenti già posseduti in precedenza.
La differenziazione progressiva
delle attività, centrerà sulla scelta di occasioni, dei mezzi necessari per mettere l'allievo in grado di
esplorare, di sperimentare quanto ha vissuto e sperimentato.
Le occasioni e i mezzi saranno
offerti con gradualità e riferite al consolidamento e al superamento degli
obiettivi progettati deve dare luogo, in caso di insuccesso, ai correttivi di
recupero ricorrendo a momenti organizzativi che consentano attività
individualizzate/personalizzate all'interno del gruppo dei pari formati da
alunni delle stessa e/o di altra classe a livello orizzontale / verticale.
I criteri per la valutazione
devono tener conto dei seguenti principi:
- si valuta in relazione agli esiti
ottenuti rispetto alla situazione di partenza, in riferimento alle
prestazioni di cui l’allievo è capace e concordando collegialmente il livello
di riuscita;
- si valuta non solo la funzione intellettiva, ma anche i campi
affettivi - sociali, psicomotori in cui si sono maturate le esperienze;
- si valuta in un lavoro di feed - back, tutto il lavoro realizzato con
l'alunno, che richiama la qualità dell'istruzione impartita e la capacità
professionale degli insegnanti .
La scuola si sta muovendo nella
direzione di realizzare sempre più l’integrazione, intendendo il sostegno
scolastico come quell’insieme di interventi che la scuola mette in atto per
superare le situazioni di disagio.
L’impegno è quello di superare la
logica che vede un contesto di “normalità” al quale le persone ”a disagio”
cercano faticosamente di adeguarsi e diffondere una mentalità più ampia che
valorizzi le potenzialità di ognuno e risponda alle situazioni di disagio
leggendole come un bisogno a cui dare risposte.
Le condizioni che bisogna
determinare affinché si vengano a creare le opportunità che favoriscano i
processi di integrazione di apprendimento, di autonomie, di socializzazione
sono da ritrovarsi principalmente nell’accettazione delle diversità. Accettare
l’altro per com’è.
Per delineare la struttura del
piano educativo personalizzato dell’alunno in situazione di handicap si
considerano tre fasi preliminari:
·
prove d’ingresso
·
conoscenza delle diagnosi funzionali
·
profilo dinamico funzionale
Indicatori:
individuazione degli obiettivi generali educativi:
·
per l’area della conoscenza del sé e del rispetto degli
altri e dell’ambiente
·
per l’area della conoscenza della realtà
·
per l’area delle abilità metodologiche
·
per l’area della comunicazione
Per ciascuna area sono individuati gli obiettivi specifici:
·
Selezione dei contenuti
·
Scelta dei metodi e dei mezzi
·
Verifiche
·
Valutazione
PROGETTARE PER COMPETENZE
E’ il contributo delle varie aree
disciplinari per il raggiungimento degli obiettivi formativi e delle finalità
educative indicati dal consiglio di classe e dal collegio dei docenti.
Il progetto è sottoposto sistematicamente a momenti di verifica e di
valutazione dei risultati, al fine di adeguare l'azione didattica alle esigenze
formative che emergono in itinere.
Sulla base delle indicazioni
concordate nel consiglio di classe, i docenti predispongono il loro piano
educativo-didattico, da trascrivere o allegare al proprio registro personale e
da mettere agli atti a disposizione delle componenti, entro la data prevista
dal calendario scolastico.
Indicatori:
·
situazione di partenza degli alunni riferita al livello
cognitivo e relazionale;
·
approntamento delle prove d'ingresso per le classi prime e
verifiche su contenuti e relazioni per le classi seconde e terze, definizione
degli strumenti per l'osservazione (tipologia delle prove scritte e orali,
osservazioni.....);
·
individuazione degli alunni collocati in fasce di bisogni per prerequisiti cognitivi ;
·
individuazione degli alunni con difficoltà relazionali
(motivazioni e cause);
·
analisi dei bisogni formativi specifici in relazione agli
obiettivi educativo-didattici (cognitivi, comunicativi, comportamentali sociali
e di lavoro) concordati nel collegio dei docenti;
·
individuazione e gestione degli obiettivi dell'area
psico-motoria, dell'area cognitiva, dell'area socio - affettiva dell'area
relazionale;
·
selezione dei contenuti essenziali disciplinari e
trasversali rispetto alle aree tematiche concordate, intese plurididisciplinari
e interdisciplinari;
·
progettazione di azioni individualizzate/personalizzate tese
al recupero, sostegno, consolidamento, potenziamento;
·
progettazione di iniziative per l’ampliamento e per
l’arricchimento formativo;
·
individuazione di metodi e strumenti didattici, mezzi,
attrezzature e sussidi;
·
assunzione di responsabilità sulle intese concordate per
l’organizzazione della classe (clima relazionale, distribuzione di compiti,
controllo delle assenze, dei ritardi, delle uscite, delle visite didattiche,
utilizzo delle risorse, qualità del servizio, visite guidate e viaggi di
istruzione, distribuzione equilibrata dei compiti da assegnare agli alunni, gestione
dei comportamenti negativi, gestione delle comunicazioni, rapporti con le
famiglie, modalità di documentazione del proprio lavoro e di quello degli
alunni, peso degli zaini…….);
·
tipologia delle verifiche, frequenza delle osservazioni
tenuto conto dei criteri del collegio dei docenti, valutazione dei processi e
dei risultati, strumenti di valutazione, tipologia e numero delle prove.
modalità e tempi di correzione in relazione a criteri predefiniti, contenuti
didattici esplicitati in UU.DD / UU.AA., lavoro di feed - back finale sul
proprio lavoro.
STRUMENTI ORGANIZZATIVO -DIDATTICI
(documentazione degli interventi didattici e dei processi valutativi)
La necessità a ricondurre alla
logica sistemica del P.O. F., gli strumenti organizzativo-didattici usati, pone
l’obbligo di rendere coerenti ed armonizzare tra di loro tutti elementi
correlabili al fine di assicurare la qualità del servizio finalizzato al
successo formativo degli alunni. Pertanto, essendo il registro uno di tali
elementi, si rende necessario nella compilazione delle varie parti di tenere
sempre ben presente la funzione a ciascuna di esse assegnata rispetto
all’insieme degli altri elementi.
Registro dei verbali del collegio dei docenti
La verbalizzazione delle decisioni
assunte in sede collegiale da tutti gli insegnanti della scuola in merito alla
definizione del piano dell’offerta formativa e ai suoi contenuti, costituisce
fondamento e, quindi, punto di riferimento costante per la programmazione
dell’azione educativa del collegio e
per la progettazione riguardanti le singole classi. Le delibere assunte sono
vincolanti per ogni componente il collegio.
Registri dei verbali dei consigli di classe
L’attività educativa del Collegio
dei docenti trova una prima articolazione e traduzione operativa nella
definizione concordata nel Consiglio di Classe degli obiettivi generali, che in
quanto riferiti ad orientamenti di vasta portata dotati di ampio potere di
trasferibilità, costituiscono la base e, quindi, le componenti di una
formazione integrale e duratura. Questa rielaborazione analitica diventa quadro
di riferimento, e insieme vincolo e guida, per gli insegnanti, i quali devono
innestarvi il loro lavoro individuale,
sia per quanto riguarda gli aspetti generali che quelli strettamente
disciplinari. Il registro dei verbali del Consiglio di Classe costituisce
quindi la documentazione fondante del progetto formativo, a condizione che si
abbia cura di registrare anche le opzioni effettuate circa le modalità
dell’osservazione e della verifica dei risultati, i criteri per la loro
valutazione, gli interventi individualizzati/personalizzati messi in campo, e
qualsiasi informazione utile all’adeguamento del progetto stesso. Saranno,
inoltre, riportate le difficoltà eventualmente incontrate dai singoli insegnanti
nello svolgimento del proprio lavoro, le eventuali modifiche da apportare alle
progettazioni (di classe e personale). Nel registro devono essere contenuti
anche i verbali di ogni altra seduta cui il Consiglio è tenuto in ottemperanza
alle vigenti disposizioni quali quelle per scrutini ed esami, per trasferimento
alunni, per provvedimenti disciplinari.
Saranno altresì trascritti o
allegati, dopo l’approvazione, la progettazione didattica e la relazione
finale. I processi verbali delle riunioni saranno riportati sul registro dei
verbali entro e non oltre il settimo giorno dalla data di effettuazione del
Consiglio di Classe e consegnati nell’ufficio del Dirigente Scolastico a cura
del coordinatore. Essi vanno redatti da chi svolge le funzioni di segretario e
firmati dallo stesso e dal presidente dell’organo collegiale.
Appare chiaro il valore
strategico, oltre che concettuale, di questo strumento, che raccoglie la
intenzionalità consapevole e responsabile di una comunità scolastica che rende
trasparente a sé e agli altri il proprio operato e che, conseguentemente, opera
scelte precise: il rapporto valutazione-programmazione diventa più
significante.
Registro personale del professore
Questo registro documenta innanzi
tutto l’attività del singolo docente, l’esplicitazione degli O.S.A. in educazioni, in obiettivi formativi
disciplinari con valenza trasversale e l’articolazione di questi in conoscenze
e abilità. Esso è elemento costante di riferimento per le osservazioni
sistematiche che sono verificati periodicamente attraverso le UU. AA.. Il
registro si configura inoltre come lo spazio organizzato per registrare
puntualmente l'attività didattica svolta, le osservazioni sistematiche sul
processo di apprendimento e sul livello di maturazione raggiunto dai singoli
alunni, le assenze. Questa documentazione servirà anche per verificare
l'efficacia dell'azione didattica svolta e degli interventi tesi al rinforzo,
alla compensazione e al potenziamento delle abilità di ciascun alunno,
nell'ambito della individualizzazione/della personalizzazione delle metodologie
di approccio formativo, in modo da consentire al docente di riferire in modo
significativo e puntuale nelle riunioni periodiche del Consiglio di classe.
Registro di classe
Questo è lo strumento usato da
tutti i docenti di classe
per la registrazione quotidiana delle
lezioni svolte, delle assenze, (con loro motivazioni se ricorrenti e loro
giustificazioni), dei compiti assegnati e di tutte le annotazioni di rilievo
riguardanti l’attività della classe, il comportamento degli alunni e gli eventuali
provvedimenti disciplinari (è fatto obbligo al docente di annotare puntualmente
le violazioni al regolamento disciplinare degli studenti e delle studentesse e
di registrare le giustificazioni degli alunni). In quanto raccolta dei dati
essenziali relativi alla vita della classe nelle sue tappe di percorso giornaliero,
esso costituisce per gli insegnanti mezzo quotidiano, immediato, di
comunicazione reciproca e nello stesso tempo testimonianza dell'azione complessiva
svolta nell'arco dell'anno scolastico.
Le informazioni, in esso
contenute, permettono quindi di ricontrollare ritmi, temi e condizioni di
lavoro ed anche di regolare la propria attività alla luce delle attività dei
colleghi, sia in vista di un eventuale concorso rispetto a specifici contenuti
ed obiettivi, in ottica pluridisciplinare, sia in ragione del quadro
complessivo di compiti in cui i ragazzi vengono giorno per giorno impegnati sia
in orario antimeridiano che pomeridiano (prove di verifica, lavori di gruppo,
per classe e per classi aperte, esercitazioni, lezioni tradizionali,
operatività nei laboratori, gare d’istituto, visite guidate, lezioni
all’aperto, insegnamenti facoltativi non eccedenti le diciotto ore di
cattedra…..).
Registri interni (griglie) ad uso
collettivo
I processi di invidualizzazione /
personalizzazione dei percorsi formativi legati all’autonomia trovano oggi dei
forti limiti pedagogici negli strumenti organizzativi fino ad oggi utilizzati,
basti pensare per esempio alla valutazione formativa, che necessita per essere
colta nel suo profondo significato educativo, anche dell’uso di strumenti
didattici di lettura collettiva degli apprendimenti degli studenti ad uso dei
consigli di classe, costruiti secondo gli indicatori forniti dai consigli di
classe e/o dal gruppo di ricerca della scuola.
Fascicolo personale dell’alunno
La documentazione sopra elencata
non sarebbe peraltro completa né adeguatamente fondata, se non si
considerassero parte integrante di essa i dati di tipo amministrativo
conservati in segreteria. Vengono raccolti, infatti, i documenti della
valutazione, la documentazione specifica per gli alunni portatori diversamente abili (diagnosi funzionale,
progetto educativo personalizzato), nonché di ogni altro significativo elemento
di conoscenza dell’alunno e della sua esperienza scolastica, acquisito anche in
collaborazione con la famiglia.
Il Porfolio
Il portfolio per gli
alunni di classe prima e seconda è la raccolta
sistematica e selezionata di prodotti e prove scolastiche significative
dell’allievo, al fine di documentare le conoscenze, le abilità e le competenze
acquisite e il percorso formativo
seguito,che può diventare fondante anche per l’orientamento.
Tale documentazione, conservata in
apposite cartelline personali nella sala dei docenti, è a disposizione del
consiglio di classe ai fini di una analisi, anche interdisciplinare, del
processo evolutivo che si attiva lungo l’arco del curricolo per testimoniare
progressi e difficoltà incontrati dagli studenti. La scuola è orientata a
ricercare, nell’ottica della continuità del sistema formativo, forme di intese
con i circoli didattici e gli istituti
superiori per seguire l’andamento dei propri studenti fino al termine del biennio,
ai fini autoregolativi della propria azione educativa e didattica.
SERVIZI DI SUPPORTO ALLA DIDATTICA
Servizi di biblioteca
La biblioteca è considerata uno dei fattori di qualità della
scuola, se essa aggiornata e funzionante, si pone al servizio dei docenti,
sostenuti nelle loro attività didattiche, da adeguate forme di documentazione
anche di tipo multimediale.
La sezione docenti è importante
per fornire ai professori materiale di aggiornamento didattico e metodologico.
La sezione alunni riveste, invece,
una funzione essenziale per avvicinare gli studenti alla lettura, soprattutto
in un momento in cui i ragazzi sono attratti dalla cultura delle immagini che
caratterizza il nostro tempo. L’impegno della scuola, in collaborazione con i
docenti soprattutto di Lettere, è avvicinare lo studente al mondo della lettura
che può sostenere anche il raggiungimento degli obiettivi didattici. Essa,
infatti, arricchisce il patrimonio culturale di ciascuno; fa acquisire una
migliore organizzazione delle proprie idee che si riflette sull’esposizione
scritta e orale e perfeziona il modo di leggere anche attraverso la lettura
silenziosa.
La biblioteca,poi, si trasforma in
laboratorio se il ragazzo viene aiutato e orientato nella ricerca e selezione
delle informazioni relative alle tematiche da trattare, non solo attraverso
l’uso di libri, dizionari e enciclopedie cartacee, ma anche con il ricorso al
laboratorio multimediale che la scuola è impegnata a diffondere con l’uso
antimeridiano di Internet e con l’approntamento di una biblioteca multimediale.
La biblioteca è altresì il luogo
della memoria didattica della scuola e della sua identità culturale.
I materiali didattici
significativi (P.O. F., Piano annuale delle attività, documentazione delle
visite di istruzione e delle visite guidate, ecc…) sono ivi custoditi e
disponibili in visione per chi vi abbia interesse professionale.
Il
libro di testo
Il docente avrà cura di scegliere
il libro di testo considerato, nella cultura scolastica, uno strumento della
didattica, tenuto conto delle
indicazioni del regolamento di scuola.
Modalità
di consultazione dei testi normativi
I testi normativi sono a
disposizione, per la consultazione sempre in biblioteca e vanno chiesti al
bibliotecario in tempo congruo. La richiesta di riproduzioni fotostatiche limitatamente
ad alcune parti del testo, deve essere preventivamente autorizzata dal
Dirigente Scolastico che accerterà il rispetto delle leggi sulla stampa: esse
sono soggette al solo costo di riproduzione.
Laboratori
Per laboratorio si intende un
metodo o uno spazio fisico ed organizzativo per tutte o quasi le forme di
lavoro soprattutto interdisciplinare dove il sapere si coniuga con il saper
fare. Questo è possibile solo se la
classe, le classi parallele, la scuola, diventano un laboratorio di ricerca che
entra anche in rapporto diretto con il territorio con il quale stabilisce
interazioni sul piano sociale e culturale. Impegnare i ragazzi in attività dove
anche chi ha problemi può svolgere una funzione, ricoprire un ruolo, dimostrare
e dimostrarsi che qualcosa sa fare, significa rimuovere le barriere che
impediscono la relazione e insegnare a vedere le diversità come un valore,
anziché come un difetto o una deviazione dalla “norma", educa le coscienze
al rispetto anche della propria diversità contribuendo ad educare la classe
alla socialità e quindi all'integrazione.
Il laboratorio è un momento
dominante e caratterizzante di produzione culturale nell’ambito di un processo
di apprendimento centrato sulla metodologia della ricerca, e si colloca in un
preciso itinerario didattico:
·
individuazione e definizione del problema
·
formulazione di ipotesi
·
la progettazione
·
la realizzazione delle attività
·
la verifica delle ipotesi
·
la predisposizione dei materiali
·
l’elaborazione dei dati e delle informazioni e possibile
traduzione in dati statistici
·
la documentazione e la comunicazione sociale dei risultati
E’ importante che il laboratorio
sia collegato al progetto per la classe / per l’alunno e alla metodologia della
ricerca-azione che è trasversale a tutte le discipline.
Supporto necessario e coerente con
l’attività di laboratorio si dimostra essere l’organizzazione flessibile della
classe e la sua traduzione operativa in gruppi non casuali e con compiti
definiti, gruppi che, aggregati secondo criteri di rigorose valutazioni da
parte dei docenti, possono essere orizzontali, verticali della stessa o di
altre classi. Non appare trascurabile sottolineare come la flessibilità del
gruppo classe rappresenta inoltre un approccio efficace di apprendimento
cooperativo con ricadute positive sul piano della solidarietà e collaborazione.
Azioni specifiche
Sono funzionati alla progettazione
delle classi le seguenti aule speciali
:
·
Laboratorio di Educazione Artistica/Arte e Immagine
·
Laboratorio di Scienze
·
Laboratorio di Falegnameria
·
Laboratorio Multimediale
·
Laboratorio linguistico
·
La palestra
·
La biblioteca
·
Il laboratorio linguistico
Ciascun laboratorio ha un docente responsabile del materiale
didattico e di facile consumo e un regolamento per il suo funzionamento e per la
prevenzione degli infortuni degli utenti.
Spazi aggiuntivi attrezzati per l’attività didattica
Teatro delle marionette
Auditorium /Teatro
Spazi attrezzati
all’interno e all’esterno dell’edificio
scolastico
AREA DELLA PROGETTAZIONE
Per progettazione si intende una
elaborazione concettuale, nella quale siano individuate, in modo generale,
finalità ed obiettivi che la programmazione si incaricherà poi di definire nei
suoi aspetti sequenziali razionali.
Attualmente l’Istituto ha
raggiunto il pieno accordo sugli obiettivi formativi verso cui tendere sia a
livello collegiale che individuale, anche attraverso la consultazione della
componente genitori individua lo studente come “centro delle preoccupazioni
formative da parte della comunità educante”.
Il profilo dell’alunno che emerge
dalla programmazione/progettazione formativo-orientativa del Collegio, tiene
pertanto ugualmente presenti sia i bisogni emergenti dal nuovo tipo di società,
sia quelli individuati dai genitori. Si tratta di una formazione articolata che
interpreta l’attività didattica e le strategie metodologiche in funzione dello
sviluppo di personalità responsabili e critiche, dotate di una certa autonomia
ed il più possibile consapevoli di se stesse in ogni sfera della propria
esistenza, come è possibile evincere dagli obiettivi delle quattro aree in cui
la programmazione è organizzata.
Pare utile richiamare l’attenzione
oltre che sul contenuto della stessa, sulla funzionalità della sua struttura
rispetto ad alcuni parametri indispensabili nella scuola dell’autonomia:
chiarezza e facilitazione della comunicazione, dei confronti e degli accordi
collegiali.
Inoltre, l’articolazione sulle
quattro aree, socio-affettiva, conoscitiva, metodologica e comunicativa,
può rappresentare un primo ed importante strumento di autoanalisi del proprio
modo di concepire l’insegnamento da parte di ogni docente, dimensione anch’essa
fondamentale in un’istituzione che tende ad accrescere sempre più il senso
delle responsabilità personali e di quelle collettive.
Il presente P. O. F., nelle sue
articolazioni funzionali, va quindi interpretato, come tutto quanto attuato
fino a questo momento, in quella logica di continuità che nel corso degli anni
ha caratterizzato l’Istituto.
In effetti, gli accorgimenti e gli
strumenti messi a punto all’interno della scuola per la conoscenza dell’alunno
(situazione socioculturale, prove d’ingresso, rilevamento del disagio
scolastico, griglie disciplinari e trasversali), se da un lato rendevano i
docenti sempre più consapevoli delle notevoli diversità esistenti all’interno
dei gruppi classe, dall’altro creavano un diffuso senso di frustrazione per la
reale difficoltà a reperire sufficienti spazi di effettiva personalizzazione.
Pertanto, coerentemente con tali bisogni, delle varie forme di flessibilità
previste dal regolamento sull’autonomia, quelle che immediatamente suscitano
interesse, stimolando la progettualità degli insegnanti, vanno proprio in
direzione del soddisfacimento delle individuali esigenze di ciascun alunno,
quale presupposto del successo formativo.
Le forme organizzative ritenute praticabili sono:
- Classi aperte finalizzate
all’individualizzazione/personalizzazione
in ambito disciplinare;
- Investimento di quote orario in laboratori disciplinari finalizzati ad
un approccio ai saperi più naturale, coinvolgente, motivante e soprattutto più
funzionale alla strutturazione di reti cognitive maggiormente articolate e
complesse.
L’Istituto, infatti, in quella prospettiva
di unitarietà e coerenza che deve caratterizzare l’attività complessiva della
scuola, ritiene che una volta individuate le coordinate di fondo, sulla base di
bisogni ritenuti prioritari in un determinato periodo, esse debbano continuare
a rappresentare l’indicatore di riferimento della progettazione e della
organizzazione di tutte le iniziative ed attività che in quella fase vengono
attuate.
C’è ancora da aggiungere che, al
fine di innalzare la qualità del servizio sia sotto il profilo didattico-metodologico
che organizzativo, il Collegio supporta il lavoro progettuale e organizzativo
dei docenti principalmente con una commissione permanete e con le
funzioni-strumentali.
Considerati i compiti più generali
assegnati alle funzioni strumentali, da esse ci si aspetta che lavorino
innanzitutto per rendere sempre più coerenti e coese al loro interno le aree
delle progettazioni e della loro attuazione, adoperandosi per ipotizzare
soluzioni organizzative sempre più funzionali al raggiungimento degli obiettivi
collegialmente stabiliti e tali da sollecitare comunicazioni sempre più
significative ed insieme distese tra le varie componenti. E’ facilmente
inferibile che i risultati saranno direttamente proporzionali alla possibilità
ed alle capacità che tali figure avranno nel contribuire all’analisi dei
problemi e nel saper collaborare per giungere ad ipotesi di intervento
condivise in quanto coerenti con gli obiettivi.
L’EDUCAZIONE ALLA CONVIVENZA
CIVILE
La scuola è chiamata attraverso le sue attività educative e
didattiche a promuovere, a sviluppare e a consolidare negli alunni i principi
fondamentali della convivenza civile in collaborazione con la famiglia,
ma anche con le altre strutture che sul territorio hanno compiti istituzionali
e/o statutari di tipo educativo e formativo (Ente locale, Associazioni, Enti,
Carabinieri, Polizia………).Saranno approfondite le educazioni che sono strettamente correlate al contesto
in cui la scuola opera e che i docenti sono tenuti ad affrontare sul piano
culturale e formativo, con iniziative e attività adeguati sia sul piano curricolare che su quello
extracurricolare. Le educazioni vanno affrontate con ottica trasversale con il
contributo gestionale delle funzioni strumentali di coordinamento.
Tipologia
delle educazioni alla convivenza civile
L’educazione alla convivenza civile è un percorso formativo
che coinvolge in modo unitario i
docenti del gruppo classe per tutte le attività didattiche e di insegnamento,
nella prospettiva di una modifica comportamentale e valoriale che coinvolge
tutti i docenti sia sul piano etico, sia su quello metodologico e didattico. Le
educazioni devono inserirsi in una
trama di collegamenti coerenti tra di loro e con le discipline, in modo
che un obiettivo specifico di apprendimento di una delle dimensioni della
convivenza civile è e deve essere sempre anche disciplinare e viceversa.
Esse producono modifiche nei comportamenti degli studenti se
si trasformano in valori anche attraverso la coerenza tra il parlato e l’agito
degli adulti.
Alla fine del primo ciclo di istruzione attraverso gli
strumenti culturali e la maturazione di sé il ragazzo deve:
·
essere
consapevole di essere titolare di
diritti ma anche di doveri verso sé stesso e verso gli altri;
·
poter
risolvere con responsabilità e consapevolezza i problemi quotidiani riguardanti la cura della propria
persona in casa, nella scuola e nella comunità;
·
conoscere
l’organizzazione costituzionale e amministrativa del nostro paese,nonché gli
ordinamenti comunitari ed internazionali e le loro funzioni;
·
saper
conoscere le regole e le ragioni per prevenire il disagio attraverso
comportamenti e atteggiamenti positivi che procurano benessere;
·
sapersi
alimentare secondo criteri rispettosi
delle proprie esigenze fisiologiche, rifuggendo, con comportamenti critici e responsabili, da modelli e stereotipi
che rispondono più alle logiche del consumo e del commercio che ai principi di
una sana alimentazione;
·
assumere
comportamenti rispettosi degli altri, delle regole e dei codici che devono
caratterizzare i rapporti di una comunità civile e responsabile;
·
rispettare
l’ambiente cercando di viverlo e di non consumarlo, migliorandolo
anzi con comportamenti a tutela della propria e dell’altrui sicurezza.
Educazione
alla cittadinanza
Finalità
·
Educare
i giovani ai valori irrinunciabili della libertà e dei principi insostituibili
della legalità, ad una società del miglioramento centrata sui valori, quali la
qualità della vita, la solidarietà, l’amore per la verità e per la pace,i
diritti umani, la tolleranza e la
diversità culturale.
·
Promuovere
il successo di ciascuno secondo il principio del massimo individualmente
possibile, ricordando che l’apprendimento ha senso in quanto esperienza, che i
contenuti devono trasformarsi in attività e che i risultati ottenuti attraverso
le azioni non sono sostituibili da
quelli solo trasmessi.
·
Elaborare
e diffondere cultura dei valori civili;
·
Sviluppare
una cittadinanza europea (imparare a conoscere,imparare a fare,imparare a
vivere assieme, imparare ad essere);
·
Sviluppare
il pensiero divergente oltre a quello convergente;
·
Educare
l’alunno alla cognitività orientata alla ricerca;
·
Offrire
occasioni;
·
Offrire
esempi e immagini coerenti tra le
regole descritte e i comportamenti agiti;
Educazione
stradale
Finalità:
·
formazione
dell’uomo e del cittadino;
·
sviluppo
delle responsabilità individuali
·
acquisizione
di comportamenti responsabili nei confronti di sé e degli altri
Compiti
o
supportare
le attività di educazione stradale nelle situazioni di debolezza progettuale
delle classi, tese a privilegiare
esperienze ed esercitazioni pratiche che implichino l’assunzione diretta di
responsabilità individuale da parte degli alunni (adozione di idonei
comportamenti compatibili con l’età e le informazioni già possedute);
o
coordinare
e supportare i docenti per iniziative socializzanti che sollecitino la
partecipazione attiva ed il coinvolgimento operativo motivante dei
preadolescenti (es. giochi e gare di regolarità, esercitazioni di simulazioni
all’aperto anche con l’ausilio della polizia municipale;
o
promuovere
e coordinare le esercitazioni e le prove per la padronanza nell’uso sicuro del
mezzo meccanico(bicicletta e ciclomotore……….).
Educazione ambientale
Finalità
·
sviluppo
di una cultura ambientalista per la conservazione della natura che è una risorsa di tutti;
·
saper
individuare consumi più sostenibili.
Compiti
o
realizzare
progetti sul consumo sostenibile;
o
interagire
con il territorio (Ente locale e
Associazioni) per le attività, manifestazioni
ambientali
o
promuove
comportamenti ecologici in casa, a scuola , nel territorio per ridurre gli
sprechi
o
sensibilizzare
gli studenti a prendersi cura di un piccolo ambiente
Educazione alla salute
(stato di
completo benessere psico-fisico e relazionale
con l’innalzamento della qualità dell’ambiente scolastico in cui è lo
studente è inserito )
La
progettualità del Collegio dei
docenti individua nell’educazione alla
salute un nodo di riferimento a cui
raccordare le iniziative che coniugano
coerentemente obiettivi
dell'area socio - affettiva con quelli dell'area cognitiva.
Le linee
didattico-operative sono indirizzate a superare il rischio di una potenziale
frammentarietà e a creare all'interno dell'Istituto quella trama di intese,
collaborazioni, coinvolgimento attivo di alunni e genitori da cui solamente può
scaturire il clima sereno, funzionale all'armonica ed integrale maturazione dei
soggetti in formazione. In una visione "aperta" del P.O.F.
delI’Istituto, si intendono offrire da un lato le linee educative e
metodologiche che devono informare la progettualità dei singoli Consigli di
classe, dall'altro se ne esplicitano i significati formativi in grado di
sostanziare opportunamente gli apporti critici e le conseguenti riflessioni
professionali in relazione alle
innovazioni normative e pedagogico- didattiche legati ai processi di riforma in
corso.
L’istituto
intende:
·
valorizzare soprattutto la pluralità
di indicazioni ed orientamenti che
informano le linee guida della continuità
educativa realizzando percorsi
formativi condivisi tra gli istituti scolastici del territorio comunale;
·
creare occasioni per il protagonismo
dei ragazzi, con l’apporto di iniziative adeguate a soddisfare i nuovi bisogni
emergenti del contesto ambientale.
Nel P.O.F.,
infatti, viene accolto integralmente quale criterio prioritario, la capacità
progettuale di più ampio respiro che tutti gli operatori dell'Istituto devono
mettere in atto, attraverso la costante e dinamica ricerca di tutte la variabili
e delle relazioni esistenti nel proprio contesto, nella direzione della sistematicità
ed armonizzazione degli interventi.
Inoltre il
piano dell’offerta formativa, dovendo rappresentare la base ed il supporto
di progetti didattici di classe
(interpretabili anche nella logica della continuità orizzontale e verticale),
finalizzati alla promozione educativa di ogni allievo, assume come centro delle preoccupazioni
formative “ lo studente” al quale si riconosce il diritto ad essere educato
in quello e per quello che è ed in quello e per quello cui tende vitalmente
secondo i ritmi del suo sviluppo. In questa prospettiva si fissano i seguenti
punti:
·
evitare di concepire l'educazione come
l'imposizione di modelli di vita pensati ed elaborati dagli adulti (famiglia -
scuola - società) in quanto se accettati passivamente possono provocare
reazioni inconsce di trasgressione, in forme che possono raggiungere
l'aggressività e la distruttività;
·
valorizzare la condizione di apertura
fiduciosa e totale di estrema curiosità del ragazzo, del suo sentire, della sua
disponibilità affettiva sociale e cognitiva a fare oggetto d'esame tutto ciò
che la vita gli offre;
·
attivare la disponibilità del mondo
adulto a motivare e ad orientare i ragazzi ad ampliare il campo della loro curiosità
e del loro interesse piuttosto che tendere al trasferimento di modelli di vita
adultistici, secondo modalità di ricezione passiva (l'accettazione passiva
genera aggressività - distruttività).
Le scelte
innanzi esposte comportano:
a) SUL
PIANO METODOLOGICO - DIDATTICO L'impostazione di un insegnamento tendente a
valorizzare la problematizzazione, l'osservazione, la riflessione, la
valutazione critica.
In tale modo
si afferma:
La necessità
di formare alla flessibilità del pensiero non fornendo immediatamente soluzioni
preconfezionate, ma creando piuttosto situazioni di apprendimento in cui le
soluzioni possano variare in base agli scopi, situazioni in cui gli stessi dati
possano dar luogo ad interpretazioni diverse, in modo da stimolare le capacità intellettive
superiori, l'analisi, il confronto, la riflessione critica, la rielaborazione
personale la creatività, in
opposizione alla rigidità di pensiero, con le conseguenti difficoltà di
adattamento, rischio di semplificazione e alta possibilità di divenire oggetti
di massificazione da parte dei mezzi di comunicazione.
La necessità
di formare all'acquisizione ed all'autonomia di un metodo di lavoro tramite lo
sviluppo di capacità critiche, sviluppo che passa attraverso l'attività
personale, il saper pensare ed il saper fare dell'allievo in contesti guidati
ed attenti ai processi messi in atto.
b) SUL
PIANO PERSONALE la necessità di
essere consapevoli dell'importanza della comunicazione verbale e soprattutto
non verbale per la sua influenza sulla motivazione e sul senso di sé
dell'alunno, sulla sua fiducia, sull'autostima che sono alla base della
conquista di un'identità positiva e della sua autonomia.
In sintonia
con i principi appena esposti si attueranno alcuni progetti che avranno una
duplice valenza sul piano organizzativo e che risponderanno alle seguenti
caratteristiche di massima:
- per un verso essi costituiranno segmenti di
lavoro delle singole classi, da recepire nei progettazioni annuali con
impostazioni metodologiche coerenti allo stile formativo di ciascun consiglio;
- per l'altro confluiranno, opportunamente e
preventivamente resi compatibili e complementari, in iniziative d'Istituto di
più ampio respiro, da vivere in un clima di collaborazione e di scambio tra
docenti ed alunni delle diverse classi, in vista di una meta conclusiva da
articolare anche con mostre di fine anno, ad uso interno all'istituto e
suscettibili, in prospettiva, di aperture esterne nel territorio.
Inoltre, per
alcuni itinerari particolari, al fine di dare concretezza ad una idea di
continuità da interpretare in modo professionalmente spendibile, si ricercheranno
contributi ed interventi da colleghi e classi di istituzioni scolastiche del
nostro bacino d'utenza, con i quali da tempo sono avviati collegamenti e
rapporti di lavoro.
In sintesi, come premessa ai singoli
progetti da delineare in modo dettagliato in appresso, si indicano le tipologie
di fondo cui si ispireranno le diverse attività:
Iniziative tendenti a fare della classe
un laboratorio in cui può realizzarsi situazioni di valorizzazione degli
interventi, di scambio, di appagamento, di curiosità, di protagonismo, di
corrette relazioni.
Iniziative didattiche tendenti
all'acquisizione dell'autonomia (metodo di lavoro-metacognizione),
all'orientamento, alla individualizzazione, al recupero dello svantaggio socio
- culturale ed all’approfondimento disciplinare.
Iniziative tendenti al miglioramento
dei rapporti Scuola-Famiglia con incontri docenti genitori ed esperti per l'approfondimento di
tematiche emergenti dal contesto di ordine psico-pedagogiche e relazionale, per
consentire la sensibilizzazione del contesto sulle più profonde esigenze
formative degli alunni in rispondenza delle richieste della società di oggi e
soprattutto di domani anche al fine di una loro reale e significativa
collaborazione con l'istituzione nello sforzo che va compiendo per adeguare il
servizio ai nuovi bisogni ed all'orientamento delle giovani generazioni.
Educazione alimentare
Educare ala
sana alimentazione per sviluppare
benessere fisico e prevenire danni alla salute
Compiti
·
Conoscere
gli alimenti
·
Operare
una corretta distribuzione dei pasti nell’arco della giornata
·
Realizzare
decaloghi per una equilibrata alimentazione anche ricorrendo al laboratorio di
cucina
Educazione all’affettività
Finalità
·
Sviluppare
la personalità nella sua globalità e le potenzialità di ciascuno
·
Approfondire la conoscenza e l’accettazione di sé
Compiti
o
Riconoscere il rapporto affettività- sessualità- moralità
o
Riconoscere attività e atteggiamenti che
sottolineano nelle relazioni interpersonali gli aspetti affettivi e ne
facilitano la corretta comunicazione
Linee di
indirizzo del Consiglio d’ Istituto
Premessa
Tenuto conto del contesto generale
e considerato che i bisogni formativi dell’attuale società devono essere letti
in relazione ai problemi emergenti della società locale, il Consiglio
d’Istituto ha individuato i seguenti
bisogni formativi a cui riferire l’azione della professionalità docente:
Individuare percorsi formativi finalizzati al successo formativo di
ciascun studente che devono non solo
imparare a conoscere ma anche imparare
ad apprendere;
promuovere competenze in ciascun allievo in rapporto
alle capacità;
promuovere azioni di
autorientamento e di orientamento scolastico verso sé stessi e verso la realtà
esterna;
favorire l’autonomia e l’autostima degli
studenti attraverso una didattica incoraggiante;
sviluppare capacità critiche
nei riguardi dei vari modelli cognitivi e comportamentali;
promuovere
interventi educativo- didattici nel rispetto dei principi dell’autonomia in
collaborazione con gli altri istituti scolastici, con Associazioni ed Enti
esterni, tenuto conto dei bisogni del territorio: educazione alla convivenza
civile (educazione alla cittadinanza stradale ambientale,alla salute,alimentare,all’affettività);
promuovere e sviluppare la conoscenza delle lingue comunitarie anche
attraverso il ricorso a docenti di madre lingua ;
sviluppare e potenziare i nuovi
saperi (alfabetizzazione informatica e multimedialità);
essere disponibili alla
collaborazione con gli altri e per gli altri per contribuire alla costruzione
di una società migliore tollerante e solidaristica;
avere consapevolezza delle
proprie capacità (punti di forza e punti di debolezza);
sviluppare, per tutto
il personale, iniziative di formazione e di aggiornamento, viste nell’ottica sistemica del piano
dell’offerta formativa della scuola e tenuto conto della legge di riforma 53/
2003;
promuovere iniziative
di aggiornamento e di servizi per i
genitori e gli adulti.
Interventi per promuovere il successo formativo
Premessa
La scuola, per promuovere il
successo formativo di tutti gli studenti realizzerà interventi educativo- didattici,
ricorrendo agli strumenti offerti dalla riforma dei cicli e dal regolamento
sull’autonomia: La. R. S. A., 15% del curricolo, forme di flessibilità
didattica: classi aperte finalizzate alla ricerca azione con produzione di
materiale didattico innovativo trasferibile in più contesti, forme di
flessibilità organizzativa, orario aggiuntivo, forme di compresenza o di
contemporaneità per sostenere le classi
con alunni difficili.
Azioni specifiche da promuovere:
Progetto dispersione per la
prevenzione della dispersione
La scuola rileva, purtroppo,
ancora preoccupanti tassi di dispersione nelle classi che, certamente
testimoniano il disagio dei minori e la gravità del fenomeno. Il problema della
dispersione, intesa come inadempienza totale, frequenze altamente irregolari,
abbandoni in corso d'anno, bocciature,
promozioni formali, diventa allora nodo prioritario da affrontare sul piano
progettuale, sul piano della pianificazione delle risorse, sul piano delle
metodologie, sul piano di didattiche compensative, e sui raccordi istituzionali
(Enti e scuole) mirati all'elaborazione di piani integrati sul territorio e
nell'ottica della continuità tra i diversi segmenti scolastici. Si tratta
allora di approfondire in sede locale il fenomeno della dispersione scolastica,
di conoscere il contesto scolastico, il contesto sociale, di coinvolgere l’Ente
locale, le Associazioni, gli Enti, le Aziende, gli esperti, di organizzare le
risorse interne e esterne alla scuola, di individuare figure e profili
professionali da impegnare nel P.O.F., di orientare le attività formative e di
aggiornamento nella prospettiva della ricerca-azione. La scuola può perseguire
i suoi fini istituzionali, rendere effettivo il diritto allo studio se si fa
carico di rimuovere, per la parte che le compete, gli ostacoli che impediscono
il raggiungimento di tali fini. Questo significa che, di fronte alla
complessità del compito, la percezione del limite della tradizione culturale
deve spingere i docenti a coniugare la didattica delle discipline con i
vissuti, il curricolare con l’extracurricolare, le conoscenze con i valori, il
sapere codificato con il sapere emergente, a ricercare la mediazione tra la
propria specificità cognitiva e la cultura del progetto che meglio risponde,
per la sua forza di adattamento, ai
bisogni formativi dei ragazzi del nostro tempo, al fine di prevenire
fenomeni di disagio e di emarginazione. I ragazzi devono stare bene con sé e
con gli altri, lavorare per gli altri e con gli altri alla ricerca della
propria identità individuale e sociale.
In questa ottica le educazioni
allegate alle indicazioni nazionali, nella prospettiva della formazione
integrata, possono rilanciare la didattica interdisciplinare e sviluppare nuove
relazioni positive tra studenti, insegnanti e genitori.
Si capisce allora come il P.O.F.
della scuola preveda percorsi formativi attenti al successo formativo di tutti
gli alunni, interventi di recupero e sostegno, azioni di continuità, di orientamento
e di riorientamento (la finalità formativa della scuola coincide, oggi, con la
finalità orientativa), per la formazione integrale dei ragazzi, azioni di
inserimento e integrazione degli alunni disabili, interventi per la
valorizzazione delle eccellenze e tematiche relative all’educazione alla salute
La scuola deve farsi interprete della domanda sociale e della valorizzazione
delle competenze professionali dei docenti.
Tutte le
attività puntano, attraverso la sollecitazione delle motivazioni ad ostacolare
la dispersione attraverso l’individualizzazione/la personalizzazione degli interventi programmata ed operata per
gruppi eterogenei, per evitare il rischio che situazioni problematiche
rinforzino modelli comportamentali negativi; a leggere collegialmente i
processi promossi, orientati, attraverso i progressi e gli sforzi degli
studenti, a valorizzare la persona rinforzando l’autostima del sé.
I progetti devono prevedere, come
autoregolazione dei processi attivati, modalità di controllo in tutte le sue
fasi sia di tipo informale che strutturato. Partendo dalla convinzione, che è
necessario avere informazioni continue sull’alunno che apprende per
diversificare le proposte didattiche, i consigli di classe utilizzeranno
appositi strumenti didattici per l’osservazione sistematica degli studenti e
per il monitoraggio dei processi attivati.
Percorsi didattici personalizzati per gli
studenti con particolare difficoltà nel rispetto del principio generale
dell’integrazione degli alunni nella classe e nel gruppo anche in relazione
agli alunni diversamente abili, da realizzarsi anche mediante l’articolazione
modulare (es. gruppi di alunni provenienti dalla stessa o da diverse classi o
da diversi anni di corso) attivando laboratori di area: logico-linguistica,logico-matematica,
espressivo-corporea, tecnico-operativa, da realizzarsi con il supporto dei
docenti di sostegno in orario antimeridiano e/o con docenti comunque
disponibili;
Interventi sul piano relazionale con i soggetti della comunità educante anche attraverso corsi di
formazione mirati e con iniziative specifiche di mediazione familiare nei
confronti dei genitori e azioni specifiche sul piano psico-pedagogico;
La scuola è altresì impegnata:
·
a promuovere azioni per lo
sviluppo degli apprendimenti delle eccellenze;
·
a realizzare azioni di accoglienza, continuità e
orientamento (ricerca/azione in collaborazione e in continuità con gruppi di docenti dei diversi segmenti
scolastici );
·
a
promuovere interventi per il
miglioramento della qualità dell’integrazione per gli alunni diversamente
abili;
·
a
sostenere azioni di sviluppo delle
innovazioni tecnologiche ( informatica e
multimedialità);
·
a sostenere azioni progettuali per il sostegno e lo
sviluppo delle lingue comunitarie;
·
a sviluppare
le attività sportive;
·
a concorrere alla formazione integrata degli
studenti con azioni per il miglioramento dell’offerta formativa in coerenza con
le esigenze della comunità locale (iniziative ambientali, sulla sicurezza,
patentino per la guida dei ciclomotori …..);
·
a promuovere e/sostenere
attività di arricchimento e ampliamento dell’offerta formativa;
·
Iniziative a favore degli adulti, percorsi formativi
integrati con azioni progettate in coerenza con le esigenze della comunità
locale (agenda 21,consiglio comunale dei ragazzi, patentino per la guida dei
ciclomotori , progetti formativi sulla
base di accordi e convenzioni, iniziative di informazione e di formazione per i
genitori degli alunni;
·
a
considerare progetti di scopo orientati ad attività integrative finalizzate agli interessi e
alle attitudini degli studenti;
·
al miglioramento della funzionalità organizzativa e
didattica della scuola;
·
a favorire la
partecipare della scuola ad accordi di rete
per la realizzazione di
programmi nazionali, regionali o comunitarie.
L’Istituto si
impegna inoltre a promuovere:
Attività che realizziano la funzione della scuola che
realizzano come centro di promozione culturale, sociale e civile.
Finalità generali
Organizzare, coordinare spazi e tempi anche in collaborazione
con i genitori, Enti e Associazioni, volontariato, per la realizzazione di
attività culturali, ricreative, ludiche, sportive, espressive in orario
pomeridiano rivolte ai genitori e agli studenti soprattutto a rischio
dispersione anche durante il periodo di sospensione delle attività didattiche e
durante il periodo estivo (luglio).
Iniziative per gli studenti
(spettacoli teatrali,spettacoli cinematografici, spettacoli musicali,spettacoli circensi, spettacoli
che sostengono le tradizioni della nostra cultura)
Premi/ Concorsi
(partecipazione degli studenti a concorsi indetti a livello di scuola, a livello locale,
nazionale e comunitario)
Celebrazioni relative a:
·
giornata
dell’ambiente / festa degli alberi
·
giornata
della pace
·
festa
della Repubblica;
·
giornata
della memoria 27 gennaio.
·
giornata
dei genitori e dei nonni
·
giornate
per i pensionati della scuola
·
giornata
“solennità civile” e giorno del ricordo” del 10 febbraio di ogni anno
Iniziative per gli adulti
·
concerto
di primavera per i genitori;
·
giornata
di chiusura dell’anno scolastico con la partecipazione di docenti e genitori
Attività assistenziali
·
adozione
a distanza di un ragazza filippina;
·
iniziative
assistenziali per il diritto allo studio e per la partecipazione alle attività
didattiche della scuola ai ragazzi bisognosi e meritevoli entro il budget
previsto.
·
partecipazione
a iniziative solidaristiche promosse a livello locale,nazionale ,comunitario e
internazionale
Uso delle strutture:
L’ Istituto mette a
disposizione della comunità locale i suoi locali e le sue attrezzature in quanto considera la scuola come centro di
promozione culturale, sociale e civile, attraverso apposite convenzioni
da stipularsi nel rispetto dei criteri deliberati dal
Consiglio d’istituto.
Iniziative specifiche
promosse da Esperti-Aziende-Enti-Associazioni in collaborazione con la scuola
Il piano dell’offerta formativa
riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà
locale e a tal fine il Dirigente Scolastico attiva i necessari rapporti con
L’Ente locale e con le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed
economiche operanti sul territorio. Gli esperti esterni, chiamati dai docenti o
dai Consigli di classe, previa autorizzazione del Capo d’Istituto, esercitano
la Loro attività a titolo gratuito e la
Loro presenza a scuola può avere una
valenza disciplinare o interdisciplinare rivolta ad una classe o ad un gruppo
di classi.Le iniziative saranno inserite nella progettazione del docente e/o
della classe e/o nel P.O.F.
Centro culturale “Luigi Einaudi”
Recupero dei valori civili e del senso di appartenenza alla comunità
locale e nazionale.
Azienda ASL/Fg. 1
Attività di educazione e promozione della salute in ambito
scolastico
Corsi
extra curricolari da realizzare per conto terzi
·
Corsi
di inglese per alunni di classe terza prima e seconda
·
Corsi
di francese per alunni di classe terza,seconda e prima
CRITERI DIDATTICI
Criteri per la conduzione delle
attività didattiche
Dall’accertamento delle diversità
degli stili cognitivi, dei processi e delle strategie di apprendimento degli
alunni, deriva la necessità di adottare modelli di conduzione delle attività
didattiche diversificati e diversi linguaggi d’accesso alle conoscenze.
Occorrerà alternare in modo
sistematico e finalizzato, la lezione frontale con altre tipologie di approccio
didattico, in modo da favorire uno sviluppo armonico di tutte le potenzialità
degli alunni e non solo quelle dominanti lo stile cognitivo.
Criteri per la gestione dell’organizzazione didattica
(la
comunicazione nel gruppo e la gestione delle riunioni: coordinatori dei
consigli di classe, di commissioni, di gruppi di lavoro, degli incaricati delle
Funzioni strumentali…)
L’attività di coordinamento di un
gruppo è svolta dal Dirigente Scolastico, da un docente individuato dal
Dirigente Scolastico o dal Collegio dei docenti o dal Consiglio
d’istituto. Per un’efficace gestione
del gruppo si individuano i seguenti indicatori e procedure che sono punti di
riferimento generale e specifici per il conduttore di gruppi di lavoro,
commissioni, incaricati delle FF.SS.
Obiettivi e scopi della
comunicazione nel gruppo: comunicare,
dare/ricevere informazione,scambiare informazioni, cercare informazioni
più significative, coinvolgere/attivare, analizzare situazioni di lavoro,
confrontare/fornire metodi
soluzioni/ proposte, raccogliere/formulare problemi/proposte,
decidere/risolvere, analizzare problemi, analizzare soluzioni alternative,prendere decisioni, formulare piani d’azione
Condizioni di efficacia di una
riunione: stabilire l’ordine del giorno/obiettivo/piano di
discussione, concentrare gli interventi sull’obiettivo, mantenere i tempi
stabiliti, partecipazione e coinvolgimento dei partecipanti.
L’obiettivo in riunione deve : essere
esplicitato in modo chiaro, essere il fine di ciascun intervento, coinvolgere
tutti i partecipanti in modo uguale.
Preparazione di una riunione: definire lo
scopo della riunione, individuare i partecipanti, raccogliere la
documentazione, formulare il piano di discussione, dare comunicazione
dell’incontro
Un piano di discussione : prevedere contenuti,
obiettivi, tempi, persone
Convocazione di una riunione: decidere
chi partecipa, comunicare orario e luogo della riunione, preparare e diffondere
l’ordine del giorno
Le fasi di una riunione: apertura, svolgimento, conclusione
Apertura: iniziare puntualmente, presentare
eventualmente i partecipanti, presentare il piano di discussione, comunicare i tempi degli interventi
Svolgimento della riunione: favorire
l’intervento di tutti i partecipanti, garantire la corretta applicazione del
metodo di analisi/diagnosi/terapia dei problemi o argomenti trattati,
rispettare i tempi, curare il clima di lavoro
Conclusione della riunione: concordare
il piano d’azione da realizzare (attività, tempi, responsabilità, modalità di
verifica), concordare l’eventuale data di aggiornamento della riunione,
redigere il verbale
Compiti specifici di un conduttore: portare avanti la discussione in maniera ordinata, rispettando i punti all’O. d. G, porre domande, riunire i contributi individuali in un solo insieme, mantenere i tempi prestabiliti, lasciare emergere nel gruppo opinioni di minoranza, incoraggiare la partecipazione di ciascun membro del gruppo
Compiti del coordinatore dei consigli di classe
Compiti del segretario dei consigli di classe
Le funzioni e i compiti dei coordinatori e dei segretari
sono illustrati dal piano annuale delle attività a cui si rimanda.
Criteri per la formulazione di un progetto
Criteri guida:
1.collegialità (compiti condivisi
e gestiti da parte di tutti i docenti partecipanti al progetto)
2.protagonismo (partecipazione attiva degli alunni)
3.globalità (il progetto deve
interessare la sfera cognitiva, affettivo, relazionale )
4.trasversalità
(interconnessione tra ambiti disciplinari diversi e differenti campi di
esperienza)
5.organicità
(sistematicità di iniziative che abbiano una reale incidenza sul contesto
scolastico)
6.ordinarietà
(iniziative compenetrate ed innestate sulla quotidianità della vita scolastica)
7.interistituzionalità (valorizzazione del processo di
interazione/integrazione tra istituzioni)
8.processualità
/verificabilità (tenuta
dell'attività intrapresa e predeterminazione dei modi e dei tempi di
verifica/valutazione
Linee
guida per l’accesso al fondo dell’istituzione scolastica
I progetti presentati dai docenti
in modo prioritario devono :
riferirsi agli interventi
individuati come prioritari dal collegio dei docenti e dei bisogni del contesto
territoriale in cui opera la scuola;
essere innovativi sul piano
metodologico;
prevedere forme di articolazione
flessibile sul piano didattico e organizzativo;
prevedere modalità di
articolazione in rete con altre istituzioni scolastiche o Enti territoriali
pubblici e privati nell’ottica della continuità tra i vari segmenti scolastici
e/o nell’ambito di progetti integrati territoriali;
fare ricorso in tutto o in parte
alle nuove tecnologie didattiche;
soddisfare i criteri di
fattibilità, efficienza ed efficacia in relazione ai tempi previsti;
poter richiedere bisogni di
formazione /aggiornamento.
Operatività
del progetto
Le azioni progettuali saranno
sollecitate ai consigli di classe che delibereranno in tal senso, dopo a
rilevazione dei bisogni formativi degli alunni condotte attraverso le prove
d’ingresso e le osservazioni sui comportamenti sociali e di lavoro, nei
consigli di classe di novembre.
Struttura
del progetto
·
motivazione e finalità
·
destinatari (minimo e massimo di studenti)
·
obiettivi da perseguire
·
responsabilità di attuazione (docenti e personale coinvolto)
·
contenuti (ambito disciplinare, pluridisciplinare,
esperienziale)
·
metodologia di conduzione del progetto
·
articolazione e condizioni organizzative (Esempio: tempi,
monte ore, costituzione di gruppi paralleli o verticali….)
·
collegamenti e collaborazioni anche esterne
·
risorse strumentali
·
modalità di documentazione e di comunicazione dell’attività
·
forme e strumenti di verifica
·
valutazione dei processi(monitoraggio)
·
valutazione dei risultati
·
forme di autovalutazione, valutazione del progetto
·
scheda finanziaria con l’indicazione dei beni e dei servizi
richiesti
Note organizzative
I docenti avranno cura:
·
di esplicitare, nel caso di progetto pluridisciplinare e/o
interdisciplinare, obiettivi contenuti e attività specifiche relativi a ciascun
partecipante;
·
di indicare il numero di alunni partecipanti in orario
aggiuntivo (per l’attivazione ed il mantenimento del progetto è opportuna la
presenza media nell’attività di circa dieci alunni)
·
di indicare i loro nominativi;
·
di acquisire, per gli alunni partecipanti, le autorizzazioni
dei genitori o di chi ne fa le veci
·
di documentare il progetto attraverso opportuna
registrazione delle presenze dei docenti e
alunni partecipanti;
·
di produrre risultati oggettivamente verificabili con
manifestazioni, documentazioni (ogni
·
rappresentazione grafica, fotocinematografica,
elettromagnetica o di qualunque altra specie)
·
manufatti ecc….
·
I progetti saranno valutati, in fase istruttoria e in
rapporto alla coerenza con i criteri stabiliti, dalla commissione permanente,
prima della presentazione al collegio dei docenti.
Valutazione
Etica del render conto all’interno e all’esterno della
scuola
Valutazione
La valutazione della personalità
scolastica (l’insieme delle variabili che fanno riferimento ai comportamenti e
ai processi connessi alle situazione scolastiche) raggiunge l’obiettivo
pedagogico quando si fonda su comportamenti osservabili, e quando è formulata
in modo incoraggiante ossia è specifica, processuale, contestualizzata,
prospettica, enfatizzante il positivo.
All’interno della valutazione
scolastica possiamo globalmente distinguere una valutazione che ha per oggetto
il rendimento, che mira quindi a verificare il grado di corrispondenza alle
aspettative di acquisizione e l’andamento dei processi apprenditivi, da una valutazione
pedagogica che ha invece per oggetto il comportamento individuale,
particolarmente nelle situazioni sociali e di lavoro.
La valutazione, dal punto di vista
pedagogico:
·
non è da intendersi come un giudizio sanzionatorio fine a sé
stesso
·
è necessario che sia trasparente e condivisa nei fini e
nelle procedure
·
verifica il progetto
educativo- didattico per il
massimo possibile successo formativo degli studenti
·
è un processo sistematico per determinare il grado in cui
gli obiettivi educativi sono raggiunti dagli allievi
·
è la descrizione quantitativa (misurazione più giudizi di
valore)
·
è la descrizione qualitativa (non misurazione) più giudizi di valore
La teoria della valutazione
distingue tra valutazione formativa e sommativa
Criteri relativi alla scheda di valutazione in uso
(classi terze):
Premessa
La valutazione nelle sue diverse
fasi di gestione e di attuazione,quale momento significativo del perseguimento delle
finalità formative di ogni alunno,deve scaturire dalla collegialità dei
componenti dell’équipe pedagogica,ed è pertanto affidata a tutti i docenti
responsabili delle attività educative e didattiche previste dai piani di studio
collegialmente definiti.
Criteri per la valutazione sintetica degli alunni (giudizi
per discipline)
La valutazione degli apprendimenti
degli alunni, terrà conto degli indicatori/criteri della scheda, dell’insieme
di prove di verifica riferite agli indicatori/criteri perseguibili e da
perseguire da parte di ciascuno studente. Ciascun insegnante esprimerà, nel
rispetto della collegialità, quadrimestralmente, un giudizio sintetico, che
testimoni il livello di apprendimento raggiunto dall’alunno nelle proprie
discipline previste dal curricolo scolastico. I giudizi sintetici: ottimo -
distinto - buono - sufficiente - non sufficiente, da attribuire al discente in
relazione alle specifiche conoscenze e abilità raggiunte, non hanno lo scopo di
quantificare il numero delle nozioni e delle abilità possedute, ma sono
descritti, in termini di approssimazione alle mete educativo- didattiche,
previste per ciascun alunno.
I criteri per la valutazione sono
quelli concordati a livello disciplinare, sotto la voce obiettivi dettagliati
dei registri personali di ciascun docente, tradotti in livelli operativi
standard per le classi prime, seconde e terze e articolati in livelli di
apprendimento.
Per la valutazione degli esiti di
insegnamenti facoltativi introdotti nel piano dell’offerta formativa saranno
utilizzate sia la stessa scheda di valutazione, e, se necessario per mancanza
di spazio un quadro aggiuntivo simile a quelli disciplinari della scheda.
Nota:
Il Collegio dei Docenti concorda di usare per usi interni, il
codice non sufficiente con asterisco
da non riportare sulla scheda, per meglio caratterizzare il livello delle
prestazioni raggiunto dallo studente.
Criteri per la valutazione sul livello globale di
maturazione
Il Consiglio di Classe redige la valutazione sul livello
globale di maturazione in riferimento ai seguenti criteri:
·
l’insieme delle osservazioni iniziali e continue di tutti i
docenti registrate con gli strumenti interni (registri per le attività
aggiuntive, nota integrativa per le attività alternative alla religione
cattolica, griglie per la rilevazione delle situazione iniziale dell’alunno
nelle dimensioni cognitiva, affettiva e relazionale, griglie per la valutazione
dei processi di apprendimento)
·
l’analisi dei processi di apprendimento che evidenzi i
progressi ottenuti dagli alunni rispetto al livello di partenza
·
i risultati degli interventi individualizzati/personalizzati
programmati e realizzati per il miglioramento dei risultati
·
gli interessi manifestati e le attitudini promosse
·
la distanza tra gli apprendimenti acquisiti dagli alunni da
quelli comuni programmati per la classe, al fine di progettare nuove azioni da
intraprendere
Indicatori specifici da osservare:
·
comportamento sociale (autocontrollo, socializzazione –
collaborazione
·
comportamento di lavoro (impegno operativo,
attenzione-partecipazione)
·
cognitività (conoscenze/abilità, metodo di studio e di
lavoro, comunicazione – espressione)
La valutazione per le classi prime e seconde
(Dalle valutazione degli
apprendimenti degli alunni alla valutazione di sistema
-istituto,dirigenti,docenti- attraverso pratiche di auto valutazione e di comparazione
dei risultati a livello locale,nazionale , internazionale)
Premessa
La valutazione diventa uno strumento di incremento dell’efficacia e
dell’efficienza delle azioni o dei sistemi educativi considerati per produrre
una scuola di qualità.
La riforma
I Piani di studio personalizzati sono composti dall’insieme delle
UU. AA.
Esse:
·
sono costruite sugli obiettivi specifici di apprendimento da
trasformare in obiettivi formativi per
gli studenti (conoscenze e abilità );
·
prevedono la mediazione dei docenti che dovrà trasformare
gli obiettivi formativi in competenze individuali da riportare sul
portfolio individuale.
Funzioni della valutazione
Valutazione formativa (diagnostica dei processi )
La valutazione formativa
interviene, durante alla fine di un
compito di apprendimento con lo scopo di offrire informazioni analitiche su ciascun
alunno, informazioni sui processi di apprendimento dello studente in termini di
grado di cambiamento(in conoscenze, abilità, competenze e tecniche) rispetto
alla situazione di partenza.
Essa non si limita al censimento delle lacune (funzione di misurazione)
ma serve ad individuare la presenza di eventuali difficoltà di apprendimento al
fine di produrre nuove o più appropriate strategie didattiche che consentano
all’insegnante di:
·
assumere le procedure didattiche più efficaci che,
differenziando la qualità e i tempi delle proposte in funzione delle singole
attitudini, consentano a tutti gli alunni o alla maggior parte di essi di
raggiungere la piena padronanza delle competenze che costituiscono l’obiettivo
del successo scolastico;
·
modificare i percorsi didattici predisponendo i correttivi
necessari al fine di dotare l’alunno dei prerequisiti culturali per affrontare
i nuovi compiti.
Si tratta quindi di definire i progressi dello studente nelle acquisizioni delle conoscenze, con riferimento non solo ad esse, ma anche alle regole dei processi cognitivi, al metodo di studio e ai linguaggi. La valutazione formativa è condizione necessaria per una progettazione didattica veramente efficace e sostanzia, sul piano del metodo, i procedimenti individualizzati/personalizzati individuando da una parte gli obiettivi: cosa l’alunno deve sapere, saper fare e, secondo quale ordine e come e dall’altra gli strumenti per progettare, realizzare, modificare il processo di istruzione.
Uno strumento efficace per l’analisi degli obiettivi
cognitivi e non cognitivi è quello delle tassonomie che consentono al docente
di:
·
identificare gli obiettivi didattici del proprio
insegnamento;
·
di formulare gli obiettivi in maniera esplicita in termini
di operazioni osservabili e possibilmente misurabili;
·
di descrivere i comportamenti relazionali che devono essere
attivati per sostenere e sviluppare la motivazione e gli interessi.
Essa ha riflessi positivi
sull’intero processo di maturazione della personalità, se mira a concorrere
alla costruzione di un concetto realistico di sé e di conseguenza a favorire
un’equilibrata vita di relazione dello studente orientandolo verso le future
scelte personali.
Essa si basa su una concezione dell’apprendimento che si ispira alla teoria del costruttivismo.
La
teoria afferma che:
·
l’apprendimento è il risultato di una costruzione
·
il soggetto prende parte attiva a tale costruzione
·
la costruzione avviene attraverso un processo di
autoregolazione continua delle proprie strutture cognitive;
·
l’apprendimento è frutto di assimilazione e di adattamento
(Piaget- Bruner)
La valutazione è centrata sullo studente (pedagogia
dell’adattamento del docente), sulla spiegazione dei processi che presuppone un
sapere analizzabile, sintetizzabile e trasmissibile.
Valutazione sommativa (certificativa
dei risultati)
La scuola esprime un giudizio positivo o negativo sulla
prestazione dello studente in base ad
una concezione dell’apprendimento basato sulla teoria dei comportamenti
osservabili e misurabili.
Essa interviene
al termine di un percorso didattico svolto dall’insegnante, di norma, alla fine
del quadrimestre, ponendosi al di fuori del processo vero e proprio di
insegnamento apprendimento e accerta il livello di competenze e l’insieme delle
conoscenze,abilità acquisiti da ciascun alunno, in rapporto alla situazione
iniziale e ai progressi compiuti durante l’anno scolastico e in relazione agli
obiettivi formativi comuni attesi.
Essa si basa su una concezione dell’apprendimento che si ispira alla teoria del comportamentismo.
Il comportamentismo afferma che:
·
l’apprendimento è una modificazione di un comportamento
·
il comportamento è osservabile e misurabile
·
ad uno stimolo del docente corrisponde una risposta del
discente che modifica un comportamento precedente;
·
La valutazione è centrata sull’insegnamento e sui risultati
dello studente
·
(pedagogia dell’adattamento dello studente)
Limiti:
I docenti
·
si concentrano sull’insegnamento e sulla misura delle
prestazioni
·
valutano un prodotto ma ignoriamo i processi di apprendimento
che intervengono tra lo stimolo e la risposta
Valutazione
negoziale
Oggi si discute di una
valutazione centrata sull’interpretazione che si avvale di strumentazioni riflessive,
introspettive, conversazionali ed autobiografiche (Petrarca) dovuta
all’affermarsi della differenziazione
tra gruppi, individui che sempre più evidenziano le differenze culturali e territoriali mettendo in crisi i modelli
simbolici che tendono alla standardizzazione.
Dice “J. Guitton che il vero
pensiero è quello capace di cogliere e di accogliere le differenze”
In questa prospettiva l’apprendimento viene considerato un processo che aiuta a collocare
idee e concetti della realtà dentro i mondi particolari con cui un individuo o
una cultura cerca di attribuire significato alla realtà che lo circonda.
Se la nuova conoscenza (Fabbri e
Batini) significa:
·
riflettere su quella conoscenza spontanea che costruiamo
dentro i nostri mondi ideografici, locali, particolari, differenti;
·
allargare il proprio sapere contestuale attraverso
l’incontro e lo scontro con nuovi saperi
imparando a comprendere la diversità degli altri punti di vista;
·
imparare a costruire nuovi punti di vista negoziali e quindi
condivisi;
allora la valutazione è
sollecitata a spostarsi sul paradigma interpretativo.
Secondo questa valutazione
negoziale gli apprendimenti conseguiti:
·
sono oggetto di giudizio
·
vanno spiegati
·
vanno compresi ed interpretati
I docenti sono chiamati a:
·
interpretare vite
·
ascoltare e comprendere i mondi giovanili
·
facilitare la narrazione dei vissuti da parte dei
ragazzi per interpretarne la cultura
·
a negoziare tra quello che un individuo sa e quello codificato
nella cultura storica di una comunità.
Se il pensiero diventa sempre più
etnografico e negoziale i processi di valutazione si affidano a tecniche
narrative, interpretative e soprattutto riflessive. La valutazione con il
paradigma negoziale assume la funzione
metacognitiva allo scopo di far si che gli studenti assumano il
controllo degli apprendimenti.
Obiettivi e contenuti della
valutazione
Le aree della valutazione
Le aree di rilevazione delle conoscenze e delle abilità
acquisite sono quelle riferite alle discipline ed alle educazioni alla
convivenza civile e quelle delle attività opzionali
Oggetto della valutazione
Costituiscono oggetto della valutazione periodica e annuale:
Livelli degli apprendimenti
Riguardano i livelli raggiunti dagli allievi nella
dimensione cognitiva individuata negli obiettivi formativi formulati
per le diverse unità di apprendimento.
La dimensione
cognitiva si sostanzia in conoscenze/abilità, metodo di studio e di lavoro,
comunicazione e espressione.
Le conoscenze e le abilità
acquisite da ciascun alunno concorrono a promuovere le competenze personali che
formano oggetto della certificazione come momento conclusivo della valutazione
complessiva degli effetti e dei risultati
Il comportamento
Vengono considerati:
·
il comportamento sociale: autocontrollo, socializzazione,
collaborazione
·
il comportamento di
lavoro: impegno operativo, attenzione, partecipazione
Strumenti della valutazione: Scheda
personale dell’alunno
L’Istituto riconferma la scheda personale dell’alunno
dell’a.s. 04/05 integrandola con uno
spazio per le attività opzionali proposte dalla scuola e scelte dalle famiglie.
La scheda è allegata al portfolio.
Criteri per la valutazione dei livelli di apprendimento delle
varie discipline (classi prime e seconde)
La valutazione degli apprendimenti
degli alunni, terrà conto degli indicatori della scheda personale, dell’insieme
di prove di verifica riferite agli indicatori perseguibili e da perseguire da
parte di ciascuno studente. Ciascun insegnante esprimerà, nel rispetto della
collegialità, quadrimestralmente, un giudizio sintetico, che testimoni il
livello di apprendimento raggiunto dall’alunno nelle proprie discipline
previste dal curricolo scolastico. La valutazione dei livelli di apprendimento
delle varie discipline si avvarrà delle espressioni sintetiche di: ottimo -
distinto - buono - sufficiente - non sufficiente, da attribuire al discente
in relazione alle specifiche conoscenze ed abilità raggiunte. Esse non hanno lo
scopo di quantificare il numero delle nozioni e delle abilità possedute, ma
sono descritte, in termini di approssimazione alle mete educativo-didattiche,
previste per ciascun alunno.
I criteri per la valutazione
sono quelli concordati a livello disciplinare, sotto la voce obiettivi
formativi dei registri personali di ciascun docente, tradotti in livelli
operativi standard per le classi prime, seconde ed articolati in livelli di
apprendimento.
Per la valutazione degli esiti di
insegnamenti facoltativi, introdotti nel piano dell’offerta formativa, saranno
utilizzate sia la stessa scheda di valutazione, e, se necessario per mancanza
di spazio, un quadro aggiuntivo simile a quelli disciplinari della scheda.
Nota:
Il Collegio dei Docenti concorda di usare per usi interni, il
codice non sufficiente* (mediocre) da
non riportare sulla scheda, per meglio caratterizzare il livello delle
prestazioni raggiunto dallo studente.
Criteri per la valutazione
globale
Il Consiglio di Classe redige la valutazione sul livello
globale in riferimento ai seguenti criteri:
·
l’insieme delle osservazioni iniziali e continue di tutti i
docenti registrate con gli strumenti interni (registri per le attività aggiuntive,
nota integrativa per le attività alternative alla religione cattolica, griglie
per la rilevazione della situazione iniziale dell’alunno nelle dimensioni
cognitiva, affettiva e relazionale, griglie per la valutazione dei processi di
apprendimento);
·
i risultati degli interventi
individualizzati/personalizzati
realizzati per il miglioramento dei risultati per valutare la distanza
tra gli apprendimenti acquisiti e quelli attesi, al fine di progettare nuove
azioni da intraprendere
·
gli interessi manifestati e le attitudini promosse
·
l’analisi dei processi di apprendimento che evidenzi
i progressi ottenuti dagli alunni rispetto al livello di partenza, il personale
processo formativo e l’avvenuto conseguimento degli obiettivi formativi
individuati , avendo a riferimento altresì il P.e.c.u.p.
Le
annotazioni significative dei processi di apprendimento, effettuate secondo
scansioni temporali quadrimestrali, concorrono alla organica e formale valutazione
periodica dell’alunno, da riportare sulla scheda personale e da comunicare alle
famiglie nel rispetto delle regole della riservatezza.
Indicatori sintetici da osservare:
·
comportamento sociale (autocontrollo,
socializzazione-collaborazione
·
comportamento di lavoro (impegno operativo,
attenzione-partecipazione)
·
cognitività (conoscenze/abilità, metodo di studio e di
lavoro, comunicazione-espressione)
VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI IN SITUAZIONE DI SVANTAGGIO
Premessa
La valutazione degli alunni in
situazione di svantaggio significativo comprende i diversamente abili e coloro che, per vari motivi, presentano
esplicite difficoltà di apprendimento e /o di integrazione sociale.
Il processo formativo, come delineato dal P. O. F., esige le garanzie di:
trasparenza: intesa come
sequenza funzionale di chiarezza, pertinenza e congruità;
condivisione: chiama
in causa i soggetti del "contratto
formativo", in particolare la famiglia che deve conoscere il portfolio nella sua evoluzione processuale;
collegialità: intesa
come partecipazione attiva di tutti i
docenti;
responsabilità:
intesa come assunzione di
responsabilità collegiale delle
decisioni.
La valutazione è una variabile
significativa del sistema di formazione,
al cui interno si colloca la personalizzazione degli interventi, quale modalità
ordinaria di lavoro per tutti gli alunni con svantaggiati significativi.
Personalizzazione degli interventi
Le azioni educative esigono che:
·
in sede di progettazione e, maggiormente, in quella
valutativa, si deve tener conto delle capacità perdute in conseguenza di
accadimenti anche dolorosi (trauma - malattia …) che hanno compromesso le
corrispondenti funzioni;
·
le potenzialità deboli vanno rinforzate con interventi
mirati;
·
gli obiettivi formativi comuni vanno resi meno complessi e personalizzati;
·
lo studente sia rispettato dal punto di vista pedagogico, da
intendersi come accettazione del soggetto nella sua diversità, portatore di
risorse e debolezze che costituiscono il quadro complesso dal quale
concretamente, attraverso gli strumenti e le tecniche dell'osservazione diagnostica,
è definibile il bisogno formativo.
Bisogno formativo
Il bisogno formativo per i soggetti in condizione di svantaggio significativo si legge principalmente::
·
come ritardo, lentezza, bassa quantità e qualità
dell'apprendimento
·
come situazione di
precarietà psicopedgogica, legata alla caduta dei regolatori
(autostima-volontà-tono edonico, etc.) in conseguenza del disadattamento.
Va pertanto considerato che, nel mantenimento dei processi di
sviluppo e di apprendimento degli studenti in età puberale, la comunità
educante ha il compito di definire
tempi, modi e strumenti per la ricerca di senso delle cose apprese e, quindi,
per l'assegnazione di valore.
Competenze
Il Collegio dei Docenti, in sede
di progettazione, indica con chiarezza gli obiettivi generali educativi e
formativi comuni, validi per tutti gli alunni della scuola e per
quelli in condizione di svantaggio significativo.
I Consigli di classe, operano la "riduzione
di complessità” (Diversificazione di itinerari, incremento di
risorse, ecc.) da non intendersi come "riduzione di obiettivi comuni"
della classe attraverso la progettazione
attraverso le seguenti fasi :
1) Situazione di partenza :insieme
dei dati positivi e negativi
2) Osservazione sistematica del comportamento ai fini diagnostici che comporta la definizione
puntuale dei seguenti elementi:
cosa
osservare:
insieme delle informazioni ricavabili
nell'ambito dell'area pedagogico-tecnica, evitando operazioni sommarie o
processi troppo analitici ed estesi che potrebbero condurre ad esiti
intimistici o terapeutici;
da chi
reperire le informazioni:
riferimento delle fonti ordinarie e straordinarie di informazione
utile (famiglie e gruppo parentale, tutori,
altri soggetti che hanno avuto l'alunno in relazione non episodica);
come:
insieme delle modalità tecniche e
degli strumenti che realizzano e documentano il percorso di osservazione;
quando:
definire i tempi delle
osservazioni ( prima, durante e dopo).
Criteri
per gli Interventi
Per gli svantaggiati l’intervento:
·
deve essere capace di risposta variabile con riferimento al
bisogno previsionale :
·
deve indicare il da fare e non il già fatto
·
deve
essere controllabile nelle fasi
·
modificabile anche in conseguenza del feed-back
·
valutabile
all'interno del sistema di valutazione
La ratio pedagogica degli
interventi è legata all'esplicazione:
·
delle motivazioni degli
interventi
·
della metodologia (insieme dei modi, tempi e strumenti)
·
della tipologia degli interventi
capaci di muoversi dalla didattica generale verso forme
particolari e personalizzate di intervento
·
dei bisogni formativi mirati : all'individuo
(ambito personale), alla persona in relazione (ambito sociale) all’alunno come soggetto in apprendimento (ambito tecnico-didattico).
Procedure
Le soluzioni
di personalizzazione necessitano di apposite procedure.
Le procedure
comportano, per il passaggio da un gruppo eterogeneo ai sottogruppi, la
definizione di parametri capaci di definire un'area, all'interno della quale si
ritrovino alcuni alunni che presentano lo stesso tipo di bisogno formativo
e l’individuazione dei parametri di riaggregazione legati agli stili ed ai livelli
di apprendimento, agli interessi, alle attitudini, alle tolleranze,
all'apprendimento ed all'attenzione, alle aree di carenza o debolezza su cui
agiscono gli interventi (dalla individuazione
delle fasce alla individuazione dei bisogni).
A tal
proposito le possibili attività,
secondo ambiti di bisogno, corrispondono alle aree di:
·
sostegno, sotto forma di
azioni per l'incremento dell'autostima, per l'eliminazione dell'ansia, per il
rafforzamento della motivazione, e, in generale, per la rimessa in tono dei
cosiddetti regolatori (tono edonico, volontà, etc.), certamente diminuiti dal
prodursi della diminuzione irreversibile e/o del disadattamento;
·
relazione
sociale, come consapevolezza delle regole (personali, sociali e scolastiche) ed
incremento delle tolleranze necessarie al benessere della relazione;
·
didattica, come recupero
dei requisiti (lessicali, aritmetici, di manualità grossa e fine ecc.), di
rafforzamento, anche attraverso l'analisi, e di consolidamento.
Gli interventi sollecitano la ricerca di soluzioni per nuovi apporti più
efficaci, da affiancare a quello storico di un insegnante/una classe,
prospettando relazioni diverse sia nella presenza degli insegnanti che in
quella corrispondente degli alunni (flessibilità organizzativa e didattica).
Verifica
Le problematiche dell'insegnamento
verso i ragazzi portatori di svantaggio significativo, si riflettono come
problematiche dell'apprendimento e della sua verifica.
Gli interventi non sono mirati sulla
personalità in formazione, ma sugli effetti dell'apprendimento (saperi,
competenze, abilità ecc.) e, dunque, l'alunno vi è considerato solo come
portatore di questi.
La verifica, da distinguersi dalla valutazione, richiama le variabili del
processo che sono:
·
personali (alunni,
insegnanti)
·
progettuali, che
attengono alle qualità di efficienza, efficacia e produttività del progetto
stesse
·
organizzative, che
coinvolgono infrastrutture e strutture
E' definita da un percorso pedagogico
didattico che si sviluppa nelle seguenti tappe:
Situazione di partenza -----
Percorsi adeguati ----- Prestazioni ----- Criteri ----- Livelli.
Può accadere che il tempo
stabilito per il ciclo ordinario debba
risultare maggiore, a condizione che, a conclusione del percorso, la
valutazione certificativa confermi il raggiungimento delle condizioni minime di
spendibilità sociale delle competenze acquisite.
In tal modo lo spartiacque tra
valutazione formativa e certificativa è dato proprio dal limite di spendibilità
delle competenze acquisite.
Valutazione
(confronto fra risultati previsti e quelli raggiunti)
La valutazione del livello globale
raggiunto dallo studente:
·
supera gli ambiti della semplice misurazione;
·
si attesta su forme di giudizio complesse;
La complessità
richiede il passaggio cha vanno dal verificare prestazioni all’esprimere
giudizi sulla persona in situazione di apprendimento nel quale sono
interconnessi la valutazione del sistema scuola come microsistema in cui ci sono strutture, spazi, tecnologie,
persone, metodi, compiti, tempi e dove ognuno
di essi interagisce influenzando l’altro e producendo una
corresponsabilità sugli esiti che consente al sistema di autovalutarsi;
·
ingloba quello di sviluppo e può essere inteso come processo
per fasi che conducono l'alunno dalle condizioni iniziali di semplicità
(eteronomia) a quelle progressive di complessità (varie condizioni di
autonomia);
·
è direttamente riferibile al processo di autonomia
dell'alunno e riporta modi e risultati della maturazione;
·
è descrittiva: propone il com'è dell'alunno, confrontabile
con la parte che rappresenta il com'era dell'alunno stesso;
·
è indicativa: evidenzia le competenze finali, risultato del
percorso fatto, confrontabile con la situazione di partenza;
·
è orientativa: fa riferimento alle attitudini, interessi ed
agli stili di apprendimento;
·
è dichiarativa: prodotta dal confronto tra il risultato di
maturazione conseguito e quello previsto ed indicato dal progetto educativo-
didattico personalizzato.
Logica della globalità
Responsabile del giudizio globale
è l’équipe pedagogica, che prende atto della crescita umana del singolo
studente e al suo successo formativo.
La
globalità della funzione valutativa
E’ riferita:
·
all’apprezzamento del sistema attraverso il quale si
evidenziano quali sono le funzioni, le
risorse, le operazioni e gli effetti dell’azione di una precisa scuola
(P.O.F.);
·
all’apprezzamento dei processi in relazione alle strategie
didattiche e alle occasioni offerte;
·
all’apprezzamento del prodotto, in relazione al progresso,
come esito di processo, indice di evoluzione formativa dello studente.
Questi aspetti, inquadrati in modo
sistemico, chiudono il circolo valutativo e permettono di stimare sia l’azione
educativa/ formativa che il relativo feed-back. In termini ai auto valutazione.
La
globalità della persona
Essa è riferita allo studente nel
particolare momento storico sociale del luogo, del tempo, della situazione
relativamente a:
·
alle discipline: i nuclei concettuali, i linguaggi che le
formalizzano e le competenze che esse attivano;
·
alle aspettative di formazione espresse dal contesto
storico-sociale: il livello di maturazione dell’alunno, considerato in
funzione del comportamento sociale e di lavoro e definito come capacità
di auto-orientarsi e di rielaborare i contenuti culturali;
·
all’apprendimento: rapporto tra pensiero/
linguaggio/elaborazione/conoscenza/memoria,
processo di simbolizzazione,
organizzatori cognitivi.
Criticità
·
La trasversalità riferita agli aspetti riguardanti la sfera
cognitiva, socio-affettiva, affettivo-relazionale non è ancora patrimonio
culturale completamento acquisito in termini di buone pratiche collegiali e lo
è ancora meno in termini di valutazione;
·
Rischio di estremo schematismo nella registrazione del
giudizio globale;
·
Scarsa rilevanza data alla contrattazione negoziale
all’interno dei consigli di classe sui criteri di giudizio in riferimento alla definizione dei bisogni formativi e quindi ai
livelli di apprendimento;
·
Discontinuità della valutazione nel passaggio tra i vari
ordini di scuola ( si pone fortemente il problema di registrare i punti di
forza e di debolezza dello studente);
·
Differenza di aspettativa tra i docenti che attuano la verifica e ne formulano la
valutazione;
·
Rapporto tra la valutazione formativa con riferimento all’ambito personale dell'interesse
educativo e della spendibilità delle competenze conseguite e la valutazione amministrativo-certificativa con
riferimento all’ ambito sociale dell' interesse educativo e della spendibilità
delle competenze conseguite;
·
stesso livello, diversi significati.
·
I livelli di apprendimento o- d- b- s- ns vanno attribuiti in rapporto agli obiettivi
formativi che si erano prefissati per cui
essi vanno riferiti alle conoscenze e
abilità per quell’alunno concreto. Ne consegue che il sufficiente raggiunto
da un alunno con difficoltà di apprendimento
in rapporto al personale obiettivo formativo previsto, non è comparabile
al sufficiente di un alunno eccellente che aveva un obiettivo formativo più
alto, adeguato alle sue possibilità e raggiunto in modo essenziale.
·
Il contratto formativo, che vede coinvolti la
famiglia, gli studenti e i docenti dal momento in cui lo studente entra a
scuola, deve prevedere con chiarezza dove lo studente può arrivare, con quale
percorso e dove è arrivato.
·
Non sempre i criteri di verifica disciplinare per lo studente con
particolari difficoltà sono previsti
nei piani educativi personalizzati;
·
Mancanza di collegialità condivisa nella
definizione delle conoscenze ed abilità che devono essere desunti dal profilo
dinamico funzionale e dal P. E. P.;
·
rigidità temporale del percorso
scolastico
·
Il tempo scuola può essere diviso in
modo flessibile in rapporto alle reali condizioni di tolleranza degli alunni,
secondo una articolazione del percorso formativo personalizzato che prevede
anche aree di opzionalità all’interno del curricolo.
Portfolio
delle competenze individuali
Il portfolio documenta il processo di apprendimento di ciascun alunno,
nonché gli elementi di rilievo del comportamento, anche mediante annotazioni relative
al conseguimento degli obiettivi formativi delineati nei Piani di studio
personalizzati.
La
competenza
La competenza è’ l' interazione continua tra conoscenze, abilità e linguaggi cioè di
saperi in azione che scaturiscono da contesti di apprendimento motivanti
acquisiti dai soggetti in formazione (Pellerey)
Il saper
nella forma della competenza assume le seguenti caratteristiche:
·
interno (è posseduto dal soggetto) ed
esterno (é mostrato all'esterno e attuato attraverso l'operare)
·
teorico (comporta delle conoscenze) e
applicativo (si dimostra e si potenzia
nell'azione esterna)
·
generico (applicabile a molti oggetti)
e particolare (assume una forma particolare a seconda degli oggetti)
·
sintetico (in quanto mette insieme
informazioni,capacità,regole,motivazioni)
Gli elementi
identificativi delle competenze:
• conoscenze dichiarative
relative a contenuti, informazioni,dati......
• conoscenze
procedurali relative al saper fare, a metodi e strumenti di organizzazione del
lavoro, metodo di studio .......
• conoscenze
immaginative relative ai linguaggi, alle rappresentazioni, ai modi di pensare e trasferire pensieri
modo di imparare......
Tipologia
delle competenze (Isfol)
·
di base ( sono operazioni che stanno
alla base di ogni agire e sapere specifico)
·
trasversali ( riguardano quei saperi di processo che si
ritiene entrino in gioco in ogni azione che
voglia essere intelligente,
responsabile ed efficace)
·
tecnico-professionali
Alcune competenze essenziali di
ordine trasversale per rispondere alle
sfide culturali della globalità
nell’ottica
dell’educazione permanente
Si tratta di abilità
trasversali e trasferibili dal disciplinare in contesti più ampi:
·
Sapersi adattare ai
cambiamenti culturali e tecnologici e sapere imparare con metodo
·
Essere capaci di trovare informazioni,
comprenderle e gestirle (archiviarle e organizzarle)
·
Saper riconoscere stili, schemi e
stereotipi, analizzare e comprendere le variabili che concorrono allo sviluppo
delle abilità sociali e di problem solving (capacità di impostare un problema,
di strutturare un procedimento);
·
Acquisire nuovi saperi (es. informatica,
lingue straniere, elementi di economia e diritto) ed usare consapevolmente ed in modo interattivo linguaggi ed alfabeti
·
Essere capace di argomentare
·
Saper comunicare utilizzando
più forme di comunicazione
·
Essere capaci di iniziativa e di autonomia e lavorare in gruppo
·
Avere capacità creativa (es. immagini
digitali, musica…)
·
Saper essere flessibili nel
pensiero per gestire il cambiamento
·
Saper essere consapevole
dei propri limiti e delle proprie risorse
Livelli di
competenza
E’ dato dal
grado di apprendimento nella forma di sapere propria della competenza
determinate imformazioni e procedure.
La
certificazione delle competenze
La
certificazione delle competenze acquisite da un allievo rappresenta un compito
essenziale per ogni struttura scolastica e formativa che deve:
·
valutare per regolare il rapporto tra
insegnamento e apprendimento;
·
certificare per assolvere ad un preciso
impegno giuridico: attestare erga omnes gli esiti di un percorso formativo.
Criteri per la validità dell’anno scolastico
(Art. 11
comma 1 – minima frequenza per la validità dell’anno scolastico)
Premesso
che la scuola auspica che il deterrente della soglia di minima frequenza si
trasformi in un freno alla dispersione scolastica;
Considerato
che l’applicazione automatica delle sanzioni non favorirebbe sicuramente il
recupero dello studente, in quanto chi fa molte assenze è, nella maggior parte
dei casi, quello a rischio;
il
Collegio dei Docenti delibera:
1) In casi eccezionali, nel caso in cui lo studente
non raggiunga la soglia minima di frequenza del suo piano di studi
personalizzato per la validità giuridica dell’anno scolastico, i singoli Consigli di classe prenderanno in esame
le assenze dello studente e potranno
derogare dal limite di legge se lo studente è stato assente per malattia e/o
per particolari situazioni famigliari adeguatamente motivate dai
genitori/tutori e, comunque, la
frequenza minima consentita non può essere inferiore al 60% del monte orario
relativo al piano di studi personalizzato;
2) Il superamento di tale limite rende
invalido l’anno scolastico in quanto, a causa delle assenze, pur se
giustificate, dell’alunno viene preclusa la valutazione per mancanza di
obiettivi e sufficienti elementi di giudizio e viene meno il controllo
comprovato delle cognizioni e delle capacità acquisite e le rilevazioni delle
attitudini;
3) Il Consiglio di classe è tenuto, per
l’invalidità dell’anno scolastico, a motivare adeguatamente le proprie
determinazioni nel rispetto dei succitati criteri.
Criteri sulla valutazione
periodica e annuale
(Art.
11 comma 2- valutazione periodica e annuale degli apprendimenti e dei
comportamenti)
Premesso che la valutazione periodica e annuale ha significato
se la scuola utilizza gli esiti di tale valutazione per programmare gli
opportuni interventi educativi e didattici necessari per il recupero degli
apprendimenti, che nel processo di valutazione va tenuto presente anche il
comportamento degli alunni e che esso non può essere confuso con il voto di
condotta ma è un valore aggiunto trasversale alla formazione dell’allievo;
il Collegio dei Docenti delibera:
1) Il Consiglio di classe, ai fini dell’ammissione alla classe
successiva o agli esami, valuterà oltre
che gli apprendimenti dello studente anche il suo comportamento in modo
prioritario nelle sue dimensioni sociali e di lavoro (autocontrollo,
attenzione, partecipazione, impegno di lavoro, collaborazione-socializzazione)
in quanto esso costituisce un valore aggiunto, trasversale alla formazione
dell’allievo per l’acquisizione degli apprendimenti;
2) Il Consiglio di classe può
negare l’ammissione agli scrutini o agli esami per effetto del comportamento
degli alunni che abbiano fatto un
rilevante numero di assenze in rapporto al loro piano di studi personalizzato e
non ne abbiano fornito adeguata motivazione. Nel numero delle assenze si computano i giorni di allontanamento
dalle lezioni per effetto delle
sanzioni disciplinari comminati allo studente dal consiglio di classe o dalla
giunta dell’istituto su delega del consiglio di classe, i ritardi alle lezioni
e i permessi. Tutte le tipologie di assenze
saranno computate al fini del
rispetto della minima frequenza alle lezioni.
Criteri relativi alla valutazione
biennale
Premesso che:
la
valutazione degli alunni avviene secondo la scansione dei periodi didattici ai
fini del passaggio all'ultimo anno del ciclo;
la valutazione è affidata agli insegnanti delle diverse discipline di
studio che sono tenuti ad accertare il raggiungimento di tutti gli obiettivi
formativi del biennio, nonché il comportamento individuale degli allievi
avendo a riferimento il P.e.c.u.p dello studente alla fine del ciclo di
istruzione;
Il Collegio dei Docenti delibera:
1) I docenti possono non ammettere gli alunni alla classe intermedia
del biennio, solamente in casi
motivati;
2) Continuano ad essere adottati per la valutazione dei livelli di
apprendimento delle varie discipline le espressioni sintetiche (o- d- b- s- n s);
3) Il "passaggio" alla classe successiva e la certificazione
delle competenze spetta ai soli docenti
responsabili degli insegnamenti compresi nell’orario annuale delle lezioni.
4) Gli insegnanti o gli esperti, eventualmente impiegati nello
svolgimento di attività aggiuntive finalizzate all’ampliamento dell’offerta
formativa, contribuiscono alla valutazione dello studente fornendo ai
coordinatori delle classi in cui sono iscritti gli alunni, note informative
sintetiche e analitiche circa i risultati conseguiti dagli studenti nelle
attività/ progetti frequentati;
5) I medesimi docenti, con decisione
assunta a maggioranza dei
docenti responsabili dei piani di studio disciplinari, possono in via
eccezionale non ammettere gli studenti alla classe successiva in presenza di
particolari situazioni di criticità, di rilevanza tale da compromettere
gravemente il processo di apprendimento in atto, prefigurando oggettivamente
l’impossibilità di conseguire gli obiettivi formativi previsti.
Criteri guida del Consiglio di
Classe
·
promuovere, rafforzare la formazione di condotte positive
individuando elementi favorevoli al progresso degli studenti
·
modificare, superare, rimuovere atteggiamenti di disturbo
allo sviluppo
Criteri di organizzazione delle attività
di valutazione (scrutini)
·
L’organizzazione dei scrutini, fermo restando il rispetto
delle norme, si avvarrà di procedure informatizzate per la formulazione dei
giudizi disciplinari e globali.
Giudizi per discipline
Ciascun docente, avrà cura di annotare
in forma leggibile, sull'apposita griglia di valutazione gli elementi di
valutazione disciplinare senza l’uso del codice “mediocre”.
I responsabili del procedimento
informatizzato, avranno cura di trascrivere tali giudizi sintetici disciplinari
su supporto informatico. I predetti giudizi, dopo l'approvazione da parte dei
Consigli di classe, saranno consegnati in Segreteria a cura del responsabile
del procedimento informatizzato, per la trascrizione elettronica, sulle schede
personali degli allievi.
Giudizi globali
I coordinatori predisporranno,
anche sulla base delle valutazioni disciplinari, assieme ai segretari ed ad
altri eventuali docenti esperti in informatica, i giudizi globali relativi ai
descrittori collegialmente concordati, sugli appositi supporti informatici, che saranno sottoposti a discussione per la
delibera del consiglio di classe. I
succitati giudizi, letti ed approvati in sede di scrutinio, dopo essere stati
digitati sui supporti in dotazione, saranno consegnati in segreteria per la
trascrizione elettronica sulle schede.
Comunicazione alle famiglie
La necessaria compartecipazione
dei genitori e degli alunni al processo educativo è garantita da una
informazione adeguata sull’intero percorso di insegnamento-apprendimento e sui
risultati conseguiti.
La scuola:
·
al termine dello scrutinio del primo quadrimestre,
illustrerà ai genitori i processi e i risultati dagli alunni e consegnerà Loro,
copia dei giudizi di valutazione, continuando a sollecitare partecipazione
attiva e collaborazione, per sostenere la crescita personale dei ragazzi per
far si che tutti raggiungano il successo formativo;
·
al termine del secondo quadrimestre, dopo l’effettuazione
degli scrutini finali, in presenza di giudizi negativi che fossero di ostacolo
per sé e per gli altri a causa dell’eventuale frequenza alla classe successiva,
i genitori saranno avvisati, prima della pubblicazione dei risultati all’albo
della scuola, dei risultati negativi conseguiti dagli studenti e i necessari
interventi e suggerimenti per
facilitare il rientro nelle classi.
Criteri per la struttura delle UU.
DD/ UU.AA
L’U.D. è un percorso didattico
compiuto, mediante il quale un elemento significativo e rappresentativo di ciò
che si vuole osservare, attraverso una serie articolata di attività, conduce a
risultati validi in termini di apprendimento, relativi a compiti attesi
Indicatori:
obiettivo generale, intermedio,
argomento , problema, saperi in ingresso (questionario, griglia di
discussione…), obiettivi disciplinari (contenuti, competenze), sequenza logica
dei contenuti, metodi didattici, risposta didattica degli studenti, saperi
d’uscita, valutazione formativa dei processi e dei prodotti, valutazione
dell’U. D. (analisi dei risultati, feed - back).
Le UU.AA. sono l’insieme della
progettazione di uno o più obiettivi formativi, nonché delle attività,
dei metodi, delle soluzioni organizzative e delle modalità di verifica
necessarie per trasformarli in competenze degli alunni. La progettazione delle
UU. AA. può essere a breve come a lungo termine.
La U.A.
può essere di classe, di gruppo, individuale per gli adattamenti imposti dalla
personalizzazione degli apprendimenti.
Il Piano personalizzato
E’ il
prodotto delle diverse unità di apprendimento che l’èquipe docente predispone
per gli studenti.
PIANO DI FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO
L’autonomia delle Istituzioni
scolastiche sta comportando una profonda revisione delle concrete modalità di
erogazione del servizio, con una attenzione sempre più viva ai bisogni
formativi di tutto il personale in relazione ai contenuti della riforma dei
cicli. Nell’ambito dei processi di riforma e di innovazione nella scuola, la
formazione e l’aggiornamento costituiscono allora una risorsa strategica per lo
sviluppo professionale del personale, per il necessario sostegno agli obiettivi
di cambiamento e per una efficace sviluppo delle risorse-umane.
Il piano tiene conto della
Direttiva annuale del M. I. U. R. e si può avvalere delle offerte di formazione
promosse dall’Amministrazione centrale e periferica e/o da soggetti pubblici e
privati qualificati e accreditati.
Il Piano, tenuto conto dei corsi
di formazione già realizzati, dei bisogni formativi degli studenti e delle
studentesse e delle proposte del personale sarà oggetto di delibera annuale da
parte del Collegio dei docenti.
Criteri
per l’attività di aggiornamento e formazione
I criteri fondamentali su cui si
modellano le iniziative di formazione del personale della scuola sono:
·
interventi nelle due aree (Docenti e A.T.A.) secondo criteri
di progressivo equilibrio e di coerenza, su base annuale e con prospettive
pluriennali;
·
standard organizzativi e di costo definiti operativamente;
·
ripartizione del complesso delle risorse finalizzate a
realizzare attività di formazione ed aggiornamento del personale della scuola;
·
articolazione dell’offerta di formazione ;
·
sistema di informazione sull’offerta di formazione;
·
generalizzazione dell’attività di monitoraggio per tutta le
azioni di formazione del personale della scuola.
Indicatori per il piano formativo
Scuola/Istituto promotore,
individuazione delle finalità, attività a livello di scuola, destinatari,
metodologie formative prevalenti, aree tematiche da trattare, individuazione
degli strumenti e attrezzature da utilizzare, durata del progetto,
responsabile delle attività formative (funzione strumentale), staff di progettazione
e conduzione delle attività, preventivo spese (compensi per spese di
progettazione, di relazione di animazione, materiali, spese organizzative,
indennità, spese di viaggio….)
Aree tematiche individuate :
Le tematiche da individuare e le
tempistica saranno definite nel piano
annuale della formazione e aggiornamento.
Modalità di monitoraggio
Criteri di qualità dei questionari
rivolti ai docenti:
·
autovalutazione in ingresso
·
autovalutazione in uscita per rilevare lo scarto tra i
risultati attesi e quelli ottenuti
·
motivazioni prevalenti
·
punti di forza e di debolezza
·
valutazione dei risultati
Criteri di qualità dei questionari
rivolti ai formatori:
·
rilevare la coerenza tra finalità e competenze dei corsisti
·
il gradimento sulla metodologia usata
·
la ricaduta professionale
·
l’organizzazione
Ogni criterio, viene descritto in
indicatori e questi tradotti in gradi di livello per le risposte.
I livelli delle risposte sono articolati su codici numerici per
rilevare la tendenza positiva o negativa della caratteristica osservata.
Le iniziative formative si svolgono, ordinariamente, fuori dell’orario di insegnamento e per un massimo di venti ore annue. In casi eccezionali, per necessità del personale esperto esterno, è possibile sospendere le lezioni e recuperarle in un secondo momento.
AREA DELLA PROGETTAZIONE
EXTRACURRICOLARE (le scelte extracurricolari)
Piano della progettazione delle
iniziative extracurricolari per il potenziamento e lo sviluppo del curricolo:
Al momento sono allo studio
iniziative integrate scuola-territorio con il concorso dell’Ente locale sul
tema dell’ambiente.
Corsi: Si
prevedono, se vi è la necessaria partecipazione dei genitori, l’attivazione di
corsi di alfabetizzazione, informatica per
studenti e genitori e corsi di
inglese aventi gli stessi destinatari.
AREA ORGANIZZATIVA (le scelte organizzative)
Il modello di
organizzazione e di gestione
Il piano dell’offerta formativa
può agevolare lo sforzo che la scuola va oggi compiendo verso la definizione di
un curricolo continuo (l'insieme degli interventi istituzionali-relazionali
esterne e didattico-operative) che permettano all’alunno di acquisire
conoscenze, comportamenti, competenze e valori richiesti da una società in
fieri e verso il perseguimento di nuove forme di organizzazione tendenti ad
assicurare, nel rispetto della persona, l' ottimizzazione dei risultati e la
razionalizzazione delle risorse.
La scuola si presenta come un
sistema complesso, come un'organizzazione che in funzione dei nuovi obiettivi
ad essa assegnati, deve riflettere sulle modalità del suo funzionamento. Ogni
organizzazione, una volta fissati gli obiettivi e determinate le risorse, tende
naturalmente a stabilizzarsi e a riprodursi senza cambiamenti nel tempo.
Considerato che non è possibile
sottrarsi alle mutazioni che avvengono al suo esterno, essa deve saper cambiare
senza rinunciare a cercare la stabilità e la durata, tenendo comunque presente
che il cambiamento è un processo e che è importante comprendere quando e come
cambiare. In ogni organizzazione è naturale che convivano innovatori e
conservatori, ma è importante che non vi sia prevaricazione di una parte
sull'altra, perché ne verrebbe compromessa la stabilità. Se infatti prevalesse
la posizione conservatrice la scuola per esempio non potrebbe affrontare i
valori e i bisogni di una società che cambia e, al contrario se prevalesse l'altra
posizione, la scuola non avrebbe stabilità e quindi organizzazione.
Si comprende allora perché è
necessario che la scuola trovi al suo interno un equilibrio tra due tendenze
che consenta, da una parte, di destinare risorse e azioni al proprio mantenimento
per consentire il suo funzionamento, dall'altra, di sviluppare azioni
progettuali per produrre i risultati verso l'esterno.
Il problema del cambiamento
organizzativo si pone allora come uno dei più importanti nodi problematici
della cultura dell’autonomia perché si deve cercare il cambiamento all’interno
degli individui che devono sentirsi protagonisti del mutamento della propria
realtà organizzativa. E, affinché gli individui diventino agenti di
cambiamento, è necessario -da un lato- individuare i criteri indotti dalla cultura dell’organizzazione e
dalle forme attraverso cui si attuano i processi di qualità nelle
organizzazioni e -dall’altro- orientare la scuola a sviluppare e/potenziare:
la cultura educativa e storico –
sociologica
La scuola è impegnata a promuovere
la lettura storica dei bisogni educativi, sociali, formativi, amministrativi e
gestionali, su indicatori omogenei di riferimento per una lettura non
ideologica dei fenomeni osservati
le consapevolezze teoriche ed
etico-professionali di tutti gli operatori scolastici
La scuola è impegnata a:
·
giungere gradualmente a modificare i vecchi miti della
scuola rielaborandoli e sostituendoli con nuovi miti basati su comportamenti,
atteggiamenti, concetti, metodi, strumenti nuovi o rinnovati;
·
spostare l’attenzione da chi insegna a chi apprende, la
scuola esiste per servire a chi ha bisogno di imparare, non a chi insegna e la
libertà di insegnamento si esalta se essa viene messa, al servizio della
qualità complessiva dell’insegnamento;
·
superare l’autoreferenzialità per superare la debolezza
sociale;
·
formare gli studenti come persone coniugando i vissuti con i
contenuti disciplinari;
·
porsi la questione della centralità dello studente come
protagonista di sapere critico,
·
identificare e definire oggetti di responsabilità concreta;
·
gestire le dinamiche sociali senza farsene dominare;
·
dare un insegnamento di qualità;
·
passare dalla cultura formale della programmazione al
curricolo;
·
sviluppare forme di autovalutazione costruendo indicatori adatti,
utili e pertinenti
la
cultura amministrativa e gestionale
La scuola
si è posta come obiettivo la formazione di tutto il personale perché le
prestazioni/azioni intraprese siano verificabili nei processi e nei risultati,
orientando capacità, attività, comportamenti, acquisizioni culturali,
concettuali, metodologiche, operative in sintonia con i principi, le regole e
gli obiettivi della struttura organizzativa del sistema scuola;
Ciò
significa che, a differenza di quanto avviene nel sistema amministrato, in
quello organizzato non sono univoche né le scelte né le modalità operative che
sono solo funzionali agli obiettivi
che si intendono perseguire, tenuto conto che il sistema scuola è
caratterizzato da :
·
un elevato grado di provvisorietà dell’organizzazione
(cambiano studenti, docenti, bisogni formativi, norme, quadri di riferimento
pedagogici e didattici….)
·
un probabilismo dei risultati rispetto ai processi attivati
e alle azioni programmate da legami deboli fra i soggetti erogatori del
servizio che esclude che qualunque forma di rigidità organizzativa, anche
fortemente efficientistica, possa aver successo, di per sé, per raggiungere gli
obiettivi dell’organizzazione scolastica (il successo formativo degli
studenti).
Occorre allora stabilire i criteri
che possono orientare le decisioni concrete, criteri che diano un senso al
funzionamento dell’organizzazione e che possono identificarsi nei seguenti:
·
trattare i problemi di gestione scolastica in termini
sperimentali (nel senso di provare a risolverli) rispetto ai diversi contesti
in cui essi si pongono;
·
selezionare gli oggetti sui quali concentrare l’attenzione
per il miglior funzionamento dell’organizzazione rispetto ai propri fini,
scegliendo quelli che presentano la ragionevole probabilità di maggior successo;
·
descrivere le procedure e di definire le responsabilità .
L’approccio comporta una
complessiva rivisitazione del sistema a partire delle competenze professionali
in esercizio nelle scuole anche se ancora manca la consapevolezza diffusa dei
nuovi compiti professionali, pur essendo matura nella scuola la volontà di
effettuare una serie di azioni orientate nel senso della qualità. tra cui:
·
il miglioramento di tutti i processi dell’organizzazione,
nella continua ricerca della diminuzione del tasso dei disservizi e quindi di
incremento di valore dei prodotti delle attività, perseguendo risultati sempre
più vicini a quello che effettivamente serve, a costi totali sempre più bassi;
·
il coinvolgimento pieno di tutto il personale sul progetto formativo
di scuola ;
·
il controllo dei processi pianificati (ordine e chiarezza
nell’organizzazione e delle modalità di lavoro, correlazione esistente tra
attività svolte e risultati ottenuti);
·
la documentazione delle attività (il sistema documentale si
riferisce a dati, alle procedure dei
processi, alla valutazione dei risultati) ;
·
la valorizzazione delle persone attraverso il riconoscimento
delle esperienze professionali;
·
il soddisfacimento dei bisogni formativi, attraverso
l’azione efficace (capacità di raggiungere gli obiettivi definiti di qualità),
l’azione efficiente (capacità di produrre risultati qualitativamente utili,
utilizzando il minimo delle risorse).
La scuola è impegnata ad attivare i processi e sostenerli con una buona organizzazione, orientati:
·
ad identificare i bisogni prioritari degli utenti attraverso
analisi mirate;
·
a progettare gli interventi conseguenti attraverso
appropriate procedure viste come strumenti per raggiungere gli obiettivi ;
·
a sostenere gli interventi con risorse, beni e forme
efficaci di comunicazione;
·
a controllare i risultati in termini di efficacia degli
obiettivi, di efficienza dei risultati e di economicità anche con l’uso di strumenti statistici in
termini di autovalutazione regolativi dei servizi.
I processi vanno inoltre sostenuti
con :
·
l’ascolto degli utenti;
·
la costruzione di un clima organizzativo partecipativo e
cooperativo;
·
il rispetto dei compiti concordati da parte di tutti i
componenti dell’organizzazione;
·
l’attività di orientamento e guida da parte del Dirigente
Scolastico e del Direttore Amministrativo;
·
la gestione della motivazione e la valorizzazione
responsabile delle risorse umane caratterizzate da stili partecipativi e
funzionali;
·
le azioni di monitoraggio coerenti con gli obiettivi di
qualità attesi.
Il modello organizzativo della
scuola è centrato di conseguenza su gruppi di lavoro a legame debole in quanto
si attivano strutture multifunzioni, coordinate e comunicanti, dove nella
gestione dei processi, assumono importanza più le relazioni di leadership che i
modelli gerarchici.
Si tratta di sviluppare e/o
potenziare consapevolezze professionali che comportano un cambiamento di
mentalità, un rivolgimento di costumi e di regole codificate dalle norme, che
si indicano di seguito come di indicatori di qualità:
·
responsabilità
·
la trasparenza del proprio lavoro e dei relativi esiti
·
la valutazione come attribuzione di valore o giudizio sui
rendimenti scolastici degli studenti la responsabilità, il render conto,
l’operare consuntivi individuali o di gruppo, l’etica della a livello di
singolo utente o di gruppo classe o di istituto o di sistema
·
il miglioramento educativo favorito dalla buona
organizzazione scolastica, in termini di sviluppo delle competenze funzionali e
culturali, di apprendimenti, di crescita personale
·
la valutazione e l’autovalutazione dell’offerta formativa
della scuola, dei servizi offerti dall’istituzione scolastica ai vari livelli
del sistema, costruita su indicatori e indici
·
il clima relazionale.
Accoglienza dei docenti in ingresso
Il Collegio dei Docenti ha
designato un docente incaricato di organizzare uno o più incontri con i docenti
in ingresso al fine fornire le opportune informazioni sugli spazi fisici, le prassi
di lavoro in uso e di illustrare i principi didattici i criteri didattici e
metodologici che la scuola si è costruito nel tempo, per un agevole inserimento
e integrazione nel lavoro collegiale.
Pianificazione e definizione del
piano delle attività relativo al P.O.F.
Il Collegio dei Docenti, tenuto
conto delle eventuali proposte degli OO. CC., su proposta del Dirigente
Scolastico, approva il piano annuale delle attività, secondo le modalità
previste dal C.C.N.L.2002-2005 e compatibilmente con le somme stanziate in
bilancio.
Il piano una volta approvato dagli
OO. CC. sarà affisso all’albo della
scuola secondo le vigenti norme contrattuali.
Modalità organizzative relative a:
funzionamento del collegio dei docenti
Collegio
dei docenti
(modalità di organizzazione:
dipartimenti, commissioni, gruppi di lavoro)
Il Collegio dei Docenti stabilisce
la programmazione educativa annuale ed assume le relative delibere, anche in
ordine ai tempi e alle modalità di attuazione e verifica.
Il Collegio, per pervenire a
compiute motivazioni delle deliberazioni finali, nell'esercizio dei poteri di
autorganizzazione, si articola in una commissione permanente e sottogruppi di
lavoro, ai quali vengono affidati compiti di preventiva elaborazione della
documentazione necessaria sulle varie situazioni cui si rivolge l'intervento
scolastico e sugli strumenti e metodi disponibili o acquisibili. I gruppi di
lavoro, ai quali vengono affidati compiti istruttori e di analisi preliminare
dei vari aspetti e delle varie incidenze dei problemi da esaminare, hanno
pertanto una funzione preparatoria delle deliberazioni conclusive spettanti al
collegio.
Essi hanno il compito di:
·
individuare gli obiettivi formativi comuni;
·
esplicitare gli O.S.A. in obiettivi formativi per la classe,
per il gruppo, per la persona
·
esplicitare gli indicatori di valutazione della scheda
·
individuare i criteri e gli strumenti per le osservazioni
sistematiche
·
attribuire i livelli
di valutazione agli obiettivi formativi
·
proporre i tempi per l'osservazione e per le comunicazioni
alle famiglie
·
individuare gli indicatori dell' U. A. per l'esplicitazione
dei contenuti disciplinari e interdisciplinari
·
fare proposte in ordine alla dispersione scolastica
nell'ottica della continuità con i vari ordini e gradi di scuola
·
proporre progetti e attività nell'ambito della convivenza
civile
·
fare proposte circa l'uso dei sussidi, del laboratori e dei
libri di testo
·
istruire il portfolio, la funzione tutoriale ……..
Consigli di classe - èquipe
pedagogica
Essi provvedono sulla base delle indicazioni del collegio a:
·
analizzare la situazione della classe
·
scegliere gli strumenti di osservazione e a somministrare le
prove d'ingresso
·
raccogliere, elaborare e interpretare i risultati
·
individuare i bisogni e le risorse degli alunni
·
individuare gli obiettivi per la classe e per gli alunni
·
progettare i percorsi formativi
·
approntare gli interventi individualizzati/personalizzati in
relazione alle risorse disponibili (strutturali, organizzative,
metodologiche-didattiche, attività integrative)
·
approntare progettazioni educative personalizzate
·
concordare le attività da svolgere
·
definire metodi e strumenti
·
organizzare la classe definendo un comportamento comune nei
confronti degli alunni nei vari momenti della vita scolastica (assenze
collettive, ritardi, uscite anticipate, compiti scolastici, equa distribuzione
dei pesi del materiale scolastico.............)
·
formulare la progettazione annuale della classe sulla base
degli obiettivi formativi comuni, dei bisogni e delle risorse degli allievi
Coordinatori e
segretari dei consigli di classe
I coordinatori e i segretari dei
Consigli di classe sono individuati ogni anno, con atto formale, dal Dirigente
Scolastico prima dell’inizio delle lezioni, una volta che il Collegio dei
Docenti ne ha definito la funzione didattica. Di norma, i coordinatori delle
classi prime sono i docenti di matematica, mentre i coordinatori delle classi
seconde e terze sono i docenti di lettere. Gli altri docenti svolgeranno le
funzioni di segretario.
Coordinatori
Funzioni:
garanti del regolare svolgimento della seduta, se presidenti delegati;
responsabili
del progetto formativo delle classi che coordinano.
Competenze:
psico-sociali, relazionali, organizzative
Compiti
didattici :
·
predispongono
la documentazione utile per facilitare la discussione e l'assunzione di
decisioni;
·
analizzano
la situazione degli alunni sotto il profilo cognitivo, sociale, affettivo e psicomotorio,
principalmente attraverso la lettura e la discussione delle osservazioni
sistematiche concordate a livello degli OO. CC. ;
·
coordinano
i conseguenti interventi in ordine al recupero, al sostegno ed al potenziamento
e le attività didattiche tra i docenti;
·
documentano
e fanno documentare il lavoro svolto con gli allievi (progettazione,
programmazione, realizzazione, monitoraggio,verifica…….);
·
prevedono
e stimolano la formazione all'interno del Consiglio di classe di un gruppo
ristretto per la promozione di progetti e la predisposizione degli strumenti di
lavoro;
·
fanno
circolare le informazioni ed in particolare mettono al corrente il Dirigente
Scolastico, i colleghi assenti e i supplenti in ordine alla situazione della
classe, delle decisioni adottate, degli strumenti proposti e adottati;
·
custodiscono
i documenti collegiali nelle apposite
cartellette;
·
formulano
proposte al Dirirgente Scolastico di punti da inserire all' O. d. G.
Compiti
relazionali :
·
prevengono
i conflitti e si adoperano per la loro risoluzione;
·
richiedono
l'attenzione e la collaborazione di tutti;
·
chiedono
al gruppo di attenersi ai punti messi all'O.d.G.;
·
chiedono
che il gruppo alla fine della discussione formuli decisioni a cui tutti i docenti si devono attenere.
Segretari
Competenze: organizzative
Compiti:
·
curano
l'esatta compilazione delle voci riportate nei registri di classe, nei verbali
di classe (docenti e genitori presenti, ordine del giorno, sintesi delle
discussioni e delle decisioni prese su
ogni singolo punto;
·
verbalizzano
i procedimenti di individualizzazione e il possibile uso di uno o più criteri
della scheda di valutazione, così come
ogni altra deliberazione scaturita da esigenze programmatiche riferite al
singolo o a più allievi o alla classe;
·
registrano
le discussioni, le decisioni giuridicamente rilevanti;
·
storicizzano
il lavoro, cioè lo documentano con tutti gli allegati che servono per
comprendere che cosa si sta facendo nella classe;
·
firmano
il verbale insieme al presidente dell'organo collegiale;
·
trascrivono i processi
verbali delle riunioni sul registro entro una settimana dalla data di
effettuazione del consiglio di classe e li consegnano al collaboratore del
Dirigente Scolastico con compiti organizzativo-didattici.
In caso di
assenza del segretario, il coordinatore è delegato alla individuazione di un
segretario supplente per la seduta. La seduta del Consiglio di classe è
giuridicamente valida se il verbale è firmato dal presidente dell’organismo
collegiale e dal segretario.
Particolari forme di coordinamento didattico
Premesso che non è ipotizzabile un istituto scolastico senza
collegialità, in quanto essa è un
valore aggiunto in termini di efficacia, facilita le motivazioni, stimola e
canalizza la comunicazione. Tenuto conto che le funzioni tutoriali appartengono
indistintamente a tutti i docenti del Consiglio di classe in veste di equipe
pedagogica, in quanto costitutive del loro profilo professionale, mentre
funzioni specifiche possono essere esercitate da un numero determinato di docenti in rapporto al Piano dell’offerta
formativa. Preso atto che i
coordinatori delle classi esplicano funzioni tutoriali di compiti condivisi
anche nel progetto di prevenzione della dispersione nelle aree a rischio, essi
vengono collegialmente individuati quali docenti che esplicheranno funzioni tutoriali come di seguito indicato:
In riferimento a tutti gli alunni i docenti coordinatori sono impegnati nelle
seguenti funzioni tutoriali:
Compiti specifici
Assistenza tutoriale a ciascun alunno:
·
capire quali sono le difficoltà di
apprendimento(stile cognitivo, padronanza delle conoscenze-abilità disciplinari
di base,motivazioni….)
·
sostenerli di fronte alle difficoltà
(personali,scolastiche,relazionali,cognitive…)
·
mediare le emozioni e le preoccupazioni,rassicurare,aiutare,dare
fiducia
·
comunicare con chiarezza gli obiettivi e che cosa la
scuola si attende da ogni studente alla fine del periodo scolastico
Cura delle relazioni con le famiglie
- Predisporre e realizzare incontri individuali per affrontare situazioni
problematiche (comportamento, rendimento…) e condividere interventi compensativi,attività
alternative….da annotare sul portfolio.
- Ideare iniziative della scuola
(accoglienza,attività ricreative,feste,viaggi…) e condividere con le famiglie
Orientamento per le scelte delle
attività opzionali
Articolazione delle azioni nei
confronti delle famiglie:
- Individuare strategie per una
comunicazione efficace con i genitori
- Socializzare in maniera chiara
le opportunità della scuola
Coordinamento delle attività
didattiche ed educative
Articolazione delle azioni nei
confronti dei docenti:
- costruire i piani di studio individualizzati/personalizzati con la
collaborazione dei docenti del consiglio di classe
- far conoscere ai colleghi gli
interventi didattici(programmazioni)di ogni singolo docente
-
coordinare incontri di consultazione,decisione,
programmazione..
Compiti
In riferimento agli alunni a rischio dispersione e/o
con grave sottorendimento scolastico i docenti coordinatori sono
impegnati nei seguenti compiti:
Assistenza tutoriale a ciascun alunno
- capire quali sono le difficoltà di apprendimento (stile cognitivo,
padronanza delle conoscenze-abilità disciplinari di base,motivazioni….)
- sostenere gli studenti di fronte
alle difficoltà (personali,scolastiche,relazionali,cognitive…)
mediare le
emozioni e le preoccupazioni, rassicurare, aiutare, dare fiducia
- comunicare
con chiarezza gli obiettivi e che cosa la scuola si attende da ogni studente
alla fine del periodo scolastico
Cura delle relazioni con le famiglie
- predisporre e realizzare incontri individuali per affrontare situazioni
problematiche (comportamento, rendimento…) e condividere interventi compensativi,attività
alternative…
-
ideare iniziative della scuola (accoglienza,attività
ricreative,feste,viaggi…) e condividere con le famiglie
Orientamento per le scelte delle
attività opzionali
- articolare azioni nei confronti
delle famiglie
- individuare strategie per una comunicazione efficace con i genitori
- socializzare in maniera chiara le opportunità della scuola
Coordinamento delle attività
didattiche ed educative
- articolare azioni nei confronti
dei docenti:
-
costruire i piani di studio individualizzati/personalizzati con la
collaborazione dei docenti del consiglio di classe
- far conoscere ai colleghi gli interventi didattici(programmazioni)di
ogni singolo docente
-
coordinare incontri di consultazione, decisione, programmazione..
Cura della documentazione del
percorso formativo
Per lo svolgimento dei succitati compiti i docenti preposti alla funzione
tutoriale si avvalgono degli apporti e dei contributi degli altri docenti.
Supporto
al lavoro dei coordinatori delle classi prime e seconde:
Compiti particolari
·
cura della documentazione del percorso
formativo di ciascun studente (
portfolio)
N. Docenti:
segretari o docenti disponibili a supporto dei coordinatori con
funzioni tutoriali
Piano annuale delle attività del personale A.T. A.
Il piano, tenuto conto delle proposte del Direttore Amministrativo
in rapporto al P. O. F., sarà adottato dal Dirirgente Scolastico
Criteri organizzativi generali relativi a:
·
Proposte per la formazione delle classi
·
Proposte per l’ assegnazione dei docenti alle classi
·
Proposte per la formulazione dell'orario del personale
docente
·
Criteri generali e annuali per le visite guidate e viaggi
d’istruzione
·
Direttive per l’organizzazione di lavoro della segreteria
·
Criteri per l’individuazione delle linee guida per la scelta
dei libri di testo
Si rinvia alla carta dei servizi della scuola e alle
delibere degli organismi preposti .
Accordi di rete con altre scuole, convenzioni e consorzi
L’accordo di rete è l’accordo che la scuola stipula con altri istituti per i propri fini istituzionali.
Indicazioni di lavoro:
·
innovazione metodologia, tecnologica e didattica coerenti
con gli orientamenti dell’istituto e con le esigenze emergenti del contesto;
·
attivazione di convenzioni finalizzati a sviluppare modalità
di collaborazione sia a livello di linee progettuali sia a livello di utilizzo
di risorse professionali;
La scuola ha intenzione,
nell’ambito delle iniziative sull’orientamento, di stipulare accordi con gli
Istituti superiori per l’utilizzo di
laboratori e per fruire di personale
esperto per azioni didattiche mirate all’orientamento.
NORME DI ORGANIZZAZIONE (Miscellanea)
Di norma alle riunioni individuali
e/o di gruppo per specifici problemi, seguono riunioni collegiali tra i docenti
delegati e il Dirigente Scolastico.
I segretari delle sedute
collettive, hanno l’obbligo di rilevare le presenze attraverso la firma
autografa dei partecipanti e di approntare, per ogni riunione, un verbale
sintetico dei lavori svolti sui punti all’O.d.G.
I lavori finali dei gruppi, si
concludono sempre con un verbale e documentazione espressa da consegnare
nell’Ufficio del Dirigente Scolastico, rispettando i tempi previsti.
Tutti gli spazi organizzati dalla
scuola, ove sono presenti alunni, sono muniti di regolamento per il loro
funzionamento e per la prevenzione degli infortuni.
Tutte le comunicazioni rivolte ai
docenti, saranno affisse all’albo della sala docente, unica fonte ufficiale di
notifica degli impegni di lavoro. Per questioni urgenti, la Segreteria
procederà a notifiche individuali tramite i collaboratori scolastici e/o per
chiamate dirette anche a casa.
Tutte le comunicazioni compiute
dalla Segreteria e dalla Dirigenza Scolastica
sono trasmesse al personale A.T.A., responsabile delle relazioni con il
pubblico.
In aggiunta il sito informatico della scuola, posto nella sala dei docenti,
riporta:le comunicazioni collettive, le informazioni sui sussidi, sui
laboratori, la documentazione didattica ed il link di collegamento ai siti
internet essendo la scuola cablata in ogni aula speciale e nelle aule.
I docenti eserciteranno tutte le
responsabilità connesse alla loro funzione educativa e didattica. In
particolare avranno cura:
·
di essere diligenti e puntali nella compilazione del
registro personale e di tutta la documentazione didattica, amministrativa ed
organizzativa, resa necessaria per il buon funzionamento della scuola;
·
di essere puntuali nei compiti di vigilanza, alla prima ora,
durante l’intervallo e durante l’uscita degli studenti;
·
custodiranno il materiale didattico individuale e collettivo (il docente
coordinatore) in apposite cartelline didattiche custodite nei cassetti
personali, tenuto conto che l’attività didattica si sostanzia con
documentazione analitica ma anche collettiva non esistendo professionalmente
l’una senza l’altra;
·
altresì, ciascun professore avrà cura di custodire nelle
cartelle personali degli alunni, custodite nell’armadio a vetri posto nella
sala dei docenti, la documentazione didattica, visionabile in qualunque momento
dai genitori che ne hanno interesse giuridico.
PIANO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI E PIANO DI EVACUAZIONE
L’Istituto appronta ogni anno il piano di valutazione
dei rischi e il piano di evacuazione che sarà aggiornato entro il 31 dicembre
di ogni anno solare.
Le singole aule e i laboratori
sono dotati di buste contenenti le norme e le procedure relative al piano di
evacuazione. Sono previste simulazioni per singoli corsi e una simulazione
generale di evacuazione dell’edificio scolastico e comunque almeno una volta
l’anno.
Il Collegio è investito
dell’elaborazione progettuale finalizzata
alla costruzione della cultura della sicurezza con particolare riguardo
agli aspetti specifici relativi alla prevenzione degli infortuni.
VALORIZZAZIONE
DELLE RISORSE UMANE
La complessità del sistema scuola postula una rivisitazione
di concetto di organizzazione che deve diventare cultura per rispondere alla
sfida della qualità a partire dalla valorizzazione delle risorse umane.
Criteri di affidamento degli incarichi didattici
L’obiettivo di sviluppare la
cultura della responsabilità e dell’organizzazione pone all’attenzione del
collegio dei docenti, la necessità dell’individuazione di criteri coerenti con
i principi dell’autonomia, con il riferimento costante alla logica del progetto
collettivo di scuola per il superamento della casuale disponibilità e il
protagonismo individuale.
In particolare gli incarichi
individuali o di team di docenti, di tipo didattico, vengono assegnati secondo
criteri che tengono conto delle disponibilità manifeste, delle competenze ed
esperienze professionali dei docenti. In caso di più disponibilità, a parità di
merito, prevale l’anzianità di servizio nella scuola. In assenza di
disponibilità esplicite e nel periodo compreso tra due adunanze successive del
Collegio, gli incarichi sono affidati
dal Dirigente Scolastico che li porterà all’attenzione del Collegio
nella prima seduta utile.
Linee guida per la gestione delle risorse umane
La gestione delle risorse umane
dovrebbe favorire lo sviluppo integrato dei collaboratori, realizzando il
miglioramento negli stessi sia delle capacità esecutive
(tecnico-professionali), sia di quelle relazionali- comportamentali secondo le
linee – guida di seguito riportate:
·
sviluppare nelle persone la motivazione nel lavoro
·
instaurare rapporti di collaborazione tali che non
compromettano mai la dignità delle persone
·
rinforzare e sviluppare le doti positive delle persone
aiutandole a migliorare
·
favorire l’autonomia dei collaboratori, coinvolgendoli nel
raggiungimento degli obiettivi dell’organizzazione, coinvolgendoli nel lavoro
che svolgono, invogliandoli a dare suggerimenti migliorativi fornendo Loro
addestramento e formazione permanente;
·
sviluppare la capacità di apprendimento individuale ed
organizzativo dei collaboratori, che costituisce un determinante prerequisito
al cambiamento sia nelle singole persone, sia nelle organizzazioni;
·
comunicare sempre in modo chiaro e preciso, per superare la
naturale ambiguità insita nelle dinamiche dei rapporti umani, fornendo e richiedendo
un proficuo feed-back comunicazionale.
AREA DELLA GESTIONE FINANZIARIA E STRUMENTALE
(Gestione delle risorse
finanziarie e strumentali a disposizione)
Il processo di autonomia postula
l’assunzione di responsabilità economiche e una molteplicità di competenze, per
ottenere risultati in coerenza con le finalità istituzionale e del P.O.F..
Partendo da tale premessa il Consiglio d’Istituto ha individuato gli indirizzi
e le scelte generali di gestione e di amministrazione orientati sia a sostegno
del funzionamento della scuola con l’utilizzo delle tecnologie informatiche nei
processi amministrativi sia a sostegno di progetti finalizzati. Quest’ultimi
sono rapportati ad un quadro economico, orientato in via prioritaria, a
sostegno del progetto dispersione, degli interventi individualizzati progettati
dai Consigli di classe singolarmente o in comune con altri e del piano di
formazione dei docenti. Ad ogni progetto è associata una scheda
finanziaria-contabile illustrativa delle spese occorrenti per la loro
realizzazione centrata sui seguenti criteri:
-
spesa per servizi, (ore previste per ogni attività per
docente e/o esperto interno, esterno, ore previste per personale A.T.A.);
-
spesa per beni,
oneri riflessi (entità complessiva della spesa). La rilevazione dei processi
attivati si effettuerà in itinere nelle fasi intermedie ed in modo sommativi al
termine delle attività didattiche, per verificare le dimensioni dello scarto
tra quanto realizzato e quanto previsto, allo scopo di approntare gli opportuni
interventi autocorrettivi.
Gestione del fondo
dell’istituzione scolastica
La gestione del fondo
dell’istituzione scolastica diventa uno strumento di programmazione annuale in
funzione del progetto scuola. La nuova prospettiva facilita la realizzazione delle
azioni progettate e riconduce a sintesi unitaria la dicotomia, tutt’ora
esistente, tra la progettualità educativo-didattica e quella
amministrativo-gestionale. La complementarietà temporale dei due aspetti
educativo-finanziario ed una nuova cultura organizzativa che si nutre di analisi,
raccolta dati, monitoraggi dei processi. e dei prodotti, consente di costruire
e non solo descrivere l’efficacia, l’efficienza e l’economicità delle azioni
educative progettate.
Il processo serve ad assicurare la
pianificazione, il reperimento e la gestione, nei tempi e nei modi opportuni,
delle risorse finanziarie necessarie al funzionamento dell’istituto e
all’attuazione dell’insieme delle attività che realizzano il piano dell’offerta
formativa gli standard di qualità e quantità previsti Il processo può
riguardare anche :
·
le risorse per i progetti speciali
·
le risorse della Regione
·
le risorse dei privati
Tipologia delle risorse:
- finanziamenti pubblici e privati
- forme di autofinanziamento
- criteri di ripartizione delle
spese e priorità degli investimenti
- convenzioni con enti pubblici e
soggetti privati
Risorse interne
Tipologia: risorse orarie,
completamento orario, modularità dell'orario, ore di attività sportiva,
progetti e nuove figure professionali, attività extracurricolari, docenti di
sostegno, bibliotecario, fondo di istituto, somme aggiuntive per
autofinanziamento, contributi volontari degli alunni, forme di
autofinanziamento (mostra di quadri , vendita i fiori, aste…..), attrezzature (
sussidi, biblioteca, laboratori, fotocopiatrice………)
Risorse esterne
Tipologia: Equipe medico
psico-pedagogica ASL FG1,Enti pubblici
e Privati, Associazioni, Esperti,
professionalità dei genitori, Enti/Associazioni, convenzioni con associazioni sportive per l’utilizzo della
palestra.
Utilizzo delle tecnologie
didattiche e delle infrastrutture a disposizione
·
sviluppo delle nuove tecnologie didattiche;
·
applicazione di strumenti di tipo informatico nelle attività
formative, gestionali e amministrative;
·
formulazione di un piano acquisti;
·
utilizzo dei locali scolastici per attività culturali,
sociali: conferenze, concerti.
SISTEMI DI COMUNICAZIONE
Rapporti tra Dirigente Scolastico, Direttore Amministrativo
e Ufficio di Segreteria
La comunicazione avviene, in momenti prefissati della
giornata, con il Direttore Amministrativo per il disbrigo degli affari correnti
e per la lettura della posta e, in momenti formalizzati, per gli incontri
con Collaboratori scolastici e gli
Assistenti amministrativi.
Rapporti tra Ufficio di Segreteria con il pubblico, gli
alunni, i genitori, i docenti, l’utenza
esterna,
La segreteria tratta gli affari del proprio ufficio:
·
per chiamata diretta degli alunni interessati durante
l’intervallo delle lezioni;
·
per chiamata diretta dei docenti, di norma, non durante
l’orario di insegnamento;
·
per chiamata diretta del restante personale, dopo aver
provveduto alla copertura del servizio;
·
per chiamata dei genitori tramite i figli e/o formalizzata;
·
per chiamate dirette e/o formalizzate degli esterni;
·
per avvisi interni affissi agli albi ufficiali per tutto il
personale;
·
per avvisi interni su albi informali distribuiti sui due
piani.
Tutti sono tenuti al rispetto dell’orario di segreteria(10.30-13.00)
Rapporti tra Dirigente Scolastico e Collaboratori
Le comunicazioni avvengono:
·
per vie brevi:
·
per incontri formalizzati dal Dirigente Scolastico (d’ora in
poi chiamato D. S.).
Rapporti tra Dirigente Scolastico e il personale
I rapporti di comunicazione tra il Dirigente Scolastico e il
personale avvengono:
·
tramite il Direttore dei servizi generali e amministrativi (
d’ora in poi D. S. G. A.), i Collaboratori, gli incaricati delle funzioni
strumentali e i responsabili dei vari servizi;
·
tramite gli avvisi interni affissi agli albi ufficiali posti
nella sala dei docenti;
·
in via diretta, di norma, negli orari stabiliti per il
pubblico
·
tramite L.A.N.
interna
·
per posta elettronica
Rapporti tra Dirigente Scolastico e i genitori
Le comunicazioni avvengono:
·
per chiamata diretta;
·
per chiamata formalizzata attraverso un registro;
·
per ricevimento durante l’orario prefissato;
·
per cassetta postale situata nello spazio adiacente
l’auditorium;
·
per posta elettronica.
Rapporti tra il
Dirigente Scolastico e gli alunni, i Collaboratori del Dirigente Scolastico
e gli alunni
Le comunicazioni avvengono:
·
direttamente nelle classi;
·
attraverso appositi registri;
·
in forma privata.
Rapporti tra i docenti e gli alunni
Le comunicazioni avvengono:
·
per chiamata diretta o tramite il libretto personale dello
studente;
·
attraverso l’apposito registro di comunicazione a
disposizione della classe;
·
attraverso chiamata formalizzata da parte del Dirigente
Scolastico.
LE SCELTE DI SUPPORTO ALLA QUALITA’ DEL P.O.F.
Il processo di autonomia della
scuola sottintende una domanda sociale di maggiore efficacia, efficienza ed
economicità, rivolta a migliorare la qualità del servizio scolastico. Il
problema è, allora, di definire quali sono i fattori della qualità che comportano una rivisitazione delle
prestazioni dei docenti individuali e collettivi e una diversa organizzazione
della scuola oggetto di qualche forma di misurazione e di valutazione.
Il problema della valutazione dei risultati orienta la scuola alla ricerca dei fattori
indicatori di efficacia e di efficienza.
Il controllo dei processi che
determinano i risultati postula l’individuazione di strumenti
autoregolativi delle variabili
considerate in interazione nel processo formativo. L’esame pertanto di una
variabile fornirà risposte che andranno
lette in rapporto ad altre variabili (risorse, contesto, clima..) ma che comunque
rappresenta un tentativo di avere informazioni valide e attendibili su un
fattore che viene individuato come fattore di qualità. Fare autoanalisi su
indicatori condivisi, significa anche regolare le procedure di lavoro
individuali e collettive finalizzate alla qualità delle relazioni tra
insegnamenti e apprendimenti. La loro qualità diventa allora qualità della
scuola se aiuta gli insegnanti a sviluppare una cultura della valutazione che
consente di rendere più efficace ed efficiente, con il superamento dello spreco
delle risorse umane, l’azione educativa e se aiuta i ragazzi a leggere e padroneggiare
i nuovi saperi, a sviluppare competenze, atteggiamenti, comportamenti,
linguaggi, perché possano contribuire
alla crescita individuale e collettiva del contesto in cui vivono.
Fattori di qualità
il
clima relazionale e comunicativo
Sembra banale sottolineare come la
dimensione relazionale sia
uno dei nodi fondamentali per il positivo andamento di una scuola e per
l'instaurazione di un clima sereno tra le persone che vi operano. I risultati
che possono essere ottenuti da una organizzazione come quella scolastica,
dipendono in buona parte dal comportamento
degli individui che interagiscono durante lo svolgimento delle diverse
attività. Per raggiungere buoni risultati, infatti, non é sufficiente (anche se
é necessario) conoscere bene il proprio lavoro, poiché l'elemento determinante
é il particolare modo personale in cui
il singolo individuo si rapporta con il
problema da affrontare, con il
contesto d'azione e con gli altri
attori (interni ed esterni) che agiscono contemporaneamente in tale scenario.
Diventa, pertanto, importante
riuscire a realizzare nel tempo un progressivo miglioramento personale nella qualità delle osservazioni, delle
percezioni, dell'apprendimento, delle comprensioni, delle interazioni, delle
relazioni e delle azioni.
Di seguito si riportano alcune
indicazioni che possono migliorare il proprio sviluppo personale:
·
percepire che ogni verità
é legata ad un certo momento e ad un certo contesto;
·
analizzare i problemi da punti
di vista differenti rispetto a quelli secondo cui ci sono stati presentati;
in modo da non doverci attaccare al nostro punto di vista e in maniera analoga
non dovremmo subire quello che ci viene proposto (imposto) dagli altri;
·
sviluppare l'apprendimento e la capacità di "apprendere
ad apprendere";
·
interpretare per livelli, assegnando ad ogni livello
l'adeguata chiave di lettura;
·
distinguere il "complicato" (ciò che é
"piegato su se stesso", da dispiegare), dal "complesso"
(ciò che è "intrecciato insieme", che si dissolve se scomposto nelle
sue parti perché è formato dall'insieme contemporaneo e composito delle
stesse);
·
avere presente l'esistenza dei limiti cognitivi e delle
illusioni (distorsioni) cognitive, naturali nella natura umana;
·
sviluppare l'autostima e contrastare l'autolimitazione
(paure interne, limiti autoimposti)
nei pensieri e nei comportamenti;
·
interrogarsi sulla immagine data di sé e sul proprio stile
caratteristico, avendo sempre presente che l' autopercezione non coincide con
la percezione che gli altri hanno di noi;
·
sviluppare il proprio "sapere", "saper
fare", "saper essere";
·
porsi degli obiettivi personali chiari e sinceri, avere un
"progetto di vita";
·
impegnarsi per crescere sia professionalmente che come
persone;
·
migliorare il "gusto della vita" nelle attività
personali e nel lavoro, avere "entusiasmo appassionarsi" a quello che
si fa, provare piacere" nel fare le cose che si fanno mentre le si fa;
·
conservare la serenità,
anche nei momenti che sembrano i più difficili, ed un minimo di umorismo e
divisione positiva della vita;
·
imparare a gestire le interazioni e le relazioni con gli
altri;
·
comunicare bene (a livello verbale e non verbale) e
verificare l'esito della comunicazione, tenendo presente che non é per nulla
scontato che l'interlocutore interpreterà le nostre parole come noi vorremmo;
·
aprirsi agli altri, saper ascoltare. Dare feed-back e
sollecitare gli altri perché essi stessi facciano altrettanto, per realizzare
l'allineamento delle comprensioni e migliorare la comunicazione
·
attuare -nel proprio e nell'altrui interesse- un comportamento
assertivo, considerato come quella particolare modalità di interazione con gli
altri, basata su un comportamento "equilibrato" -che può essere
appreso- in cui i propri e gli altrui diritti vengono considerati di pari
importanza e dignità;
·
migliorare le capacità di negoziazione, puntando a
raggiungere più la cooperazione che l' autoaffermazione;
·
imparare a gestire bene il proprio tempo ed a valutare le
priorità in funzione di: urgenza, gravità, importanza, difficoltà ed interesse
personale;
·
non semplificare, tenendo presenti (e distinguendo) la
complessità e la complicazione;
·
non rinviare, tenendo presente che "non decidere"
é sempre (e comunque) una decisione;
·
ricordarsi che le nostre azioni possono avere effetti
imprevisti e che, spesso, le relative
conseguenze si manifestano lontane nel tempo e nello spazio, quando gli effetti
non sono più controllabili e spesso neppure comprensibili;
·
mirare più all'efficacia che all'efficienza (o meglio:
all'efficienza nell'efficacia);
·
tendere più al risultato che al rispetto della forma;
·
cogliere ogni occasione per sviluppare le proprie capacità
creative, nell'innovazione e nella soluzione dei problemi;
·
contrastare le proprie naturali resistenze al cambiamento,
cercando di non reagire automaticamente, ma di porsi dubbi e domande sincere;
·
controllare le reazioni (ansia
e stress) al cambiamento che si
deve subire nei contesti in cui si opera;
·
cogliere ogni occasione per sviluppare l'efficacia personale
nell'azione (capacità di interpretazione dei contesti, di relazione, di
interazione e di comportamento adeguato, di comunicazione corretta, di
soluzione di problemi, di decisioni in condizioni di incertezza, ecc.);
·
motivare, convincere, spingere sé stessi e gli altri verso
la cooperazione reciproca, per migliorare sé stessi ed il sistema;
·
ricordare -infine- che anche nell'eventuale applicazione
concreta di questi "consigli" tutto
dipende da ciascuno di noi e cioè dalle nostre aspettative, dalla
valutazione che abbiamo di noi stessi, dai modelli mentali che ci siamo
costruiti nel tempo, dall'approccio che abbiamo con la vita (e con il lavoro,
in particolare), dal nostro eventuale "progetto di vita".
Queste indicazioni, per il miglioramento personale, si basano
su un cambiamento di prospettiva culturale, che considera non soltanto
l'aspetto razionale, le competenze, le esperienze lavorative, ma anche la sfera
delle emozioni e dei sentimenti, e -inoltre- la capacità di migliorare e creare
soluzioni innovative. Questa nuova ottica di approccio si pone l'obiettivo di
armonizzare i bisogni di una organizzazione con quelli delle persone, i cui
sentiti soggettivi non possono essere considerati marginali, ma devono essere
esplicitati, compresi e valorizzati per creare quel particolare clima di crescita personale degli
individui.
Rapporti
scuola famiglia
Sviluppo comunità educante
La scuola è impegnata a riattivare
il comitato dei genitori perché si possa insieme costruire sui bisogni
esplicitati una forte azione educativa sui valori e sui comportamenti dei
minori, facendo conoscere il piano dell’offerta formativa, costruendo il
contratto formativo fra gli studenti e sollecitando una partecipazione alle
attività extracurricolari, che realizzano la scuola come centro di promozione
sociale e civile.
Servizi
di welfare
La scuola si sta interessando per
fornire ai genitori degli alunni, il quadro normativo aggiornato sui diritti
degli alunni disabili e la consulenza
necessaria per garantire Loro il
pieno diritto allo studio. Azioni specifiche sono condotte ogni anno nei
confronti del Comune perché garantisca la totale utilizzazione dei servizi
presenti a scuola eliminando completamente le barriere architettoniche
all’interno dell’edificio scolastico.
Incontri
e comunicazioni scuola-famiglia
Sono istituiti colloqui settimanali
individuali con i genitori e tre/quattro incontri generali annuali, le cui
modalità sono definite nel piano annuale delle attività.
Iniziative
per la formazione dei genitori
Il piano annuale di formazione e/o aggiornamento prevede un
corso di aggiornamento rivolto alle famiglie.
Iniziative
e servizi a sostegno del diritto allo studio
La scuola favorisce all’inizio
dell’anno, per i propri genitori, con la collaborazione dei docenti e per un
certo periodo all’inizio dell’anno, uno scambio di testi usati per garantire a
tutti gli studenti, in disagiate condizioni economiche, il pieno diritto allo
studio oltre che a supportare sul piano
amministrativo l’azione dell’Ente locale in tale direzione. Altresì è impegnata
a fornire gratuitamente le fotocopie necessarie agli alunni che versano in
disagiate condizioni economiche e altre provvidenze fino ad un budget definito annualmente dal C.I.
Monitoraggio e valutazione
(analisi dei processi e dei prodotti)
Tutti i progetti e le attività con
oneri a carico della scuola sono oggetto di monitoraggio e valutazione da parte
dei rispettivi responsabili.
Le azioni di monitoraggio sono
attivate per valutare gli andamenti delle iniziative in funzione autoregolativa
e di feedback finalizzato alla eliminazione dell’errore e al miglioramento
dell’efficacia e dell’efficienza.
Criteri:
·
modalità (riunioni informali, riunioni strutturate, incontri
periodici)
·
strumenti (interviste, rilevazioni di opinioni, qualitative
o attraverso i questionari)
·
periodicità delle rilevazioni
La valutazione serve a ottenere
informazioni sui prodotti
Criteri generali:
pertinenza, utilità ,scientificità ,efficacia ,efficienza
azioni
specifiche: organizzazione funzionamento
del Consiglio di Classe
I Consigli di classe sono invitati
ad effettuare il monitoraggio relativo a loro funzionamento. L’autoanalisi del
Consiglio di classe, considerato come il soggetto principale della
produttività del sistema scuola, può
essere effettuato attraverso lo strumento del questionario. Esso rivolto ai
docenti, in veste di gruppo di lavoro, serve a individuare, attraverso dati
obiettivi, la capacità progettuale e di programmazione, le modalità di
esercizio delle competenze professionali con i connessi limiti e punti di forza, le dinamiche relazionali che
si sviluppano al suo interno, il grado di condivisione delle finalità veicolate dal processo di autonomia, il
grado di resistenza culturale al cambiamento,
il clima relazionale tra i membri del gruppo. L’autoanalisi del
consiglio di classe, interpretata in chiave di valutazione formativa, dovrà consentire al consiglio di classe di
avere un quadro di riferimento metodologico per fare riflettere i docenti sulla
stretta relazione che esiste tra i processi di insegnamento/apprendimento e le
procedure destinate a controllare l’efficacia della programmazione per quella
classe e per quegli alunni. Il questionario introdotto in via sperimentale per
i consigli di classe disponibili, sarà successivamente generalizzato e
avrà cadenza annuale.
Esso è articolato su indicatori
considerati criteri di qualità: la programmazione, l’organizzazione, la
partecipazione e il clima delle relazioni. Per ciascun criterio, sono stati
individuati tre indicatori finalizzati a far emergere un quadro tendenziale
della caratteristica osservata. L’analisi dell’errore consentirà avere un
flusso di informazioni e conoscenze finalizzati al superamento di ostacoli
(mancanza di cultura organizzativa, resistenza all’innovazione, individualismo
didattico ecc.) che ne impediscono l’efficace funzionamento.Gli aspetti
descritti dagli indicatori individuati sono valutati in forma ordinale.
E’ compito dei consigli di classe
definire il periodo per la somministrazione del questionario e il periodo di
monitoraggio.
Il piano dell’offerta
formativa nei suoi vari aspetti
Procedura: autoanalisi
Indicatori: quelli definiti
annualmente
Periodo monitoraggio: alla fine del primo quadrimestre (Febbraio –
Marzo)
Periodo di valutazione: fine mese
di Giugno
Relazione
finale dei docenti sull’andamento didattico e disciplinare della classe
Procedura: autoanalisi
Indicatori: quelli definiti nelle
progettazioni individuali e di classe
Periodo valutazione: mese di
Giugno
Le relazioni finali dei docenti e
della classe sono finalizzati alla verifica dell'andamento didattico e
disciplinare secondo i seguenti indicatori
rapportati ai piani di lavoro della classe e degli alunni:
- situazione finale della classe in ordine agli obiettivi formativi
comuni cognitivi e non, conseguiti al termine dell'anno scolastico rispetto
alle attese, le difficoltà eventualmente incontrate dai singoli insegnanti
nello svolgimento del proprio lavoro, e conseguentemente la maggiore o
minore rispondenza delle attività progettate per la classe alle reali possibilità
degli alunni, nonché le eventuali rettifiche apportate alle attività medesime;
- forme di coordinamento
interdisciplinare e pluridisciplinare effettuate;
- tipologia e frequenza delle
prove scritte, scritto pratiche e scritto grafiche;
- criteri di valutazione usati
(per la classe, per gli alunni in difficoltà );
- mezzi e metodi prevalentemente
usati;
- accesso alle strutture, alle
attrezzature ai sussidi, ai laboratori;
- attività scolastiche di integrazione/ potenziamento
anche a carattere interdisciplinare;
- modalità di intervento e
correttivi usati per il recupero e il sostegno/consolidamento degli alunni;
- interventi
individualizzati/personalizzati per gli
alunni ;
- attività parascolastiche,
interscolastiche e extrascolastiche, progetti attivati;
- comunicazione alle famiglie;
- frequenza degli alunni;
-
tasso di abbandoni.
Autoanalisi dell’attività del docente:
La scuola si propone di affrontare il problema della qualità della relazione
tra docenti e alunni con la individuazione di precisi indicatori al fine di
migliorare i processi relazionali e quindi anche l’apprendimento degli studenti
e delle studentesse.
Indicatori:motivazione
allo studio, organizzazione dell’ attività,comprensione della lezione,
esplicitazione degli obiettivi didattici e educativi, trasparenza valutativa ,
puntualità nella revisione dei compiti , relazioni emotive incoraggianti
,imparzialità ,tolleranza negli errori ,messa in discussione, adattamento alle specifiche
situazioni individuali , ripetizione della lezione.
Procedura: autoanalisi
Ciascun docente avrà cura di
proporre ai suoi alunni il
questionario e di trasmetterlo alla
Funzione strumentale n.1, per le opportune iniziative sul piano delle problematiche
educative, per promuovere eventuali azioni formative.
Periodo di monitoraggio: nei
momenti scelti dal docente e comunque entro il mese di Febbraio
Periodo valutazione: mese di
Giugno
Autoanalisi
dell’Istituto
ll passaggio dalla scuola dell’adempimento
a quella dei risultati pone
all’attenzione del Dirigente Scolastico e del Collegio dei Docenti, il problema
della qualità della scuola e della conseguente selezione dei fattori da
considerare, difficilmente comunque da
individuare per la complessità del sistema scuola e per la molteplicità
delle sue finalità. Posti di fronte al problema se rimandare la questione o
affrontarla sia pure con gradualità e per segmenti, si concorda di individuare due obiettivi da sottoporre a valutazione.
Uno rivolto alla
comunicazione delle iniziative e
attività prodotte dalla scuola, l’altro rivolto verso l’organizzazione dei
servizi:
Le
forme di comunicazione
L’elaborazione del P.O.F.
rappresenta l’occasione, per incontri formalizzati, di discutere su valori e di
condividere le finalità che la scuola deve trasmettere agli alunni.
L’occasione serve per porre il problema
della soddisfazione del “cliente” vista attraverso una efficace comunicazione veicolata da una
molteplicità di strumenti. Così il sito e-mail, servirà a favorire le
informazioni di tipo informatico, più bacheche informeranno i genitori
sull’accesso ai servizi previsti dalla carta, delle autocertificazioni, delle
provvidenze a favore degli alunni portatori di handicap, del diritto a
conoscere i criteri di valutazione degli alunni. Cartellonistica specifica,
posta in modo visibile, all’ingresso della scuola testimonierà sulle iniziative
attivate nel campo della sicurezza stradale con la collaborazione di soggetti
esterni e nel campo della raccolta differenziata dei rifiuti da porre in essere
con l’Ente locale e con i genitori. E’ prevista la celebrazione di alcune
ricorrenze tra cui la giornata
dell’ambiente ad Aprile che vedrà coinvolte le famiglie nella pulizia degli
spazi e nella sistemazione del verde.Sono previsti inoltre incontri con
Associazioni presenti sul territorio per la trattazione di tematiche culturali
e sociali.
Organizzazione del servizio scolastico
Procedura: la valutazione
indiretta esterna è finalizzata a rilevare la percezione del servizio scuola
presso le famiglie. Essa sarà compiuta per campione rappresentativo delle
famiglie e resa pubblica agli albi della scuola.
Periodo: mese di Marzo
Strumenti:
Questionario all'utenza (a campione) sui seguenti
indicatori definiti
Indicatori :
organizzazione:orario,
regolamento disciplinare, funzionamento dell’ufficio di Dirigenza Scolastica,
funzionalità della Segreteria, carichi di lavoro ed equilibrata ripartizione
dei compiti, rapporti con i genitori, validità del libretto personale dello
studente, condizioni ambientali, ambienti fisici laboratori, palestra, servizi
igienici, barriere architettoniche.
area didattica: accoglienza,
libri di testo, materiale scolastico, rapporto docenti-alunni, sperimentazioni progettuali,
attività sportive, viaggi di istruzione e visite guidate,percorsi formativi
degli alunni,orientamento, valutazione degli alunni e trasparenza,
comunicazione dei giudizi
Rilevazioni statistiche
La scuola rileva dati statistici
in relazione a:
iscrizioni, ripetente, evasioni,
mancate frequenze, abbandoni, ritiri formalizzati, frequenze irregolari, non
ammissioni, trasferiti in entrata, trasferiti in uscita, sanzioni disciplinari,
frequenza dei rapporti con le famiglie, 19^ ora e colloqui generali,
licenziati, iscrizioni agli Istituti superiori
Periodo: annualmente e al termine
delle lezioni
Pubblicizzazione all’albo
ATTUAZIONE
Le indicazioni di lavoro contenute
nel presente P.O.F. si applicano, per almeno un triennio, e comunque fino a
quando non intervengono in materia disposizioni modificative contenute nei
contratti collettivi o in norme di legge.
Condizioni particolari:
Esso, una volta approvato dal
Collegio dei Docenti e adottato dal Consiglio d’Istituto:
·
è vincolante per tutti gli operatori scolastici;
·
può essere modificato e integrato durante l’anno scolastico,
per esigenze didattiche e organizzative, previe delibere dei competenti organi
dell’istituzione scolastica.
Il piano è corredato da specifici allegati didattici, amministrativi
e finanziari e dalla Carta dei servizi
della scuola, parti integranti.
Per quanto non precisato e non in
contraddizione con il presente piano, valgono, in materia, le vigenti
normative.
Deliberato
dal Collegio dei docenti il 19
ottobre 2005 . Il piano ha validità triennale.
Ai sensi del comma 7 dell’art.14
del D.P.R. n. 275 dell’ 8 marzo 1999, il presente atto diviene definitivo il
quindicesimo giorno dalla data di pubblicazione nell’albo della scuola. Entro
tale termine, chiunque ne abbia interesse può proporre reclamo all’organo che
ha emesso l’atto, che deve pronunciarsi sul reclamo stesso nel termine di
giorni 30 (trenta), decorso il quale l’atto diviene definitivo.
L’atto diviene altresì definitivo
a seguito della decisione sul reclamo.
L’atto definitivo è impugnabile
solo per via giurisdizionale.
Visto: F.to Il
Dirigente